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Tommaso Campanella
Poesie

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  • Poesie
    • 119 Sonetto secondo in lode del medesimo.
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119

Sonetto secondo in lode del medesimo.

     Dunque, furor divin, ch'al volgo appare

follia, Presterà mio, t'infiamma e guida.

Chi d'immortal tanto valor si fida

degno carme poter dunque trovare?

    Con lor cadesti per risuscitare

tanti eroi, redentor sorgendo e guida;

traditoresca, ingrata ed omicida

setta atterrasti e d'iracundia un mare.

    Gli orribil mostri e 'l serpentin bilingue

dove son or? dov'è l'ebraico stuolo?

dov'è 'l moresco? e i lor bugiardi offici?

    Fedel combattitor, mai non s'estingue

più il nome tuo, poiché serbasti solo

virtù, religion, patria ed amici.

 

 




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