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| Cino da Pistoia Rime IntraText CT - Lettura del testo |
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XXVI
Quando potrò io dir: «Dolce mio dio, or m'hai tu posto d'ogni guerra in pace, però che gli occhi miei, com'io disio, che dopo affanno riposar mi face»? Quando potrò io dir: «Signor verace, or m'hai tu tratto d'ogni oscuritate, or liberato son d'ogni martiro, quella ch'è dëa d'ogni gran biltate, che m'empie tutto di soavitate»?
Increscati di me, signor possente della battaglia de' sospir' ch'io porto. 15 Increscati la guerra della mente, quel che rimira l'intelletto accorto. Increscati del cor che giace morto del colpo della tua dolce saetta, 20 che fabricata fu di quel piacere, nel qual certo vedere tu mi facesti quella vita eletta, per cui agli angiol' d'ubidir diletta. Muoviti omai, signor cui sempre adoro, 25 signor mio solo a cui mi raccomando; muoviti a pïetà, vedi ch'io moro, vedi per te quante lagrime spando. 30 Signor mïo, non sofferir ch'amando da me si parta l'anima mia trista, che fu sì lieta della tua sentita. rimasa m'è se non mi si racquista 35
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