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| Tommaso Campanella Poesie IntraText CT - Lettura del testo |
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156 Gioia, idea, vita, luce, idolo, amore, mia propria essenza, in cui mi trasformai, sei, Giulia mia; sì ben altro non mai porto in bocca, nell'animo e nel core. Né sol di me lo spirital valore in te han converso i tuoi benigni rai, ma la carne anche e l'ossa, ond'io restai gioco, iride, umbra, luna, imago, ardore. Vivo io, non io, ma tu vivi in me stesso; tu ti chiami Gentil, io del Gentile, cioè dell'esser tuo titulo e segno. Deh! m'avess'anche il mio fato concesso ch'in te foss'anco il mio restante umìle transumanato dall'Eterno Ingegno.
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