Libro, Capo
1 I, 1 | proporzioni armoniche, un dì finalmente se la trovò contata
2 I, 3 | cocentissimo sollione, dal dì nascente sino al meriggio,
3 I, 3 | e di quegli il cui certo dì del rinascere torna ogni
4 I, 4 | gittando voi mille volte al dì quel milion di caratteri
5 I, 4 | verrà, quando che sia, un dì nel quale vi verran formati
6 I, 5 | compia in sei mesi e 'l dì e la notte insieme in sol
7 I, 6 | spazi della notte e del dì, de' mesi e dell'anno, né
8 I, 7 | seminati per lo crescere d'ogni dì, e più alto si lievano e
9 I, 8 | tutto l'imperio per cinque dì senza legge. Per ciò, come
10 I, 9 | creando quegli il primo dì e formando queste il quarto,
11 I, 10| altrimenti quello era l'ultimo dì di sua vita; e se nol fu,
12 I, 10| veritiero qual de' aspettarsi il dì presente e l'avvenire. Così
13 I, 10| imponunt. Non si passa in un dì dalla state al verno, né
14 I, 10| il meglio. La notte e 'l dì non sono fra lor diversi
15 I, 10| che solo discordano, il dì e la notte son sì d'accordo
16 I, 10| tardo caminano. Dove il dì mette inanzi il piede, la
17 I, 10| profitterebbe a nulla. Il dì ha per sue proprie le opere
18 I, 10| continuamente facendo la notte e 'l dì, con torsi l'uno all'altro
19 I, 10| presta, non dona, che però il dì glie le va rendendo, come
20 I, 10| altrettante con che la notte e 'l dì si fanno, sino all'ultimo
21 I, 10| le opere dell'ingegno. Il dì dunque ha le fatiche, la
22 I, 10| di loro anche un solo al dì chiaro tanto vi bisogna
23 I, 10| assicurano. Non così un'altra, il dì tutta con noi dimentica,
24 I, 10| correnti, sette volte al dì contrarie, gli aggirasse
25 I, 11| miracolo è nascere ogni dì tanti uomini, a chi ne considera
26 I, 12| non più veduta foggia ogni dì non compaia; e in vedersi,
27 I, 13| limosina il con che viver quel dì. Fallo ogni animale in sua
28 I, 13| mi stava, dice egli, un dì tutto solitario alla foresta,
29 I, 13| rammaricandomi meco stesso, un dì, tutto a caso, mi vennero
30 I, 13| qual mi passò egli quel dì, a un sì giocondo spettacolo!
31 I, 14| filosofarono tutto quel dì.~ ~Quanto più degno argomento
32 I, 15| padronanza del mondo quel primo dì che nascendo v'entriamo:
33 I, 15| spirito di Dio, che nel primo dì natale del mondo ferebatur
34 I, 16| di riscuoter da noi ogni dì tante ore di quelle pochissime
35 I, 16| ci convien prendere ogni dì per vivere, ogni dì morire?~ ~
36 I, 16| ogni dì per vivere, ogni dì morire?~ ~Providenza e pietà –
37 I, 16| ordinarono che, se vegliando il dì le fatiche vi consumano
38 I, 16| dormendo vel ristori, e al dì nascente vi renda freschi
39 I, 16| suo cupo fondo nascosa al dì, tal che né primo raggio
40 I, 16| notte ed egli dorme anche il dì. A lui intorno una innumerabile
41 I, 16| giorno. Imperoché, tenendo il dì (come ben dice Nemesio)
42 I, 16| sognar le cose avvenuteci il dì precedente potrem dire con
43 I, 16| quel che in chiudersi il dì con la sera, che ritiratisi
44 II, 1 | occidente la Luna fatta d'un dì? Ella è un tanto sottile
45 II, 5 | avvicendarsi della notte e del dì, il sempre simile e diverso
46 II, 5 | concertati, che in ispazio d'un dì si risapevano in corte i
47 II, 6 | vicende della notte e del dì, nell'ordinato succedersi
48 II, 6 | nuvolato e 'l sereno, e i dì e le notti con diverse misure
49 II, 6 | la preda, senza aver quel dì altro da rodere che sé medesimo,
50 II, 6 | suo, che gli parve quel dì diventare uomo, d'un insensato
51 II, 6 | non avendo sino a quel dì inteso che in fino una sì
52 II, 6 | distillategli sopra, riscaldarlo il dì e, affin che per troppo
53 II, 7 | Democrito i suoi amici, che tre dì moribondo il tennero in
54 II, 7 | continuamente intorno e promette il dì che non finisce mai di spuntare,
55 II, 9 | di spazio, quelle dell'un dì, disuguale a quelle dell'
56 II, 10| stringe e far seco in un dì medesimo il maritaggio e '
57 II, 10| altissimo sonno: né prima del dì seguente se ne riscossero;
58 II, 10| addusse che quegli stessi che dì e notte intervenivano al
59 II, 10| notturne, e le fatiche del dì mai non allentate né intramesse,
60 II, 10| finendo alcuni in pochi dì la lor parte, mentre altri
61 II, 11| han sì distinto l'anno, il dì e 'l momento del nascere?
62 II, 12| di qua fino all'estremo dì dell'universale giudicio.
63 II, 12| al mondo, il cui ultimo dì sarebbe un miracolo di modestia
64 II, 13| che dan la ventura ad ogni dì che nasce in tutto l'anno,
65 II, 13| aria serena o torbida, i dì allegri o malinconiosi,
66 II, 13| recarsi in dito ciascun dì della settimana il suo proprio,
67 II, 13| peroché corsero i più sereni dì, con un'aria la più purgata
68 II, 14| mai più sorto per loro un dì tutto sereno, non han più
69 II, 15| ciò, non vedia noi ogni dì, dato il vero punto a diversi
70 II, 16| disputando, il misero un dì cadde, e tal diede uno stramazzone
71 II, 16| tutta la terra la luce il dì, e l'ombre la notte. Il
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