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Daniello Bartoli
La ricreazione del Savio

IntraText - Concordanze

dio

    Libro,  Capo
1 I, 1 | sono le Idee nella mente di Dio (e queste, come qui appresso 2 I, 1 | e andarcene. E pure, la Dio mercè, tanto vi troverem 3 I, 1 | considerazione della natura quella di Dio, è tolta la più degna e 4 I, 1 | delle cose nelle Idee di Dio, dove il successivo è tutto 5 I, 1 | l'ingegno e sollevarsi a Dio, cuius harmoniae, come disse 6 I, 1 | dimostrano alcuna cosa di Dio, v'ha qui appresso luogo 7 I, 2 | creature imagini espressive di Dio, in quanto tutto il lor 8 I, 2 | mondo in comparazione di Dio non è quanto un invisibile 9 I, 2 | le creature a paragon di Dio un niente, pur elle sono 10 I, 2 | adorabantur.~ ~Ma che le opere di Dio sian suoi vestigi, non solamente 11 I, 2 | con la mente non salga in Dio, a riconoscervi il dominio 12 I, 2 | Così vedute le opere di Dio, elle son linee e figure, 13 I, 2 | l'intelligibile ch'è in Dio. Neanco cel danno a vedere 14 I, 2 | creature, che sono cosa di Dio, veggiamo ancor l'invisibil 15 I, 2 | bello metterci dentro a Dio e darcene a conghietturare 16 I, 2 | di queste, quantunque a Dio ogni cosa possibile ad essere 17 I, 2 | che del sapere a conoscer Dio, delle cui opere, che non 18 I, 2 | guardature e suoi cenni. E di Dio ben disse il pontefice san 19 I, 2 | chieder per ciò lume da Dio, già che a vedere il Sole 20 I, 3 | dell'essere e dell'operar di Dio, onde sol vi rimanga il 21 I, 3 | riescono le grandezze di Dio che ci mostrano i due gran 22 I, 3 | al che fare e non far di Dio nell'eternità antecedente. 23 I, 3 | invenit. Sappiate che a Dio ogni cosa nella indivisibile 24 I, 3 | della virtù creatrice di Dio: "Ditemi: a scegliere il 25 I, 3 | proporzione, chi sumministrò a Dio l'ingegno e l'arte? Chi 26 I, 3 | maggior di quello che in Dio trovavano di sapere ad architettarlo 27 I, 3 | che più sa lo stolto di Dio, che il savio degli uomini. 28 I, 3 | ars manet. Similmente in Dio: la sua Sapienza, cioè il 29 I, 3 | noi, sì come quelle che in Dio tutte sono un medesimo: 30 I, 3 | Tal è dunque il Verbo in Dio, e tale cel definì il medesimo 31 I, 3 | e in silenzio cantan di Dio, finge, con libertà di poeta, 32 I, 3 | niente producesse il tutto a Dio, egli in quello sterilissimo 33 I, 3 | nelle Scritture la voce di Dio; non senza mistero avvertito 34 I, 3 | altrove che ne' tesori di Dio; che, se son tesori, son 35 I, 3 | non men preziosi lavori di Dio che compongono e abbelliscono 36 I, 4 | e cantore delle lodi di Dio che il fabricò; e sì ancora 37 I, 4 | ricevono; e dov'egli niega a Dio l'aver potuto fabricarne 38 I, 4 | fortuitamente accozzati; non a Dio nell'immensità del vacuo, 39 I, 4 | e fattura della mano di Dio, attribuiscono al caso, 40 I, 4 | mente, fuor che la sola di Dio d'un infinito comprendere, 41 I, 5 | Perciò provedimento di Dio fu quello che men propriamente 42 I, 5 | deliranti, sopra la sapienza di Dio nell'architettura e la providenza 43 I, 5 | del pari a tu per tu con Dio, disputando del più acutamente 44 I, 5 | dargli a mordere, in vece di Dio, quel pan di pece con che 45 I, 5 | in lode della sapienza di Dio, e soggiunge: "Èvvi nel 46 I, 5 | del buon legamento dato da Dio alle parti che compongono 47 I, 5 | bello e maestoso tempio di Dio, il mondo: Dei enim templum 48 I, 5 | può esser cosa fuor che di Dio, per cui senza mezzano, 49 I, 6 | più riluce il saper di Dio e l'arte della sua regolatissima 50 I, 6 | essere il mondo opera di Dio, a quo sunt semina formarum, 51 I, 6 | sia da ammirar l'arte di Dio, prenderò a considerare 52 I, 6 | che dove la sapienza di Dio opera, per dirlo al modo 53 I, 7 | ignoranza alla sapienza di Dio, dicendo con quel savio 54 I, 7 | sollevarsi dalla natura a Dio, di cui ella è discepola 55 I, 7 | Or così è la natura con Dio, e Iddio con lei: se non 56 I, 7 | sembra, misterioso operar di Dio nella formazione de' semi 57 I, 7 | miracolo di natura e di Dio che opera in lei; e il cuor 58 I, 8 | disformato e guasto ne torna a Dio il doppio più di ammirazione 59 I, 8 | rispettoso a non raddoppiare a Dio la fatica del mutar quasi 60 I, 8 | allentarne un registro, che a Dio il far prendere altro tuono 61 I, 8 | pareva esser cosa indegna di Dio il molestare altrui, non 62 I, 8 | Ma se questo nocevole era Dio, come non è cosa da Dio 63 I, 8 | Dio, come non è cosa da Dio il nuocere ad alcuno? Se 64 I, 8 | parte guasto cresce lode a Dio e ne fa più riguardevole 65 I, 8 | ne godiamo, l'ingegno di Dio a così ben sostenerlo ch' 66 I, 8 | estimazione e di lode torni a Dio da gli sconcerti che dal 67 I, 8 | mai si lievano gli occhi a Dio e riconoscerlo re e governatore 68 I, 8 | sdegno delle offese che a Dio si fanno e come un lione 69 I, 8 | se tanti v'ebbe che altro Dio non conobbero che il mondo, 70 I, 9 | dell'invisibile bello di Dio, il quale a così nobile 71 I, 9 | la via delle sue opere a Dio, l'altra allo scender da 72 I, 9 | l'altra allo scender da Dio a noi stessi: e dimostrato 73 I, 9 | testimonianza e conoscimento di Dio, alcune pochissime: cioè 74 I, 9 | senza ali da sollevarsi a Dio, ma zoppa e ad ogni pochi 75 I, 9 | specolare, ma salir da essi a Dio, e la maestà e la bellezza, 76 I, 9 | migliori, perfezioni di Dio? E in verità, essendo certo 77 I, 9 | perciò meno dissomiglianti a Dio. Ma delle mille che ve ne 78 I, 9 | sentendomi dire come Abramo da Dio: "Numera stellas si potes", 79 I, 9 | che dipingevano il lor Dio avente il cielo in vece 80 I, 9 | che veggono nella mente a Dio disegnate, e su alto e giù 81 I, 9 | acqua nel mare avente da Dio precetto di non traboccar 82 I, 9 | Esamerone, la volontà di Dio proprietà delle cose, le 83 I, 9 | sublimi cose della natura e di Dio volasse oltre a quant'alto 84 I, 9 | d'un'opera lavorata da Dio in tutta perfezion di natura. 85 I, 9 | estrinseca ordinazione di Dio. Eorum– dice egli – unumquodque, 86 I, 10| Sole gran limosiniere di Dio.~ ~Del Sole, e non dee tacersi, 87 I, 10| Salomone astronomo, ma di Dio che gli movea la mano a 88 I, 10| moderni a cui non cale far Dio bugiardo per far Copernico 89 I, 10| sicuro allo scritto verbo di Dio, tanto sol che interpretandolo 90 I, 10| mondo, il Sole, a veder Dio, a cui egli col suo lume 91 I, 10| peroché il Sole mostra Dio alla mente, che è l'occhio 92 I, 10| quanto elle son testimoni di Dio e a lui come sue orme ci 93 I, 10| con che egli a conoscer Dio non son meno sensibili che 94 I, 10| Sole, tutto il riceve da Dio, per darcelo come suo Gran 95 I, 10| tale appunto è l'operare di Dio nel governo del mondo, disse 96 I, 10| discretezza del Sole, e in lui di Dio che glie la diede e n'è 97 I, 10| necessario provedimento di Dio fu che le fredde notti e 98 I, 11| A dar testimonianza di Dio e di qual sia l'universal 99 I, 11| testimonianza ch'elle danno di Dio consiste in dimostrare che 100 I, 11| avvedimento provedute da Dio, che si avrà a dire delle 101 I, 11| dice "della natura, anzi di Dio, ch'è il maestro in cui 102 I, 11| dixisse est, non diamo a Dio per l'eccellenti sue opere 103 I, 11| conoscimento della sapienza di Dio. Ma a far ciò bene e tosto, 104 I, 11| della estrema providenza di Dio, che quella sì dispregevole 105 I, 11| mezzo atei, che o niegan Dio o l'accusan d'improvido; 106 I, 11| carattere della sapienza di Dio. Che se quel famoso Cleante 107 I, 11| tutto è lode delle mani di Dio, e quant'utile all'uso, 108 I, 12| anch'essi testimonianza di Dio. Egli un sol ne coglie, 109 I, 12| delle cose attenentisi a Dio san Gregorio Nisseno ben 110 I, 12| quanto più il Verbo stesso di Dio fatto tra noi sensibile 111 I, 12| quanti, che nel sentir di Dio hanno dell'Apuleio trasformato 112 I, 12| d'altra mano che sol di Dio. Quae omnia, dice il Santo, 113 I, 12| si parte. E gran mercé di Dio è stata infiorarci la strada 114 I, 12| vedere le invisibili mani di Dio in opera di lavorarlo: perché 115 I, 12| accompagna, al raccordarsi di Dio e tutto volgersi con l'affetto 116 I, 12| altre somiglianti opere di Dio il fecero i santi dottori 117 I, 12| stupiva che Proteo, essendo dio acquatico, si potesse trasformare 118 I, 12| nell'artefice sapienza di Dio altre forme, altre idee, 119 I, 12| naturale, cioè aventi in Dio quell'original perfezione 120 I, 12| bellezza e perfezione di Dio, communicata alle creature ( 121 I, 12| disperano della providenza di Dio, allora che disse: Considerate 122 I, 12| eterni, dalle creature a Dio? Né mai dicono a sé stessi: " 123 I, 12| belle sono le fatture di Dio e se tanto dilettano, che 124 I, 12| il rendeva più amabile a Dio, a' cui soli occhi volea 125 I, 13| visibile della sapienza di Dio in quanto ella fu che architettò 126 I, 13| io figurar la sapienza di Dio architettrice del mondo: 127 I, 13| stimator delle opere di Dio al giusto peso de' meriti 128 I, 13| animalucci, che mercé di Dio non averceli fatti né di 129 I, 13| tutti vivono alle spese di Dio; che non sono i soli pulcini 130 I, 13| nascono, per insegnamento di Dio, maestri, ben si può dir 131 I, 14| un vero inno di lode a Dio, della cui sapienza siamo 132 I, 14| testimonianza di quel somigliante a Dio ch'è in lei; onde anch'ella 133 I, 14| lavori della sapienza di Dio, la quale è la statuaria 134 I, 14| Ottavio: in cui dimostra Dio inteso a formarci i corpi 135 I, 14| con esser tutta arte di Dio, pur nondimeno è insieme 136 I, 14| cui indotta la Sapienza di Dio, che nulla opera senza disegno, 137 I, 14| ammirarsi la sapienza di Dio, che con sì poco, e forse 138 I, 14| della mirabil providenza di Dio nello stamparci che fa il 139 I, 14| è magistero insegnato da Dio suo artefice alla natura, 140 I, 15| più ammirar la sapienza di Dio, che con un quasi niente, 141 I, 15| a dir propriamente, di Dio, dalle sovraposte calunnie 142 I, 15| Agostino disse dello spirito di Dio, che nel primo natale 143 I, 15| evidentemente la sapienza di Dio, che in darcela, e sì fattamente 144 I, 16| savissimo provedimento di Dio è stato riempier la natura 145 I, 16| quale altri il faceva, un dio: mentre per la metà della 146 I, 16| della mente e del cuor di Dio, che sono da adorarsi alla 147 I, 16| della mente e del cuor di Dio? Voi nell'eterne sue produzioni? 148 I, 16| che vi facea loquaci di Dio, vi fa mutoli di voi stessi. 149 II, 1 | giudìci della sapienza di Dio.~ ~Che la Luna si eclissi 150 II, 1 | è che il conoscimento di Dio in noi, eccone tanti gradi 151 II, 1 | conoscimento che han di Dio: una sì debil cosa, che 152 II, 1 | freddezze del cuore nell'amor di Dio, e 'l parerci di non essergli 153 II, 1 | conseguente, della beata vision di Dio; e del ravvedersi alla morte 154 II, 1 | salendo per le opere di Dio a Dio loro operatore, rifermandovi 155 II, 1 | salendo per le opere di Dio a Dio loro operatore, rifermandovi 156 II, 2 | CAPO SECONDO~Il sapere di Dio male da noi circoscritto 157 II, 2 | ve ne ha!) che mettono a Dio la lor testa, formandosel 158 II, 2 | equità e il tutto poter di Dio, quando lor si presenta 159 II, 2 | puzzo, ammorba. Inchiodar Dio in un de' poli del mondo, 160 II, 2 | regni: come cosa degna di Dio sia maneggiar solo scettri 161 II, 2 | co' pazzi, fra un savio e Dio non v'aver differenza se 162 II, 2 | languidi. Né punto l'è di Dio quel che altri ne concepisce, 163 II, 2 | Areopagita ove parla di Dio, ben il sa chi gli tien 164 II, 2 | ammirabil suo libro De' nomi di Dio. Ma nel gran dirne che fa, 165 II, 2 | pensieri un volo in verso Dio, di queste false imagini, 166 II, 2 | qualunque perfezione di Dio, se di lui secondo esse 167 II, 2 | com'è quel che diciam di Dio, ch'egli è ogni cosa col 168 II, 2 | accosta al vero che ritrar Dio delineandolo per concetti 169 II, 2 | così di quant'altro è in Dio e saputo e ineffabile, quant' 170 II, 2 | possiam meglio pensar di Dio che, presi tutti i nostri 171 II, 2 | misuratore della reggia di Dio una canna d'oro in mano, 172 II, 2 | giungere a bene intendere di Dio se non sol questo: che non 173 II, 2 | del bellissimo volto di Dio, cui veggono alla scoperta 174 II, 2 | volto e velano i pi è di Dio: ed è un protestare in misterio 175 II, 2 | d'avanti. Così sempre in Dio, verso Dio sempre si muovono, 176 II, 2 | Così sempre in Dio, verso Dio sempre si muovono, e con 177 II, 2 | concetti che talun forma di Dio, mirandolo o ne' turbamenti 178 II, 2 | avventura tale l'adoperar di Dio nel governo del mondo? Affaticherallo? 179 II, 2 | rispetto alla sapienza di Dio che il peso d'un granello 180 II, 2 | providenza: appunto come se a Dio mancasse il sapere, il potere, 181 II, 2 | fatevi ad argomentar di Dio con quella proporzione ch' 182 II, 2 | si fa lecito affermar di Dio, come vero, nulla che in 183 II, 2 | de' monti, così al venirci Dio nella mente, quanto è sotto 184 II, 2 | che ne ho fin qui detto di Dio il riferire un savio correggimento 185 II, 2 | cogitare. Or così faccia con Dio chi ben vuol esprimerne 186 II, 2 | linee, non altrimenti di Dio: quanto più si va oltre 187 II, 3 | disposizioni della providenza di Dio.~ ~L'esservi Iddio e il 188 II, 3 | alle libere operazioni di Dio nello spartimento delle 189 II, 3 | incomprensibili giudìci di Dio e delle non investigabili 190 II, 3 | sapienza e della scienza di Dio, e protesta non essere privilegio 191 II, 3 | infallibile Providenza di Dio, cui ella figurava, fe' 192 II, 3 | sta in fondo al cuor di Dio tuttavia sì chiuso che altro 193 II, 3 | il perché di certe solo a Dio note disposizioni della 194 II, 3 | fissamente mirando il riconosce Dio, e sol tanto gli basta perché, 195 II, 3 | fattamente che, se fossimo da Dio introdotti nel suo Consiglio 196 II, 3 | bilance della giustizia di Dio, e si vegga s'elle hanno 197 II, 3 | sentiamo sì degnamente di Dio che pensieri a questi in 198 II, 3 | dir nulla dell'operato da Dio a ben nostro in pruova del 199 II, 3 | de' manifesti giudìci di Dio, ora in difesa degl'innocenti, 200 II, 3 | Così noi de' giudìci di Dio. D'un medesimo autore sono 201 II, 3 | essere anch'essi cosa di Dio, senza altro saperne, basta 202 II, 3 | o no, crediamo essere in Dio la sapienza, la rettitudine, 203 II, 3 | equità delle operazioni di Dio.~ ~Con questa dunque (per 204 II, 3 | pensiero mirando i giudìci di Dio, per cotali erte, che senza 205 II, 3 | vile quel ch'è pensiero di Dio, come or ora vedrete) andar 206 II, 3 | gli altissimi giudìci di Dio, piani e sicuri a salirvi 207 II, 3 | lingua ne' maggior fatti di Dio, o costituirne arbitri i 208 II, 3 | pazzo, quando de' giudìci di Dio ragionano con sé stessi, 209 II, 3 | farebbono diversamente da Dio. E siane in particolare 210 II, 3 | inarrivabil giudicio di Dio, come gli antichi adoratori 211 II, 3 | Golia, bestemmiatore di Dio, che il butta rovescio in 212 II, 4 | disposizioni della providenza di Dio soggiacciano ancor le cose 213 II, 4 | generosità della pazienza di Dio in sofferirli e aspettarne 214 II, 4 | intelligente) e chiegga a Dio un sol cenno che le consenta 215 II, 4 | in fine, il sofferir di Dio ha suo termine; e lo reale 216 II, 4 | per questo, e altresì in Dio la pietà che perdona e la 217 II, 4 | amabile, come ugualmente Dio, punitore de' rei che premiatore 218 II, 4 | Tertulliano dell'insensato Dio fintosi da Marcione, stupidissimus 219 II, 4 | altrimenti nella Città di Dio (dico in questa delle cui 220 II, 4 | chiaro della giustizia di Dio, ordinatore delle ombre, 221 II, 4 | venerazione, in esempio da Dio stesso, ivi allora presente 222 II, 4 | soggiacciono alle disposizioni di Dio, in quanto ciò che altri 223 II, 4 | gli angioli spettatori e Dio panegirista. E certo non 224 II, 4 | la sua vita immortale in Dio; il qual solo, in tante 225 II, 4 | il combattevano? E che a Dio bisognasse trovare una nuova 226 II, 4 | rettissima providenza di Dio non soggiacciano anco le 227 II, 4 | riconosca dalla bontà di Dio ancor quello che ad affliggerci 228 II, 5 | CAPO QUINTO~Il mondo in Dio e Iddio nel mondo. Il tutto 229 II, 5 | timore, che alla dignità di Dio, per esprimerlo in una convenevole 230 II, 5 | tenebre che all'occhio di Dio, inteso ugualmente a tutto, 231 II, 5 | dipendenza che le creature han da Dio, sì nell'essere e conservarsi 232 II, 5 | ella bensì tutte le cose a Dio presenti in idea, ma non 233 II, 5 | Aristotele: conciosia che desse a Dio per sua reggia i cieli, 234 II, 5 | ne pareva, degnamente di Dio, ne sentirono indegnamente, 235 II, 5 | operante. Ma la virtù di Dio non è cosa accidentale, 236 II, 5 | altrettanto che torre a Dio una gemma dalla corona. 237 II, 5 | deest? Così degnamente di Dio si sente e si parla: cioè 238 II, 5 | dunque sono a gli occhi di Dio tutte le cose, si perché 239 II, 5 | interrompe e diparte in Dio le operazioni secondo il 240 II, 6 | imagina e concepisce di Dio? O se tale appunto non sel 241 II, 6 | opera d'oro Della città di Dio, non potendo farsi a credere 242 II, 6 | vero, colà ove rivolto a Dio, che gran cosa sia tutto 243 II, 6 | vile bestiuola è in cura a Dio, e cui Iddio difende nulla 244 II, 6 | della cura e protezione di Dio nel pazzo degl'inevitabili 245 II, 6 | quelle del Verbo stesso di Dio, colà dove facendo a una 246 II, 6 | intendere e chi così sente di Dio è mentecatto, impiccoliamoci 247 II, 6 | provengono; e l'infinita mente di Dio intorno alla quantunque 248 II, 6 | Proverbi la Sapienza di Dio, ingegnera e machinatrice 249 II, 6 | più occulti consigli di Dio, crederà essere colpo d' 250 II, 6 | menome creature, rispetto a Dio sia, come suol dirsi, un 251 II, 6 | insensibile esser ritratto di Dio, che non istia da infiniti 252 II, 6 | essere in particolar cura a Dio e averlo così tutto suo 253 II, 7 | latte: cioè la benignità di Dio avente a grazia il far grazie.~ ~ 254 II, 7 | incomparabile beneficenza di Dio e (per favellarne al nostro 255 II, 7 | ad avvenire che cada in Dio, il quale, sì com'è ab intrinseco 256 II, 7 | questo le misericordie di Dio) non restò mai d'attignere, 257 II, 7 | avventura a temere che manchi a Dio il contante, e la liberalità 258 II, 7 | eglino cosa particolare di Dio? E non è a tutti bisognevole 259 II, 7 | promettersi dell'affetto di Dio verso noi ricorrenti a gittarci 260 II, 7 | vuolsi dire acconciamente di Dio, al quale, se fosse in alcun 261 II, 7 | opinione: ch'egli fosse da Dio creato qua su la terra, 262 II, 7 | pietà altrettanto degna di Dio e di padre essere il tal 263 II, 7 | porgiam le nostre suppliche a Dio, come già un certo fece 264 II, 7 | demòni quando chiediamo a Dio in conto di grazia quel 265 II, 7 | ordinarie cagioni che inducon Dio a ributtar pietosamente 266 II, 7 | savio e amoroso operar di Dio, movente l'innumerabile 267 II, 8 | dell'esser noi ordinati da Dio a un fine sopranaturale 268 II, 8 | diritto al termine lor da Dio prefisso, che è il vero 269 II, 8 | uomini sian figliuoli di Dio e a lui cari come parti 270 II, 8 | beata quanto il posseder Dio, con ciò solo eccovi i beni 271 II, 8 | il ben inteso disegno di Dio, che si compiacque ordinarci 272 II, 8 | l'essere noi ordinati da Dio a un fine sopranaturale, 273 II, 8 | artificiosa, che troppo meglio a Dio che ne fu inventore, che 274 II, 8 | storpio e difforme, sono da Dio ordinati. Grida colà appresso 275 II, 8 | gittano o, per meglio dire, a Dio per mano de' poveri le danno 276 II, 8 | sicuri della fedeltà di Dio quanto è infallibile la 277 II, 8 | è dentro alla reggia di Dio, ma vi si fermò intorno 278 II, 8 | credere che un de' consigli di Dio nello spartir che fa i beni 279 II, 9 | simile il querelarsi di Dio, che non abbia diviso il 280 II, 9 | difesa della providenza di Dio trattò al disteso questo 281 II, 9 | il cavallo descritto da Dio in Giobbe, che da lungi 282 II, 9 | son due scarpelli messi da Dio in mano, l'uno a gli uni, 283 II, 9 | fattagli gratuitamente da Dio, dove Dio le rivoglia, sì 284 II, 9 | gratuitamente da Dio, dove Dio le rivoglia, sì glie le 285 II, 9 | alimentarsi, si spegne. Arde di Dio sol per Iddio; e quanto 286 II, 9 | cuore; e su le bilance di Dio pesa più quell'offerta di 287 II, 9 | dentro la Legge col dito di Dio. Il quale non avea dunque 288 II, 9 | contradittori alla providenza di Dio: e sono la pazzia de' savi 289 II, 10| concepire alcuna cosa di Dio, sì rade furon le volte 290 II, 10| essere e dell'operare di Dio. Anzi, dove parvero aquile 291 II, 10| alle più segrete cose di Dio, pure, se non vi trovarono 292 II, 10| arditezze il torre di mano a Dio lo scettro dell'amministrazione 293 II, 10| di quell'età ignorante di Dio fosse il dare un tal essere 294 II, 10| degno della grandezza di Dio, secondo il parere di quell' 295 II, 10| con che più somigliarsi a Dio: e 'l vide egli subito adempiuto 296 II, 10| poi alla providenza di Dio quel ch'è suo, cioè ogni 297 II, 10| appariscono, ma per decreto di Dio furono ordinate in fin da' 298 II, 10| nell'original partitura di Dio note segnatevi di sua mano? 299 II, 10| intendiamo esser lavori di Dio ancor quelle opere di natura 300 II, 10| senza espresso volere di Dio; peroché faciunt verbum 301 II, 10| altresì gli vengono inviate da Dio per fini a lui ben conti, 302 II, 12| Così male è riuscita a Dio la più bell'opera delle 303 II, 12| senza rivelazione e senza Dio, ma solo in ciò simili a 304 II, 12| apparirebbe scintilla. La Dio mercé, già son più di ducento 305 II, 12| sopranaturali e de' gratuiti doni di Dio, i valenti astrolaghi han 306 II, 12| natura: anzi del più bel di Dio, la cui gloria si discuopre 307 II, 12| della providenza di mano a Dio, e Dio dalla mente non che 308 II, 12| providenza di mano a Dio, e Dio dalla mente non che dal 309 II, 12| mirerà più alle mani di Dio, se non se ne aspetti miracolo 310 II, 12| cederent? E fosse in piacere a Dio che s'avverasse il detto 311 II, 12| che al riferir tutto a Dio; il quale se governasse 312 II, 13| e ognun sa, che solio di Dio è il cielo) giù si distende 313 II, 13| il saggio avvedimento di Dio, in far che le sette mobili, 314 II, 14| segretissime intenzioni di Dio, che il denso buio in cui 315 II, 14| conseguente, i cieli non furon da Dio congegnati a mistero, né 316 II, 14| un antico, filosofante di Dio secondo il cortissimo intendere 317 II, 14| luce de' liberi decreti di Dio sopra le cose nostre avvenire, 318 II, 14| degli uomini, se per fino a Dio tolgon di mano lo scettro, 319 II, 14| specchio della mente di Dio loro svelata, e descriveano 320 II, 14| ispirito: cioè pieni di Dio e in lui veggenti quel che 321 II, 14| Babilonia. Dunque i profeti di Dio son menzoneri. Così gridavano 322 II, 14| giudicando quelle minacce di Dio esser bravate in aria, mentre 323 II, 14| protezione della gran Madre di Dio, ivi avuta in somma venerazione, 324 II, 14| Qual opera sì riserbata a Dio e da lui promessa o minacciata, 325 II, 14| violenta morte del Figliuolo di Dio, non previde già quella 326 II, 15| annunzi de' consigli di Dio, udite come ne parla lo 327 II, 15| persuada che tanto caglia a Dio il farci senza niun degno 328 II, 15| Or s'elle non son cosa di Dio, anzi, se apertamente combattono 329 II, 15| combattono la providenza di Dio e tirano a disertarla, traendone 330 II, 15| seconda ragione: darsi da Dio, in pena dell'umana curiosità, 331 II, 16| altresì non riconobbe altro Dio che il mondo e la natura, 332 II, 16| le quali, come proprie di Dio, a lui degnamente si attribuiscono 333 II, 16| un forsennato), dunque in Dio è necessario che l'esistere 334 II, 16| aver fatto il Figliuol di Dio con gli iddii del paganesimo: 335 II, 16| punta, così le menti umane a Dio: non v'è né ignoranza né 336 II, 16| che non abbia religione e Dio; e per lui giuramenti, e 337 II, 16| carattere, l'imagine viva di Dio non ci lascia ignorare del 338 II, 16| preghiere e voti offeriva a Dio, riconoscendolo solo possente


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