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| Michelangelo Buonarroti il Giovane Il velo IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena Terza Aliso, Flavio, Semicoro Primo di Donne Cristiane e Argilla Argilla Ove vo, ove torno, Ove m’aggiro, stolta? Quest’è ’l loco Ond’io partii pur ora. Semicoro I Fuggi, fuggi, infelice, fuggi, Argilla! 2705 Aliso Indarno il piè volgesti, invan cercasti Fuggir, perfida donna! Semicoro I Dio la preservi dal costoro sdegno. Argilla O Dio, che sei dell’opre de’ mortali Vero Giudice, sol tu mi condanna, 2710 Tu che de’ falli miei con giusta libra Conosci la gravezza. Ma deh, che la impietà de’ tuoi nemici Non goda dello strazio, In dispregio di te, de’ servi tuoi. 2715 Aliso Or vedrem noi, se quel tuo Dio mortale, Che salvar sé non valse, Salverà te dalla dovuta pena. Argilla Con un sol cenno me con tutto ’l mondo Può salvare il mio Dio. 2720 Aliso Fia tolta prima a te l’indegna vita; Sálviti poi ’l tuo Dio dopo la morte. Argilla Dopo la morte, è vero, Della salute sua si trova il varco. Aliso Uccisa e data al fuoco, sorgi e vivi. 2725 Argilla Incenerita sì riviver spero. Aliso Ma rivivendo a viver meglio impara. Argilla Eterna viverò, tolta al periglio Di potere errar più. Aliso L’error presente Intanto ti condanni, abbi poi scampo 2730 In quell’altra tua vita. Argilla Tarda forse non fia La divina vendetta. Flavio Credal pure. Troppo della rea donna Si comporta l’orgoglio; 2735 Or si conduca al Preside: ei sia quello Che lei, come cristiana E come seduttrice Delle donzelle incaute et innocenti, Esponga oggi alla morte 2740 E prima affligga d’orridi tormenti, Poiché sua colpa con sì acerbo fato Veggian Catania nostra Sfiorita di due germi i più gentili Che spiegasser al ciel fronde di gloria. 2745 Argilla Uopo non v’è di raddoppiar la forza Contro una debil donna Che non recusa di venir là dove, Se Dio le porge del suo santo aiuto, Può trionfar dell’immortal corona 2750 Del felice martirio. Aliso Or vieni omai, Vieni al bramato onor, vieni e trionfa. Argilla Non temo, no, non temo, ecco ch’io vegno. Semicoro I Ammirabil fortezza, o cuore invitto! 2755 Soccorrila, Signore! Ecco Ortensia tornar: ch’ella non caggia Nelle medesme reti.
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