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| Tommaso Campanella Poesie IntraText CT - Lettura del testo |
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143 Sonetto sopra un laccio di capelli. Con tante spesse reti e stretti nodi, quante Amor fabricar mai ne sapesse, poi che al regno durissimo successe della Necessità, ninfa, mi annodi. Ed io, che tue bellezze, glorie e lodi nella mente profonda porto impresse, e le virtuti insieme ond'egli intesse tanto lavoro con occulti modi, di tuoi capegli un laccio dimandai (come ogni affetto il simile richiede) per segno di miei dolci lunghi guai. Compita ancor non è la mia mercede, se pria Vulcan, per non disciôrci mai, còlti in sua rete entrambi non ci vede.
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