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Daniello Bartoli
La ricreazione del Savio

IntraText - Concordanze

l

    Libro,  Capo
1 I, 1 | ciascuno il maraviglioso e 'l bello nella concatenazion 2 I, 1 | il finto savio d'Omero e 'l vero di Massimo Tirio, amendue 3 I, 1 | a cui l'intendimento, e 'l vero Buono intorno a cui 4 I, 1 | ammirabile, la natura e 'l mondo entro un piccol volume, 5 I, 1 | eccomi il divin Platone e 'l discepolo suo, se pure Aristotele 6 I, 2 | insuperabil tempesta che 'l gittò a rompere alle spiagge 7 I, 2 | termine rispondenti; e 'l ripartimento de' beni sì 8 I, 2 | e utili opere lavorò; e 'l rettissimo intendimento 9 I, 2 | intenderne il maraviglioso e 'l bello sopravanza di tanto 10 I, 2 | fronte gli cadono in su 'l volto, che null'altro di 11 I, 3 | anche l'occultissimo e 'l profondissimo degli abissi? 12 I, 3 | che verbum seminavit; e 'l truovo altresì detto dal 13 I, 3 | moto e senza vigore, e 'l mondo era un teatro di statue 14 I, 3 | rimasero le scavature e 'l vano in cui raccogliere 15 I, 3 | Iddio sopra l'acque e 'l Sole verbum seminavit, e 16 I, 4 | principio di tutto il mondo, e 'l particolare di quanto per 17 I, 4 | fra Alessandro Magno e 'l re Dario, con tanta perfezion 18 I, 5 | componimento delle sfere celesti e 'l regolatissimo andar de' 19 I, 5 | con l'umido, e l'aria e 'l fuoco col caldo, e il fuoco 20 I, 5 | più conveniente luogo. E 'l Sole anch'egli, perché ubbidisce 21 I, 5 | si compia in sei mesi e 'l e la notte insieme in 22 I, 5 | il Boccadoro, l'acqua e 'l fuoco, l'aria e la terra, 23 I, 7 | ogni intorno l'afferrano e 'l fermano. Oltre a ciò, la 24 I, 7 | la bocca, il ventre, e 'l fegato. Succia l'alimento, 25 I, 7 | ingrossando, ecco il pedale e 'l tronco; di fusto alcuni 26 I, 7 | adoperando il corrompersi e 'l riformarsi de' semi come 27 I, 8 | accordano a comporlo, e 'l maraviglioso continuar de' 28 I, 8 | venti a mettere la terra e 'l mare in iscompiglio, così 29 I, 8 | cacciarnele e tornare il sereno e 'l sole? Chi può sgroppare 30 I, 9 | e l'aria del volto, e 'l sembiante proprio dell'affetto, 31 I, 9 | proprio dell'affetto, e 'l giusto risentimento de' 32 I, 9 | maestà e la bellezza, e 'l moto e 'l lume, e la velocità 33 I, 9 | la bellezza, e 'l moto e 'l lume, e la velocità e la 34 I, 9 | sterminata ampiezza, e 'l perpetuo sereno e l'invariabile 35 I, 9 | materia più preziosa; e 'l rimanente ben ordinato faceva 36 I, 9 | perché di poi, voltatale su 'l ritondato della cima la 37 I, 9 | fra il moto circolare e 'l retto (per dire ora solo 38 I, 9 | scintillar che fanno e 'l tingersi di sì vari e bei 39 I, 10| ristretto il meglio. La notte e 'l non sono fra lor diversi 40 I, 10| continuamente facendo la notte e 'l , con torsi l'uno all' 41 I, 10| altrettante con che la notte e 'l si fanno, sino all'ultimo 42 I, 10| re di Bungo ed Arima e 'l signor d'Omura, giapponesi, 43 I, 11| il lampo negli occhi e 'l fulmine nella destra: tanto 44 I, 11| come i lavorati a mano e 'l suon dell'ore a suo tempo, 45 I, 11| disperse; e per lo cuore e 'l fegato calda, e fredda per 46 I, 11| mastini, poi il ripiegano e 'l tornano alquanto in su, 47 I, 11| cui spuntano i denti su 'l labbro ben lunghi e ben 48 I, 12| abbondanza genera noia e 'l continuo infastidisce: più 49 I, 12| il merito delle cose, e 'l prezioso nostro, se ne abbiamo 50 I, 12| dovizia, ci si fa vile, e 'l vile altrui, se è raro, 51 I, 12| la bellezza de' fiori; e 'l suo Unigenito a' fiori si 52 I, 12| succiano l'umor dalla madre e 'l portano sino alla cima, 53 I, 12| interpretarsi la notte e 'l freddo che l'accompagna, 54 I, 12| chinati e chiusi, poiché 'l sol gl'imbianca,~si drizzan 55 I, 12| a discernere il cibo e 'l pascolo che la natura gl' 56 I, 13| tutto insieme i cavalli e 'l carro erano una sì menoma 57 I, 13| per l'altro, la gamba e 'l piè d'una pulce. Ben meritavano 58 I, 13| intendono il lor bene e 'l lor male, e si procaccian 59 I, 13| continue piogge fangoso e 'l ciel troppo rigido a' piccoli 60 I, 14| più lontane che l'Indo e 'l Tanai; ma nondimeno, salva 61 I, 14| osservò il moral Filosofo, e 'l di è anco ad ammirare al 62 I, 14| diverso; e le midolle, e 'l grasso per cui e le caldissime 63 I, 14| togliendone la confusione e 'l disordine, tutto insieme 64 I, 14| contratempi, le sue finte, e 'l sottentrare e guadagnare, 65 I, 14| l'arme al contrario, o 'l passo e 'l tempo, talché 66 I, 14| contrario, o 'l passo e 'l tempo, talché due schermidori 67 I, 14| col petto squarciato e 'l cuore in continuo pasto 68 I, 14| notomista, ciò che l'occhio e 'l cuore, il doppio più ammirabili, 69 I, 15| DECIMOQUINTO~ ~Il magisterio e 'l ministerio delle mani manuali 70 I, 15| stupore, che la facondia e 'l discorso: e il pazzo in 71 I, 15| che gli spunti d'in su 'l filo del naso. Or gli si 72 I, 15| le giubbe de' lioni o 'l duro cuoio degli elefanti 73 I, 15| i quali il sostentano e 'l portano sine ulla oneras 74 I, 15| remos vero agere possent, e 'l debilitare un padre il figliuolo 75 I, 15| dato il senno, le mani e 'l mondo inanzi (che sono l' 76 I, 15| fatiche dell'intelletto e 'l guadagno degli ostinati 77 I, 15| aggropparsele in pugno; e 'l desiderio allargate rivolgerle 78 I, 16| Agostino conta il dormire e 'l sognare fra i più tenebrosi 79 I, 16| cercandone le cagioni e 'l modo, senza scorgerlo altro 80 I, 16| che un perpetuo sonno e 'l sonno mors temporaria, come 81 I, 16| disse il Crisostomo, e 'l risuscitar che faremo sarà 82 I, 16| se il vedere e l'udire e 'l muovervi e l'intendere e 83 I, 16| più veramente deliri; e 'l filosofo che più ne seppe 84 I, 16| la qualità de' vapori e 'l vario ondeggiare che gli 85 I, 16| gravarsi lo stomaco di cibi e 'l capo di fumi. Come altresì 86 I, 16| che la pazza diversità e 'l mostruoso componimento de' 87 I, 16| anime de' trapassati: e 'l mostra il fiore, diceva 88 I, 16| avente il fianco d'oro e 'l cervello di piombo. Ma eccone 89 I, 16| onde sia l'avvedimento o 'l caso del muoversi e uscire 90 I, 16| sapere che non sappiamo. E 'l vuole Iddio, come siegue 91 I, 16| senza chiarezza, il caldo e 'l freddo senza alterazione, 92 I, 16| dimentico ch'ella chiama: e 'l chiama, e non ne sa il nome, 93 I, 16| natura del tal umore: e 'l legamento o sono i fumi 94 I, 16| vi gitta l'atra bile, e 'l riempiono di spaventose 95 II, 1 | a vagheggiarlo, tanta è l a bellezza che scuopre in 96 II, 1 | medesima sorte la zizzania e 'l buon grano? Ed io non per 97 II, 1 | cuore nell'amor di Dio, e 'l parerci di non essergli 98 II, 1 | dalla Fede, barcollante fra 'l sì e 'l no del governarsi 99 II, 1 | barcollante fra 'l sì e 'l no del governarsi il mondo, 100 II, 2 | presta a batter le casse su 'l filo e stringerlo e unirlo, 101 II, 2 | particolarità in che il tessere e 'l governare ben si rassomigliano; 102 II, 2 | dirsi, perché l'infinito e 'l finito non sono termini 103 II, 2 | compararsi come il più e 'l meno, ma come il tutto e ' 104 II, 2 | meno, ma come il tutto e 'l nulla. In così dire, non 105 II, 2 | cioè tutto il manchevole e 'l finito, dee scolare e perdersi 106 II, 2 | espugnazione di Troia; e 'l recitar suo era tutto in 107 II, 3 | buoni odori, o l'ali e 'l volo de' venti, o qualunque 108 II, 3 | dugento anni addietro, e 'l lasciò in pruova ad ogni 109 II, 3 | governo il tutto vedere e 'l provedere a tutto. Or nelle 110 II, 3 | patiscono le traveggole e 'l capogirlo? O non anzi ve 111 II, 4 | i Giganti, e l'Idra e 'l Lione e le Stinfalidi e 112 II, 4 | voluta in noi la pazienza e 'l merito che ne proviene, 113 II, 5 | disarmata la destra, né i l mondo il vegga se non minaccioso 114 II, 5 | di scogli: e l'Istro e 'l Tanai e 'l Nilo e 'l Gange 115 II, 5 | e 'l Tanai e 'l Nilo e 'l Gange e l'Indo e 'l Maragnone, 116 II, 5 | Nilo e 'l Gange e l'Indo e 'l Maragnone, fiumi reali e 117 II, 5 | foci; né solo il Tauro e 'l Caucaso e l'Olimpo e l'Ato 118 II, 5 | appena si lievano d'in su 'l piano, e che dico? Non v' 119 II, 5 | creta ch'egli lavora né a l vaso che ne figura né alla 120 II, 5 | ricevere il primo essere e 'l non interrotto durare da 121 II, 5 | secondo il corto sentire e 'l finito operare umano: essendo 122 II, 6 | atto di dargli il moto e 'l suono (che sono, al dir 123 II, 6 | moltitudine, la varietà, l e diverse lingue, le strane 124 II, 6 | ha col cielo, il caldo e 'l freddo, il nuvolato e 'l 125 II, 6 | l freddo, il nuvolato e 'l sereno, e i e le notti 126 II, 6 | andò a vuoto la speranza e 'l colpo, sì non la colse, 127 II, 6 | com'era usato di dire; e 'l disse anco ad Amurat suo 128 II, 6 | termini: il finito ingegno e 'l misurato avvedimento d'un 129 II, 6 | di veduta le piccole, o 'l soprafaranno le grandi? 130 II, 6 | di pecore e, o l'abbia o 'l perda, poco più di nulla 131 II, 6 | contrari da per sé l'anno e 'l giorno, e con la Luna, variamente 132 II, 6 | ondeggiar che fanno i mari; l o spirito e l'anima a' venti, 133 II, 7 | angosciar di questi altri e 'l querelarsi, nel ridire o 134 II, 7 | umanità e la cortesia, e 'l ben fare altrui sì difficile 135 II, 7 | dalla proferta, e smarrì, e 'l promesso a tutti non attese 136 II, 7 | forse l'indignità nostra, e 'l demerito per lo continuo 137 II, 7 | d'un vil paltoniere che 'l riceveva, nol rend è subito 138 II, 7 | tornarono in buon senno e 'l fecero rinsavire. E udiam 139 II, 7 | portamini ab utero meo, e 'l farcene provar gli effetti 140 II, 7 | giovare. Quinci tutto in su 'l vero, chi che si fosse lo 141 II, 7 | tutto il suo pregare e 'l suo piangere consumasse 142 II, 8 | CAPO OTTAVO~La natura e 'l tempo sotto a' piedi dell' 143 II, 8 | cui s'ammontassero sopra 'l capo tante corone quanti 144 II, 8 | infelici, e nostra mercé i l siamo: Anxii semper, et 145 II, 8 | semplici moti, il retto e 'l circolare, de' quali il 146 II, 8 | une e non con le altre; e 'l suo volgersi in sé stesso, 147 II, 8 | operare, così tra questo e 'l suggetto in cui opera. Dunque 148 II, 8 | intendimento del vero e 'l seno al godimento del bene, 149 II, 8 | Ma traiamo oramai di su 'l volto alla natura la maschera, 150 II, 9 | porta dalla terra fin sopra 'l cielo, a godervi quella 151 II, 9 | istaremmo in accordo, e 'l viver civile e proprio da 152 II, 9 | che l'avere di quegli e 'l potere di questi, dando 153 II, 9 | trasmutarlo? E chi coltiverà l e loro terre? E 'l di che 154 II, 9 | coltiverà l e loro terre? E 'l di che rivestirsi d'onde 155 II, 9 | salvaggine e l'uccellare e 'l pescare hanno inventati 156 II, 9 | torte vie dell'anno, e 'l partimento de' segni e quant' 157 II, 9 | nelle caverne de' monti? E 'l dovevam, se mancava ingegno 158 II, 9 | altro: tal che il povero o 'l ricco, il letterato o l' 159 II, 9 | la sposa di Cristo, cioè l a Chiesa, secondo il ritratto 160 II, 9 | varietatem habet virtutum. O 'l riconosciate nelle diverse 161 II, 9 | il vero, imaginan contra 'l vero che gli altri sien 162 II, 9 | la temperanza, l'onestà, l a modestia, l'umiltà, e 163 II, 9 | amore e all'odio la carne e 'l sangue delle amiche e de' 164 II, 10| medesimo il maritaggio e 'l divorzio? Perciò anche eccola 165 II, 10| del suo, ché il flusso e 'l riflusso del dare e del 166 II, 10| commedie: ché l'auge e 'l fondo di quella ruota, ancorché 167 II, 10| banchi. Le grida poi e 'l disperare e 'l farsi animo 168 II, 10| grida poi e 'l disperare e 'l farsi animo e l'invocar 169 II, 10| che han pieni i libri, e 'l comandar diverso secondo 170 II, 10| più somigliarsi a Dio: e 'l vide egli subito adempiuto 171 II, 10| in essi la tristizia e 'l dolore che per ispiantarlo 172 II, 10| che rende assai non è i l molto terreno, egli è il 173 II, 10| altre voci, cantavano; e 'l suo variare tutto era artificio, 174 II, 10| piace il convenevole e 'l ben ordinato. Or alla miserabil 175 II, 10| che v'assiste e lavora: e 'l suo lavoro non dover esser 176 II, 11| animo attento è udirle, e 'l rinvenirne il principio 177 II, 11| distinto l'anno, il e 'l momento del nascere? Dico 178 II, 11| l'accenna coll'occhio e 'l tocca col dito: ed è un 179 II, 11| E l'intende la madre, e 'l crede e non infuria e non 180 II, 11| una morte, qual vi parrà l a morte, quando per essa 181 II, 11| ceppo.~ ~Mirisi il grande e 'l continuo variar che fanno 182 II, 11| ad Atropo le future, e 'l Tempo cronista del mondo 183 II, 11| quarta. Or altro non è i l tirare a sé in virtù di 184 II, 11| e ingannarsi. È vero; e 'l de' confessar di sé anco 185 II, 11| motor convien che spiri;~e 'l ciel, cui tanti lumi fanno 186 II, 12| regni, guastano il mondo e 'l racconciano a lor piacere". 187 II, 12| ed era il succedersi e 'l mancar de' regni, fino alla 188 II, 12| fino ab immernorabili, e 'l verificarsene alcuna volta 189 II, 12| v'ha la sua vana imago e 'l suo fantasma.~ ~Ma in tacerne 190 II, 12| Luciano, la speranza e 'l timore stati i ritrovatori 191 II, 12| ondeggiare tra la Providenza e 'l caso, pur finalmente si 192 II, 13| non solamente la luce e 'l calore, ma quell'altre ancora 193 II, 13| ma in modo celeste, e 'l cielo è in terra, ma in 194 II, 13| ostante, l'arte marinaresca, l 'agricoltura e la medicina, 195 II, 13| giustamente doversi; e 'l divisato da essi immutabilmente 196 II, 13| Signor della natura (e 'l protestano in corsivo) ne 197 II, 13| tempo? Sallo Tolosa che 'l vide, e di poi rise il diluvio 198 II, 13| Lira si tendon le corde, e 'l ceterista, toccandole, fa 199 II, 14| Ciò sono il ragionevole e 'l conveniente, e i lor contrari. 200 II, 14| ambizione, l'ardire in petto e 'l ferro in mano. Così venne 201 II, 14| e dare, come l'ateista [L]uciano, in un branco di 202 II, 14| lagrime e di sangue; e 'l santuario profanato, e diroccati 203 II, 15| perché si tiene in su 'l falso; ma spiantarlo e ferirlo 204 II, 15| confessare la verità, che è l a vanità de' suoi indovinamenti. 205 II, 15| vita avvenire, gli di è i l punto fisso in che nacque, 206 II, 15| traverso, il congiungersi e 'l disunirsi. V'ha maggiori 207 II, 15| quando è retrogrado; e 'l diducono dalla falce attribuitagli 208 II, 15| astrologia, ha pieni i libri e 'l cervello per far riuscir 209 II, 15| vittimate; e la specie, e 'l numero, e 'l volato, e ' 210 II, 15| specie, e 'l numero, e 'l volato, e 'l diverso beccare, 211 II, 15| numero, e 'l volato, e 'l diverso beccare, e 'l cantar 212 II, 15| e 'l diverso beccare, e 'l cantar degli uccelli: tutte 213 II, 15| dentro la suggestione? E 'l presentar l'una e metter 214 II, 16| meno imbrocchi il segno e 'l conosca non isvariando dal 215 II, 16| per attorno tutta quanta è l a terra: ben avverrà che 216 II, 16| alpigiano come il dimestico e 'l civile, uomo non s'è trovato 217 II, 16| in buon senno, peroché i l prima distemperato lor cervello 218 II, 16| richieggono i recitanti? E 'l mondo ben quattro volte


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