Libro, Capo
1 I, 1 | parenetica a Valeriano, tutta degna di leggersi scritta in oro,
2 I, 1 | quella di Dio, è tolta la più degna e la più dilettevol parte
3 I, 5 | Conciosia che, essendo una così degna e gran parte dell'artificio
4 I, 5 | cosa né più utile né più degna del Sole? Or così non si
5 I, 6 | delle cose che mancano.~ ~Degna del beneficio fu la mercede
6 I, 6 | ammirazione di che è sommamente degna la sapienza e l'arte del
7 I, 7 | decutiantur aurarum? Non è egli degna di maraviglia la varietà
8 I, 7 | più difficile tanto più degna dell'impareggiabil suo ingegno,
9 I, 13| insensibili, quella ch'è più degna di tutte, il Sole; a cui
10 I, 14| il mondo? Ma chi neanche degna di pur badarvi? Et miratur
11 I, 14| solitari. Ed è ben anche in ciò degna di singolarmente ammirarsi
12 II, 2 | monarchie e de' regni: come cosa degna di Dio sia maneggiar solo
13 II, 2 | gigante. Quanto dunque è più degna e di riso e di lagrime la
14 II, 7 | providenza e pietà altrettanto degna di Dio e di padre essere
15 II, 8 | armonia ch'elle rendevano, degna sol di sentirsi nella beata
16 II, 9 | che si manca; sopra che degna di leggersi è una eloquentissima
17 II, 9 | perché lei sola stimano degna d'essere lor tesoro, in
18 II, 11| grazia: ché l'esser voi degna d'una tal morte prevale
19 II, 12| che sono i cieli, e la più degna più indegnamente trattata.
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