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Tommaso Campanella
Poesie

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  • Poesie
    • 111 Sonetto in lode di Spagnuoli.
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111

Sonetto in lode di Spagnuoli.

     Sciarava m'incitò ch'io maledica

il governo e l'eserciti di Spagna.

- Meglio è - diss'io - che muto mi rimagna

che ciò, Dio non volendo, faccia o dica. -

    O figli di Iafet, o gente amica

all'altissimo Sir, possente e magna

d'armi e consiglio in mar e alla campagna,

Dio mi comanda ch'io vi benedica.

    Di Sem nei padiglion tenendo il campo,

i figlioli di Cam ti serviranno:

non ti capen doi mondi; il terzo nasce.

    S'a quello interno lume, ond'io m'avampo,

gli aquilin d'Austria fissi guarderanno,

del sol, com'hanno il giro, aràn le fasce.

 

 




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