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Cino da Pistoia
Rime

IntraText CT - Lettura del testo

  • XVIII
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XVIII

 

Se tu sapessi ben com'io aspetto

stando gravato de lo tuo silenzo,

non potresti già più, questo sentenzo,

la regola tener di Benedetto.

 

Non sai tu, frate, quant'io son distretto        5

di quel signore cui servir m'agenzo,

e pròvonde la pena di Lorenzo

per mia sventura e per lo tuo difetto?

 

Ahi, quant'è lo tacere amaro e forte

ed innoioso, ove 'l parlar è dolce!             10

Ben fai peccato tu e la mia sorte;

 

e non so come cheto 'l ti comporte,

ché di tormenti sono in tale folce

ch'altro non veggio che l'oscura morte.

 

 




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