Libro, Capo
1 I, 1 | altro; ma per troppo più degno uso, e solo a noi conveniente,
2 I, 1 | questo è il filosofare solo degno d'un savio: non far delle
3 I, 1 | attenuto all'esempio del tanto degno scrittore Polibio, il quale
4 I, 1 | piccol suo costo, d'alcun più degno di farsene esatta descrizione,
5 I, 1 | solo che o m'è paruto più degno o, dove meno il fosse, più
6 I, 2 | splendidamente e com'era degno di tal ospite vi fu accolto,
7 I, 2 | per cui ora veggiamo non è degno di paragonarglisi pur come
8 I, 3 | differì il lavoro, in che degno di lui si occupava? Stavagli
9 I, 4 | componimento e per ciò sol degno magisterio della mente e
10 I, 11| Ma più altamente, com'era degno di lui, il divin Agostino: "
11 I, 11| rimaniamo ignoranti del più degno di risapersi. Maxime enim (
12 I, 14| Lucilio, come spettacolo degno delle lor menti; avvegnaché
13 I, 14| composto. Ma chi può, com'è degno, ammirar l'artificio delle
14 I, 14| che vi siate, già che fu degno degli occhi del grande Agostino
15 I, 14| tutto quel dì.~ ~Quanto più degno argomento per farlo sono
16 I, 14| qual gli faceva bisogno, degno d'un Prometeo che da lui
17 I, 15| insieme gli animali è più degno. Incominciamo dal capo ad
18 I, 15| giustamente stimarlo è il più degno, sia l'ultimo de' testimoni
19 II, 1 | vivere un secolo chi non era degno di nascere; se prosperar
20 II, 3 | rispose all'importuno, com'era degno della dimanda: "Io per ciò
21 II, 3 | naturale pareva a san Cesario, degno fratello del teologo san
22 II, 4 | inferno, dove solo è il luogo degno di loro: tal che ivi, così
23 II, 4 | mentre con un aspro sì, ma degno rimprovero fe' ammutolire
24 II, 5 | presente. Sopra che ben degno è d'udirsi ragionare un
25 II, 8 | trattando peggio il più degno, cioè dando alle bestie
26 II, 9 | mestiere. Gli abitatori, com'è degno del luogo, tutta poveraglia
27 II, 9 | altrove esser possa, com'è degno di lei collocata, dov'ella
28 II, 9 | spenga o resti d'operar come degno è di lui quel primiero spirito
29 II, 10| persuasi un tal fare esser degno della grandezza di Dio,
30 II, 11| prevale al non essere costui degno d'un tale imperio. Ma se
31 II, 12| miracolo, se non ne sanno, e degno d'intendersi ond'è che,
32 II, 14| significati: e qual pregio degno dell'opera v'han finalmente
33 II, 14| matematici il futuro. Con qual degno pro del voler mettere gli
34 II, 15| Dio il farci senza niun degno pro antivedere le buone
35 II, 16| frementi al sentire un sì, degno filosofo sì indegnamente
36 II, 16| dirsi universale, e però non degno d'annoverarsi fra ' princìpi
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