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Daniello Bartoli
La ricreazione del Savio

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1460-agend | agent-appre | appro-avvic | avvil-celeb | celer-conco | concu-covin | cozza-diffe | diffi-domiz | domo-facen | facer-frena | freni-ibo | icaro-infle | influ-istam | istan-manca | manch-mulie | multi-ordin | ordis-pesca | pesce-prezi | prezz-rapid | rapie-rigua | rilas-sanct | sane-serie | serio-speco | spect-suppo | suppu-trasf | trasl-vento | ventu-zufol

      Libro,  Capo
502 I, 2 | estrinseca impression degli agenti; e le smisurate e le piccolissime, 503 II, 4 | religiosis et impiis, gratias agentibus et ingratis, Dei nutu tempora 504 I, 7 | ha voluto in gran maniera agevolar la credenza ancor delle 505 I, 16| ispianarlo. Democrito nondimeno, agevolissimamente se ne spaccerebbe, dicendo 506 II, 15| configurazione di stelle è agevolissimo, secondo quel che avanti 507 II, 6 | diverso e tutti insieme aggiogati, che un tal principe con 508 II, 15| scintillare delle lucerne, gli aggiramenti dell'acque ne' gorghi e 509 II, 9 | altri stiano capovolti è aggiramento di fantasia: peroché o il 510 II, 15| intorno al medesimo centro s'aggiran retrogradi, che diretti? 511 I, 14| degli uomini, andava tutto aggirandosi in cerca d'un uomo. Ma come 512 I, 4 | speculazione ad avvolgerli e aggirarli. Ma per farli così rotare 513 II, 15| gli astrolaghi corrono ad aggirarvi con la ruota del vasaio, 514 I, 10| volte al contrarie, gli aggirasse il cervello. Lascio l'universale 515 I, 5 | ritonde, tal che di poi s'aggirino senza errore. Quanto più 516 I, 12| essere suo figliuolo, egli s'aggiudichi come suo a quel di loro 517 II, 2 | perdere quel che , senza aggiugnerglisi quel che riceve, senza uscirne 518 II, 12| rapis tui plenum?~ ~E s'aggiungano a quegli de' quali il vescovo 519 II, 15| su la bilancia d'Ermete, aggiungendo e levando ore, fino a rinvenir 520 I, 3 | gli manca, né gli si può aggiunger nulla: perché egli, col 521 I, 1 | disfigurarla, così né anche aggiungerne senza confonderla. Or quel 522 I, 15| non mancheranno altre da aggiungervi, tante sono. Per tutte esse 523 I, 2 | Paradiso; e fu assai che non aggiungesse che in entrarvi le anime 524 I, 14| in uso delle pastorali; aggiungete loro la marittima a' pescatori, 525 II, 7 | pago della sua petizione, v'aggiunse il far egli medesimo seno 526 II, 10| debito luogo i semituoni aggiunti e i cambiamenti de' tuoni 527 I, 7 | misero ben in fortezza, aggiustando, come buoni maestri dell' 528 I, 11| si saprebbon rimettere e aggiustare come avanti; o potendolo, 529 I, 16| per sé tanto che sappiano aggiustatamente discorrere e compor cosa 530 I, 1 | secondo i canoni di quelle aggiustatissime rivoluzioni del ciel supremo, 531 I, 14| in che amendue si posero, aggiustatissimi alle diverse loro fortune. 532 II, 13| di questo bel magistero e aggiustatissimo ordine della natura: di 533 I, 11| delle tutte in loro medesime aggomitolate. Ma in qualunque foggia 534 I, 9 | carriera, quanto e come gli aggrada. Come altresì il nocchiero 535 II, 7 | perché sopra ogni altro gli aggradiva quel suono, e per lo molto 536 I, 7 | con essi per sé stessa s'aggrappa e rampica su per gli altissimi 537 I, 13| ministerio incontanente s'aggrappano. Chi può veder sotto i sei 538 I, 4 | con che scambievolmente s'aggrappino? Han vischio o pece con 539 I, 13| tutto anima, e quanto meno aggravati dalla materia per la dilicatezza 540 II, 13| riesce non un'accidentale aggregazione di corpi sol materialmente 541 I, 12| si commette col gambo e aggroppa le sue, ordinariamente, 542 I, 15| spiccano o lievan alto o s'aggroppano in pugno. Così ella brandisce 543 I, 15| estasi; e l'ira strette aggropparsele in pugno; e 'l desiderio 544 II, 6 | d'una rupe, dormiva tutta aggroppata in sé medesima una lepre. 545 I, 12| altra e nel fondo commesse o aggroppate in un nodo legnoso; mezzo 546 II, 3 | talvolta i quattro lor piè aggroppati su la punta d'un sasso isolato 547 I, 13| tutto ventre, altri l'hanno aggroppato al petto e come un peso 548 II, 2 | magnumtutto in sé si raccolse, aggroppò insieme le mani giù distese, 549 II, 6 | perdite con guadagno, e agguati e sorprese e sortite e assedi 550 II, 16| il disformano. Come gli aghi della calamita, stornati 551 II, 16| materia, sale al puramente agibile e immateriale: e così altri, 552 I, 15| sottili gambe di levriero agilissime al corso, e le branche unghiute 553 I, 13| lor pregi: la bellezza, l'agilità, la gagliardia, gli ornamenti, 554 I, 13| stupeamus, con S. Agostino, agilitatem muscae volantis, quam magnitudinem 555 II, 5 | tenebris! Non tantum sub illo agimus, sed cum illo, prope dixerim, 556 II, 7 | ragionevolmente il Crisologo: Quid agit, dice, quid patitur fragilitas 557 I, 1 | tempesta i pensieri coll'agitar che fanno la mente i gran 558 II, 5 | populi quotidianis motibus agitarent, perinde ac in speculo relucebat. 559 II, 11| umane nel loro perpetuo agitarsi e crescere e scemare soggiacciono 560 I, 16| peregrinatur, negotiatur, agitatur, laborat, ludit, dolet, 561 I, 10| di questa incomprensibile agitazion del mare dovesse gittarvisi 562 II, 10| nominatur, una accusatur, una agitur rea, una cogitatur, sola 563 I, 12| concependo, partorivan di poi gli agnelletti similmente alla divisa, 564 II, 3 | sì chiuso che altro che l'agnello col cui sangue si scrissero 565 I, 12| ho nelle sacre istorie un'Agnesa! Questa sì, che da vero 566 II, 16| operibus creaturae non potes agnoscere Creatorem?~ ~ 567 I, 2 | invisibilis, ex operibus suis agnosceretur. E ne reca in esempio quel 568 II, 16| Stulte! ex operibus corporis agnosco viventem; ex operibus creaturae 569 II, 14| bastando a sicurar che non agognerebbono la corona, cui, perduta 570 I, 15| ancudini, taglie, pennelli, agora, spuole, telai, plettri, 571 I, 1 | sua salvatica e disgustosa agrezza: tal che gli fu mestieri 572 I, 3 | nondum enim eratformatus agricola) inarata tamen opimis messibus 573 II, 14| né Gerusalemme più ben agurata e felice, sì come non mai 574 II, 15| uccelli: tutte parti dell'agurio, studiatissime dalla Toscana, 575 I, 9 | e convenendosi ben bene aguzzar lo sguardo per discernere 576 II, 12| fingimenti e frenesie di poeti, aguzzatisi coll'ingegno a trovar come 577 II, 9 | durissima cote del bisogno ci ha aguzzato l'ingegno e assottigliatolo 578 I, 4 | tondi e in capo un poco aguzzi, quale appunto è il paleo, 579 II, 6 | intendimento, ripartirebbono un'aia in molte provincie, un camperello 580 I, 13| grande: percioché chi, non aiutandosi l'occhio con un microscopio 581 II, 2 | tutte le creature che ci aiutano a pensarlo un fascio, arderlo 582 II, 2 | eziandio senza avvedercene, ci aiutiamo: facendo appunto come le 583 I, 3 | apparecchiò la materia? Chi l'aiutò al lavoro? Quis humeris 584 I, 11| tagliente, come appunto fossero alabastro e paragone strettamente 585 II, 3 | est, ut homo videat melius alaquid fieri debuisse et hoc Deum 586 I, 11| fuoco. Hoc miraculum, si de alaquo Indico lapide legeremus 587 II, 10| divorzio? Perciò anche eccola alata, e in un tale andamento 588 I, 13| unius licet puncti, aliquo alatur necesse est: exhibeas pabuli 589 II, 9 | diversi fiori che la si beono: alba fit in liliis, disse Cirillo 590 II, 2 | fanciullino della Sunamite sua albergatrice, riscontrandolo volto con 591 II, 9 | torre alle fiere i loro alberghi, o con esse abitar nelle 592 II, 10| vostro citato da Spurio Albino a presentarmi e difendermi, 593 II, 12| del falso. E l'empio arabo Albumasar, un degli oracoli di questa 594 I, 3 | nostro Pindaro, il nostro Alceo, come il chiamò S. Girolamo, 595 I, 11| Quanti, come il Socrate d'Alcibiade, nell'esteriore apparenza 596 I, 1 | loro uditori, i vani orti d'Alcinoo, le vili mandre dell'armentiere 597 I, 5 | insensato re matematico, D. Alfonso, da me altrove raccordato. 598 | aliam 599 | aliarum 600 | alicui 601 | alicuius 602 II, 8 | canticum Domini in terra aliena?~ ~Or delle verità che, 603 II, 9 | altre virtù non possibili ad alienarsi, tal che sempre intere, 604 II, 5 | imperatorem esse, qui, cum alienis oculis ei omnia agenda sint, 605 I, 1 | suo vivere bono qui vivit alieno. Ma un tal vivere al ben 606 | alii 607 II, 9 | che, in mancargli di che alimentarsi, si spegne. Arde di Dio 608 II, 7 | in provedere che non ci alimentiamo di sangue, che il paia quando 609 | aliorum 610 | alios 611 I, 13| di è per la somma lode ad Alipio Sofista, pigmeo di corpo 612 I, 13| dispositione formari, ut aliquanto attentius cogitata ineffabilem 613 | aliquod 614 I, 13| auro innexum et gemmantibus~alis smaragdo purpuram viridi 615 II, 4 | indarno gittò per con esse allacciarlo, nulla in fine operando 616 II, 12| miseramente involtivi ed allacciati. Peroché essendo, come disse 617 II, 1 | per infezion d'aria o per allagamento d'acque o per fame che gitti 618 I, 9 | tempestoso, del non istendersi ad allagar la terra per ragione 619 II, 14| campagne per tutto intorno allagate da una al pari improvisa 620 I, 3 | sterminato oceano di luce che allagava il mondo, adunandosi, diventò 621 II, 16| tutto i fiumi, e, perchè non allaghino e covino con distruzione 622 II, 2 | va manzi tanto più gli si allarga lo spazio fra le due linee, 623 II, 8 | fa i beni di questa vita, allargando la mano fino a ricolmarne 624 I, 1 | se recipere; e quanto può allargandosi, viene a far questo nostro 625 II, 9 | misurasse con quanto si può allargar la mano e non con quanto 626 II, 10| Ma io non mi vo' qui allargare più del bisogno, con prendemi 627 I, 15| in pugno; e 'l desiderio allargate rivolgerle verso il cielo; 628 I, 13| medesimo fare, peroché dentro allargavan le stanze e ringrandivano 629 II, 2 | che noi coll'intendere ci allarghiamo. Quant'alto voli e quanto 630 II, 6 | o la debil memoria ci si allassa a passarne o contarne le 631 II, 7 | alle sue poppe e caramente allattarci, ciò fu un dire in mistero 632 II, 7 | damigella e, piaciutole, dato ad allattare alla madre medesima di Mosè, 633 II, 7 | parte la cagion movente ad allattarlo? E tale appunto fu in Cristo 634 II, 13| de' quali non sappiamo allegar cagioni altro che universali, 635 I, 16| essendolo. Peroché i qui allegati come altramente discorrerebbon 636 II, 10| piangente, con arie le più allegre e con armonia la più dolce 637 I, 8 | come il vento o carica o allenta o torce, e volgere or a 638 I, 16| tali sono i fantasmi, che s'allentano col riposo, e qual che sia 639 I, 15| fuggire, con un semplice allentar di briglia e dar di sprone, 640 I, 8 | ruba di mano in quel poco allentarle ch'egli tal volta fa, a 641 I, 8 | un organo con solamente allentarne un registro, che a Dio il 642 I, 16| Tanta baldanza in voi s'alletta? Via di costà, temerari. 643 I, 1 | come il sapore al cibo per allettamento a prenderlo in ristoro del 644 II, 10| colui, nato ne' boschi e allevato senza coltura d'uomo non 645 II, 2 | tanti anni prima, ch'egli s'allevava in casa un Fetonte nato 646 I, 13| vecchio mio buon maestro che m'allevò e mi sostenne fin che io ( 647 I, 1 | quemadmodum medici, qui cum alligant vulnera, non incomposite, 648 II, 16| all'aria e al terreno dove allignare? E le montagne magre e asciutte 649 I, 16| quali: non le credeste già d'allocchi o gufi o nottole, uccelli 650 I, 16| allora? E dove torniamo ad allogarci l'un dietro l'altro, sì 651 II, 12| delle dodici case, per allogarvi negli angoli i segni del 652 II, 15| virtù dei pianeti che si alloggiano in casa. Osservasi il gittar 653 I, 16| addormentandosi ancor i fantasmi, alloppiati dal troppo gagliardo sonnifero 654 | Allor 655 I, 11| imperadori di Roma quell'infelice alloro che il coronava. Quanto 656 I, 10| punto scemare della maestà, allungano fin qua giù tante lor braccia 657 I, 15| sottilissimo odorato, gli si vuole allungare, come a' segugi e a' bracchi; 658 II, 7 | tennero in vita, cioè gli allungarono l'agonia, sustentandolo 659 I, 15| a stringer tutto in uno, allungate a una stessa misura le cinque 660 I, 15| esser più corto. Come no? Allungatelo pari all'indice, e non ne 661 I, 5 | per ora (ché soverchio m'allungherei) degli altri cinque pianeti, 662 I, 3 | prima e poi e, quantunque ne allunghiamo i milioni, siam da lungi 663 I, 3 | più non potere battendo s'allunghino e volino anzi che corrano, 664 I, 14| e quella massima ove s'alluoga il celabro, e dove gli occhi 665 I, 11| questi è ventura. E ben v'alluse quell'Anassila appresso 666 II, 11| fassene suggello.~E come l'alma dentro a vostra polve~per 667 I, 15| neanche sol per difesa, o almanco velocissimi alla fuga e 668 I, 1 | la natura! Èvvi rupealpestra, speloncaorrida, solitudine 669 II, 13| se piano, se umido, se alpestro, se ha valli o montagne 670 II, 16| medesimo tempo, in mente ad alquanti valentissimi ingegni della 671 I, 15| gratiae sacris infertur altaribus, per quam offerimus et sumimus 672 II, 15| caeli rapiditate, et si alter post alterum tanta celeritate 673 II, 13| impressione da muovere e alterar gli elementi e ciò che di 674 II, 13| altri predomina e, quello alterato, ancor questa per natural 675 II, 13| buone o ree qualità che l'alteravano, si risentiva. Or non vi 676 II, 5 | cogitationibus nostris, quasi alteris tenebris! Non tantum sub 677 I, 5 | autem proportio ratioque alternae comparationis maxime assequitur.~ ~ 678 I, 8 | orza il timone, che così alternando in contrario tien diritto. 679 I, 6 | modulos motumque gubernans,~alternas servire vices iugemque recursum~ 680 I, 1 | torcimenti, l'erte, i dirupi, le altezze paurose a vedere e, dov' 681 II, 3 | arcanis statutorum eius altiora sensibus et cogitationibus 682 II, 3 | Vides, dice egli, quod in altis grex iste pascitur, audax 683 II, 2 | avvegnaché filosofandone altissimamente tenessero, come l'angiolo 684 II, 3 | nelle sclamazioni sopra l'altitudine delle ricchezze della sapienza 685 II, 5 | medesima si ravvolge, non altrimente Iddio è tutto estrinseco 686 I, 12| che le pecchie ne' loro alveari lavorino senza mani e allo 687 II, 11| il moto e ne sieguono gli alzamenti con una tal dolce ma efficace 688 II, 9 | con un quasi insensibile alzamento volta alla più salutevole 689 I, 5 | fosse base sufficiente ad alzarli un palmo, si son messi come 690 I, 3 | assottigliamento leggieri, s'alzarono sopra i cieli. Fin dove 691 II, 7 | loro intorno, come se, ad alzarsi tanto che s'affacci al loro 692 I, 8 | maestria e sapere poco avanti alzavano alle stelle, ora né pur 693 II, 8 | gli animali, per quanto s'alzi, non arriva a comprenderle. 694 I, 3 | volino anzi che corrano, alziam verso loro il braccio quasi 695 II, 10| terra ferma; dove giunti, alziate un trofeo alla generosità 696 II, 3 | giustamente sopra esse s'alzino i predestinati alla gloria, 697 I, 12| fondamenti di diamante? Chi v'alzò sopra pareti di zaffiri? 698 I, 12| conoscere la bellezza, l'amabilità, la providenza e l'immensa 699 I, 3 | piano, altre al monte, certe aman l'ombroso e certe il solatìo, 700 II, 16| temendo la morte non men che amando la vita, preghiere e voti 701 I, 12| adamatus est Joseph, qui amantem contempserat. Piange colei 702 I, 9 | adaptaverit, per eas sui amantibus ascensum ad se extruxit, 703 I, 14| compagnevole e del commun vivere amantissimo, sì perché egli è armonico 704 I, 5 | acqua del ruscello non corre amara, se dolce s'origina dalla 705 II, 7 | e chi con finte, quegli amaramente, questi dolcemente piangenti? 706 II, 7 | Iddio espresse il tenero amarci che fa con dire qui portamini 707 II, 8 | Sion; la cui dolce memoria amareggiava in essi ogni terrena dolcezza, 708 II, 4 | gli occhi una lagrima d'amarezza: per quegli occhi, che si 709 II, 14| addolcisse, veggendolo, le amarezze di questa infelice vita, 710 I, 12| Pereat, disse, corpus, quod amari potest oculis quibus nolo. 711 I, 1 | con dire che se i lupini amarissimi pur s'addolcivan nell'acqua, 712 II, 9 | non gli basterebbono ad amarlo.~ ~Una scuola di tutte le 713 I, 15| foltamente lanuta (se pur non amasse meglio vestirsi delle cortecce 714 II, 4 | offenditur facto, quod non amat fieri; e se in mano a Giove 715 II, 4 | non ha bisogno d'essere amata, per consentire non accade 716 II, 2 | conoscitore e oggetto, amante e amato, spettatore e spettacolo 717 I, 12| illas spinas, quasi quaedam amatoria illectamenta illi flori 718 I, 12| referentem audivi, quod rosarum amatoribus natura minutas illas spinas, 719 II, 3 | ancor Pallade abbia le sue Amazoni, come Bellona: appunto come 720 II, 15| percepta dicunt, sed lubrica et ambagiosa coniectatione nitentes, 721 I, 10| quel che se ne conta nell'ambasceria d'ubbidienza che i re di 722 I, 12| richiegga l'esposizione dell'ambasciata, compiuta la quale, volta 723 II, 5 | sustinens; et unde exterius ambiens, inde interius replens. 724 II, 3 | nullas credere. Quia non ambigendum, omnia Dea; etsi nobis non 725 II, 15| risposte sì avviluppate, sì ambigue e da non potersi interpretare 726 I, 10| oracoli, di qua su, scuriambigui. Pastori al trar le gregge 727 II, 16| maestro e confessare senza ambiguità esservi Iddio; avvegnaché 728 II, 15| quanto il più possono, ambiguo e sospeso: Non enim, disse 729 II, 2 | sine situ praesentem, sine ambitu omnia continentem, sine 730 II, 14| ha sì possente in capo l'ambizione, l'ardire in petto e 'l 731 II, 4 | cieco e l'altro veggente, ambobus sol praesens est, sed praesente 732 II, 10| ordinariamente è come il calore dell'ambra, che non tira a sé altro 733 I, 11| ivi nascono, quel che sant'Ambrogeo disse: In scopulis quoque 734 II, 16| Respondebis: Quia loquor, quia ambulo, quia operor. Stulte! ex 735 II, 8 | spron battente sia diserta o amena: sì è tutto nel termine 736 II, 10| prosteso e addormentato a un'amenissima ombra, e la Fortuna in veglia 737 I, 14| non volessimo far quel che Amerigo Vespucci vide fra certi 738 II, 10| reca all'amore o all'odio d'amica o di nemica fortuna. E non 739 II, 15| contrario, il rimirarsi d'occhio amichevole o in traverso, il congiungersi 740 II, 14| riguardarsi di vari aspetti, amichevoli o avversi secondo le passioni 741 I, 10| a se discedunt. Alterum amicitiae, alterum ordinis. Partim 742 II, 10| oro, e titoli maestosi e amicizie di grandi, e preminenze 743 II, 11| Domizio, inter gratulationes amicorum per lo parto di lei, negò 744 I, 14| de' nemici? Mole sua etiam amicos terrebant; elegantia etiam 745 II, 9 | alias ad victum, alias ad amictum parandum necessarias. Cum 746 II, 7 | ille quod patris est non amisit. Se questo amoroso ricevimento 747 II, 2 | incolumi, mens omnibus una; amisso rupere fidem. Or di qui 748 I, 9 | ne insegna la naturale, ammaestrata dalla divina filosofia?~ ~ 749 II, 10| fortuna, chi disarborare, chi ammainare o caricar la vela; e orza, 750 I, 10| Ricoglietevi dentro a' porti: ammainate, traete vostre navi in terra 751 II, 10| incantesimi aver essi adoperati ad ammaliare il cuore de' prìncipi e 752 II, 10| seminati e le lor vigne ammaliava; che le rugiade, da lui 753 II, 2 | egli è luce, e nondimeno s'ammanta di tenebre e dentro vi si 754 I, 2 | nascondersi e tenebre con che ammantarsi, nulla di sé mostrando nella 755 II, 10| corone reali, e porpore e ammanti d'oro, e titoli maestosi 756 I, 14| facendo a lei sola servire l'ammassamento e la disposizione di tutte 757 II, 13| ponente, dove in tanto s'ammassano l'esalazioni che poi, movendosi, 758 II, 13| corpi sol materialmente ammassati, ma un vero tutto intero, 759 II, 2 | egli con altro ingegno ammenderebbe il fallo del male avveduto 760 II, 9 | come Catone il minore non ammesso al consolato di Roma, perché 761 II, 6 | immediatamente suggetta. Per ben amministrarne il governo, chi mi sa divisare 762 II, 10| osservava in quella città bene amministrata, argomenti quel che si fa 763 I, 11| scemo non fosse abile all'amministrazion della casa, il valente uomo, 764 II, 10| alle corti, alle publiche amministrazioni, a quanto può dar l'industria 765 I, 7 | consiglio è dilettarsi, ammirando quel che veramente è un 766 I, 14| espressa al vivo l'imagine e ammirandovi l'ordine della natura, come 767 I, 8 | stanno intorno al piloto e ne ammirano l'arte e glie ne dimandano; 768 I, 5 | quella raccorderò Cassiodoro, ammirante l'industria e l'arte d'un 769 I, 2 | troverassi onde vedere Iddio e ammirarlo. Come degli specchi, così 770 I, 11| riveder che fe' il mondo, ammiratissimo del non esser morto in quella 771 II, 4 | intorno più angioli che l'ammiravano, che demòni che il combattevano? 772 I, 11| veggendolo, ben da vero l'ammireremmo. Si fa sotto i nostri piedi, 773 I, 16| non solamente affin che ne ammiriamo la sapienza, che eziandio 774 I, 12| cioè di quel che tanto ammirò anche il teologo san Gregorio 775 II, 15| que' fra loro dottissimi, l'Ammone, il Trofonio, il Delfico, 776 II, 14| credunt a fonte relatum~Ammonis.~ ~Peroché, quante volte 777 I, 13| fuggitivo e poi schiavo, ammonito da esse ripigliò spirito 778 II, 8 | curiosità, ma in vero per ammonizione, il dimandò: "Tibi vero 779 I, 13| loro granai, e di fuori, ammontando la terra cavatane per tutto 780 II, 8 | eziandio un monarca, a cui s'ammontassero sopra 'l capo tante corone 781 II, 4 | tocco infettano e col puzzo ammorbano il mondo, e tutte scolano 782 II, 14| abitatori di quelle contrade ammorbavano, rendette essi sani, l'aria 783 I, 14| sono, come a dire, osso ammorbidito e pieghevole; e i tenacissimi 784 I, 12| di dire, vi s'infanga, s'ammortisce e disviene: quanto più qualunque 785 II, 2 | il poco lume che aveano, ammorzato, si è volto in un sì pestilente 786 I, 13| cimitero, traendo fuori ad ammucchiare entro una fossa in disparte 787 I, 13| affar destinatole intesa, ammusandosi nello scontrarsi (il che 788 I, 1 | magnitudinem fluminis, aut denique amoeni montis aspectum describere 789 I, 11| pigri placidum torpores amorem.~ ~Siegue qui ora al lor 790 II, 7 | annegare in un fiume. Quell'amorevole uomo in cui Natan profeta 791 II, 6 | transfertur negotia, immo otia, amoris et desiderii huius? Ita 792 II, 7 | il chiamar ch'egli fa le amorose effusioni della sua liberalissima 793 I, 10| homicidae ad antra suffugiunt et amoventur pyratae et sepulchrorum 794 II, 2 | fanno lor volate e loro ampissimi giri in quella sottilissima 795 I, 10| corporum motibus, anima nostra amplecti condocefacta decorum et 796 I, 7 | prorumpere, quam velut quodam amplexu fovet et quibusdam brachiis 797 II, 5 | superior sine loco; est amplior sine latitudine; est subtilior 798 II, 10| in ista totius creaturae amplissima quadam immensaque republica. 799 I, 9 | pianeti: deorum simulacra in amplissimo loco collocata. – Tal ve 800 II, 7 | quicquam in te mutavit fortunae amplitudo, nisi ut prodesse tantundem 801 I, 13| magnitudinem iumenti gradientis ampliusque miremur opera formicarum, 802 II, 6 | dire; e 'l disse anco ad Amurat suo signore, tornando vincitore 803 I, 4 | Recatemi qua il mortaio d'Anassarco, traetene fuori quel generoso 804 I, 11| ventura. E ben v'alluse quell'Anassila appresso Ateneo, che d'un 805 II, 7 | et velles. Del Sole, sant'Anastagio Sinaita portò una strana 806 I, 15| examinat, vel manus sola ante anatomen visa, sufficiet. Ma da più 807 I, 14| incavigliano alle menature dell'anca.~ ~Or sommiam tutta in uno 808 I, 1 | profittevole alla terra, per ancoraggio del porto ch'ella gli fa 809 I, 15| lime, tanaglie, martelli, ancudini, taglie, pennelli, agora, 810 I, 1 | occhio per sol badarvi e andarcene. E pure, la Dio mercè, tanto 811 II, 9 | dimostrazione; e vuolsi andargli dietro colà, dove in un 812 I, 16| un gran popolo, tanto gli andaron frugando il cervello, che 813 II, 3 | partimmo) può senza pericolo andarsi col pensiero mirando i giudìci 814 I, 10| avanti portato dovunque andassero e con preziosi legni nutrito 815 II, 2 | inaestimabilem dicimus.~ ~Or andate voi a dipingere col carbone 816 I, 9 | muoversi per natura: e così andiamo un passo più avanti. E' 817 I, 14| Così terminato il duello, andossene Agostino, ma seco portandone 818 II, 16| v'è cocchiere? Insipiens. Andranno i carri del Sole e della 819 I, 2 | dire mano di Giotto e d'Andrea Pisani. Ma le più da lui 820 I, 14| che, toltane lei, le città andrebbon diserte e noi scommunati 821 II, 9 | in su e con la testa dove andrebbono i piedi; e così ogni altra 822 II, 2 | nel proseguire dell'opera andrem divisando più a minuto, 823 II, 9 | servidori ognun di sé stesso, andremmo come naufraghi su la terra 824 II, 1 | esser sua opera il mondo, ne andrò traendo conseguenti già 825 I, 12| garofano, un narciso, un anemone, un tulipano, un giacinto? 826 II, 13| sidera ducens,~ ~produce che? Anfioni, Orfei, Terpandri? Appunto 827 I, 5 | sacerdotes et aeditui Potestates angelicae. Or può egli vedervisi maggior 828 II, 2 | de' più sublimi intelletti angelici: ché tal è la sposizione 829 I, 3 | spirito ci sollieva all'angelico, il corpo ci deprime all' 830 I, 13| magnum. Qui fecit in caelo angelum, ipse fecit in terra vermiculum.~ ~ 831 II, 3 | che o non affondi o non angosci, per lo grande ondeggiar 832 II, 7 | vivere. Tale appunto è l'angosciar di questi altri e 'l querelarsi, 833 I, 16| perdita de' suoi cari e angoscioso il pensiero delle cose avvenire ( 834 II, 5 | sommo fra tutti~ ~Iuppiter angusta vix totus stabat in aede,~ 835 I, 7 | sentieri tanto impacciati e angusti che neanch'essi, per di 836 I, 9 | disordini. Un notabilissimo fu l'angustia e la bassezza sproporzionata 837 II, 2 | vero ad intellectum pectus angustum est, et ideo sic eum digne 838 II, 11| ferro, e gridare: Huc, huc, Anicete, feri hanc alvum: hanc feri, 839 II, 11| prender la spada e porgerla ad Aniceto, e tutto insieme commettergli 840 II, 12| facundiae, ut ridiculam anilis fabulae cantilenam, non 841 II, 11| disse l'astrolago il quale, animadverso stellarum cursu, qui tunc 842 I, 9 | ergo maiores haec ita esse animadvertissent, e rerum natura sumpserunt 843 I, 12| che si veggon le scimie, animai tutto giuchevole, mattaccino, 844 I, 9 | applica mirabilmente bene alle animalesche passioni governate dalla 845 II, 15| sterili e fecondi, umani e animaleschi, mansueti e fieri, nocevoli 846 I, 11| sì vile e appena visibile animaluccio. Così ella: tal è il tormento 847 II, 16| Ipsa denique hiscere si animantia muta possent, si in linguarum 848 II, 5 | maestria e grazia che sembrano animati. Or di cotal muoversi e 849 I, 9 | fas est, immiscear, dum animum ad cognitarum rerum conspectum 850 I, 4 | ex bis in terram excussis Annales Ennii, ut deinceps legi 851 II, 2 | illud, quidquid est, summum. Anne tam tristi atque multiplici 852 I, 16| sublime parte dell'anima, non annebbiata da' vapori che ci salgono 853 II, 15| avviene ora che tutti insieme annegando si bevano una medesima morte? 854 I, 4 | fu detto delle uve, che, annegandole nel mosto, elle il beono 855 II, 3 | tempesta rotti o stravolti annegarono.~ ~I Caiani eretici, raccordati 856 II, 7 | mercatanzie e i corpi de' miseri annegati qua e sparsi dove li 857 I, 13| stranissimo e innocente se ne annida. Chi è tutto capo, e chi 858 I, 16| passerà a nuoto l'oceano chi anniega in una fonte?". Così pare 859 I, 7 | e da piè, per bellezza, annodate in un pennacchio; al contrario 860 II, 11| dell'iride, e que' raggi annodati a gli estremi lor capi congiungere 861 I, 10| sempre il medesimo sazia ed annoia. Eccole di mano del Nazianzeno 862 II, 12| nel mezzo erge le braccia annose al cielo~un olmo opaco e 863 I, 10| de' dodici per cui nell'annoval suo periodo si rivolge, 864 I, 5 | Fatelo nel cotidiano e nell'annovale suo corso il doppio più 865 II, 10| medesimo luogo egli giustamente annovera fra le più intolerabili 866 II, 16| universale, e però non degno d'annoverarsi fra ' princìpi che si han 867 I, 7 | anch'egli, come Tertulliano, annoverate in fede e recate in testimonio 868 II, 15| distempera le influenze, e annulla ciò che il benefico o malefico 869 II, 14| supputabant menses, ut ex eis annuntiarent ventura tibi. E forse ch' 870 II, 15| apparivano. {D}e' fulmini creduti annunzi de' consigli di Dio, udite 871 II, 13| altrettanto sicuramente gli annunziano come avesser l'utre dato 872 II, 12| che non credono a' profeti annunziatori del vero credano a gli astrolaghi 873 II, 5 | tranquillano i venti, che annuvolano o rasserenano l'aria, che 874 II, 14| altre irregolarità, altre anomalie; e che in ogni diversa elevazione 875 I, 5 | i ferri: ché in farne l'anotomia, come soleva delle scimie 876 II, 12| sprazza: così essi, e più ansiosi sono all'antiveder le fortune 877 II, 16| obbrobriosa soma di contumelie da Antagora, uomo di sozzissima lingua, 878 I, 11| perché non vi si truovano antecedentemente, come sì tosto e per cui 879 II, 15| ma taccion di Claudio, antecessor di Nerone, quel che Seneca 880 II, 15| falliti in Giulio Cesare antecessore d'Augusto, né in Pompeo, 881 I, 10| posset eloqui quae vellet antelligi? Ben è vero del Sole quel 882 II, 6 | et tamquam gutta roris antelucani quae descendit in terram. 883 I, 14| da' genitori, né da gli antenati ritraggono un menomo lineamento? 884 I, 13| colore. Due lunghe e mobili antennette o reste spuntano ad alcuni 885 I, 5 | Epicuro, come già Ercole con Anteo, afferra nella gola quel 886 I, 7 | litteris, viribus praedicans antequani vocibus. Praemisit tibi 887 II, 12| salgon fino in punta all'anterma impennata e guardano, quanto 888 I, 16| falsa opinione di quell'antichissima setta de' filosofanti che 889 II, 14| avventura saran successi antichissimi, né di poi rinnovati per 890 I, 4 | del più nero elleboro d'Anticira, benché in udirlo ragionare 891 II, 11| figura sta scritto: Natus Antii post IX. menses quam Tiberius 892 II, 6 | soleva dire) il suo amico Antipatro. Io, per uom da nulla che 893 II, 9 | brame dell'uno e dell'altro. Antiporre alla gloria degli scettri 894 II, 15| diseredato; il secondo, antipostogli per industria della madre; 895 I, 12| speciosa, sed venusta, et plena antiquae veraeque pulchritudinis: 896 II, 6 | riandando le passate e antivedendo le avvenire per far che 897 II, 11| non farsi providamente ad antivederle e schermirsene o mansuefarle, 898 II, 13| avremo onde far regole da antivederli e predirli. Non però altrimenti 899 II, 3 | Il fatto è: poi che Iddio antivedeva infallibile che Adamo, crollandolo 900 I, 8 | alla natura, vuole ch'egli, antiveduta la disubbidienza d'Adamo, 901 II, 14| nuocciono sol presenti; antivedute e aspettate, tormentano 902 II, 2 | accidenti nelle cose libere non antiveduti o, nelle necessarie, disordini 903 II, 13| ciò solo, già molto prima antiveduto, fabricar su le punte d' 904 I, 15| corpi avesse, per iscienza antiveggente, atteso a' forsennati giudìci 905 II, 12| in zeri.~ ~Oltre a ciò, antiveggon gli astrolaghi e le guerre 906 II, 11| le cose avvenire, come le antiveggono e le predicono? E dove le 907 I, 10| recedunt et homicidae ad antra suffugiunt et amoventur 908 I, 12| rediens sero vespere vidit anum.~ ~I fiori dunque, oggi 909 II, 8 | nostra mercé i l siamo: Anxii semper, et ad ipsa laetiorum 910 I, 9 | ed arte; e percíoché gli Anziani, non potutisi persuadere 911 II, 10| vivuto su le punte degli Apernnini, forestiere anco nelle foreste, 912 I, 3 | ne' sassosi lor fianchi aperse, furonvi subbie e picconi 913 II, 4 | demòni, tutta rompendola, apersero un tesoro bastevole a provedersene 914 II, 4 | umano intendere sono le vie apertevi per sotterra a menarne fuori 915 II, 10| della divinità. Ma nelle apertissime e poco men che evidenti, 916 I, 4 | di chiudersi a studiare, apertosi uno spiraglio a ricevervi 917 II, 8 | intellexisse est rerum fores aperuisse.~ ~Or attendete come il 918 I, 2 | quandam rimam suae carnis aperuit, e di è licenza d'uscirne 919 I, 13| Plus enim formicularum et apicularum opera stupemus, quam immensa 920 I, 13| opere: imitare, si potes, apis aedificia, formicae stabula, 921 II, 3 | usavano d'un tal libro apocrifo intitolato La salita di 922 II, 13| anelli che Iarca donò ad Apollonio (un incantatore ad uno stregone), 923 II, 12| al rappresentarsi loro le apostasie, gli adultèri, i ladronecci, 924 II, 3 | dell'Evangelio; e se uomini apostolici ve la portavano, in giungerne 925 I, 3 | tenent, propheta non sensit, apostolus non interrogavit, Filius 926 II, 7 | riceverebbe beneficio in farloci, appagando l'inclinazione dell'infinita 927 I, 3 | Tertulliano e S. Agostino, e appagar la curiosità delle vostre 928 II, 3 | ottimamente fatta. Né questo è appagarsi di ragion tutto estrinseca 929 I, 3 | condizione dalla grandezza in che appaiono,~ ~sunt stellae procerum 930 I, 15| occultati misteri, e i solenni apparati, e le offerte, e le suppliche 931 I, 1 | argomento un troppo piccol luogo apparecchi, tal che se non rannicchiandolo, 932 I, 3 | la formò, come chi inanzi apparecchia, dice san Cesario, una gran 933 I, 16| fuor di noi concorre in apparecchiamento al dormire. Siegue poi l' 934 I, 15| specchio della prudenza, che apparecchiammo, e in esso si raffiguri. 935 I, 3 | concatenarle, aggiustar le misure, apparecchiar la materia e divisar come 936 I, 3 | animalesco. Quinci facea bisogno apparecchiare un albergo con un tal nuovo 937 II, 11| i mali avvenire e, coll'apparecchiarsi a sostenerli da uo forte, 938 II, 8 | primogeniti, truovin, nascendo, apparecchiatosi un patrimonio d'ogni maniera 939 II, 8 | grande Alessandro mentre s'apparecchiava al conquisto dell'Asia, 940 I, 3 | spalle e le braccia? Chi gli apparecchiò la materia? Chi l'aiutò 941 I, 13| io la maraviglia che in apparendo elle metton di sé: ma non 942 I, 10| di veduta le cose, che, apparendoci, tanto in sé men raccolta 943 II, 8 | veramente elle sono, non quali apparentemente si mostrano? Quanti dubbi 944 II, 6 | tutte? Confonderassi negli apparenti loro disordini? O smemorerà, 945 I, 16| imagini vere, ma fantasime apparentimi in sogno"; tal altra al 946 I, 16| utique inter illas sic mihi appareret quomodo illae. Or che possiam 947 I, 11| cortine dal quadro, e v'apparì il soldato in sì fiero atto 948 I, 15| rammemorar questo fatto, tosto apparirà da quel che intanto ne traggo: 949 II, 8 | delle bestie, senza nulla apparirgliene che sopraviva, conchiude 950 II, 8 | giornaliere? Come niente maggiori appariscon le stelle a chi le mira 951 I, 14| astronomi, delle stelle di nuovo apparite, se eran vapori tirati ad 952 II, 15| le plaghe del cielo dove apparivano. {D}e' fulmini creduti annunzi 953 II, 7 | a cui quel bambino nulla appartenesse per sangue: Accipe – disse 954 II, 1 | servi, né nulla che gli s'appartenga o gli sia in cura? E di 955 I, 12| Nescio qualiter in utero meo apparuistis: neque enim ego spiritum 956 II, 10| preghiere de' miseri, le appellazioni de' non uditi e da lei condannati. 957 I, 11| i barbari d'Occidente ne appendean lunghe filze alle porte 958 I, 13| quel che s'avesse Epeo d'appendere nell'antica Metaponto, in 959 II, 7 | da' circostanti; e portano appesa in sul petto una tavoletta, 960 II, 11| visibile fino a' ciechi, e appesala in mezzo al tempio della 961 II, 8 | canzoni: anzi le cetere stesse appesero a gli sterili salci, mutole 962 I, 11| battaglia un'altissima torre, appesivi per avventura intorno que' 963 II, 4 | alle prese, il tocco dell'appestata in nulla il contamini. Ma 964 I, 1 | la fame di Tantalo non le appetisce. Dunque, quod erit pretium 965 II, 10| sazia cupidità maggiormente appetiscono: tesori di preziose gemme, 966 I, 13| atque illuc pro naturali appetitu tantillum corpusculum ducat, 967 I, 13| quo volunt et vitant et appetunt quae videndo sciunt: designa 968 II, 5 | struzzolo, allora che, volendosi appiattare, lo sciocco altro di sé 969 I, 13| a' tersissimi specchi s'appiccano e su e giù senza mai sdrucciolare 970 II, 15| pendevano nel suo tempio, appiccatevi per le mura in voto da quegli 971 II, 6 | dell'oriuolo a ruota che, appiccatigli una volta i contrapesi, 972 II, 4 | occhi, e le rondini gli appiccheranno alla barba i lor nidi e 973 I, 15| filo del naso. Or gli si appicchi alle tempia un paio d'orecchi, 974 II, 11| secondo l'ordine delle sorti s'appiglia, grida d'alto un profeta 975 I, 16| dicevole,~ ~Delphinum silvis appingunt, fluctibus aprum.~ ~Se voi 976 I, 9 | animal facile moderentur: e l'applica mirabilmente bene alle animalesche 977 II, 12| iddii, sarà ottimo altresì, applicando universalmente alle stelle 978 I, 15| cui premendo in contrario applicano maggiormente a ciò che tocchiamo, 979 I, 12| sarebbe che aggiungere al così applicare i fiori per fomento al cuor 980 I, 12| corpi, come i fiori ben applicati nulla valessero alla sanità 981 II, 7 | lente, ma per necessità appoggiate ad essi: e così da loro 982 I, 15| non v'ha Edipo che non s'apponga indarno a diciferarla. Quanto 983 I, 1 | egli pur si credette di ben apporsi a formar di queste informi 984 I, 5 | condizioni, ché non fa mestieri apportarle) continuato e di parti, 985 II, 14| sciagure che di poi a suo tempo apportavano, col prenunziarle sì in 986 I, 11| luogo più convenevole, ne apporterò; ma non meno che all'intelletto 987 II, 7 | cuore, a dirgli in suo nome: Apprehende arma et scutum, et exurge 988 I, 13| etsi non videntur, etsi non apprehenduntur pro mediocritate. Hoc magis 989 I, 1 | catedra e per tutto insegna, v'apprende lezioni eziandio di più 990 II, 15| pruova. Un giovane, ito ad apprender leggi in una delle più celebri 991 I, 16| vergogna di non sapere, s'apprenderà non meno all'esempio che 992 I, 1 | nella scuola del mondo, e apprendervi un'altra niente men profittevole 993 II, 8 | Agostino a' suoi uditori) apprendete il come dovutamente rispondere 994 I, 15| magistero disciplinati, apprendono ad esser medici alle lor 995 I, 15| naufraghi alcun fortunato appresosi a una tavola, e tra per 996 I, 14| con che si commettono? non appressandosi solamente, ma entrando gli 997 I, 5 | Vinegia mi son provato ad appressare l'orecchio al piè d'un rozzo 998 II, 16| veramente pazzi, che in appressarsi alla morte non pochi d'essi 999 I, 12| presentarlo a Marcione, come appressasse una rosa a uno scarafaggio, 1000 II, 8 | quam artis. Peroché, ad apprestare quanto poco fa dicevamo, 1001 II, 7 | avvegnaché molti glie ne fossero apprestati e offerti: come quella che 1002 II, 9 | lor dia noia? Ma chi loro appresterà il mangiare? E quante mani, 1003 II, 7 | gli mise in dito? Non gli apprestò un solennissimo desinare


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