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| Michelangelo Buonarroti il Giovane Il velo IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena Quarta Coro di Donne Cristiane, Argilla, Corinta Corinta Ogni volta ch’a me venir ti miro Forza è ch’io scenda, Argilla, a rincontrarti, Per la grande affezion ch’a te mi sprona, Quaggiù sin sulla soglia; questa volta Quasi precipitandomi son corsa, 605 Poi che dalla finestra ora ti vidi, Da te mi venga. Trovasti Ortensia? Argilla Non era cento passi ancor lontana Dal tuo palazzo, poi ch’io ti lasciai, 610 Ch’io l’ebbi rincontrata; Et a lei tutto esposi Quanto fra noi fu dianzi risoluto, Pregandola a por mano in questa impresa Per amor tuo, per carità, per gloria 615 E disse che poteva con Filandro Parlar liberamente e l’avria fatto 620 Allor allor, massimamente ch’ella Senza lo stimol tuo, spontaneamente, Si sentiva spronare a far ogn’opra Di tôrlo d’adorar gli idoli falsi E che già combattuto Avea due e tre volte il suo volere, Come sai ch’oggi io ti dicea, Corinta. Per l’effetto conforme al desir nostro; E s’ei non fia conforme, loderemo D’Iddio la Provvidenza che non erra. Corinta E così far conviensi; a Lui consacro Ogni mio desiderio, ogni mio fine. 635 II Coro O prudente donzella, che conosce Ch’ogni nostro desio, Non ha quete giammai se non in Dio! Argilla Poi ch’altro non mi resta 640 Teco da ragionar, Corinta, io parto Per ritrovarti allor ch’Ortensia fatto Abbia in servizio tuo quant’ha promesso, Che fia stasera io credo o domattina. 645 Corinta Tu rimarrai, dappoi che l’ora è tarda, A riposarti e confortarti meco; Poi gir te ne potrai subitamente. Argilla Io ti ringrazio. Addio, Corinta. Corinta Io voglio Che tu rimanga certo. 650 Deh, cara Argilla mia, riman da me, 655 Ch’io mi resto qui sola e se non sola, Sola per ch’io non ho con chi sfogarmi, In questo mio pensiero, Almen d’una parola. Ecco ch’io pur rimango. Corinta Tu m’hai dato un contento, Argilla, singular, che, benché sempre Che tu ti stai da me mi sia diletto Non ordinario, or par ch’io ne riceva 665 Consolazione assai più dell’usato. Ma ritirianci ormai dentro la porta, Ch’essendo qui discesa Tratta dal mio desio, fa ch’io non scorga Ch’è mal costume qui molto tardare. 670
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