Libro, Capo
1 I, 1 | pretium operae? dimanda Seneca a sé stesso del cercar ch'
2 I, 4 | al vero sia quel detto di Seneca: facilius inter philosophos
3 I, 4 | ben si confá il detto di Seneca: Te quoque atomi et micae
4 I, 5 | le giunture. E similmente Seneca, che de' colori dell'iride,
5 I, 7 | Consideremus – disse il filosofo Seneca – quam ingentem vim per
6 I, 7 | stupendone con più ragione che Seneca quello di che il disse,
7 I, 12| pregiavansi quanto? Dicalo Seneca, che ne fa le disperazioni
8 II, 2 | pazza e cieca Arpaste di Seneca, non riconoscano sé mal
9 II, 2 | come ben fu scritto da Seneca, sed imaginem eius figuramque:
10 II, 2 | imperadore osò scrivere Seneca, niente stoico così nel
11 II, 6 | disviati; e tragga inanzi Seneca a ridersi, o più veramente
12 II, 7 | soprabbondante il ritrar che Seneca fece al naturale il meschin
13 II, 8 | Che avrebbe detto il buon Seneca se avesse assaporato il
14 II, 10| incertus.~ ~Lucilio mio (dice Seneca, udito anche in questo da'
15 II, 13| anche inanzi il filosofo Seneca ad aggiungere una non so
16 II, 14| essendo verissimo il detto di Seneca a Nerone, che niun principe
17 II, 15| ma preso in prestanza da Seneca, che n'è pieno; e acconciamente
18 II, 15| antecessor di Nerone, quel che Seneca ne fa dire da Mercurio alle
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