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Alfabetica    [«  »]
devoravit 1
dextra 1
di 3497
dì 71
di' 1
dia 20
diabolici 1
Frequenza    [«  »]
73 quante
73 san
73 sola
71 dì
71 forza
71 intendere
70 alto
Daniello Bartoli
La ricreazione del Savio

IntraText - Concordanze


   Libro,  Capo
1 I, 1 | proporzioni armoniche, un finalmente se la trovò contata 2 I, 3 | cocentissimo sollione, dal nascente sino al meriggio, 3 I, 3 | e di quegli il cui certo del rinascere torna ogni 4 I, 4 | gittando voi mille volte al quel milion di caratteri 5 I, 4 | verrà, quando che sia, un nel quale vi verran formati 6 I, 5 | compia in sei mesi e 'l e la notte insieme in sol 7 I, 6 | spazi della notte e del , de' mesi e dell'anno, né 8 I, 7 | seminati per lo crescere d'ogni , e più alto si lievano e 9 I, 8 | tutto l'imperio per cinque senza legge. Per ciò, come 10 I, 9 | creando quegli il primo e formando queste il quarto, 11 I, 10| altrimenti quello era l'ultimo di sua vita; e se nol fu, 12 I, 10| veritiero qual de' aspettarsi il presente e l'avvenire. Così 13 I, 10| imponunt. Non si passa in un dalla state al verno, né 14 I, 10| il meglio. La notte e 'l non sono fra lor diversi 15 I, 10| che solo discordano, il e la notte son sì d'accordo 16 I, 10| tardo caminano. Dove il mette inanzi il piede, la 17 I, 10| profitterebbe a nulla. Il ha per sue proprie le opere 18 I, 10| continuamente facendo la notte e 'l , con torsi l'uno all'altro 19 I, 10| presta, non dona, che però il glie le va rendendo, come 20 I, 10| altrettante con che la notte e 'l si fanno, sino all'ultimo 21 I, 10| le opere dell'ingegno. Il dunque ha le fatiche, la 22 I, 10| di loro anche un solo al chiaro tanto vi bisogna 23 I, 10| assicurano. Non così un'altra, il tutta con noi dimentica, 24 I, 10| correnti, sette volte al contrarie, gli aggirasse 25 I, 11| miracolo è nascere ogni tanti uomini, a chi ne considera 26 I, 12| non più veduta foggia ogni non compaia; e in vedersi, 27 I, 13| limosina il con che viver quel . Fallo ogni animale in sua 28 I, 13| mi stava, dice egli, un tutto solitario alla foresta, 29 I, 13| rammaricandomi meco stesso, un , tutto a caso, mi vennero 30 I, 13| qual mi passò egli quel , a un sì giocondo spettacolo! 31 I, 14| filosofarono tutto quel .~ ~Quanto più degno argomento 32 I, 15| padronanza del mondo quel primo che nascendo v'entriamo: 33 I, 15| spirito di Dio, che nel primo natale del mondo ferebatur 34 I, 16| di riscuoter da noi ogni tante ore di quelle pochissime 35 I, 16| ci convien prendere ogni per vivere, ogni dì morire?~ ~ 36 I, 16| ogni dì per vivere, ogni morire?~ ~Providenza e pietà – 37 I, 16| ordinarono che, se vegliando il le fatiche vi consumano 38 I, 16| dormendo vel ristori, e al nascente vi renda freschi 39 I, 16| suo cupo fondo nascosa al , tal che né primo raggio 40 I, 16| notte ed egli dorme anche il . A lui intorno una innumerabile 41 I, 16| giorno. Imperoché, tenendo il (come ben dice Nemesio) 42 I, 16| sognar le cose avvenuteci il precedente potrem dire con 43 I, 16| quel che in chiudersi il con la sera, che ritiratisi 44 II, 1 | occidente la Luna fatta d'un ? Ella è un tanto sottile 45 II, 5 | avvicendarsi della notte e del , il sempre simile e diverso 46 II, 5 | concertati, che in ispazio d'un si risapevano in corte i 47 II, 6 | vicende della notte e del , nell'ordinato succedersi 48 II, 6 | nuvolato e 'l sereno, e i e le notti con diverse misure 49 II, 6 | la preda, senza aver quel altro da rodere che sé medesimo, 50 II, 6 | suo, che gli parve quel diventare uomo, d'un insensato 51 II, 6 | non avendo sino a quel inteso che in fino una sì 52 II, 6 | distillategli sopra, riscaldarlo il e, affin che per troppo 53 II, 7 | Democrito i suoi amici, che tre moribondo il tennero in 54 II, 7 | continuamente intorno e promette il che non finisce mai di spuntare, 55 II, 9 | di spazio, quelle dell'un , disuguale a quelle dell' 56 II, 10| stringe e far seco in un medesimo il maritaggio e ' 57 II, 10| altissimo sonno: né prima del seguente se ne riscossero; 58 II, 10| addusse che quegli stessi che e notte intervenivano al 59 II, 10| notturne, e le fatiche del mai non allentate né intramesse, 60 II, 10| finendo alcuni in pochi la lor parte, mentre altri 61 II, 11| han sì distinto l'anno, il e 'l momento del nascere? 62 II, 12| di qua fino all'estremo dell'universale giudicio. 63 II, 12| al mondo, il cui ultimo sarebbe un miracolo di modestia 64 II, 13| che dan la ventura ad ogni che nasce in tutto l'anno, 65 II, 13| aria serena o torbida, i allegri o malinconiosi, 66 II, 13| recarsi in dito ciascun della settimana il suo proprio, 67 II, 13| peroché corsero i più sereni , con un'aria la più purgata 68 II, 14| mai più sorto per loro un tutto sereno, non han più 69 II, 15| ciò, non vedia noi ogni , dato il vero punto a diversi 70 II, 16| disputando, il misero un cadde, e tal diede uno stramazzone 71 II, 16| tutta la terra la luce il , e l'ombre la notte. Il


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