Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Tommaso Campanella
Poesie

IntraText CT - Lettura del testo

  • Poesie
    • 75 Canzone terza della medesima salmodia.
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

75

Canzone terza della medesima salmodia.

     Vengo a te, potentissimo Signore,

sapientissimo Dio,

amorosissimo Ente Primo ed Uno:

miserere del nostro antico errore;

cessi omai l'uso rio;

non sia più l'uno all'altro uomo importuno;

tornin, dove io gli aduno,

alla Prima Ragion tua; donde errando,

siamo trascorsi a diverse menzogne,

talché ognun par ch'agogne

farsi degli altri dio, gli occhi abbagliando

al popol miserando,

già di cieca paura

sforzato a perseguir chi ben gli adduce;

ond'io sto in sepoltura,

perché lor predicai la prima luce.

    Per l'Unità ti priego viva e vera,

per cui disfarsi stimo

la discordia, la morte e l'empio inganno;

per la Possanza universal primera,

e per lo Senno primo

e per lo primo Amor, ch'un ente fanno:

togliene omai quel danno,

che da valor, da senno e d'amor finti,

tirannide, sofismi, ipocrisia,

spande pur tuttavia;

che l'alme e i corpi a pugna cieca ha spinti

fra lacci e laberinti,

ove par che sia meglio

non veder l'uscio a chi forza non have;

e me n'hai fatto speglio,

quando senz'arme m'hai dato la chiave.

    Per le medesme eminenze ch'io soglio

dir di se stesse oggetti,

essenza, verità e bontade insieme,

ti prego, s'io di maschere le spoglio,

quella colpa rimetti,

che tôrre i falsi dèi dall'uman seme

vantansi, e più ci preme.

Chi vide ch'unquanco in terra si faccia

il tuo voler, sì come si fa in Cielo?

chi d'ignoranza il velo,

chi il giogo sotto gli empi, che n'allaccia,

in fatti rompe o straccia?

Sol libertà può farci

forti, sagaci e lieti. E 'l suo contrario

valere a consumarci

di sei milia anni mostra il gran divario.

    Poi ti prego, ti supplico e scongiuro

per l'influenze magne,

Necessità, Fato, Armonia, che 'l regno

dell'universo mantengon sicuro,

tue figlie, non compagne;

per lo spazio, ch'è base al tuo disegno;

per la mole all'ingegno,

pel caldo e per lo freddo, d'elementi

gran fabbri, e per lo cielo e per la terra,

pe' frutti di lor guerra;

pel tempo e per le statue tue viventi,

stelle, uomini ed armenti

per tutte l'altre cose;

per Cristo, Senno tuo, Prima Ragione,

che dalle sorti ascose

spezzi la crudel mia lunga prigione.

    Se mi sciogli, io far scuola ti prometto

di tutte nazioni

a Dio liberator, verace e vivo,

s'a cotanto pensier non è disdetto

il fine a cui mi sproni;

gl'idoli abbatter, far di culto privo

ogni dio putativo

e chi di Dio si serve e a Dio non serve;

pôr di ragione il seggio e lo stendardo

contra il vizio codardo;

a libertà chiamar l'anime serve,

umiliar le proterve.

Né a' tetti, ch'avvilisce

fulmine o belva, dir canzon novelle,

per cui Siòn languisce.

Ma tempio farò il cielo, altar le stelle.

    Deh! risorga a pietà l'Amor eterno,

e l'infinito Senno

proponga l'opra al gran Valor immenso,

che il duro scempio del mio lungo inferno

vede senza il mio cenno:

sei e sei anni, che 'n pena dispenso

l'afflizion d'ogni senso,

le membra sette volte tormentate,

le bestemmie e le favole de' sciocchi,

il sol negato agli occhi,

i nervi stratti, l'ossa scontinoate,

le polpe lacerate,

i guai dove mi corco,

li ferri, il sangue sparso, e 'l timor crudo,

e 'l cibo poco e sporco;

in speme degna di tua lancia e scudo.

Farsi scanni gli uman corpi a' giganti,

gli animi augei di gabbia,

bevanda il sangue, e di lor prave voglie

100 le carni oggetto, e le fatiche e i pianti

101 giuoco dell'empia rabbia,

102 maniche a' ferri usati a nostre doglie

103 l'ossa, e le cuoia spoglie;

104 de' nostri sensi, testimoni e spie

105 false contra noi stessi; e ch'ogni lingua

106 l'altrui virtute estingua,

107 e fregi i vizi lor con dicerie,

108 vedrai da queste arpie

109 più dal tuo tribunale.

110 Che pel tuo onor, mia angoscia se non basta,

111 ti muova il comun male,

112 a cui la providenza più sovrasta.

113     Se favor tanto a me non si dovea

114 per destino o per fallo,

115 sette monti, arti nuove e voglia ardente

116 perché m'hai dato a far la gran semblea,

117 e 'l primo albo cavallo,

118 con senno e pazienza tanta gente

119 vincere? Dunque, mente

120 tanto stuol di profeti che tu mandi?

121 ed ogn'anima santa, che già aspetta

122 veder la tua vendetta,

123 falsa sarà per gloria di nefandi?

124 Più prodigi e più grandi

125 il tuo Nume schernito,

126 qual muto idolo, agogna oggi, che quei

127 ch'i mostri han sovvertito

128 di Samaria, d'Egitto e di Caldei.

129      Tre canzon, nate a un parto

130 da questa mia settimontana testa,

131 al suon dolente di pensosa squilla,

132 ch'ostetrice sortilla,

133 ite al Signor, con facce e voce mesta

134 gridando miserere

135 del duol, che 'l vostro padre ange e funesta.

136 Né sia chi rieda a darmi altra novella

137 dal Rettor delle sfere

138 che 'l fin promesso dell'istoria bella

139 (sia stato falso o vero il messaggiere),

140 cantando: - Viva, viva Campanella! -

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License