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Tommaso Campanella
Poesie

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    • 110 Sonetto contro Aloise Sciarava.
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110

Sonetto contro Aloise Sciarava.

     Mentre l'albergo mio non vede esangue

e gli spirti poggiar tremanti al cielo,

l'empio mostro, che, sotto a finto zelo,

la sua grandezza cerca nel mio sangue,

    di rabbia scoppia, si spaventa e langue;

muta sembiante il suo volpino pelo;

va a torno, informa, accusa e cangia stelo,

come aggirato vien dal perfido angue.

    Dio par che dorma, e 'l suo bianco campione

da falsi testimoni oppresso giaccia,

che vendono il suo mal per devozione.

    Deh, Signor forte, in me volgi tua faccia,

da' autorità più espressa al mio sermone,

ond'i ministri di Satàn disfaccia.

 

 




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