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Tommaso Campanella
Poesie

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  • Rime amorose
    • 145 [Muro noioso.]
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145

[Muro noioso.]

     Parve a me troppo, ma alla cortesia

di lei fu puoco in sogno consolarmi;

onde volle anco vigilando darmi

quel ben che sopra gli altri si desia.

    Sì che, mancando ogni consiglio e via,

io stando dentro agli ferrati marmi,

ella fuori, d'amor prendemmo l'armi.

Alta dolcezza entrambi ne assorbìa.

    - L'orto ameno - dissi io; ella: - La chiave

dammi, cor mio -; e tal gioia n'avvinse,

che 'l morir ci parea bello e soave.

    Quando l'alme trasfuse risospinse

muro interposto, ah ben noioso e grave!

che amor soverchio in tutto non ci estinse.

 

 




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