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Jean de La Fontaine Favole IntraText CT - Lettura del testo |
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LIBRO DECIMOPRIMO I - Il Leone
Il sultano Leopardo, in illo tempore, a furia di confische, aveva molti cervi e molti buoi ed infinite pecore radunati nei boschi e parchi suoi.
Un dì sente che nato era un Leone nella vicina selva. Per fare i complimenti d'occasione un suo visir chiamò navigato nell'arti diplomatiche, e a lui vecchio Volpone così, dicon, parlò:
- Tu temi, amico, il lioncel qui accanto, ma morto il padre suo, confesso il vero ch'io non lo temo tanto. Anzi dirò che il povero orfanello mi fa quasi pietà, ché in mezzo ai tanti imbrogli dell'impero, non che nuocere agli altri avrà di grazia se a tempo ai fatti suoi provvederà -.
Visir Volpone un po' scosse la testa, poi disse: - Mio padrone, confesso il ver, non ho la compassione, per simili orfanelli, che tu senti: ma dico che bisogna o comprar questa razza nemica, o meglio ancor, se credi, prima che forti metta l'unghie e i denti, levarsela dai piedi.
E dico ancor che giova il farlo presto, perché, se il mio pronostico non sbaglia, questo Leon terribile in battaglia sarà il più forte eroe de' pari suoi. L'amicizia tu comprane, se vuoi, o se non vuoi, provvedi a toglierlo dai piedi -.
Così il visir, ma fu fiato sprecato. Il Sultano dormì sul suo pericolo e dormirono i suoi, bestie e non bestie, finché il Leon fu grosso diventato. Un giorno a un tratto romba nell'aria un suon di tocsin, e rimbomba un grido di spavento. Si consulta il visir. - Ecco il momento, - risponde, - che vi avea pronosticato. Non c'è rimedio, invano da cento parti e cento corrono a voi. Qual più gente possiede colui è più da' suoi nemici avvolto che tutti voglion essere pagati e si pagan di pecore e castrati. Fate la pace col Leon, che tutti vince in valor gl'inutili alleati che vivono di noi. Coraggio, forza, astuta vigilanza ecco gli aiuti suoi. A lui gettate subito un boccone, e se non basta un quarto di montone, datene due, date del grasso bue, scegliendo il più pasciuto dell'armento, così con uno ne salvate cento -.
Offese il sentimento nazionale un tal consiglio e intanto soffriron poco o tanto tutti gli stati e guadagnò nessuno. Tutti fûr vinti e comandò quell'uno ch'essi temean terribile animale.
Se voi lasciate crescere il potente, fatelo amico - e questa è la morale.
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