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| Michelangelo Buonarroti il Giovane Il velo IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena Terza Coro di Donne Cristiane e Argilla I Coro Poi che non t’ha incontrata Egidia nostra Ti direm noi medesme la cagione Onde a te la inviammo, Che fu per farti noto Quel che tessendo va malignamente 575 Contro di te Aliso, che, nascoso, Ogni ragionamento Udì, che dianzi avesti con Corinta, E partì poscia a ritrovar Eufemio Per dirli che, se queste 580 Nozze, che di sua figlia e di Filandro Si sa che tanto tempo stanno in forse, Alcun disturbo o controversia nasce, Si debbe attribuire a colpa tua, Perché tu n’abbia poi non leggier pena. 585 Da questo avvertimento, Che pietade et amor ci mosse a farti, Provvedi, Argilla, tu per tua salute. Argilla Grazie io vi rendo, donne, e del consiglio Cortese io prenderò sol quella parte 590 Che salvar mi potrà, senza ch’io scemi Nulla di quell’onor ch’a Dio conviensi O ponga la bell’opra in abbandono, Che presa io ho di sostener Corinta Nella cristiana fé sino alla morte. 595 Però vi lascio e verso lei m’invio, Ch’io veggo esser discesa e là m’attende. II Coro Deh, com’egli è pur vero Che l’alte imprese e gloriose ognora Nelle difficultà crescono ardire! 600
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