Libro, Capo
1 I, 1 | publico non è mestiere da altr'uomo che savio, chi può ragionevolmente
2 I, 1 | pietra, scolpita in effigie d'uomo: così nulla v'è che ne tragga
3 I, 3 | vox semen erat. Non così l'uomo, per cui formare recogita
4 I, 4 | né più divina cosa dell'uomo; poi, veggendone altri perdersi
5 I, 4 | pazza cosa del mondo è l'uomo". Ma non è ancor tempo d'
6 I, 4 | in potere, assai più che uomo. Ma i cieli, il Sole e gli
7 I, 4 | a comporre il corpo d'un uomo? A dire un niente, sian
8 I, 4 | proporzione che formano un uomo, opera di sì eccellente
9 I, 5 | questo piccol mondo ch'è l'uomo, e tutto insieme del grande
10 I, 5 | immantenente: cioè che l'uomo, senza tante frascherie
11 I, 5 | Or ecco come quel valent'uomo tutto altramente discorre
12 I, 5 | fine del mantenimento dell'uomo, così ragion ebbe S. Giovan
13 I, 5 | meritò di salire in pregio d'uomo che d'un caos sapesse architettare
14 I, 6 | filosofando) provedere all'uomo manchevole di cose manchevoli,
15 I, 9 | cose umane degnamente e da uomo. Sceglierò dunque di tutto
16 I, 9 | potutisi persuadere che un sol uomo sapesse quel che tutti insieme
17 I, 11| amministrazion della casa, il valente uomo, comparito, altra aringa
18 I, 11| se quello era lavoro da uomo a cui per l'età fosse svanito
19 I, 11| sotto quella maschera d'uomo selvaggio nascondono un'
20 I, 12| natura! Ella tanto ama l'uomo, a lei sopra tutti i suoi
21 I, 13| ferruzzi con che il valent'uomo formò d'intaglio que' sì
22 I, 14| sommo del piccolo, che è l'uomo. Così facendo, riuscirebbeci
23 I, 14| continuo in bocca del volgo, l'uomo essere un piccol mondo:
24 I, 14| aggirandosi in cerca d'un uomo. Ma come Diogene, da filosofo,
25 I, 14| abbattersi in chi che si fosse, uomo di bella testa, cioè, com'
26 I, 14| brieve. Percioché dunque l'uomo, per natural suo istinto,
27 I, 14| ragione con che Torano, uomo di malvagio mestiere, si
28 I, 14| cagione onde quel valente uomo disperò l'impresa, confessando
29 I, 15| sia, lavorolle quel valent'uomo al medesimo tempo, e rappresentanti
30 I, 15| savi: ed è lor paruto l'uomo essere la peggio intesa
31 I, 15| contentato Plinio, il quale era uomo di professione istorico;
32 I, 15| da animale son pregi da uomo, dunque tutti insieme si
33 I, 15| tutti insieme si debbono all'uomo, che solo di tutti insieme
34 I, 15| pietre e non patirne, e all'uomo, in cui van del pari l'esser
35 I, 15| cui van del pari l'esser uomo e l'aver cervello, per ogni
36 I, 15| gli animali son più dell'uomo terribili al comparire e
37 I, 15| raffiguri. S'egli ha spirito d'uomo, spiriterà a vedersi fatto
38 I, 15| tutta spensierata dell'uomo? Or mentre egli si mira,
39 I, 15| facciamo rinsavire e tornare uomo, dicendogli all'orecchio
40 I, 15| sono da animale non sono da uomo; e savio consiglio fu il
41 I, 15| corpi alle bestie e all'uomo, l'avrebbe forse veduta
42 I, 15| fronte (dovea dire dell'uomo) ignuda, spiegata, capevole
43 I, 15| avveduta nella formazione dell'uomo; e, tratti fuori i dottissimi
44 I, 15| ciò adoperare: non così l'uomo, a cui il sustentamento,
45 I, 15| Anassagora, prudentissimo l'uomo percioché ha la mano; anzi,
46 I, 15| quanto è in valor tutto l'uomo, ottima è l'invenzion di
47 I, 15| regolato il vivere a forma d'uomo? E chi di poi ne mantiene
48 I, 15| rinvenir l'animalesco d'un uomo, l'orma del cui piè, s'egli
49 I, 15| quel che veramente è un uomo, nella maggiore e migliore
50 I, 15| del vivere e dell'usar da uomo, per naturale istinto non
51 I, 15| Sialo chi ama d'esser mezz'uomo e mezzo cavallo; se poi
52 I, 16| tanto di ragione sopra l'uomo e tanta podestà a questo
53 I, 16| presentatoglisi avanti un valent'uomo a proferirgli un suo segreto
54 I, 16| più simile a bestia che ad uomo. E in verità fu parer di
55 II, 1 | nave, cioè al cuor d'un uomo che, senza esso, è costretto
56 II, 2 | proporzione ch'è fra lui e un uomo. Ma proporzion non può dirsi,
57 II, 2 | mani con mani, e così d'uomo attempato e grande facendosi
58 II, 2 | atteggiò il pensar d'un uomo sì profondamente che non
59 II, 3 | praesumpserit. Èssi mai trovato uomo di così vogliosa e pazza
60 II, 3 | potersi strigare a vita d'uomo. Or quanti e quanto strani
61 II, 3 | e non lecite ridirsi da uomo: e dove il medesimo Apostolo,
62 II, 3 | non essere privilegio d'uomo vivente il poterne rinvenire
63 II, 3 | sovvengavi di quell'Archimede, uomo, in sottigliezza d'ingegno
64 II, 3 | In questo dire, a guisa d'uomo che a tutta corsa vien giù
65 II, 3 | è la penna di quel grand'uomo. E quanto al fatto di Adamo,
66 II, 4 | dalla Providenza.~ ~Se un uomo venuto di fuor del mondo
67 II, 5 | medesimo, un cotal dire fu d'uomo che interrompe e diparte
68 II, 6 | parve quel dì diventare uomo, d'un insensato animale
69 II, 6 | vale, qual che si sia, un uomo che una vil passera. Dorma
70 II, 6 | misurato avvedimento d'un uomo intorno al providamente
71 II, 7 | moneta che possa spendere un uomo che si pregia d'onore. Or
72 II, 7 | un fiume. Quell'amorevole uomo in cui Natan profeta figurò
73 II, 8 | Sottratta che sia dal cuor d'un uomo questa pietra fondamentale,
74 II, 8 | operare con intendimento e da uomo, prendendo il moto dal fine,
75 II, 8 | stimò, il suo, non viver da uomo, ma stentare da bestia.~ ~
76 II, 8 | tutto essere in beni dell'uomo: l'ottimo, un'ottima sanità;
77 II, 8 | povero che mai fosse altr'uomo; e, quel che ne raddoppiava
78 II, 8 | di quel che in fatti è l'uomo. Adunque egli è desso il
79 II, 8 | poniamo inanzi di qua l'uomo e di là le bestie, a giudicarne
80 II, 8 | nelle bestie e non nell'uomo l'anima si distrugga col
81 II, 8 | solo assistente, tal che l'uomo, in quanto egli è composto
82 II, 8 | di natura e commune all'uomo, tanto sol che sia uomo.
83 II, 8 | all'uomo, tanto sol che sia uomo. Or s'egli è vero che la
84 II, 9 | viver civile e proprio da uomo dissolverebbesi: indarno
85 II, 9 | può dire che ha fatto l'uomo uomo: percioché senza questi
86 II, 9 | dire che ha fatto l'uomo uomo: percioché senza questi
87 II, 10| mutabili attenentisi all'uomo, ma un non so che simile,
88 II, 10| ridurre in niente aver l'uomo con che più somigliarsi
89 II, 10| memorie de' Romani. Questi, uomo di men che mediocre fortuna,
90 II, 10| vicini evidente. Ma il valent'uomo altro sostenitore della
91 II, 10| sant'Agostino. Fingetevi un uomo scoppiato da mezzo il ventre
92 II, 10| ei sia, pur non prenda d'uomo almeno la maraviglia? Or
93 II, 10| allevato senza coltura d'uomo non che di saggio, e però
94 II, 11| come carattere di grand'uomo; e in qual figura, o d'iperbole
95 II, 11| un'autentica pruova che l'uomo partecipa un non so che
96 II, 11| sentire chi ha sentire da uomo; e l'ebbe colà in Paradiso
97 II, 15| il futuro? E può trovarsi uomo che abbia viva in capo scintilla
98 II, 16| contumelie da Antagora, uomo di sozzissima lingua, e
99 II, 16| perduto il discorrer da uomo, pur nondimeno egli si vuol
100 II, 16| parte teologo basta esser uomo: ché, stampata in noi con
101 II, 16| il dimestico e 'l civile, uomo non s'è trovato sì incredulo
102 II, 16| natura; e non si truova uomo che non li si porti fin
103 II, 16| pesci, di rettili, oltre all'uomo, tutte d'invenzione, tutte
|