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Libro, Capo
1004 I, 1 | altro mondo, e a mille terre approda, a mille porti fa scala
1005 II, 10| quante a me paia potersene appropriare. Delle cose umane avviene
1006 I, 2 | occhi gli si confà il nome appropriatogli dalla maraviglia. Fallo
1007 I, 2 | libri filosofando, Iddio s'approssima, e a gli occhi loro, vegghianti
1008 II, 16| essere si confà, così l'approvar come giustissimo il non
1009 II, 3 | rendono a non del tutto approvare quel che lor non va del
1010 I, 12| lettera, comunque poi l'approvasse o no: Tale quid de rosis
1011 II, 4 | a cui egli stesso di è l'approvazione e la lode di valde bona.
1012 I, 2 | sfumarli e unirli? Chi gli appunta il centro per tirarvi intorno
1013 II, 11| figura celeste e, tenendo appuntata col dito la seconda casa,
1014 I, 15| un sol fusto, corte e ben appuntate, o erte o chine, riversategli
1015 II, 12| astrolaghi, se non l'avessero appuntato nelle loro efemeridi; e
1016 II, 6 | contro a sé medesimo gli appuntava l'occhio e regolava la mano,
1017 II, 2 | ardendo consumano. Ma in aprendosi il sepolcro elle sfiatano,
1018 II, 14| dalla servitù egiziana, l'aprimento del mare, e la legge data
1019 I, 14| certi barbari d'Africa: aprirci con de' gran tagli il volto,
1020 II, 2 | quanto il più sottigliarlo e aprirgliene il passo fra ' denti: se
1021 I, 2 | della mente; e non basta aprirlo, se non gli vien di sopra
1022 I, 12| sempre aperto e chi solo all'aprirsi del giorno; e degli sparsi
1023 I, 5 | stavano e per cui sola s'aprivano da quel gran maestro de'
1024 II, 3 | capogirlo? O non anzi ve gli apro, a farvi veder quello in
1025 I, 8 | suoi confini? Se i monti s'aprono e gittan fiamme dalle viscere
1026 I, 16| silvis appingunt, fluctibus aprum.~ ~Se voi vi date a condurre
1027 I, 14| et in magno loci silentio apta admiratio talis est. Così
1028 II, 15| fuerat, voluit tunc videri: aptans Lunae cursibus hominis passiones.
1029 I, 1 | vulnera, non incomposite, sed apte faciunt, ut vinculi utilitatem
1030 I, 15| habiles ad tenendum. Hinc aptior usus operandi, hinc scribendi
1031 I, 5 | nel medesimo libro, id est aptissinium atque pulcherrimum quod
1032 | apud
1033 I, 9 | edictum quoddam, quod Deus aquae superficiei circumdedit.
1034 II, 12| tibi nascetur cum primus Aquarius exit.~ ~E beato chi nascendo
1035 I, 3 | versano, peroché come in aquidocci aperti, chiusi entro le
1036 I, 10| meridiem et flectitur ad aquilonem, lustrans universa in circuitu;
1037 II, 11| turbante e in giubba all'arabesca, ad un'allegra matrona,
1038 I, 13| aedificia, formicae stabula, araneorum retia, bombycis stamina,
1039 I, 3 | fructus terra suggessit. Et si arata sine cultore esse non poterat (
1040 I, 15| saran freni, morsi, gioghi, aratoli, erpici, ragne, panie, lacciuoli,
1041 I, 10| ora son da trar fuori gli aratri e i vomeri, gli erpici e
1042 I, 10| mano e toccano, il re un aratro, la reina una pianta di
1043 I, 4 | mente divina, et Archimedem arbitrantur plus valuisse in imitandis
1044 II, 16| essent, cum illos esse Bion arbitraretur. E così avviene alla più
1045 II, 5 | celebrem cuperet, fictor arbitrarius variabat.~ ~Tale appunto
1046 II, 3 | fatti di Dio, o costituirne arbitri i suoi pensieri? Sovviemmi
1047 I, 7 | simul quae per tempora in arborem surgerent? Se ciò è, chi
1048 I, 7 | stesso: an de reparandis arboribus divina est providentia,
1049 II, 4 | vinearum, exuberare pomis arbusta, nemora frondescere, prata
1050 I, 5 | ingegno maschile, venir d'Arcadia, d'ond'ella era natia, fino
1051 II, 13| avvenutosi in un mal destro arcadore che si provava a saettare
1052 II, 13| e nocchieri; la Saetta, arcadori infallibili a dar nel segno;
1053 I, 10| contrario di noi, dipingon l'arcagnolo san Michele di fattezze
1054 II, 3 | cielo. Ivi ne leggevano le arcane parole e non lecite ridirsi
1055 II, 3 | Paolino: si qua sunt in arcanis statutorum eius altiora
1056 II, 16| publico. Così già il filosofo Arcesilao, incaricato di una obbrobriosa
1057 I, 3 | a dirlo con S. Ilario, archangeli nesciunt, angeli non audierunt,
1058 II, 14| ragionar de' Platonici, archetipa: in cui ciò che è stato,
1059 I, 4 | ratione ac mente divina, et Archimedem arbitrantur plus valuisse
1060 II, 3 | die de quocunque dixerit Archimedes, illi credendum est. Or
1061 II, 2 | immensità. Uno squadro, un archipenzolo sì diritto che vi dimostri
1062 II, 4 | solamente col carbone d'Archita, ma col magisterio di Timante,
1063 I, 5 | dice, res quasque ab orbis architecto Deo creatas earumque proportionem
1064 I, 12| viventi, ebbe l'occhio ad architettar l'albergo proporzionato
1065 I, 5 | uomo che d'un caos sapesse architettare un mondo: come da certi
1066 I, 3 | Dio trovavano di sapere ad architettarlo e di forza a metterlo in
1067 I, 5 | fabrica del corpo umano, architettato all'idea del più bell'ordine
1068 I, 13| insieme politiche, econome, architette, astrolaghe, filosofanti,
1069 I, 13| figurar la sapienza di Dio architettrice del mondo: in atto di porgerci
1070 I, 5 | sformatamente grossi, l'architrave torto e pendente, gli stipiti
1071 I, 5 | i dadi, gli stipiti, gli architravi: tutte membra d'architettura,
1072 II, 3 | dannazione? Traggansi dall'archivio del suo criminale i processi,
1073 I, 9 | sostenere quegl'immensi archivolti del cielo, mentre li fabricava,
1074 II, 6 | saettò; ma per valente arcier ch'egli fosse, gli andò
1075 II, 10| Fortuna, com'ella fosse l'arciera e noi il suo bersaglio.
1076 I, 2 | tempo, a cui, sorta nell'Arcipelago una insuperabil tempesta
1077 I, 5 | solamente l'ago, il fuso e l'arcolaio, ma per fin l'abito feminile,
1078 I, 5 | Videmus, disse, in eo (arcu) aliquid flammei aliquid
1079 II, 9 | alimentarsi, si spegne. Arde di Dio sol per Iddio; e
1080 II, 2 | alimento da sustentarsi quanto ardendo consumano. Ma in aprendosi
1081 II, 9 | scoperto, condannati ad arder vivi nel sollione e a gelar
1082 I, 13| palpitante come le stelle, senza ardere? E con Tertulliano: come
1083 I, 10| capevole d'olio bastante ad arderle inanzi un anno intero: peroché
1084 II, 2 | aiutano a pensarlo un fascio, arderlo in sacrificio su quel misterioso
1085 II, 7 | angustissimi nostri cuori s'ardirebbon già mai a presumer tanto,
1086 I, 16| pazze che noi siamo, come ardiremmo di metterci a volare intorno
1087 II, 10| nota di temerari mentre ardiron di mettersi dentro alle
1088 II, 12| astrolaghi punto nulla s'ardiscano a profetizzare: ed è ben
1089 I, 10| timorose e la violenza delle ardite. Ma anch'elle, dice il Boccadoro,
1090 II, 10| le più intolerabili loro arditezze il torre di mano a Dio lo
1091 II, 10| quel che mai niuno avrebbe ardito di proferire, se Iddio medesimo
1092 I, 5 | Luna: eccovi all'eccessivo ardore secchi i fiumi, bogliente
1093 II, 2 | figuramque: ceterum nihil habent ardoris hebetes ac languidi. Né
1094 I, 12| spectantissime florent, celerrime arescere. Gli scettri cascano di
1095 I, 14| il che fu, come ben disse Argentario, fare un Prometeo vero per
1096 I, 11| vestite d'uno schietto drappo: argentine, bianche, lattate, grigie,
1097 I, 13| caverna, la circondavano d'argine, in altezza bastevole a
1098 I, 10| che son le due vere isole, Argira e Crise, quella tutta argento
1099 II, 2 | fidem. Or di qui fatevi ad argomentar di Dio con quella proporzione
1100 II, 16| magistero dell'opere sa argomentare la qualità del maestro.
1101 II, 10| cogitatur, sola laudatur, sola arguitur et cum conviciis colitur:
1102 II, 13| commissa suis rimabitur argumentis;~hinc etiam immitis tortor,
1103 II, 8 | medesime; queste, smidollate, aride, tisiche, stoppia inutile
1104 I, 8 | nostri, per lo lungo secco, aridi seminati? E come possiam
1105 II, 12| per avventura Saturno in Ariete, ferito d'una mortal quadratura
1106 I, 7 | turribus murisque impellendis arietes. Haec est naturae vis, haec
1107 I, 10| ubbidienza che i re di Bungo ed Arima e 'l signor d'Omura, giapponesi,
1108 I, 11| valente uomo, comparito, altra aringa in sua difesa non fece che
1109 II, 10| fu tutta l'arte del suo aringare, di è guadagnata la causa:
1110 I, 12| pruno. Farvene qui udir le aringhe, anzi il rissoso contrasto
1111 I, 9 | meglio, fecero i cieli un aringo e i pianeti animali in continuo
1112 II, 14| faciens signa divinorum et ariolos in furorem vertens". E per
1113 I, 11| me che faccia come quell'Aristide raccordato da Eliano, che,
1114 II, 8 | giuste proporzioni, non aritmetiche o geometriche, ma armoniche,
1115 I, 7 | infallibile verità un problema aritmetico o geometrico perch'egli
1116 I, 15| cuoia, tutto insieme abito e armadura. Soli noi, che soli abbiam
1117 I, 8 | muniendo aculeis telisque armando, remediis ut tuta et salva
1118 I, 15| bracchi; e, come a' cignali, armar le mascelle di due forti
1119 I, 8 | orlo alle foglie, e il così armarle non è stato rigore, anzi
1120 I, 9 | io di chiedere come Iddio armasse i ponti e le centine da
1121 I, 3 | obductas, alias cornibus esse armatas, alias habere effugia pennarum.
1122 II, 5 | i fulmini e mostrarvelo armato, ut supra nos aliquid timeremus.
1123 II, 10| filosofia che abbiano e armeggiando contra una fantasima finta
1124 I, 12| mercede del suo servire d'armentiero a Laban. Or veggasi se non
1125 I, 8 | Attollantur undae tuae, armentur venti, iactetur undequaque
1126 II, 15| l'altro gentile; l'uno armigero e cacciatore, l'altro pacifico
1127 I, 4 | stessa, che lui con essa armò suo campione e difensore.
1128 I, 12| tutte però intellettuali, armonie. A me dunque basti il sol
1129 II, 12| efemeridi; e ve l'hanno Arnaldo, Naclato, Cardano e due
1130 II, 12| più rivedere, e tutti in arnese di pellegrini, co' lor fardelli
1131 II, 4 | dir che soleva Diogene, d'Arpalo, corsale e ladron famosissimo
1132 II, 2 | guisa della pazza e cieca Arpaste di Seneca, non riconoscano
1133 I, 15| corpo di legno, e suona un arpicordo, un liuto, con un sì presto
1134 I, 12| nascono; non dal pro che ci arrecano, ma dal clima onde vengono.
1135 I, 16| udire, se punto nulla di pro arrecassero all'argomento, le fantasticherie
1136 I, 11| hanno abbigliamenti per arredarsi e ben parere. Lascio le
1137 II, 9 | prezioso lor mobile, e se ne arredin le case; e per più sicurezza
1138 I, 3 | prosieguono, né fia mai che s'arrestino: peroché, dove ha la meta
1139 I, 10| sudditi, e sustentarli e arricchirli e procacciarne, quasi in
1140 I, 3 | immenso edificio del mondo, ad arricchirlo d'innumerabili nature, ad
1141 I, 15| Incominciamo dal capo ad arricchirnelo: e diangli in prima una
1142 II, 6 | di frutti e d'aromati le arricchisce, e ad animali e ad uccelli
1143 I, 3 | partim unguium tenacitate arripiunt, partim aduncitate rostrorum.
1144 II, 7 | universal providenza, io m'arrischi a trovare, in chi leggerà,
1145 I, 12| mette in mostra offerisce o arrischia, dove mai comperatori o
1146 II, 8 | arditamente affidato all'arrischievole giuoco dell'armi in cui,
1147 I, 7 | cum ver Dominici adventus arriserit, corporum nostrorum matura
1148 I, 1 | rintracciano, lievano e arrivan quello dietro a che si gittano)
1149 I, 14| meno ella fa sempre il più, arrivando a' suoi fini per cotal via
1150 I, 5 | tal ch'egli, correndola, arrivasse fino a' poli del mondo".~ ~
1151 II, 9 | i confini del loro stato arrivavano in fin dove potean piantare
1152 I, 5 | punte de' piedi neanche arriverebbono a toccar il vero del perché
1153 II, 1 | per tradimento, né miseria arrivi a darle scalata, né batteria
1154 II, 3 | velate come i misteri, non arriviam coll'occhio a vedere il
1155 II, 9 | la grandezza a che egli arrivò col merito della sua spada.~ ~
1156 I, 13| adoperare per confondere l'arrogante pazzia dell'apostata Marcione,
1157 II, 12| abusus est humanis auribus arrogantia inanis facundiae, ut ridiculam
1158 I, 10| disformare per la mostruosa arroganza chi se ne adornasse (tal
1159 I, 8 | disarmi, ma, come un istrice arruffata, piantategli in tutto il
1160 II, 15| nel ventre a lontanissimi arsenali, varati in diversissimi
1161 I, 3 | acquidose e abbeverarne le arsicce: con che divengon fruttiferi
1162 I, 9 | dunque la volta del tempio d'Arsinoo di gran pezzi di calamita,
1163 II, 13| carboni: non so se vivi per l'arsione o morti per lo colore.~ ~
1164 II, 13| avvenuto delle intolerabili arsure per lo trigone igneo, minacciante
1165 II, 3 | fossero come quelle del re Artaserse, cio è d'Assuero marito
1166 II, 16| sonitum quirent et verborum articulos integrare, ita non duce
1167 I, 6 | sufficeret laudare scriptoris articulum, quomodo eas pariles, aequales
1168 II, 9 | meglio che tra lor sia, artieri e lavoranti. Or che vi pare
1169 I, 4 | has ipsas artes et earum artifices et cuncta complectitur,
1170 I, 11| materia; artificem vero artificii magnitudo. Or udite. Fra
1171 II, 16| tradi: omnium quidem, sed artificum praecipue miraculo. Chi
1172 I, 12| cercandone la progenie per ascendenti, si trovò che la nerezza
1173 II, 4 | scalam qua ad cor mariti ascendere posset, invenit. Occupavit
1174 II, 11| di sé; e quanta fosse l'ascensione obliqua del zoppicar di
1175 I, 9 | adaptaverit, per eas sui amantibus ascensum ad se extruxit, oltre a
1176 II, 11| Galba, Sulla a Caligola, Aschetarione e Proclo a Domiziano, Vespasiano
1177 II, 16| allignare? E le montagne magre e asciutte per lo discorrimento dell'
1178 I, 15| orecchie sempre tese in ascolta, né le lunghe e sottili
1179 II, 7 | scaricare in seno degli ascoltanti si perde. Or chi mi rassicura
1180 II, 11| sentenza di condannazione, non ascoltata la parte. Ella dunque disteso
1181 II, 5 | che gli occhi, altro non asconde che il capo, o mettendolo
1182 I, 15| suggello di fuori, ma dentro ascosa; e tal se ne inviluppa e
1183 I, 12| Apuleio trasformato in un asino, per lo brutal discorrere
1184 II, 13| quell'antico proverbio: asinus ad lyram. E di così fatti
1185 I, 5 | dimensio partium facere ipsi aspectui velut quandam videtur iniuriam.
1186 I, 12| quo non spinarum offendat asperitas, sed gratia circumfusa clarescat.
1187 I, 8 | polvere d'oro onde sono asperse in capo: ogni cosa di per
1188 I, 15| abbiano, starsi ivi digiuni, aspettando che noi sopravegnendo le
1189 I, 15| saper certa la morte e, aspettandola, sentirne le ferite prima
1190 II, 10| volse a' capi delle tribù, aspettanti a che far quivi di quel
1191 I, 6 | e per ciò impaziente ad aspettar che la mano dia buona forma
1192 II, 4 | pazienza di Dio in sofferirli e aspettarne il ravvedimento e riceverli
1193 I, 10| profetizzar veritiero qual de' aspettarsi il dì presente e l'avvenire.
1194 II, 14| sol presenti; antivedute e aspettate, tormentano anco lontane:
1195 I, 16| le sovviene, perché egli aspettato non viene, ma in sua vece
1196 II, 13| minister.~ ~Chi mai se l'aspetterebbe? E la cagione non è punto
1197 I, 16| natura quel che in vano aspettò dall'arte il savio ateniese
1198 I, 4 | signum aut tabulam pictam cum aspexeris, scire adhibitam esse artem;
1199 II, 15| qui gemini non sunt, cum aspexerunt eorum constellationes, talia
1200 I, 1 | spectari voluisse, non tantum aspici, vide quem nobis locum dederit;
1201 I, 9 | machine? Advertamus primum et aspiciamus continentem solas et lunae,
1202 I, 7 | formas visibiles huius quod aspicimus decoris evolvant.~ ~Mi resta
1203 I, 7 | anni addietro: Quis, dum aspicit pulchrum racemum, non stupens
1204 II, 14| e, come presi convinti d'aspirare all'imperio sol perché,
1205 I, 12| eran più da pregiarsi gli asproni, i tufi, i trevertini: e
1206 I, 16| naturali, che se sol le assaggiassimo, le troveremmo fortezze
1207 I, 11| mosca né attenderla per assalirla, pur la vede e la prende
1208 II, 3 | inaccessibili non s'ardiscono ad assalirle. Quivi, con talvolta i quattro
1209 I, 7 | quali, veggendo da ogni lato assalita questa importante piazza
1210 I, 15| nemici che improviso ci assaltano? Che bisogno di ciò, se
1211 II, 4 | togliendogli ogni suo avere; e per assalto, de' messi che l'un presso
1212 I, 11| lancio s'avventano, e le assannano e fermano dibattenti indarno
1213 II, 8 | il buon Seneca se avesse assaporato il midollo, egli che tanto
1214 II, 7 | il principe non si truovi assediato da un esercito di chieditori:
1215 II, 10| verbum eius, ed egli loro assegna i punti del nascere, i luoghi
1216 II, 8 | che abbiano il convenevole assegnamento anco fra gli angustissimi
1217 II, 11| bifolchi, marinai e guerrieri? Assegnan gli uffici, compartono l'
1218 II, 11| e al punto del nascere assegnano il personaggio e divisan
1219 I, 15| quattro dei che gli antichi assegnarono in cura del limitare, delle
1220 II, 8 | veggendo sì disugualmente assegnate le sorti e sì lungi dal
1221 I, 3 | i suoi propri non siano assegnati e diverse nature in tutti
1222 II, 5 | remotae sunt: nec illis assentiri, qui eam ipsam potestatem
1223 I, 5 | alternae comparationis maxime assequitur.~ ~Sagliamo ora più alto,
1224 I, 3 | quali non so s'io debba dire assetati, so ben certo che necessitosi
1225 I, 1 | cui filosofia a chi n'era assetato dava bere le acque di quel
1226 I, 7 | quanto dura, e pur ben assettatagli in dosso? Della tenera e
1227 II, 9 | sbarre che commettevan l'assi e le saldavano in guisa
1228 I, 11| cappari di Zenone? Ben v'assicura Sparziano che, per vederlo
1229 I, 10| stare in guardia, ce ne assicurano. Non così un'altra, il dì
1230 I, 7 | muovono tutte le piante prima assiderate e le prima secche s'infiorano:
1231 II, 3 | madri, de' nati ciechi, assiderati, lunatichi. Si rechino i
1232 II, 11| tempora casu,~longa per assiduas complexi secula curas:~nascendi
1233 II, 6 | successione, a primo principio assidue agunt, nullo qui praesit,
1234 II, 10| fluctibus emicaret, dum assiduo saltu sublevatur. Sarà egli
1235 II, 5 | mantere. Or verissimo è l'assioma che ogni agente a quello
1236 I, 5 | bisognò a quella saggia Assiotea raccordata da Temistio che
1237 II, 11| Persiani e Babilonesi e Assiri e Caldei e Medi e Indiani,
1238 II, 7 | contrastano, con solo Iddio che v'assista che vi rimane a temerne?
1239 II, 10| dentro il maestro che v'assiste e lavora: e 'l suo lavoro
1240 II, 4 | ordina a pro de' giusti, loro assistendo con gli aiuti della sua
1241 I, 1 | sapendo d'aver nocchiera assistentegli al timone la Providenza,
1242 I, 13| componendosi a membro a membro, assistentevi, coll'occhio al disegno
1243 I, 9 | ma elle sono Intelligenze assistenti, che loro, per dir così,
1244 II, 9 | tutta all'opposto: male assituata in un infelice diserto di
1245 II, 16| le miniere? Chi impasta e assoda e dà la tintura alle gioie,
1246 II, 16| operare, e il legamento alle assolute e l'ordine alle diverse
1247 I, 8 | quando egli alcuna volta l'assolve dall'imperio di servirci?
1248 I, 9 | gli ruppe il disegno e l'assolvè dal debito della promessa
1249 I, 12| sue foglie in che tanto assomiglia la purità verginale, per
1250 II, 16| nella natura, perciò che le assomigliano nel costume. Altrimenti,
1251 I, 5 | troverete a che più sogliano assomigliare quest'ordinatissimo accoppiamento
1252 I, 16| era venuto in pensiero d'assomigliarlo all'opere del lavorare a
1253 I, 3 | mettervi a cercarne, per assorbirlo, anche l'occultissimo e '
1254 II, 8 | di modo vemente? Ond'è l'assordarsi al troppo gran suono, l'
1255 II, 3 | prima ondeggiante, poi mezzo assorto; e si lievino alto le onde
1256 I, 2 | di sopra un lume che gli assottigli la vista, tal che penetri
1257 I, 12| eguale, se non che nel salire assottiglia con garbo fin dove gli si
1258 I, 3 | soperchie acque, rendute per assottigliamento leggieri, s'alzarono sopra
1259 I, 7 | limiate il cervello per assottigliarvelo non ne intendete il come,
1260 I, 3 | verbum seminavit, e queste, assottigliate in vapori dal caldo e fatte
1261 I, 11| sopra un pizzico di ferro assottigliato in polvere con la lima,
1262 II, 9 | ha aguzzato l'ingegno e assottigliatolo fino a trovarvi conveniente
1263 I, 14| necessità, padre l'interesse, assottigliatore de' più grossi ingegni.
1264 II, 3 | del re Artaserse, cio è d'Assuero marito d'Ester, sopranomato
1265 I, 11| et consuetudine oculorum assuescunt animi, neque admirantur
1266 II, 8 | substantiae absolutionem assumatur et pars substantiae sit,
1267 II, 2 | sibi necessariae religionis assumit et infinitas aeternae potestatis
1268 I, 4 | da princìpi gratuitamente assunti è necessario che siegua.
1269 I, 12| potrebbe macchiargliela assurgit de terra, disse san Gregorio
1270 II, 9 | potean piantare le loro aste o far giungere le loro saette,
1271 II, 10| scritto in su la canna: Astero, al re Filippo: in un occhio.
1272 II, 10| Ateniesi Timoteo, cui gli astiosi suoi emoli fecer dipingere
1273 II, 15| falsas et noxias opiniones de astralibus fatis, inserere humanis
1274 I, 7 | nelle figure considerate astrattamente in loro stesse, dove sempre
1275 I, 11| creder d'alcuni, le nature astratte, come a dir delle rane una
1276 II, 8 | insegnasse i numeri dell'anima – astrattissimi e sol contemplabili in quanto
1277 I, 16| meglio ne scrisse, quanto più astratto si tiene, facendo in aria
1278 II, 8 | che individui, ed ella, astrattone il puro essere, ne fa specie
1279 II, 8 | la riceve sottigliata per astrazione e ridotta a un essere immateriale
1280 I, 13| politiche, econome, architette, astrolaghe, filosofanti, e stetti anco
1281 II, 15| traetene altresì Luca Gaurico, astrolaghissimo, il quale d'un principe
1282 II, 15| non immerito creditur, cum astrologi mirabiliter multa vera respondent,
1283 II, 13| gentilmente con un cucchiaio astrologico prendono ciò che da qualunque
1284 II, 14| mentre,~ ~quidquid~dixerit astrologus, credunt a fonte relatum~
1285 I, 13| pane. Così elle nascono astronome, e sanno il declinar del
1286 I, 7 | che sopra ciò publicarono Atenagora, Tertulliano, Minuzio Felice,
1287 II, 11| Teodosio, Leonzio alla sua Atenaide, Marco a Lione imperadore
1288 II, 3 | forza faceva quel prodigioso atleta Milone era stringersi in
1289 I, 9 | luogo dalla refrazione dell'atmosfera le osservavano: così noi
1290 II, 5 | l Caucaso e l'Olimpo e l'Ato e le grandissime Alpi, giganti
1291 | Atqui
1292 I, 16| fuligine che vi gitta l'atra bile, e 'l riempiono di
1293 II, 16| ordine dell'architettura: con atri e portici, e partimenti
1294 I, 16| troppo fastosi ingegni: così attaccando un contrapeso a' piedi de'
1295 I, 4 | per che che altro ha dell'attaccaticcio e del tegnente: peroché
1296 I, 4 | con che in solo toccarsi s'attacchino? Sì, dicono: o questo, o
1297 I, 13| sunt neque aspectu decora: attamen numen veluti quoddam prae
1298 I, 15| amabili che maestose ed atte, cambiandosi in più sembianti,
1299 I, 9 | intendere se debitamente atteggia, se muove o posa com'è dicevole
1300 I, 14| soli que' muscoli che così atteggiate richieggono (nel che il
1301 II, 2 | terra e le ciglia inarcate atteggiò il pensar d'un uomo sì profondamente
1302 II, 2 | con mani, e così d'uomo attempato e grande facendosi in istatura
1303 II, 10| studiata; ed ogni poco che vi s'attenda, si conosce che il tacere
1304 II, 7 | celebratissima omelia sopra l'Attende tibi ipsi) fatta sensibile
1305 I, 8 | maraviglia s'è di pochi l'attendervi? Sì deboli di capo siam
1306 II, 10| pieno coro di musici voi attendeste al cantare che vi fa un
1307 II, 8 | rerum fores aperuisse.~ ~Or attendete come il detto fin ora ben
1308 I, 10| pellegrini a mettervi in camino, attendetemi. Chi sol mi vede e m'osserva
1309 II, 7 | era la ricompensa che ne attendeva, secondo le fedeli promesse
1310 I, 14| svagavano ad altro, non v'attendevano: quoniam otiosorum et in
1311 II, 13| disegnar delle dodici case non attendono al corpo reale del cielo
1312 I, 16| acutorum; quoniam parum attendunt, quantum valeant imagines
1313 I, 7 | resta ora per ultimo ad attener la promessa poc'anzi fatta
1314 II, 13| vedere gli effetti, conviene attenersi alle osservazioni e sopra
1315 I, 14| maraviglia, in gente che non s'attengono l'uno all'altro in niun
1316 I, 2 | Pisani. Ma le più da lui attentamente considerate furon quelle
1317 I, 13| dunque giusto, che maiori attentione stupeamus, con S. Agostino,
1318 I, 13| dispositione formari, ut aliquanto attentius cogitata ineffabilem incutiant
1319 II, 11| e il vederle coll'animo attento è udirle, e 'l rinvenirne
1320 I, 1 | mi sono in qualche modo attenuto all'esempio del tanto degno
1321 II, 3 | campo, e in lui rompe ed atterra tutto l'esercito de' suoi
1322 I, 14| incontrastabili quanto alla forza dell'atterrar le indarno saldissime mura
1323 I, 13| pulchrumque insit ingenium. Atterrata la mole del corpo con che
1324 I, 14| potervisi sodisfare, per non dir atterrire, ogni grande ingegno, e
1325 II, 14| ombre fantastiche e vane, atterrirsene come a veri oggetti, e quinci
1326 I, 16| pezzo le ombre, o fugge atterrito, o sorpreso sente straziarsi,
1327 II, 14| promessa o minacciata, e attesa, ch'essi non rechino a destino?
1328 I, 5 | natia, fino ad Atene in Attica, sol per quivi vedere e,
1329 I, 7 | academiis et porticibus Atticis, ieiunantes a philosophia,
1330 II, 7 | di Dio) non restò mai d'attignere, infondere e riempir d'esso
1331 I, 3 | se ne parte, senza pure attignerne una stilla con che rinfrescarsi
1332 II, 5 | rabbonacciano il mare, che attizzano o tranquillano i venti,
1333 II, 7 | contro a lui medesimo l'attizzava, e messolo in furie da accanito
1334 I, 8 | fluctum terrorem iniice. Attollantur undae tuae, armentur venti,
1335 I, 11| sporti e ritondi e sempre attoniti, quelle braccia snodate
1336 II, 13| si fors vertat in hostem~attonitos, solum dum cernit, inebriat
1337 I, 11| verissimo quel di Galeno: Attonitum facit idiotam materia; artificem
1338 I, 11| mostran di fuori come s'attorcano, ma, ricoverte d'un nicchio
1339 I, 7 | diseccan la pianta a cui s'attorcigliano. Poco graziosa a vedere,
1340 I, 12| perché hanno ingegno d'attorcigliarsi e serpeggiare, tutto insieme
1341 I, 11| altra appunto come se si attorcigliassero intorno a un fuso: e procedendo
1342 I, 4 | ringrossare i pochi, a redimer gli attorniati, a rintegrare i rotti; il
1343 II, 7 | nel tempio di Nettuno? E v'attorniò una moltitudine di sventurati,
1344 I, 8 | quando ella ammorba e ci attossica con la peste? Che ordigni
1345 II, 15| canuta e decrepito, ma l'attossicarsi e l'invelenire, per rabbia
1346 I, 12| vena del bellico, onde s'attrae al fegato e suga il sangue
1347 II, 5 | dita del giucoliere, e in attrarle o rallentarle, com'è bisogno
1348 II, 16| calamita, stornati dall'attrarli che a sé fanno le diverse
1349 II, 16| luogo nel mondo, né hanno attrattive l'una dell'altra per cui
1350 II, 6 | imagini e i nomi. Dove si attraversa una catena di monti, dove
1351 II, 2 | una a gittar la spuola e attraversare la trama a filo a filo,
1352 I, 2 | ut ita dixerim, liceat attrectare. Nam undique nostris oculis
1353 II, 10| amministrazione delle cose umane, coll'attribuir che fanno al pazzo arbitrio
1354 I, 4 | medesimo onde s'argomentano d'attribuire il mondo a fattura del caso
1355 II, 5 | de' savi, dice lo Stoico, attribuirgli i fulmini e mostrarvelo
1356 II, 11| indegni? E la cecità, già solo attribuita in obbrobrio alla Fortuna
1357 II, 15| l diducono dalla falce attribuitagli con tal mistero: che com'
1358 I, 14| fatti e i misfatti dell'uno attribuiti all'altro; il colpevole
1359 I, 10| del Sole quel rimanente attribuitogli da Filolao, dell'essere
1360 I, 1 | saltem, quod homini ipsi attributum est voluntati Auctoris parere
1361 II, 8 | chiamato a incoronarlo re né si attrista soverchio né si rallegra
1362 I, 15| conoscere le nostre sciagure e attristarcene, antivedere i pericoli e
1363 II, 6 | la lontananza, né più s'attua e affissa intorno all'universal
1364 II, 6 | per cui, senza il divino attuai concorso, elle da loro medesime
1365 II, 6 | efficacia da operare, senza l'attualmente concorrervi Iddio), questa
1366 I, 16| è per natura e continuo attuata, in motu est, et corporis
1367 I, 1 | attributum est voluntati Auctoris parere praeceptisque eius
1368 II, 5 | Utile enim erat in tanta audacia scelerum aliquid esse adversum
1369 II, 3 | altis grex iste pascitur, audax in monte. Itaque ubi aliis
1370 II, 12| quasi conscius disputare audebat, inserere; più si crede
1371 II, 15| alteri non obveniat, cur audent ceteris, qui gemini non
1372 II, 10| forte fabri ferrarii, non auderes reprehendere folles, incudes,
1373 II, 11| natural filosofia ne' poeti. Audiamus Platonem, quasi quendam
1374 I, 5 | quis e longinquo citharam audiat ex multis et diversis nervis
1375 I, 7 | quo statim admittas cum audieris quod ubique iam videris,
1376 II, 9 | fremens sorbet terram et ubi audierit buccinam dicit, vah. Altre
1377 I, 3 | archangeli nesciunt, angeli non audierunt, saecula non tenent, propheta
1378 II, 3 | hac re opus est aliquid audire. Satas sit pro universis
1379 I, 11| Indico lapide legeremus sive audiremus, et in nostrum experimentum
1380 I, 4 | membra facetus equi.~Semivir audiri meruit, meruitque placere,~
1381 II, 16| colà appresso il poeta:~ ~Audis,~Iuppiter, haec, nec labra
1382 II, 7 | ad Deum non pervenit. Non audit Deus nisi quod dignum ducit
1383 I, 12| ioco, sive serio referentem audivi, quod rosarum amatoribus
1384 I, 16| rammentarlo, sa dirne che l'anima aufert secum quosdam simillimos (
1385 II, 10| ridevano le commedie: ché l'auge e 'l fondo di quella ruota,
1386 I, 16| che son vergini insieme, augelli, e cagne;~ ~tra' fuori la
1387 II, 5 | speculo relucebat. Ibi quem augeri, quem deprimi, quem nasci,
1388 I, 14| sì ben si combaciano e augnano, che hanno insieme gli effetti
1389 II, 12| bibit dominus meus et in quo augurari solet. Fosse verità, fosse
1390 II, 14| uomini: Stent, et salvent te augures caeli, qui contemplabantur
1391 II, 14| lagnandosi delle predizioni degli augùri funesti, i quali, per soprapiù
1392 I, 1 | in volto quella più che augustissima maestà, che non v'è occhio
1393 II, 12| d'Apollo, han volto quell'augustissimo tempio della divina magnificenza
1394 II, 10| invisibili atque intelligibili aula summi Imperatoris, aut iubeatur
1395 I, 7 | digestire, da trasmutare, da aumentarsi; e la formatrice senza disegno,
1396 I, 6 | filosofi disputavano dell'aumentazione de' corpi vivi, a definire
1397 I, 7 | quae levi motu decutiantur aurarum? Non è egli degna di maraviglia
1398 II, 7 | così da lungi l'addenta aurasque momordit inanes.~ ~Quanto
1399 I, 1 | ignari, praeceptum Dei surda aure transibimus? Et his quidem
1400 I, 4 | viginti formae litterarum, vel aureae vel quales libet aliquo
1401 II, 12| tantum abusus est humanis auribus arrogantia inanis facundiae,
1402 I, 13| culices, ne in tenebris quidem aurium caeci: tubam pariter, et
1403 I, 13| parum mirabitur~saphirum in auro innexum et gemmantibus~alis
1404 I, 12| o, come altri vogliono, Ausonio:~ ~Mirabar celerem fugitiva
1405 I, 1 | né commedianti, cioè né austere né rilassate. Quanto poi
1406 II, 10| ghiaccio solubile ad un fiato d'austro quella che pareva diamante
1407 I, 5 | Nisseno (se pur egli è l'autor di quell'opera, e non anzi
1408 I, 4 | testimonio o per dignità più autorevole o per rettitudine più incorrotto
1409 I, 12| invitavit etiam deliciis auxilia permiscens. Or questo hallo
1410 I, 11| Olympi~depositos, hominum auxilio donoque carentes~sustinuisset,
1411 II, 15| ciascuno dovean vivere in avantaggio e correre varie fortune
1412 I, 1 | che vide egli onde tanto avanzasse con la fama sopra sé stesso
1413 I, 10| vendemmiate. Marinai, ah per avarizia del danaro prodighi della
1414 II, 9 | nemici, e solo in ciò essere avaro e tener digiune le insaziabili
1415 I, 14| appunto quel che l'occhio non ave a saputo toccò all'orecchio
1416 I, 12| brevissimo intervallo~Tutti avemo a cercare altri paesi.~ ~
1417 | avendolo
1418 | avendovi
1419 I, 15| d'ammirabile sapienza l'avercele Iddio formate sì ben intese
1420 I, 13| animalucci, che mercé di Dio non averceli fatti né di gran corpo né
1421 | avergli
1422 II, 12| d'oro che Giuseppe finse avergliela involata i suoi fratelli
1423 | averli
1424 II, 8 | opera dall'empio saracino Averro è) prestato a gl'individui
1425 | aversi
1426 II, 3 | quidem, sed minime potuisse? Avertat hoc Deus a cordibus piorum.~ ~
1427 II, 7 | frontem adduxit, vultum avertit, occupationes simulavit,
1428 II, 7 | bocca per chiedere già l'avevam persuaso a concedere: Sicut
1429 I, 13| ieiunam caveam uti alvum, avidam sanguinis, et potissimum
1430 I, 11| pesci, che ne sarebbono avidissimi e continuo in caccia. Or
1431 I, 1 | profondità, che l'ingegno, avidissimo di penetrare, come chi cerca
1432 I, 1 | della sua vita? A guisa d'un avido mercatante che, messa al
1433 II, 5 | quella, bestia magis quam avis, lo struzzolo, allora che,
1434 II, 11| col prezioso corpo ch'ella aviva~nel qual, sì come vita in
1435 I, 16| per diem veras visionibus avocatur, ne dormiat, ita falsis
1436 II, 9 | ponderibus inhiberi quo minus avolent, contraque gravia ne ruant
1437 I, 14| somigliante, ma con l'effigie dell'avolo e forse anche di più lontano?
1438 I, 13| divenisse pari di corpo ad un avoltoio o ad un'aquila, sarebbe,
1439 II, 7 | dipongono a' suoi piedi, avracci egli a vile e a schifo,
1440 II, 7 | numero che li comprenda. Avrassi per avventura a temere che
1441 II, 11| e perdersene un carato? Avrebbel guardato caro il mondo,
1442 I, 9 | diversamente girandosi come fanno, avrebbevi necessità d'Intelligenze
1443 I, 2 | imago. Quando beati in cielo avrem l'anima fuor del loto di
1444 | avremmo
1445 I, 12| parto un figliuol moro, qui avum regeneravit Ethiopem. Ma
1446 I, 6 | ma sol quanti e quando avutane licenza da' cenni della
1447 | avute
1448 II, 9 | propria, sì gl'indirizza e gli avvalora che, se porrete a riscontro
1449 II, 13| distemperamenti delle qualità, or avvalorate dalle simili, or rintuzzate
1450 I, 1 | gelar presso all'Orse né avvampar sotto la zona ardente, non
1451 II, 15| natura focoso tanto facile ad avvampare in isdegno e divenir più
1452 I, 3 | stelle che v'ardono non l'avvampino e si fonda e strugga. Chi
1453 II, 14| col prenunziarle sì in avvantaggio le facevano provar presenti
1454 I, 12| tempo. Ma io, senza quasi avvedermene, di spettatori che volea
1455 I, 16| discorrere, e per fin tal volta avvedermi di quel ch'io fo e dire
1456 II, 14| imaginate miserie, senza avvedersi che altre non ve n'avea
1457 I, 13| dicendo, o ciechi, non vi avvedete che già dove sdegnavate
1458 I, 15| fanno o troppo scarsa o poco avveduta nella formazione dell'uomo;
1459 II, 4 | altro genere, e per ciò avvedutamente l'ho scelto. Le battaglie
1460 II, 11| profittevoli che per sé avveduti e saggi (e sia questo il
1461 I, 11| testimonio della sua providenza, avvedutissima in fornir que' deboli animali
1462 II, 7 | grazie.~ ~Ancorché io m'avvegga che, in farmi a discorrere
1463 II, 12| il fanno perciò che non s'avveggono che in ischiantare un ramo,
1464 II, 3 | altresì queste, e giustissimo avvegna che occulto; secondo il
1465 II, 15| A guarire i trafitti e avvelenati da gli astrolaghi non v'
1466 II, 4 | fiato del basilisco non l'avveleni; anzi, perché si venne alle
1467 II, 11| mitigarli sì, che di poi, avvenendo, riescano mansueti e innocenti.
1468 II, 10| verità: che le cose che ci avvengono, or sian prospere or avverse,
1469 II, 15| perché, essendo elle cose da avvenir dietro al nascere, non bene
1470 II, 1 | indubitatamente persuasi nulla avvenirci, or sia prospero or avverso,
1471 I, 5 | raccordata da Temistio che avvenirsi nella istituzion delle leggi
1472 I, 8 | il può. E se ciò mai non avvenisse, quanti si persuaderebbono
1473 II, 16| un esistere separabile e avveniticcio, tal che il debba o il possa
1474 I, 14| difettuosi e mal figurati, gli avveniva d'abbattersi in chi che
1475 II, 4 | e mordenti la catena e avventantisi contro alla terra, li reprime
1476 II, 5 | e i furiosi nembi che in avventarli si muovono. A' suoi piedi
1477 I, 11| della battaglia, la qual fu avventarsi i soldati in atto minaccevole
1478 II, 3 | lievino alto le onde e s'avventino, come a lui, furiosi i venti,
1479 II, 10| il basso stare de' male avventurati – le altre, in solo toccar
1480 II, 12| le vorrebbono, prospere e avventurose. Che se avviene che l'astrolago,
1481 II, 4 | corsale e ladron famosissimo e avventurosissimo, ch'egli era un argomento
1482 I, 16| Ché del sognar le cose avvenuteci il dì precedente potrem
1483 II, 15| di tante predizioni se ne avveran sì rade? Con tanto indovinare
1484 II, 14| infingevoli e traditori: ben avverando a fatti il dir che di tutte
1485 II, 13| che assai delle volte s'avverano; avvegnaché certe altre,
1486 I, 4 | spremutesi dal cervello: con avverar di sé quel che fu detto
1487 II, 12| fosse in piacere a Dio che s'avverasse il detto di sant'Ambrogio
1488 II, 15| esser possano i lor presagi avverati, con che solo si studiano
1489 II, 13| vene delle fontane; e s'è avverato con una freschezza d'aria,
1490 II, 15| due che di poi il successo avverava.~ ~Or come non per tanto
1491 II, 15| di cento predizioni se ne avverino tre, e siano anco cinque:
1492 II, 11| quel che pronosticarono (ed avverossi) i Caldei ad Alessandro
1493 II, 11| perfettissima, onde tal volta avverrebbe il trasvedere e ingannarsi.
1494 II, 4 | casto; ma pur così meno avversa nimica che amante, men dannosa
1495 I, 12| il suo vero parto e dell'avversaria il disavvenente e rustico
1496 II, 14| vari aspetti, amichevoli o avversi secondo le passioni de'
1497 II, 8 | concentrata in sé medesima l'avvertenza dell'anima, divenuta quasi
1498 I, 14| delle cui mani noi siamo, avvertiate quel che il medesimo sant'
1499 II, 3 | Crate: "Priegoti dunque ad avvertir bene che, parlando con te
1500 I, 14| meno ammirabili perché poco avvertiti, lavori della sapienza di
1501 II, 7 | limosina alle statue, per così avvezzarsi a ricevere in pazienza le
1502 II, 7 | il sia, affinché non ci avvezziamo fin dalle fasce ad esserne
1503 I, 5 | come la Luna i mesi, e avvicendar le stagioni: valendosi a
1504 I, 10| girandosi in questa ruota dell'avvicendare i contrari. Né è storsione
1505 II, 5 | tempo, il sempre disuguale avvicendarsi della notte e del dì, il
1506 II, 10| Platone, e quanti altri avvicinandosi al lor lume divenner chiari
1507 I, 6 | almeno come i zoofiti s'avvicinano all'animale. Percioché intendevano
1508 II, 6 | a fin d'unire i divisi e avvicinare i lontani per via dell'abbondanza
1509 I, 8 | giunta il rimanente, o d'avvicinarglisi almen tanto che l'accozzamento
1510 I, 13| invitare gli spettatori ad avvicinarsi e veder quella minima e
1511 II, 7 | ma tal che non poco ci avvicinerà all'intendimento del vero.~ ~
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