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| Tommaso Campanella Poesie IntraText CT - Lettura del testo |
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10 Parallelo del proprio e comune amore Questo amor singolar fa l'uomo inerte, ma a forza, s'e' vuol vivere, si finge saggio, buon, valoroso: talché in sfinge se stesso annicchilando alfin converte (pene di onor, di voci e d'òr coverte!) Poi gelosia nell'altrui virtù pinge i proprii biasmi, e lo sferza e lo spinge ad ingiurie e rovine e pene aperte. Ma chi all'amor del comun Padre ascende, tutti gli uomini stima per fratelli e con Dio di lor beni gioie prende. Tu, buon Francesco, i pesci anche e gli uccelli frati appelli (oh beato chi ciò intende!); né ti fûr, come a noi, schifi e rubelli.
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