Libro, Capo
1 I, 1 | ciascuno il maraviglioso e 'l bello nella concatenazion
2 I, 1 | il finto savio d'Omero e 'l vero di Massimo Tirio, amendue
3 I, 1 | a cui l'intendimento, e 'l vero Buono intorno a cui
4 I, 1 | ammirabile, la natura e 'l mondo entro un piccol volume,
5 I, 1 | eccomi il divin Platone e 'l discepolo suo, se pure Aristotele
6 I, 2 | insuperabil tempesta che 'l gittò a rompere alle spiagge
7 I, 2 | termine rispondenti; e 'l ripartimento de' beni sì
8 I, 2 | e utili opere lavorò; e 'l rettissimo intendimento
9 I, 2 | intenderne il maraviglioso e 'l bello sopravanza di tanto
10 I, 2 | fronte gli cadono in su 'l volto, che null'altro di
11 I, 3 | anche l'occultissimo e 'l profondissimo degli abissi?
12 I, 3 | che verbum seminavit; e 'l truovo altresì detto dal
13 I, 3 | moto e senza vigore, e 'l mondo era un teatro di statue
14 I, 3 | rimasero le scavature e 'l vano in cui raccogliere
15 I, 3 | Iddio sopra l'acque e 'l Sole verbum seminavit, e
16 I, 4 | principio di tutto il mondo, e 'l particolare di quanto per
17 I, 4 | fra Alessandro Magno e 'l re Dario, con tanta perfezion
18 I, 5 | componimento delle sfere celesti e 'l regolatissimo andar de'
19 I, 5 | con l'umido, e l'aria e 'l fuoco col caldo, e il fuoco
20 I, 5 | più conveniente luogo. E 'l Sole anch'egli, perché ubbidisce
21 I, 5 | si compia in sei mesi e 'l dì e la notte insieme in
22 I, 5 | il Boccadoro, l'acqua e 'l fuoco, l'aria e la terra,
23 I, 7 | ogni intorno l'afferrano e 'l fermano. Oltre a ciò, la
24 I, 7 | la bocca, il ventre, e 'l fegato. Succia l'alimento,
25 I, 7 | ingrossando, ecco il pedale e 'l tronco; di fusto alcuni
26 I, 7 | adoperando il corrompersi e 'l riformarsi de' semi come
27 I, 8 | accordano a comporlo, e 'l maraviglioso continuar de'
28 I, 8 | venti a mettere la terra e 'l mare in iscompiglio, così
29 I, 8 | cacciarnele e tornare il sereno e 'l sole? Chi può sgroppare
30 I, 9 | e l'aria del volto, e 'l sembiante proprio dell'affetto,
31 I, 9 | proprio dell'affetto, e 'l giusto risentimento de'
32 I, 9 | maestà e la bellezza, e 'l moto e 'l lume, e la velocità
33 I, 9 | la bellezza, e 'l moto e 'l lume, e la velocità e la
34 I, 9 | sterminata ampiezza, e 'l perpetuo sereno e l'invariabile
35 I, 9 | materia più preziosa; e 'l rimanente ben ordinato faceva
36 I, 9 | perché di poi, voltatale su 'l ritondato della cima la
37 I, 9 | fra il moto circolare e 'l retto (per dire ora solo
38 I, 9 | scintillar che fanno e 'l tingersi di sì vari e bei
39 I, 10| ristretto il meglio. La notte e 'l dì non sono fra lor diversi
40 I, 10| continuamente facendo la notte e 'l dì, con torsi l'uno all'
41 I, 10| altrettante con che la notte e 'l dì si fanno, sino all'ultimo
42 I, 10| re di Bungo ed Arima e 'l signor d'Omura, giapponesi,
43 I, 11| il lampo negli occhi e 'l fulmine nella destra: tanto
44 I, 11| come i lavorati a mano e 'l suon dell'ore a suo tempo,
45 I, 11| disperse; e per lo cuore e 'l fegato calda, e fredda per
46 I, 11| mastini, poi il ripiegano e 'l tornano alquanto in su,
47 I, 11| cui spuntano i denti su 'l labbro ben lunghi e ben
48 I, 12| abbondanza genera noia e 'l continuo infastidisce: più
49 I, 12| il merito delle cose, e 'l prezioso nostro, se ne abbiamo
50 I, 12| dovizia, ci si fa vile, e 'l vile altrui, se è raro,
51 I, 12| la bellezza de' fiori; e 'l suo Unigenito a' fiori si
52 I, 12| succiano l'umor dalla madre e 'l portano sino alla cima,
53 I, 12| interpretarsi la notte e 'l freddo che l'accompagna,
54 I, 12| chinati e chiusi, poiché 'l sol gl'imbianca,~si drizzan
55 I, 12| a discernere il cibo e 'l pascolo che la natura gl'
56 I, 13| tutto insieme i cavalli e 'l carro erano una sì menoma
57 I, 13| per l'altro, la gamba e 'l piè d'una pulce. Ben meritavano
58 I, 13| intendono il lor bene e 'l lor male, e si procaccian
59 I, 13| continue piogge fangoso e 'l ciel troppo rigido a' piccoli
60 I, 14| più lontane che l'Indo e 'l Tanai; ma nondimeno, salva
61 I, 14| osservò il moral Filosofo, e 'l di è anco ad ammirare al
62 I, 14| diverso; e le midolle, e 'l grasso per cui e le caldissime
63 I, 14| togliendone la confusione e 'l disordine, tutto insieme
64 I, 14| contratempi, le sue finte, e 'l sottentrare e guadagnare,
65 I, 14| l'arme al contrario, o 'l passo e 'l tempo, talché
66 I, 14| contrario, o 'l passo e 'l tempo, talché due schermidori
67 I, 14| col petto squarciato e 'l cuore in continuo pasto
68 I, 14| notomista, ciò che l'occhio e 'l cuore, il doppio più ammirabili,
69 I, 15| DECIMOQUINTO~ ~Il magisterio e 'l ministerio delle mani manuali
70 I, 15| stupore, che la facondia e 'l discorso: e il pazzo in
71 I, 15| che gli spunti d'in su 'l filo del naso. Or gli si
72 I, 15| le giubbe de' lioni o 'l duro cuoio degli elefanti
73 I, 15| i quali il sostentano e 'l portano sine ulla oneras
74 I, 15| remos vero agere possent, e 'l debilitare un padre il figliuolo
75 I, 15| dato il senno, le mani e 'l mondo inanzi (che sono l'
76 I, 15| fatiche dell'intelletto e 'l guadagno degli ostinati
77 I, 15| aggropparsele in pugno; e 'l desiderio allargate rivolgerle
78 I, 16| Agostino conta il dormire e 'l sognare fra i più tenebrosi
79 I, 16| cercandone le cagioni e 'l modo, senza scorgerlo altro
80 I, 16| che un perpetuo sonno e 'l sonno mors temporaria, come
81 I, 16| disse il Crisostomo, e 'l risuscitar che faremo sarà
82 I, 16| se il vedere e l'udire e 'l muovervi e l'intendere e
83 I, 16| più veramente deliri; e 'l filosofo che più ne seppe
84 I, 16| la qualità de' vapori e 'l vario ondeggiare che gli
85 I, 16| gravarsi lo stomaco di cibi e 'l capo di fumi. Come altresì
86 I, 16| che la pazza diversità e 'l mostruoso componimento de'
87 I, 16| anime de' trapassati: e 'l mostra il fiore, diceva
88 I, 16| avente il fianco d'oro e 'l cervello di piombo. Ma eccone
89 I, 16| onde sia l'avvedimento o 'l caso del muoversi e uscire
90 I, 16| sapere che non sappiamo. E 'l vuole Iddio, come siegue
91 I, 16| senza chiarezza, il caldo e 'l freddo senza alterazione,
92 I, 16| dimentico ch'ella chiama: e 'l chiama, e non ne sa il nome,
93 I, 16| natura del tal umore: e 'l legamento o sono i fumi
94 I, 16| vi gitta l'atra bile, e 'l riempiono di spaventose
95 II, 1 | a vagheggiarlo, tanta è l a bellezza che scuopre in
96 II, 1 | medesima sorte la zizzania e 'l buon grano? Ed io non per
97 II, 1 | cuore nell'amor di Dio, e 'l parerci di non essergli
98 II, 1 | dalla Fede, barcollante fra 'l sì e 'l no del governarsi
99 II, 1 | barcollante fra 'l sì e 'l no del governarsi il mondo,
100 II, 2 | presta a batter le casse su 'l filo e stringerlo e unirlo,
101 II, 2 | particolarità in che il tessere e 'l governare ben si rassomigliano;
102 II, 2 | dirsi, perché l'infinito e 'l finito non sono termini
103 II, 2 | compararsi come il più e 'l meno, ma come il tutto e '
104 II, 2 | meno, ma come il tutto e 'l nulla. In così dire, non
105 II, 2 | cioè tutto il manchevole e 'l finito, dee scolare e perdersi
106 II, 2 | espugnazione di Troia; e 'l recitar suo era tutto in
107 II, 3 | buoni odori, o l'ali e 'l volo de' venti, o qualunque
108 II, 3 | dugento anni addietro, e 'l lasciò in pruova ad ogni
109 II, 3 | governo il tutto vedere e 'l provedere a tutto. Or nelle
110 II, 3 | patiscono le traveggole e 'l capogirlo? O non anzi ve
111 II, 4 | i Giganti, e l'Idra e 'l Lione e le Stinfalidi e
112 II, 4 | voluta in noi la pazienza e 'l merito che ne proviene,
113 II, 5 | disarmata la destra, né i l mondo il vegga se non minaccioso
114 II, 5 | di scogli: e l'Istro e 'l Tanai e 'l Nilo e 'l Gange
115 II, 5 | e 'l Tanai e 'l Nilo e 'l Gange e l'Indo e 'l Maragnone,
116 II, 5 | Nilo e 'l Gange e l'Indo e 'l Maragnone, fiumi reali e
117 II, 5 | foci; né solo il Tauro e 'l Caucaso e l'Olimpo e l'Ato
118 II, 5 | appena si lievano d'in su 'l piano, e che dico? Non v'
119 II, 5 | creta ch'egli lavora né a l vaso che ne figura né alla
120 II, 5 | ricevere il primo essere e 'l non interrotto durare da
121 II, 5 | secondo il corto sentire e 'l finito operare umano: essendo
122 II, 6 | atto di dargli il moto e 'l suono (che sono, al dir
123 II, 6 | moltitudine, la varietà, l e diverse lingue, le strane
124 II, 6 | ha col cielo, il caldo e 'l freddo, il nuvolato e 'l
125 II, 6 | l freddo, il nuvolato e 'l sereno, e i dì e le notti
126 II, 6 | andò a vuoto la speranza e 'l colpo, sì non la colse,
127 II, 6 | com'era usato di dire; e 'l disse anco ad Amurat suo
128 II, 6 | termini: il finito ingegno e 'l misurato avvedimento d'un
129 II, 6 | di veduta le piccole, o 'l soprafaranno le grandi?
130 II, 6 | di pecore e, o l'abbia o 'l perda, poco più di nulla
131 II, 6 | contrari da per sé l'anno e 'l giorno, e con la Luna, variamente
132 II, 6 | ondeggiar che fanno i mari; dà l o spirito e l'anima a' venti,
133 II, 7 | angosciar di questi altri e 'l querelarsi, nel ridire o
134 II, 7 | umanità e la cortesia, e 'l ben fare altrui sì difficile
135 II, 7 | dalla proferta, e smarrì, e 'l promesso a tutti non attese
136 II, 7 | forse l'indignità nostra, e 'l demerito per lo continuo
137 II, 7 | d'un vil paltoniere che 'l riceveva, nol rend è subito
138 II, 7 | tornarono in buon senno e 'l fecero rinsavire. E udiam
139 II, 7 | portamini ab utero meo, e 'l farcene provar gli effetti
140 II, 7 | giovare. Quinci tutto in su 'l vero, chi che si fosse lo
141 II, 7 | tutto il suo pregare e 'l suo piangere consumasse
142 II, 8 | CAPO OTTAVO~La natura e 'l tempo sotto a' piedi dell'
143 II, 8 | cui s'ammontassero sopra 'l capo tante corone quanti
144 II, 8 | infelici, e nostra mercé i l siamo: Anxii semper, et
145 II, 8 | semplici moti, il retto e 'l circolare, de' quali il
146 II, 8 | une e non con le altre; e 'l suo volgersi in sé stesso,
147 II, 8 | operare, così tra questo e 'l suggetto in cui opera. Dunque
148 II, 8 | intendimento del vero e 'l seno al godimento del bene,
149 II, 8 | Ma traiamo oramai di su 'l volto alla natura la maschera,
150 II, 9 | porta dalla terra fin sopra 'l cielo, a godervi quella
151 II, 9 | istaremmo in accordo, e 'l viver civile e proprio da
152 II, 9 | che l'avere di quegli e 'l potere di questi, dando
153 II, 9 | trasmutarlo? E chi coltiverà l e loro terre? E 'l di che
154 II, 9 | coltiverà l e loro terre? E 'l di che rivestirsi d'onde
155 II, 9 | salvaggine e l'uccellare e 'l pescare hanno inventati
156 II, 9 | torte vie dell'anno, e 'l partimento de' segni e quant'
157 II, 9 | nelle caverne de' monti? E 'l dovevam, se mancava ingegno
158 II, 9 | altro: tal che il povero o 'l ricco, il letterato o l'
159 II, 9 | la sposa di Cristo, cioè l a Chiesa, secondo il ritratto
160 II, 9 | varietatem habet virtutum. O 'l riconosciate nelle diverse
161 II, 9 | il vero, imaginan contra 'l vero che gli altri sien
162 II, 9 | la temperanza, l'onestà, l a modestia, l'umiltà, e
163 II, 9 | amore e all'odio la carne e 'l sangue delle amiche e de'
164 II, 10| medesimo il maritaggio e 'l divorzio? Perciò anche eccola
165 II, 10| del suo, ché il flusso e 'l riflusso del dare e del
166 II, 10| commedie: ché l'auge e 'l fondo di quella ruota, ancorché
167 II, 10| banchi. Le grida poi e 'l disperare e 'l farsi animo
168 II, 10| grida poi e 'l disperare e 'l farsi animo e l'invocar
169 II, 10| che han pieni i libri, e 'l comandar diverso secondo
170 II, 10| più somigliarsi a Dio: e 'l vide egli subito adempiuto
171 II, 10| in essi la tristizia e 'l dolore che per ispiantarlo
172 II, 10| che rende assai non è i l molto terreno, egli è il
173 II, 10| altre voci, cantavano; e 'l suo variare tutto era artificio,
174 II, 10| piace il convenevole e 'l ben ordinato. Or alla miserabil
175 II, 10| che v'assiste e lavora: e 'l suo lavoro non dover esser
176 II, 11| animo attento è udirle, e 'l rinvenirne il principio
177 II, 11| distinto l'anno, il dì e 'l momento del nascere? Dico
178 II, 11| l'accenna coll'occhio e 'l tocca col dito: ed è un
179 II, 11| E l'intende la madre, e 'l crede e non infuria e non
180 II, 11| una morte, qual vi parrà l a morte, quando per essa
181 II, 11| ceppo.~ ~Mirisi il grande e 'l continuo variar che fanno
182 II, 11| ad Atropo le future, e 'l Tempo cronista del mondo
183 II, 11| quarta. Or altro non è i l tirare a sé in virtù di
184 II, 11| e ingannarsi. È vero; e 'l de' confessar di sé anco
185 II, 11| motor convien che spiri;~e 'l ciel, cui tanti lumi fanno
186 II, 12| regni, guastano il mondo e 'l racconciano a lor piacere".
187 II, 12| ed era il succedersi e 'l mancar de' regni, fino alla
188 II, 12| fino ab immernorabili, e 'l verificarsene alcuna volta
189 II, 12| v'ha la sua vana imago e 'l suo fantasma.~ ~Ma in tacerne
190 II, 12| Luciano, la speranza e 'l timore stati i ritrovatori
191 II, 12| ondeggiare tra la Providenza e 'l caso, pur finalmente si
192 II, 13| non solamente la luce e 'l calore, ma quell'altre ancora
193 II, 13| ma in modo celeste, e 'l cielo è in terra, ma in
194 II, 13| ostante, l'arte marinaresca, l 'agricoltura e la medicina,
195 II, 13| giustamente doversi; e 'l divisato da essi immutabilmente
196 II, 13| Signor della natura (e 'l protestano in corsivo) ne
197 II, 13| tempo? Sallo Tolosa che 'l vide, e di poi rise il diluvio
198 II, 13| Lira si tendon le corde, e 'l ceterista, toccandole, fa
199 II, 14| Ciò sono il ragionevole e 'l conveniente, e i lor contrari.
200 II, 14| ambizione, l'ardire in petto e 'l ferro in mano. Così venne
201 II, 14| e dare, come l'ateista [L]uciano, in un branco di
202 II, 14| lagrime e di sangue; e 'l santuario profanato, e diroccati
203 II, 15| perché si tiene in su 'l falso; ma spiantarlo e ferirlo
204 II, 15| confessare la verità, che è l a vanità de' suoi indovinamenti.
205 II, 15| vita avvenire, gli di è i l punto fisso in che nacque,
206 II, 15| traverso, il congiungersi e 'l disunirsi. V'ha maggiori
207 II, 15| quando è retrogrado; e 'l diducono dalla falce attribuitagli
208 II, 15| astrologia, ha pieni i libri e 'l cervello per far riuscir
209 II, 15| vittimate; e la specie, e 'l numero, e 'l volato, e '
210 II, 15| specie, e 'l numero, e 'l volato, e 'l diverso beccare,
211 II, 15| numero, e 'l volato, e 'l diverso beccare, e 'l cantar
212 II, 15| e 'l diverso beccare, e 'l cantar degli uccelli: tutte
213 II, 15| dentro la suggestione? E 'l presentar l'una e metter
214 II, 16| meno imbrocchi il segno e 'l conosca non isvariando dal
215 II, 16| per attorno tutta quanta è l a terra: ben avverrà che
216 II, 16| alpigiano come il dimestico e 'l civile, uomo non s'è trovato
217 II, 16| in buon senno, peroché i l prima distemperato lor cervello
218 II, 16| richieggono i recitanti? E 'l mondo ben quattro volte
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