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| Michelangelo Buonarroti il Giovane Il velo IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena Settima Aliso, Flavio, Filandro, Corinta, Attilio e Coro di Donne Cristiane Attilio Che indugio è questo tuo? Perché non torni, Corinta, a consolar il vecchio padre, Ch’udita la novella 3435 Della salute tua Si strugge di vederti e lasso e stanco Del passato travaglio Ei medesmo non può fartisi incontro? E’ mi manda cercandoti e m’ha imposto 3440 Che, se ’l caso facea che con Filandro T’avessi ritrovata, immantinente (Perdonami Filandro) Io ti dovessi separar da lui E ricondurti a sé, perché, mutata 3445 Per così gran miracolo in un punto Fede e deliberando esser cristiano, Com’anch’io seco e Plautillo insieme, Non vuol più che Filandro sia tuo sposo Infinché similmente anch’ei cristiano 3450 Rendersi non dispone, Com’altri sposi molti e molte spose Corre la voce che si son già resi, Di quei che pure a.mman a.mmano al nodo Nuzial eran pronti, come pronto 3455 Era Filandro stesso, Stringersi con la legge vana e falsa Degli idolatri nostri genitori. Semicoro I Iddio piove ogni ben sopra la terra In questo dì che dianzi 3460 Parve sì miserabile e funesto. Filandro Tu m’hai ferito, Attilio, E sanato in un punto. Anch’io cristiano Son divenuto (e chi cagion più degna Ha di farlo di me, ch’a sì gran parte 3465 Son di celesti doni?), desiando Con quanti qui ne vedi Del battesimo omai l’onda vitale. Onde le nozze nostre Col comune contento 3470 Posson sortir, com’ha disposto il Cielo. Corinta Ritorna, Attilio, e narra al padre mio Quel c’ha detto Filandro e poi soggiugni Che tosto a lui farò ritorno, ch’io Abbia da queste donne 3475 Vedute ricoprir l’ossa beate Del glorioso Velo. Coro Andianne, adunque, Et alla santa vergine pietosa Agata, che da Dio ci impetrò grazia 3480 Con la felice insegna Delle inimiche fiamme aver vittoria, Rendiam dovuta gloria. Coro Coro Te del mondo Creatore Che su ’n Ciel t’assidi Re, 3485 Te cantiam che Redentore, Qui fatt’uom, movesti il piè. A te lode, a te onore, A te lode e gloria a te. Donzella col semicoro che porta il Velo, rimanendo nel fine in iscena, faccia la licenza (e sarà ben che sia la Cappona)
Quantunque più d’ogn’altra a seguir tarda 3490 Questo ammirabil velo, Ben ardo anch’io di zelo D’andare a ricoprir quel corpo santo Di sì felice ammanto. E perch’io sono al dipartir la sezza 3495 Farò con voi pur segno d’allegrezza, Con darne lode a Dio, Che piaciuta vi sia la festa udita E fo da voi partita. Amiche, addio.
Il fine |
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