Libro, Capo
1 I, 1 | sono le Idee nella mente di Dio (e queste, come qui appresso
2 I, 1 | e andarcene. E pure, la Dio mercè, tanto vi troverem
3 I, 1 | considerazione della natura quella di Dio, è tolta la più degna e
4 I, 1 | delle cose nelle Idee di Dio, dove il successivo è tutto
5 I, 1 | l'ingegno e sollevarsi a Dio, cuius harmoniae, come disse
6 I, 1 | dimostrano alcuna cosa di Dio, v'ha qui appresso luogo
7 I, 2 | creature imagini espressive di Dio, in quanto tutto il lor
8 I, 2 | mondo in comparazione di Dio non è quanto un invisibile
9 I, 2 | le creature a paragon di Dio un niente, pur elle sono
10 I, 2 | adorabantur.~ ~Ma che le opere di Dio sian suoi vestigi, non solamente
11 I, 2 | con la mente non salga in Dio, a riconoscervi il dominio
12 I, 2 | Così vedute le opere di Dio, elle son linee e figure,
13 I, 2 | l'intelligibile ch'è in Dio. Neanco cel danno a vedere
14 I, 2 | creature, che sono cosa di Dio, veggiamo ancor l'invisibil
15 I, 2 | bello metterci dentro a Dio e darcene a conghietturare
16 I, 2 | di queste, quantunque a Dio ogni cosa possibile ad essere
17 I, 2 | che del sapere a conoscer Dio, delle cui opere, che non
18 I, 2 | guardature e suoi cenni. E di Dio ben disse il pontefice san
19 I, 2 | chieder per ciò lume da Dio, già che a vedere il Sole
20 I, 3 | dell'essere e dell'operar di Dio, onde sol vi rimanga il
21 I, 3 | riescono le grandezze di Dio che ci mostrano i due gran
22 I, 3 | al che fare e non far di Dio nell'eternità antecedente.
23 I, 3 | invenit. Sappiate che a Dio ogni cosa nella indivisibile
24 I, 3 | della virtù creatrice di Dio: "Ditemi: a scegliere il
25 I, 3 | proporzione, chi sumministrò a Dio l'ingegno e l'arte? Chi
26 I, 3 | maggior di quello che in Dio trovavano di sapere ad architettarlo
27 I, 3 | che più sa lo stolto di Dio, che il savio degli uomini.
28 I, 3 | ars manet. Similmente in Dio: la sua Sapienza, cioè il
29 I, 3 | noi, sì come quelle che in Dio tutte sono un medesimo:
30 I, 3 | Tal è dunque il Verbo in Dio, e tale cel definì il medesimo
31 I, 3 | e in silenzio cantan di Dio, finge, con libertà di poeta,
32 I, 3 | niente producesse il tutto a Dio, egli in quello sterilissimo
33 I, 3 | nelle Scritture la voce di Dio; non senza mistero avvertito
34 I, 3 | altrove che ne' tesori di Dio; che, se son tesori, son
35 I, 3 | non men preziosi lavori di Dio che compongono e abbelliscono
36 I, 4 | e cantore delle lodi di Dio che il fabricò; e sì ancora
37 I, 4 | ricevono; e dov'egli niega a Dio l'aver potuto fabricarne
38 I, 4 | fortuitamente accozzati; non a Dio nell'immensità del vacuo,
39 I, 4 | e fattura della mano di Dio, attribuiscono al caso,
40 I, 4 | mente, fuor che la sola di Dio d'un infinito comprendere,
41 I, 5 | Perciò provedimento di Dio fu quello che men propriamente
42 I, 5 | deliranti, sopra la sapienza di Dio nell'architettura e la providenza
43 I, 5 | del pari a tu per tu con Dio, disputando del più acutamente
44 I, 5 | dargli a mordere, in vece di Dio, quel pan di pece con che
45 I, 5 | in lode della sapienza di Dio, e soggiunge: "Èvvi nel
46 I, 5 | del buon legamento dato da Dio alle parti che compongono
47 I, 5 | bello e maestoso tempio di Dio, il mondo: Dei enim templum
48 I, 5 | può esser cosa fuor che di Dio, per cui senza mezzano,
49 I, 6 | più riluce il saper di Dio e l'arte della sua regolatissima
50 I, 6 | essere il mondo opera di Dio, a quo sunt semina formarum,
51 I, 6 | sia da ammirar l'arte di Dio, prenderò a considerare
52 I, 6 | che dove la sapienza di Dio opera, per dirlo al modo
53 I, 7 | ignoranza alla sapienza di Dio, dicendo con quel savio
54 I, 7 | sollevarsi dalla natura a Dio, di cui ella è discepola
55 I, 7 | Or così è la natura con Dio, e Iddio con lei: se non
56 I, 7 | sembra, misterioso operar di Dio nella formazione de' semi
57 I, 7 | miracolo di natura e di Dio che opera in lei; e il cuor
58 I, 8 | disformato e guasto ne torna a Dio il doppio più di ammirazione
59 I, 8 | rispettoso a non raddoppiare a Dio la fatica del mutar quasi
60 I, 8 | allentarne un registro, che a Dio il far prendere altro tuono
61 I, 8 | pareva esser cosa indegna di Dio il molestare altrui, non
62 I, 8 | Ma se questo nocevole era Dio, come non è cosa da Dio
63 I, 8 | Dio, come non è cosa da Dio il nuocere ad alcuno? Se
64 I, 8 | parte guasto cresce lode a Dio e ne fa più riguardevole
65 I, 8 | ne godiamo, l'ingegno di Dio a così ben sostenerlo ch'
66 I, 8 | estimazione e di lode torni a Dio da gli sconcerti che dal
67 I, 8 | mai si lievano gli occhi a Dio e riconoscerlo re e governatore
68 I, 8 | sdegno delle offese che a Dio si fanno e come un lione
69 I, 8 | se tanti v'ebbe che altro Dio non conobbero che il mondo,
70 I, 9 | dell'invisibile bello di Dio, il quale a così nobile
71 I, 9 | la via delle sue opere a Dio, l'altra allo scender da
72 I, 9 | l'altra allo scender da Dio a noi stessi: e dimostrato
73 I, 9 | testimonianza e conoscimento di Dio, alcune pochissime: cioè
74 I, 9 | senza ali da sollevarsi a Dio, ma zoppa e ad ogni pochi
75 I, 9 | specolare, ma salir da essi a Dio, e la maestà e la bellezza,
76 I, 9 | migliori, perfezioni di Dio? E in verità, essendo certo
77 I, 9 | perciò meno dissomiglianti a Dio. Ma delle mille che ve ne
78 I, 9 | sentendomi dire come Abramo da Dio: "Numera stellas si potes",
79 I, 9 | che dipingevano il lor Dio avente il cielo in vece
80 I, 9 | che veggono nella mente a Dio disegnate, e su alto e giù
81 I, 9 | acqua nel mare avente da Dio precetto di non traboccar
82 I, 9 | Esamerone, la volontà di Dio proprietà delle cose, le
83 I, 9 | sublimi cose della natura e di Dio volasse oltre a quant'alto
84 I, 9 | d'un'opera lavorata da Dio in tutta perfezion di natura.
85 I, 9 | estrinseca ordinazione di Dio. Eorum– dice egli – unumquodque,
86 I, 10| Sole gran limosiniere di Dio.~ ~Del Sole, e non dee tacersi,
87 I, 10| Salomone astronomo, ma di Dio che gli movea la mano a
88 I, 10| moderni a cui non cale far Dio bugiardo per far Copernico
89 I, 10| sicuro allo scritto verbo di Dio, tanto sol che interpretandolo
90 I, 10| mondo, il Sole, a veder Dio, a cui egli col suo lume
91 I, 10| peroché il Sole mostra Dio alla mente, che è l'occhio
92 I, 10| quanto elle son testimoni di Dio e a lui come sue orme ci
93 I, 10| con che egli dà a conoscer Dio non son meno sensibili che
94 I, 10| Sole, tutto il riceve da Dio, per darcelo come suo Gran
95 I, 10| tale appunto è l'operare di Dio nel governo del mondo, disse
96 I, 10| discretezza del Sole, e in lui di Dio che glie la diede e n'è
97 I, 10| necessario provedimento di Dio fu che le fredde notti e
98 I, 11| A dar testimonianza di Dio e di qual sia l'universal
99 I, 11| testimonianza ch'elle danno di Dio consiste in dimostrare che
100 I, 11| avvedimento provedute da Dio, che si avrà a dire delle
101 I, 11| dice "della natura, anzi di Dio, ch'è il maestro in cui
102 I, 11| dixisse est, non diamo a Dio per l'eccellenti sue opere
103 I, 11| conoscimento della sapienza di Dio. Ma a far ciò bene e tosto,
104 I, 11| della estrema providenza di Dio, che quella sì dispregevole
105 I, 11| mezzo atei, che o niegan Dio o l'accusan d'improvido;
106 I, 11| carattere della sapienza di Dio. Che se quel famoso Cleante
107 I, 11| tutto è lode delle mani di Dio, e quant'utile all'uso,
108 I, 12| anch'essi testimonianza di Dio. Egli un sol ne coglie,
109 I, 12| delle cose attenentisi a Dio san Gregorio Nisseno ben
110 I, 12| quanto più il Verbo stesso di Dio fatto tra noi sensibile
111 I, 12| quanti, che nel sentir di Dio hanno dell'Apuleio trasformato
112 I, 12| d'altra mano che sol di Dio. Quae omnia, dice il Santo,
113 I, 12| si parte. E gran mercé di Dio è stata infiorarci la strada
114 I, 12| vedere le invisibili mani di Dio in opera di lavorarlo: perché
115 I, 12| accompagna, al raccordarsi di Dio e tutto volgersi con l'affetto
116 I, 12| altre somiglianti opere di Dio il fecero i santi dottori
117 I, 12| stupiva che Proteo, essendo dio acquatico, si potesse trasformare
118 I, 12| nell'artefice sapienza di Dio altre forme, altre idee,
119 I, 12| naturale, cioè aventi in Dio quell'original perfezione
120 I, 12| bellezza e perfezione di Dio, communicata alle creature (
121 I, 12| disperano della providenza di Dio, allora che disse: Considerate
122 I, 12| eterni, dalle creature a Dio? Né mai dicono a sé stessi: "
123 I, 12| belle sono le fatture di Dio e se tanto dilettano, che
124 I, 12| il rendeva più amabile a Dio, a' cui soli occhi volea
125 I, 13| visibile della sapienza di Dio in quanto ella fu che architettò
126 I, 13| io figurar la sapienza di Dio architettrice del mondo:
127 I, 13| stimator delle opere di Dio al giusto peso de' meriti
128 I, 13| animalucci, che mercé di Dio non averceli fatti né di
129 I, 13| tutti vivono alle spese di Dio; che non sono i soli pulcini
130 I, 13| nascono, per insegnamento di Dio, maestri, ben si può dir
131 I, 14| un vero inno di lode a Dio, della cui sapienza siamo
132 I, 14| testimonianza di quel somigliante a Dio ch'è in lei; onde anch'ella
133 I, 14| lavori della sapienza di Dio, la quale è la statuaria
134 I, 14| Ottavio: in cui dimostra Dio inteso a formarci i corpi
135 I, 14| con esser tutta arte di Dio, pur nondimeno è insieme
136 I, 14| cui indotta la Sapienza di Dio, che nulla opera senza disegno,
137 I, 14| ammirarsi la sapienza di Dio, che con sì poco, e forse
138 I, 14| della mirabil providenza di Dio nello stamparci che fa il
139 I, 14| è magistero insegnato da Dio suo artefice alla natura,
140 I, 15| più ammirar la sapienza di Dio, che con un quasi niente,
141 I, 15| a dir propriamente, di Dio, dalle sovraposte calunnie
142 I, 15| Agostino disse dello spirito di Dio, che nel primo dì natale
143 I, 15| evidentemente la sapienza di Dio, che in darcela, e sì fattamente
144 I, 16| savissimo provedimento di Dio è stato riempier la natura
145 I, 16| quale altri il faceva, un dio: mentre per la metà della
146 I, 16| della mente e del cuor di Dio, che sono da adorarsi alla
147 I, 16| della mente e del cuor di Dio? Voi nell'eterne sue produzioni?
148 I, 16| che vi facea loquaci di Dio, vi fa mutoli di voi stessi.
149 II, 1 | giudìci della sapienza di Dio.~ ~Che la Luna si eclissi
150 II, 1 | è che il conoscimento di Dio in noi, eccone tanti gradi
151 II, 1 | conoscimento che han di Dio: una sì debil cosa, che
152 II, 1 | freddezze del cuore nell'amor di Dio, e 'l parerci di non essergli
153 II, 1 | conseguente, della beata vision di Dio; e del ravvedersi alla morte
154 II, 1 | salendo per le opere di Dio a Dio loro operatore, rifermandovi
155 II, 1 | salendo per le opere di Dio a Dio loro operatore, rifermandovi
156 II, 2 | CAPO SECONDO~Il sapere di Dio male da noi circoscritto
157 II, 2 | ve ne ha!) che mettono a Dio la lor testa, formandosel
158 II, 2 | equità e il tutto poter di Dio, quando lor si presenta
159 II, 2 | puzzo, ammorba. Inchiodar Dio in un de' poli del mondo,
160 II, 2 | regni: come cosa degna di Dio sia maneggiar solo scettri
161 II, 2 | co' pazzi, fra un savio e Dio non v'aver differenza se
162 II, 2 | languidi. Né punto l'è di Dio quel che altri ne concepisce,
163 II, 2 | Areopagita ove parla di Dio, ben il sa chi gli tien
164 II, 2 | ammirabil suo libro De' nomi di Dio. Ma nel gran dirne che fa,
165 II, 2 | pensieri un volo in verso Dio, di queste false imagini,
166 II, 2 | qualunque perfezione di Dio, se di lui secondo esse
167 II, 2 | com'è quel che diciam di Dio, ch'egli è ogni cosa col
168 II, 2 | accosta al vero che ritrar Dio delineandolo per concetti
169 II, 2 | così di quant'altro è in Dio e saputo e ineffabile, quant'
170 II, 2 | possiam meglio pensar di Dio che, presi tutti i nostri
171 II, 2 | misuratore della reggia di Dio una canna d'oro in mano,
172 II, 2 | giungere a bene intendere di Dio se non sol questo: che non
173 II, 2 | del bellissimo volto di Dio, cui veggono alla scoperta
174 II, 2 | volto e velano i pi è di Dio: ed è un protestare in misterio
175 II, 2 | d'avanti. Così sempre in Dio, verso Dio sempre si muovono,
176 II, 2 | Così sempre in Dio, verso Dio sempre si muovono, e con
177 II, 2 | concetti che talun forma di Dio, mirandolo o ne' turbamenti
178 II, 2 | avventura tale l'adoperar di Dio nel governo del mondo? Affaticherallo?
179 II, 2 | rispetto alla sapienza di Dio che il peso d'un granello
180 II, 2 | providenza: appunto come se a Dio mancasse il sapere, il potere,
181 II, 2 | fatevi ad argomentar di Dio con quella proporzione ch'
182 II, 2 | si fa lecito affermar di Dio, come vero, nulla che in
183 II, 2 | de' monti, così al venirci Dio nella mente, quanto è sotto
184 II, 2 | che ne ho fin qui detto di Dio il riferire un savio correggimento
185 II, 2 | cogitare. Or così faccia con Dio chi ben vuol esprimerne
186 II, 2 | linee, non altrimenti di Dio: quanto più si va oltre
187 II, 3 | disposizioni della providenza di Dio.~ ~L'esservi Iddio e il
188 II, 3 | alle libere operazioni di Dio nello spartimento delle
189 II, 3 | incomprensibili giudìci di Dio e delle non investigabili
190 II, 3 | sapienza e della scienza di Dio, e protesta non essere privilegio
191 II, 3 | infallibile Providenza di Dio, cui ella figurava, fe'
192 II, 3 | sta in fondo al cuor di Dio tuttavia sì chiuso che altro
193 II, 3 | il perché di certe solo a Dio note disposizioni della
194 II, 3 | fissamente mirando il riconosce Dio, e sol tanto gli basta perché,
195 II, 3 | fattamente che, se fossimo da Dio introdotti nel suo Consiglio
196 II, 3 | bilance della giustizia di Dio, e si vegga s'elle hanno
197 II, 3 | sentiamo sì degnamente di Dio che pensieri a questi in
198 II, 3 | dir nulla dell'operato da Dio a ben nostro in pruova del
199 II, 3 | de' manifesti giudìci di Dio, ora in difesa degl'innocenti,
200 II, 3 | Così noi de' giudìci di Dio. D'un medesimo autore sono
201 II, 3 | essere anch'essi cosa di Dio, senza altro saperne, basta
202 II, 3 | o no, crediamo essere in Dio la sapienza, la rettitudine,
203 II, 3 | equità delle operazioni di Dio.~ ~Con questa dunque (per
204 II, 3 | pensiero mirando i giudìci di Dio, per cotali erte, che senza
205 II, 3 | vile quel ch'è pensiero di Dio, come or ora vedrete) andar
206 II, 3 | gli altissimi giudìci di Dio, piani e sicuri a salirvi
207 II, 3 | lingua ne' maggior fatti di Dio, o costituirne arbitri i
208 II, 3 | pazzo, quando de' giudìci di Dio ragionano con sé stessi,
209 II, 3 | farebbono diversamente da Dio. E siane in particolare
210 II, 3 | inarrivabil giudicio di Dio, come gli antichi adoratori
211 II, 3 | Golia, bestemmiatore di Dio, che il butta rovescio in
212 II, 4 | disposizioni della providenza di Dio soggiacciano ancor le cose
213 II, 4 | generosità della pazienza di Dio in sofferirli e aspettarne
214 II, 4 | intelligente) e chiegga a Dio un sol cenno che le consenta
215 II, 4 | in fine, il sofferir di Dio ha suo termine; e lo reale
216 II, 4 | per questo, e altresì in Dio la pietà che perdona e la
217 II, 4 | amabile, come ugualmente Dio, punitore de' rei che premiatore
218 II, 4 | Tertulliano dell'insensato Dio fintosi da Marcione, stupidissimus
219 II, 4 | altrimenti nella Città di Dio (dico in questa delle cui
220 II, 4 | chiaro della giustizia di Dio, ordinatore delle ombre,
221 II, 4 | venerazione, in esempio da Dio stesso, ivi allora presente
222 II, 4 | soggiacciono alle disposizioni di Dio, in quanto ciò che altri
223 II, 4 | gli angioli spettatori e Dio panegirista. E certo non
224 II, 4 | la sua vita immortale in Dio; il qual solo, in tante
225 II, 4 | il combattevano? E che a Dio bisognasse trovare una nuova
226 II, 4 | rettissima providenza di Dio non soggiacciano anco le
227 II, 4 | riconosca dalla bontà di Dio ancor quello che ad affliggerci
228 II, 5 | CAPO QUINTO~Il mondo in Dio e Iddio nel mondo. Il tutto
229 II, 5 | timore, che alla dignità di Dio, per esprimerlo in una convenevole
230 II, 5 | tenebre che all'occhio di Dio, inteso ugualmente a tutto,
231 II, 5 | dipendenza che le creature han da Dio, sì nell'essere e conservarsi
232 II, 5 | ella bensì tutte le cose a Dio presenti in idea, ma non
233 II, 5 | Aristotele: conciosia che desse a Dio per sua reggia i cieli,
234 II, 5 | ne pareva, degnamente di Dio, ne sentirono indegnamente,
235 II, 5 | operante. Ma la virtù di Dio non è cosa accidentale,
236 II, 5 | altrettanto che torre a Dio una gemma dalla corona.
237 II, 5 | deest? Così degnamente di Dio si sente e si parla: cioè
238 II, 5 | dunque sono a gli occhi di Dio tutte le cose, si perché
239 II, 5 | interrompe e diparte in Dio le operazioni secondo il
240 II, 6 | imagina e concepisce di Dio? O se tale appunto non sel
241 II, 6 | opera d'oro Della città di Dio, non potendo farsi a credere
242 II, 6 | vero, colà ove rivolto a Dio, che gran cosa sia tutto
243 II, 6 | vile bestiuola è in cura a Dio, e cui Iddio difende nulla
244 II, 6 | della cura e protezione di Dio nel pazzo degl'inevitabili
245 II, 6 | quelle del Verbo stesso di Dio, colà dove facendo a una
246 II, 6 | intendere e chi così sente di Dio è mentecatto, impiccoliamoci
247 II, 6 | provengono; e l'infinita mente di Dio intorno alla quantunque
248 II, 6 | Proverbi la Sapienza di Dio, ingegnera e machinatrice
249 II, 6 | più occulti consigli di Dio, crederà essere colpo d'
250 II, 6 | menome creature, rispetto a Dio sia, come suol dirsi, un
251 II, 6 | insensibile esser ritratto di Dio, che non istia da infiniti
252 II, 6 | essere in particolar cura a Dio e averlo così tutto suo
253 II, 7 | latte: cioè la benignità di Dio avente a grazia il far grazie.~ ~
254 II, 7 | incomparabile beneficenza di Dio e (per favellarne al nostro
255 II, 7 | ad avvenire che cada in Dio, il quale, sì com'è ab intrinseco
256 II, 7 | questo le misericordie di Dio) non restò mai d'attignere,
257 II, 7 | avventura a temere che manchi a Dio il contante, e la liberalità
258 II, 7 | eglino cosa particolare di Dio? E non è a tutti bisognevole
259 II, 7 | promettersi dell'affetto di Dio verso noi ricorrenti a gittarci
260 II, 7 | vuolsi dire acconciamente di Dio, al quale, se fosse in alcun
261 II, 7 | opinione: ch'egli fosse da Dio creato qua su la terra,
262 II, 7 | pietà altrettanto degna di Dio e di padre essere il tal
263 II, 7 | porgiam le nostre suppliche a Dio, come già un certo fece
264 II, 7 | demòni quando chiediamo a Dio in conto di grazia quel
265 II, 7 | ordinarie cagioni che inducon Dio a ributtar pietosamente
266 II, 7 | savio e amoroso operar di Dio, movente l'innumerabile
267 II, 8 | dell'esser noi ordinati da Dio a un fine sopranaturale
268 II, 8 | diritto al termine lor da Dio prefisso, che è il vero
269 II, 8 | uomini sian figliuoli di Dio e a lui cari come parti
270 II, 8 | beata quanto il posseder Dio, con ciò solo eccovi i beni
271 II, 8 | il ben inteso disegno di Dio, che si compiacque ordinarci
272 II, 8 | l'essere noi ordinati da Dio a un fine sopranaturale,
273 II, 8 | artificiosa, che troppo meglio a Dio che ne fu inventore, che
274 II, 8 | storpio e difforme, sono da Dio ordinati. Grida colà appresso
275 II, 8 | gittano o, per meglio dire, a Dio per mano de' poveri le danno
276 II, 8 | sicuri della fedeltà di Dio quanto è infallibile la
277 II, 8 | è dentro alla reggia di Dio, ma vi si fermò intorno
278 II, 8 | credere che un de' consigli di Dio nello spartir che fa i beni
279 II, 9 | simile il querelarsi di Dio, che non abbia diviso il
280 II, 9 | difesa della providenza di Dio trattò al disteso questo
281 II, 9 | il cavallo descritto da Dio in Giobbe, che da lungi
282 II, 9 | son due scarpelli messi da Dio in mano, l'uno a gli uni,
283 II, 9 | fattagli gratuitamente da Dio, dove Dio le rivoglia, sì
284 II, 9 | gratuitamente da Dio, dove Dio le rivoglia, sì glie le
285 II, 9 | alimentarsi, si spegne. Arde di Dio sol per Iddio; e quanto
286 II, 9 | cuore; e su le bilance di Dio pesa più quell'offerta di
287 II, 9 | dentro la Legge col dito di Dio. Il quale non avea dunque
288 II, 9 | contradittori alla providenza di Dio: e sono la pazzia de' savi
289 II, 10| concepire alcuna cosa di Dio, sì rade furon le volte
290 II, 10| essere e dell'operare di Dio. Anzi, dove parvero aquile
291 II, 10| alle più segrete cose di Dio, pure, se non vi trovarono
292 II, 10| arditezze il torre di mano a Dio lo scettro dell'amministrazione
293 II, 10| di quell'età ignorante di Dio fosse il dare un tal essere
294 II, 10| degno della grandezza di Dio, secondo il parere di quell'
295 II, 10| con che più somigliarsi a Dio: e 'l vide egli subito adempiuto
296 II, 10| poi alla providenza di Dio quel ch'è suo, cioè ogni
297 II, 10| appariscono, ma per decreto di Dio furono ordinate in fin da'
298 II, 10| nell'original partitura di Dio note segnatevi di sua mano?
299 II, 10| intendiamo esser lavori di Dio ancor quelle opere di natura
300 II, 10| senza espresso volere di Dio; peroché faciunt verbum
301 II, 10| altresì gli vengono inviate da Dio per fini a lui ben conti,
302 II, 12| Così male è riuscita a Dio la più bell'opera delle
303 II, 12| senza rivelazione e senza Dio, ma solo in ciò simili a
304 II, 12| apparirebbe scintilla. La Dio mercé, già son più di ducento
305 II, 12| sopranaturali e de' gratuiti doni di Dio, i valenti astrolaghi han
306 II, 12| natura: anzi del più bel di Dio, la cui gloria si discuopre
307 II, 12| della providenza di mano a Dio, e Dio dalla mente non che
308 II, 12| providenza di mano a Dio, e Dio dalla mente non che dal
309 II, 12| mirerà più alle mani di Dio, se non se ne aspetti miracolo
310 II, 12| cederent? E fosse in piacere a Dio che s'avverasse il detto
311 II, 12| che al riferir tutto a Dio; il quale se governasse
312 II, 13| e ognun sa, che solio di Dio è il cielo) giù si distende
313 II, 13| il saggio avvedimento di Dio, in far che le sette mobili,
314 II, 14| segretissime intenzioni di Dio, che il denso buio in cui
315 II, 14| conseguente, i cieli non furon da Dio congegnati a mistero, né
316 II, 14| un antico, filosofante di Dio secondo il cortissimo intendere
317 II, 14| luce de' liberi decreti di Dio sopra le cose nostre avvenire,
318 II, 14| degli uomini, se per fino a Dio tolgon di mano lo scettro,
319 II, 14| specchio della mente di Dio loro svelata, e descriveano
320 II, 14| ispirito: cioè pieni di Dio e in lui veggenti quel che
321 II, 14| Babilonia. Dunque i profeti di Dio son menzoneri. Così gridavano
322 II, 14| giudicando quelle minacce di Dio esser bravate in aria, mentre
323 II, 14| protezione della gran Madre di Dio, ivi avuta in somma venerazione,
324 II, 14| Qual opera sì riserbata a Dio e da lui promessa o minacciata,
325 II, 14| violenta morte del Figliuolo di Dio, non previde già quella
326 II, 15| annunzi de' consigli di Dio, udite come ne parla lo
327 II, 15| persuada che tanto caglia a Dio il farci senza niun degno
328 II, 15| Or s'elle non son cosa di Dio, anzi, se apertamente combattono
329 II, 15| combattono la providenza di Dio e tirano a disertarla, traendone
330 II, 15| seconda ragione: darsi da Dio, in pena dell'umana curiosità,
331 II, 16| altresì non riconobbe altro Dio che il mondo e la natura,
332 II, 16| le quali, come proprie di Dio, a lui degnamente si attribuiscono
333 II, 16| un forsennato), dunque in Dio è necessario che l'esistere
334 II, 16| aver fatto il Figliuol di Dio con gli iddii del paganesimo:
335 II, 16| punta, così le menti umane a Dio: non v'è né ignoranza né
336 II, 16| che non abbia religione e Dio; e per lui giuramenti, e
337 II, 16| carattere, l'imagine viva di Dio non ci lascia ignorare del
338 II, 16| preghiere e voti offeriva a Dio, riconoscendolo solo possente
|