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Cino da Pistoia
Rime

IntraText CT - Lettura del testo

  • XXIV
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XXIV

 

Ciò ch'i' veggio di qua m'è mortal duolo,

perch' i' so' lunge e fra selvaggia gente,

la qual i' fuggo, e sto celatamente

perché mi trovi Amor col penser solo;

 

ch'allor passo li monti, e ratto volo              5

al loco ove ritrova il cor la mente,

e imaginando intelligibilmente

me conforta 'l penser che testé imbolo.

 

Così non morragg' io, se fie tostano

lo mio reddire a star sì ch'ïo miri               10

la bella gioia da cui son lontano:

 

quella ch'i' chiamo basso ne' sospiri,

perch' udito non sia da cor villano,

d'Amor nemico e de li soi disiri.

 

 




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