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| Tommaso Campanella Poesie IntraText CT - Lettura del testo |
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78 Canzone terza del medesimo tema. Piangendo, dici: - Io ti levai, - mia testa; le man: - Scrivemmo -; i piè: - T'abbiam portato. Dispregiarne è peccato. Di più, te il dolor stringe e 'l riso spande; ti prende obblio ed inganno, ché se' un fiato, e la puzza greva, odor cresce e desta, che sparso in aere resta; perché noi, gloria, Venere e vivande sprezzi, ove certo vivi, e molto, e grande? - Compagno, se in obblio le doglie hai posto, quando di terra in erba e in carne sei fatto di membri miei pur questa obblierai, ch'or ti martìra, di farti terra; e poi godrai di lei. Per farne altri lavori ha Dio disposto disfare il tuo composto; ma in tutto il Primo Amor dolcezza spira. Poi sarai mio, se 'l tutto al tutto aspira. S'or debbo a ciò che fosti e sarai mio, porterò un monte: ma l'arte soprana quanto ti trasumana, staremo insieme: né pensar ch'io tema disfarmi in nulla, o in cosa da me strana. L'animal spirto, in cui involto sono io, prende inganno ed obblio, ed io per lui: quando egli cresce e scema, patisco anch'io, ma non mutanza estrema. Desir immenso delle cose eterne e 'l vigor, per cui sempre alto più intendo e terra e ciel trascendo, se nulla eccede di sue cause il fine, mostran che d'aria e dal sol non dipendo, né di cose caduche, ma superne. Ecco che mi discerne da te, ch'ami e sai solo il tuo confine; e pur gran pruove d'altre alme divine. La morte è dolce a chi la vita è amara; muoia ridendo chi piangendo nasce; rendiam queste atre fasce al Fato omai, ch'usura tanta esige, ch'avanza il capital con tante ambasce. L'udito, i denti vuol, la vista cara. Prendi il tuo, terra avara, perché me teco ancor non porti a Stige. Beato chi del tempo si transige! Tu, morte viva, nido d'ignoranza, portatile sepolcro e vestimento di colpa e di tormento, peso d'affanni e di error laberinto, mi tiri in giù con vezzi e con spavento, perch'io non miri in Ciel mia propria stanza, e 'l ben ch'ogn'altro avanza: onde, di sua beltà invaghito e vinto, non sprezzi e lasci te, carbone estinto.-
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