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| Michelangelo Buonarroti il Giovane Il velo IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena Terza Coro di Donne Cristiane, Corinta donzella Coro Che maraviglia è quella Insin fuor della porta del palazzo Venga a incontrare Argilla? Forse qualch’accidente (che Dio ’l voglia) 185 Nato sarà su queste nuove nozze Che di lei si ragionano e ch’Argilla Cerca di divertir. Fermianci, amiche. Argilla Eufemio tuo padre è in casa o fuori? Corinta Fuori. Argilla Lodato Dio! Questo io bramava 190 Per poter teco ragionar secura. Corinta Fuori. Egli uscì per tempo stamattina, Credo a cercar di Celio, se l’udito Non m’ingannò quand’egli ad esser seco Argilla Questo è tutto (’l conosco ben io) Consiglio in danno tuo. Però, Corinta, Dimmi s’ancor tu hai pensato a nulla Che ’n questa angustia tua giovar ti possa. Corinta Argilla, io mi confondo 200 Che non sia molto duro e violente, Da sfuggir queste nozze, e pur fuggirle Argilla Non voglio e non intendo Corinta Ma se la legge di chi serve a Cristo Com’io possa obbedire al padre mio E conosco oramai sola per vera. Argilla Se tu vorrai seguire il mio consiglio, Forse che qualche modo Si può trovare ancor sì ch’al tuo padre Obbediente sia 220 Et abbia per marito Filandro, né per questo contravvenga II Coro Sarebbe opra pietosa e lieta insieme. Corinta Salva la fé cristiana e ’l suo precetto, 225 Io non so desiar cosa più cara Et esser sposa e serva di Filandro, Per la vicinità de’ nostri alberghi, 230 Mi fe’ conoscer sin da’ miei primi anni. Argilla Falli asaper ch’ei non fia mai tuo sposo S’ei non risolve anch’ei d’esser cristiano. Corinta Questo non cred’io mai ch’e’ sia per fare. Argilla Ma ’l tentarlo che nuoce? 235 Peggio non ne puo’ aver di quel che n’hai. Se tu lo strignerai per questa guisa Converrà ch’ei si pieghi, ch’io ’l conosco Troppo acceso di te. Prova, Corinta! 240 Corinta Ma ti parrà pensiero onesto e degno Fabbricarsi la macchina nascosa Delle sue proprie nozze? Veramente che sì, ché se tuo padre E forse minacciata Per tanto pertinace repugnanza, Né la cagion di quella 250 Detta tu gli hai, né dirgliela è tua voglia, Et al tuo Creator giurata hai fede, Sì fatta industria tua, A fin d’ossequiarlo et obbedirlo, Altro certo che lode 255 Che contro al suo voler tu sii cristiana Non fia ’l danno maggior s’anco si scopre, Scorgendosene il fin, macchina tale. 260 Né sa che cosa sia la fé cristiana, Se non quant’ei la vede Dispregiata da tutti e perseguita, E tu vuoi ch’in un punto 265 Ei cristiano divenga al desir mio! Ché ben ch’ei mostri amarmi e certo m’ami, Di me si riderebbe, Come di sciocca femmina e leggieri, S’una tal condizion li proponessi. 270 Argilla Non voler diffidar, come tu fai, Di questo mio consiglio, Ch’a’ sordi udito rende e lume ai ciechi E che nel Verbo suo frange le pietre 275 Et apre i monti e fa tremar gli abissi, ’N un sol momento ogni durezza spezza De’ più perfidi cuori e a sé gli piega E del suo amor gli infiamma al vivo lume E volge in uso buon gli affetti umani. Corinta Ma se pure io consento al tuo consiglio, Chi fia ch’a lui palesi il mio pensiero? 285 Argilla Persona c’è mestier che sia tua amica E di lui parimente, E ch’essendo cristiana Non sia per tanto in diffidenza sua. Corinta Or chi fia che sia tale? 290 Ortensia Clara, per ch’essendo omai Può con esso parlar liberamente, 295 Consigliando, ammonendo e riprendendo Senza ch’ei se ne sdegni. Ché per l’educazione Che fanciulletto ricevé da lei Non ancora cristiana, 300 La riverisce e tiene in sommo onore. E non è da temer che prontamente E volentieri ella nol sia per fare, L’ha tentato di questo, benché indarno. 305 Ortensia a tali imprese è singulare. L’ha di questo altre volte, indarno ancora Creder si può che ’l tenti. 310 Fanno tremare e poi cader le torri; E ben ch’ella altre volte L’abbia di ciò tentato, 315 Non l’ha fatto però con tal promessa Corinta Al tuo parlare, Argilla, Io taccio volentier né più rispondo, Mentre persuadermi 320 Fatto opportunamente e con ragione. Però, s’a te pur piace, tu prudente E risolvi e disponi, e Dio provvegga, Ché nulla intendo fare, a nulla impresa 325 Se non, servendo a Cristo vero Dio, Piegar tutto ’l mio cuor, tutto ’l mio zelo. Argilla Io ti rimetterò dentro il palazzo, 330 Onde dianzi venisti ad incontrarmi, E poi per quella strada che più breve Alla casa d’Ortensia mi conduce
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