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Libro, Capo
4016 I, 3 | provenit quodammodo domus ex domo; et si domus ruat, ars manet.
4017 I, 10| et adulteri et fures et domorum perfossores, deprehensi
4018 II, 11| cognoscere solis,~inque domos superas scandere cura fuit.~ ~
4019 II, 8 | cui avea tanto, che col donar quanto avea non perdea nulla.
4020 I, 10| di lui; profusissimo nel donare, ma senza mai perder nulla
4021 I, 5 | natura praestantissimum, donaria vero sidera, sacerdotes
4022 II, 7 | alla gratuita benignità del donatore tutta s'affidi. Noi, il
4023 II, 8 | quel che ancor non avea, donava quel che aveva, e castella
4024 I, 12| enim ego spiritum et animam donavi vobis, et vitam, et singulorum
4025 II, 14| una irrevocabile carta di donazione fra' vivi, fatta lor dalle
4026 II, 10| stati, e grandi eredità e donazioni inaspettate, e nozze e beltà
4027 I, 9 | con un suo proprio quasi dondolare, si alza e si abbassa. Or
4028 I, 12| infiorar vanamente i crini alle donne, a far superbamente risplendere
4029 II, 11| fattezze di corpo, se non donnescamente vago, almeno decentemente
4030 I, 11| depositos, hominum auxilio donoque carentes~sustinuisset, eo
4031 I, 11| come ubbriaco a cui si doppiano le lucerne, due ne imaginò,
4032 I, 11| purpuree, gialle, bronzine, dorate, scarlattine, vermiglie.
4033 I, 5 | d'ogni modo le proprie, e dorico grave e lidio guerriero
4034 II, 6 | uomo che una vil passera. Dorma sicuro il re Filippo, mentre
4035 II, 4 | tutti insieme tirarlo al dormi mecumdella ribalda: la solitudine,
4036 I, 12| e sfrondata. La notte vi dormì sotto: allo svegliarsi ebbe
4037 I, 16| noi sapere, dicevano – se dormiamo o vegghiamo, e se sogni
4038 I, 16| visionibus avocatur, ne dormiat, ita falsis nocte, ne excitetur::
4039 I, 16| animal sognerebbe e mai non dormiremmo che non sognassimo), vi
4040 II, 6 | degli alti e de' bassi, dormirò sicuri i miei sonni, vegghiando
4041 I, 16| misero né tormentato quanto dormite. Se ciò sia beneficio imparatel
4042 II, 14| contrario, molti che si dormivano spensierati all'ombra del
4043 I, 16| dire a me stesso: "Ora io dormo, e queste ch'io veggo non
4044 I, 16| finalmente entra il sonno: e dormon non mica solamente gli occhi,
4045 II, 10| irrotare, ut illud iaculum vel dorsum maris raderet vel enataret,
4046 II, 16| disse Tertulliano, animae dos a primordio, né si acquista
4047 II, 10| abbandonatamente, che dà loro per dota un mezzo mondo in ricchezze.
4048 I, 13| abitare in commune, fino a dotarle d'una certa ombra d'intendimento,
4049 I, 13| corpo de' piccolissimi e dotatane l'anima di quello isquisito
4050 I, 12| angoli e a sei lati: come dotte in geometria sapessero che,
4051 I, 12| di Dio il fecero i santi dottori Basilio, Nazianzeno e Ambrogio)
4052 I, 11| anime che vi chiudeva; e doveanlo,~ ~nisi Rector Olympi~depositos,
4053 I, 15| che gli par giustamente doverglisi, di calunniatore diventi
4054 II, 12| cieca, per giubilo di non doverle mai più rivedere, e tutti
4055 I, 7 | esser del tutto morto né mai doverne risorgere a miglior vita,
4056 I, 9 | Divinamente!". Siegue ora a doversene considerar per diviso le
4057 II, 11| di cambiamenti, ma tante dovervene essere quante sono le sfere
4058 I, 1 | ricreazione. Or che sarà al dovervi intervenire Iddio per terzo?
4059 I, 8 | palagio, da signori che dovevamo essere della natura, si
4060 I, 3 | che ingegni di machine si dovran condurre l'acque de' fiumi
4061 II, 12| Benché pur questo medesimo il dovrebbon significar le stelle e vederlo
4062 I, 14| propri nostri figliuoli, dovremmo inventar mille strane figure
4063 II, 6 | sepellita nella dimenticanza dovutale, pur v'è stato chi in questi
4064 I, 15| o miracoli o maraviglie, dovute per metà all'ingegno che
4065 II, 10| cagione de' mali giustamente dovutici, lievinsi altresì gli occhi
4066 I, 5 | Sentite e, senza che i dragoni vi lecchin gli orecchi o
4067 II, 15| infallibile effetto in chi tien dramma di senno: quanto più è intesa,
4068 II, 9 | hanno in gioie, in oro, in drappi, in che che altro sia il
4069 I, 12| poiché 'l sol gl'imbianca,~si drizzan tutti aperti in loro stelo:~
4070 II, 8 | giudizi torti dal vero si drizzano, misteri nascosi, come pareva,
4071 II, 8 | fluctuamus incerto, sperantes dubia pro certis, incommoda pro
4072 I, 4 | profecta ratione? Hi autem dubitant de mundo ex quo et oriuntur
4073 I, 12| anime, non ci lascia che dubitarne Ippocrate, che a ciò ebbe
4074 I, 7 | già più non v'era chi o ne dubitasse o ne stupisse. Ben fu nuovo
4075 II, 7 | uterque de Dei miseratione dubitavit. Non così David, che mille
4076 II, 2 | ministerio non pollui credamus dubitemusque? Pure, altri mettergli in
4077 I, 7 | ubique iam videris, nec dubites Deum carnis etiam resuscitatorem,
4078 I, 4 | noctibus, quis in illa barbarie dubitet quin ea sphaera sit profecta
4079 II, 13| da troppo alto originale, dubito io che abbia preso a fare
4080 I, 13| appetitu tantillum corpusculum ducat, quid currentis pedes in
4081 II, 16| articulos integrare, ita non duce natura et magistra, non
4082 II, 13| saxa trahens, nunc sidera ducens,~ ~produce che? Anfioni,
4083 II, 15| eos consulunt, credulitate ducente, perveniunt callide ad ea
4084 I, 6 | quam victoria adversarii duces, meruit.~ ~Per mostrar dunque
4085 II, 2 | dice l'istorico, magno duci convenire quam pro omnibus
4086 I, 16| de' sogni:~ ~regibus hi ducibusque suos ostendere vultus~nocte
4087 II, 7 | audit Deus nisi quod dignum ducit suis beneficiis.~ ~Peggio
4088 I, 13| bravura: e se li vedrete o duellare a corpo a corpo o schierati
4089 I, 9 | settecensettantottomila e dugencinquanta miglia romane antiche. I
4090 II, 3 | provollo in sé fin da mille dugento anni addietro, e 'l lasciò
4091 II, 13| diventano ubbriachi:~ ~dulce natant oculi, quos si fors
4092 II, 3 | huius alimentum, ibi cibus dulcior, ibi fructus electior. Spectantur
4093 II, 3 | Spectantur a pastoribus suis dumosa de rupe pendentes, ubi luporum
4094 I, 5 | il Greco, che disegnò il duomo di Pisa a cinque navate,
4095 II, 4 | quando Iob omnia tolerabat, dupla non sperabat. Qual maraviglia
4096 I, 3 | esser da lungi o facendosi o durando) il primo essere al mondo,
4097 I, 8 | di lode che se tuttavia durasse nella sua primiera integrità
4098 II, 11| nelle antiche memorie, e durerà fin che durino i secoli
4099 II, 10| cromatico flebile e pien di durezze, ma anch'elle dipoi risolute
4100 II, 11| memorie, e durerà fin che durino i secoli avvenire, quel
4101 I, 9 | suam ad se machinam flexit, eamque volvi a principio sine principio,
4102 II, 15| e signorie, promettitori eàrbitri, esaltazioni, detrimenti,
4103 I, 5 | orbis architecto Deo creatas earumque proportionem et harmoniam
4104 II, 12| sitque propitia et semper eat ad eos quos vult esse victores?
4105 I, 10| Timoteo ateniese, appresso Ebano, confessò aver goduta una
4106 | ebbero
4107 I, 3 | suam operam ministravit? Ebbevi, per avventura, lieve a
4108 II, 9 | dell'avorio un antico: eodem ebore numinum ora spectantur et
4109 I, 12| colà le due discordanti ebree, sarebbe un troppo tenervi
4110 I, 2 | un detto del Platon degli Ebrei, Filone dottissimo, che
4111 II, 5 | della Persia risedendo in Ecbatana o in Susa governavano tutto
4112 II, 9 | felicità che d'infinito eccede quantunque grande esser
4113 II, 15| che lor si dà, eziandio se eccedenti o manchevoli in uno e due
4114 I, 5 | di quelle che di troppo eccedevano, e così ridotte a convenevole
4115 I, 12| altre forme, altre idee, eccellentissime nella bellezza, incomparabili
4116 I, 14| degnamente si conta fra l'eccellenze dell'incomparabile Bonaruoti:
4117 II, 11| menti, per dignità le più eccelse, per ministerio le più sacre,
4118 II, 4 | forti, abbassamenti più eccelsi, infortuni più fortunati,
4119 I, 9 | basso che fanno per i loro eccentrici ed epicicli necessario è
4120 I, 2 | volto, come Mosè troppo eccessivamente luminoso ex consortio sermonis
4121 II, 13| uomini, a gli animali, senza eccettuarne sé stessi, danno quel più
4122 II, 7 | in caelum; corpus autem Ecclesia, quae laborat in terra.
4123 II, 3 | quibus coetum venerabilis Ecclesiae compararet. E vi si rassomigliano
4124 II, 10| ammorbida e intenerisce. Indi eccogli l'uso delle gran tanaglie
4125 II, 1 | affatto vuoti di luce, eclissano il Sole, cioè niegano che
4126 II, 1 | che sovente avvien loro d'eclissare, cioè smarrire i sensi,
4127 I, 1 | la verità, come la Luna eclissata, sonando cembali e tamburi
4128 II, 15| Dragone (che sono i nodi eclittici), carpenti, gaudi, dominatori
4129 I, 13| tutto insieme politiche, econome, architette, astrolaghe,
4130 II, 6 | è una famiglia. Perciò l'economia della sua providenza, quanto
4131 I, 9 | entro a' liti ragionando, Ecquid habent hic, dice, quod dicant
4132 I, 10| da' sacerdoti dicentigli: Ede, ignis Domine. Non è egli
4133 I, 6 | et mentis imagine plenum~edere nota tibi iam saecula volvere
4134 I, 2 | sua sapienza, che il pr èdica, impresso un vestigio della
4135 I, 9 | esserne altra cagione che edictum quoddam, quod Deus aquae
4136 II, 3 | tiranno di Siracusa fatta edificare, di sì smisurato e greve
4137 I, 8 | ora, descrivendo il primo edificarsi del mondo, e la bellezza
4138 II, 16| informe materia? O hallo edificato il caso, artefice senza
4139 I, 4 | legga quel che della prima edificazione del mondo insegnarono i
4140 I, 14| similitudo in ullis eodem utero editis: diversarum quidem gentium
4141 I, 10| tempio, a promulgar gli editti del publico reggimento,
4142 I, 7 | in cui sola suas actiones edunt et miras facultates ostendunt.
4143 II, 12| suggellano, come Alessandro ad Efestione, la bocca a' lor consiglieri
4144 I, 4 | nuper familiaris noster effecit Posidonius, cuius singulae
4145 I, 15| ferebatur super aquas: vi quadam effectoria, dice egli, et fabricatoria,
4146 I, 4 | omnia, casu ne ipse sit effectus, aut necessitate aliqua,
4147 II, 15| annis, omnibus mensibus efferunt. Esaltano il predicimento
4148 I, 7 | producimenti, certi che chiama efficacissimi numeri, accozzati in ciascun
4149 II, 5 | speciosum, sua illic opera efficere contendunt, resque terrenas
4150 I, 15| ut illud cui superfertur efficiatur ac fabricetur, sicut superfertur
4151 I, 4 | conversionibus, quam naturam in efficiendis: praesertim, cum multis
4152 I, 14| in cui ha i suoi princìpi efficienti, chi vi può penetrar sì
4153 I, 5 | motus locis, temporibus, efficientia, spatiis, qualitatibus explicaret
4154 I, 5 | adstringit quam maxime unum efficit. Hoc autem proportio ratioque
4155 I, 4 | stellis errantibus, quod efficitur in caelo singulis diebus
4156 I, 4 | singulae conversiones idem efficiunt in Sole et in Luna, et in
4157 I, 14| fare che divisarci i volti, effigiando a ciascuno il suo proprio
4158 II, 5 | mai si usò da gli antichi effigiarlo altrimenti che recato in
4159 I, 14| non gli era permesso, con effigiarselo tutto al naturale dentro
4160 I, 4 | palagio, senza scultore che effigiasse l'una, senza architetto
4161 I, 12| da cui nacque, portandone effigiata l'imagine. Ma qui, una rosa
4162 II, 2 | avvenuto di vedere il Sole effigiato in una nuvola per riflesso
4163 I, 14| vultibus credis: hominis effigies habent, animos ferarum.
4164 I, 13| a qualunque grand'opera, effigiossi in una maestosa statua di
4165 I, 7 | enim bravii speciem videtur effingere, significans quod uva inter
4166 I, 11| decerpitur, dum deducitur, dum effingitur. Datum est esse aliquid
4167 I, 10| invenientem quid responderet effudisse hoc passim ne taceret. Or
4168 I, 3 | esse armatas, alias habere effugia pennarum. Aliae gradiendo,
4169 II, 8 | quam quae oculorum sensum effugiunt, nodus ac vinculum sit,
4170 II, 7 | chiamar ch'egli fa le amorose effusioni della sua liberalissima
4171 II, 9 | rebus divinis, satius erat egenos esse, ut inveniendis artibus
4172 I, 3 | vescovo S. Ilario: piscator egens, ignotus, indoctus, manibus
4173 I, 3 | Ambrogio, che la fece: Non egent humanis divina mysteria.
4174 I, 15| Ateniesi, che a' miseri Egineti ribelli mandaron recidere
4175 II, 14| popolo ebreo dalla servitù egiziana, l'aprimento del mare, e
4176 II, 3 | che sappiamo. Rimandato un egiziano che fosse quel non so che
4177 I, 13| delle mani e dell'arte d'un egregio maestro. Ciò era un Fetonte,
4178 I, 12| misura, che tutte riescono eguali? Come le spante, che tutte
4179 I, 5 | poco a poco, con una certa egualità disuguale scorciano e in
4180 II, 12| trovar come fingere i d èi viziosi per non parere essi,
4181 II, 12| Ideone tot conditores eius elaboraverunt, ut ex ea tormenta fierent?
4182 II, 3 | cibus dulcior, ibi fructus electior. Spectantur a pastoribus
4183 I, 12| tal consiegue che sia l'eleggerle, usando le temporali sol
4184 I, 12| buffone in corte, il fa eleggersi a trapassare coll'anima
4185 II, 3 | pietate sollicitas. Ideo elegit eas Spiritus Sanctus, quibus
4186 II, 4 | Dei nutu tempora obsequi, elementa famulari, spirare ventos,
4187 II, 7 | colui, obolum porrigere elephanto. Chi timidamente priega,
4188 I, 13| maravigliato gridò: Turrigeros elephantorum miramur humeros taurorumque
4189 II, 2 | spettacolo erano a vedere gli elettori raunati alla Dieta misurar
4190 I, 13| quegli d'un non so qual elettro cangiante, che ad ogni lor
4191 II, 11| sottilissime, e disposte ad elevarsi sopra questo mondo inferiore
4192 II, 9 | le virtù, che con ali d'elevatissimi spiriti sopramodo alto si
4193 II, 6 | Videla un Saracino per nome Elieze, povero giovane che tutto
4194 II, 9 | servos, reges et exules. Non eligit domum, non censum; nudo
4195 I, 8 | omnen ab anima desperationem eliminari". Così egli.~ ~Ma forse
4196 I, 12| ne abbiamo la Cariclea d'Eliodoro e quinci la Clorinda del
4197 I, 12| affogarvelo dentro, come faceva Eliogabalo i suoi amici, con una nuova
4198 I, 1 | affrontano, quivi entro si caccia eliso fluctu irrumpens, dice il
4199 I, 3 | diamante, o a dirlo con Eliu colà appresso Giobbe, fuso
4200 II, 5 | per quanto è di paese dall'Ellesponto all'India, che lor non fosse
4201 II, 10| per gli altri è ignuda; ed èllo anche in quanto del suo
4202 I, 15| maestro: mutoli al rimanente, eloquenti solo al dolore. Il mostran
4203 II, 9 | degna di leggersi è una eloquentissima orazione del vescovo Teodoreto,
4204 I, 10| infirmitate, ut non posset eloqui quae vellet antelligi? Ben
4205 II, 7 | properantes necessitates elusit, in angusto vero comprehensus,
4206 II, 8 | dell'occhio traveggente si emendano, e montagne d'ombre si spianano,
4207 II, 13| che di male aspetto e non emendato da niun altro benefico s'
4208 I, 1 | errori suoi sono una publica emendazion de' costumi, peroché la
4209 II, 15| pare ad alcuni doversi all'emendazione de' tempi allora intolerabilmente
4210 II, 10| labitur, vel summis fluctibus emicaret, dum assiduo saltu sublevatur.
4211 II, 9 | pictura, nec in uno habitu emicat tanta diversitas. Pars illa
4212 I, 13| in tam parvo tam magnum eminet, ut cuivis fulgori perstringenti
4213 II, 14| in quell'angolo de' due emisferi spartiti dall'orizzonte,
4214 II, 10| Timoteo, cui gli astiosi suoi emoli fecer dipingere tutto prosteso
4215 II, 15| d'uomini, non so se più empia che ignorante? E pure elle
4216 I, 4 | tutto pien di niente che l'empìa, ma non per tanto tutto
4217 I, 16| o mai occupandolo non l'empiamo? Sfigurati, e in noi tutte
4218 II, 8 | quanti sarebbon bastati ad empiere la capacità de' suoi desideri,
4219 I, 3 | altrimenti che misurandolo con empierne e votare un procinto in
4220 II, 13| L'ultima, di cristallo, s'empieva di tutti insieme rammescolati
4221 II, 7 | giù fino al sommo cielo empireo, dove tutta insieme la terra
4222 II, 7 | mihi adhuc vas, pronta ad empirli tutti per fino al sommo,
4223 I, 10| primavera; indi, fino all'empirsi posta rimpetto al Sole,
4224 I, 11| sì come cose gittate per empitura o almeno per sopra più di
4225 I, 15| fonte~ ~nova ut conspexit en unda~cornua, pertimuit seseque
4226 I, 16| affigas. Haec, si potes, enarra. Habes ergo quae nescis,
4227 II, 10| dorsum maris raderet vel enataret, dum leni impetu labitur,
4228 I, 4 | trovò; e gli eserciti del re Endimione in punto di marciar contro
4229 I, 15| manus est quae praeclaris enitet factis, quae conciliatrix
4230 I, 4 | terram excussis Annales Ennii, ut deinceps legi possint,
4231 I, 9 | dandoci, come disse il B. Ennodio, mundi fabricam perpendiculo
4232 I, 16| può farsi a credere una sì enorme sciocchezza al sempre delirante
4233 I, 13| si debbano è avere, quell'enormi bestiacce, consumata ciascuna
4234 II, 2 | Gaio Caligola, quella parve enormissima e sopra ogni altra esecrabile,
4235 II, 16| lor mostri: e sono certe enormissime pravità per cui la natura
4236 I, 16| allora che nella nostra entran le imagini uscite della
4237 II, 3 | affaccino alla mente, non che entrarci nel cuore a riempirlo d'
4238 II, 10| suo occhio in cui mai non entrarono a stamparsi altro che imagini
4239 II, 10| stato dell'innocenza, non v'entrasse altro che consonanze di
4240 II, 7 | irremediabilmente disperano. Entraste mai – siegue egli – nel
4241 I, 5 | Boezio la divina Filosofia, entratagli in carcere a farlo in apparenza
4242 II, 12| marinai inavvedutamente entrati a navigare in mezzo all'
4243 II, 11| che curioso, mai non sono entrato in quelle vostre dodici
4244 I, 16| de' quali, mentre dormiva, entratogliene per le narici nel capo un
4245 I, 12| ricevano alcuna cosa di verde, entratovi per violenza, non ricevutovi
4246 I, 15| primo dì che nascendo v'entriamo: ut non sit satis aestimare,
4247 I, 5 | vaglia a dire il vero, o entriate nel tempio della cristiana
4248 II, 9 | Compiuta la real città, v'entrino gli abitatori, e sian non
4249 I, 16| pererrant.~ ~Ma egli non entrò mai nel cervello a niuno
4250 II, 9 | sunt quae agunt, uno tamen eodemque sensu, sibi Sanctorum voce
4251 I, 12| nascentem rutilus conspexit Eous,~hanc rediens sero vespere
4252 II, 7 | supplichevole a chiedere da Epaminonda la liberazione d'un cuoco,
4253 I, 13| ragione di quel che s'avesse Epeo d'appendere nell'antica
4254 II, 13| padri della poesia latina, epica e lirica, Virgilio e Orazio;
4255 I, 9 | per i loro eccentrici ed epicicli necessario è che per altrui
4256 II, 15| quel mezzo circolo del suo epiciclo in cui si volge addietro,
4257 II, 7 | dimande nostre e quelle degli Epicurei, non credenti esservi altra
4258 II, 9 | Celso: e basta aggiungere epicureo, perché s'intenda un sozzo
4259 I, 4 | vivi; il mostra Lucrezio, Epicuri de grege porcus, e molto
4260 I, 4 | properat oratio. Hic est ille (Epicurus) qui genus humanum ingenio
4261 I, 16| Se anch'io, come già Epimenide dormendo e sognando nella
4262 I, 15| Così è, dice il Morale: Epistola hominem repraesentat; e
4263 I, 10| si comperò la lucerna di Epitetto, imaginando ch'ella al suo
4264 I, 9 | ascendente enim equite, simul ars equestris ascendit, ut iam duo periti
4265 I, 4 | inepta sui membra facetus equi.~Semivir audiri meruit,
4266 I, 4 | uti aetherius Sol. Quos equidem versus nunquam sine risu
4267 II, 3 | centro in mezzo, le braccia equilibrate, la lingua diritta, i pesi
4268 II, 8 | sega per metà ne' due punti equinoziali: e con sol questo pochissimo
4269 I, 10| anno, ne' due punti dell'equinozio, saldan fra loro i conti
4270 I, 9 | Filone – ascendente enim equite, simul ars equestris ascendit,
4271 II, 7 | piantate in sul petto? [P]er magistero di carità, dice
4272 | erant
4273 I, 3 | non poterat (nondum enim eratformatus agricola) inarata tamen
4274 II, 7 | in sinu illius dormiens, eratque illi sicut filia: carezze
4275 I, 2 | a mostrarci di sé quanto eravam capevoli di vederne, tanti,
4276 | eravamo
4277 I, 12| intanto calpestiamo come erbacce inutili quel che ci nasce
4278 II, 9 | mondo.~ ~La virtù non si eredita: ch'ella non è patrimonio
4279 II, 3 | tutti i mostri delle antiche eresie, usavano d'un tal libro
4280 II, 12| per decretare chi riuscirà eretico, chi religioso, chi vergine,
4281 II, 8 | homo, nisi supra humana se erexerit! Che avrebbe detto il buon
4282 II, 15| d'un'altra maniera nell'erezion delle nascite; e al calcolare
4283 II, 12| professione,~ ~nel mezzo erge le braccia annose al cielo~
4284 I, 11| tacessero, mandò Caligola erger quivi medesimo dove seguì
4285 I, 9 | la terra, né possenti ad ergersi fino alle stelle. Havvi
4286 I, 16| teste, con tre corpi umani~Erilo e Gerione, e con Medusa~
4287 I, 3 | pellegrini siam tutti in quest'erma solitudine della terra),
4288 II, 15| pesarlo su la bilancia d'Ermete, aggiungendo e levando ore,
4289 I, 7 | Marcioni, i Valentini, gli Ermogeni e quanti allora v'avea nemici
4290 I, 16| che opera. Talché non ad Ermotimo solamente, ma ad ognuno
4291 | Ero
4292 II, 12| di dei e statue d'uomini eroici, voltò in acconcio della
4293 I, 1 | affetti dell'animo, stelle erranti, cio è con indifferenza
4294 I, 4 | Luna, et in quinque stellis errantibus, quod efficitur in caelo
4295 II, 6 | Quemadmodum enim, dice egli, qui errantium astrorum periodos imitantur,
4296 I, 7 | proponente non possibile ad errare come Sapienza né ad ingannarci
4297 I, 14| aspectu principis possit errari. Tal che facendosi quel
4298 I, 5 | nocet. Nihil illis partibus errat.~ ~E se null'altro vi fosse
4299 I, 10| sapientia est in stultiloquio erravit? et qui virtus est in ea
4300 II, 6 | possono operare. La quale erronea opinione, morta già in bocca
4301 II, 12| Ed eccovi a poco a poco l'error del fato entrarvi in capo
4302 I, 3 | caelo sedem tamquam finitis erroribus peregrinus invenit. Sappiate
4303 I, 10| tamquam omnis vitii et erroris originem.~ ~
4304 I, 3 | si rizzò in piè nell'Alpi ertissime; e lor tra mezzo, valli
4305 I, 12| corpo? Quel gambo liscio, erto, sottile. Le trafile nol
4306 II, 12| fabulae cantilenam, non erubesceret scriptis suis, quibus de
4307 I, 13| dicemus? Si per haec vivitur, erunt haec in omnibus utique quae
4308 I, 4 | strettamente argomentando, far esalare del capo a' Democritisti
4309 II, 15| Soli, non s'accende alcuna esalazione un poco durevole in aria,
4310 II, 13| dove in tanto s'ammassano l'esalazioni che poi, movendosi, ci porteranno
4311 II, 15| omnibus mensibus efferunt. Esaltano il predicimento verificato
4312 II, 14| ha bisogno di stelle che esaltino chi ha sì possente in capo
4313 I, 5 | brieve ricercata, ch'è l'esame dell'accordatura, dia nelle
4314 I, 9 | discorre S. Ambrogio nel suo Esamerone, la volontà di Dio proprietà
4315 I, 6 | muore. E questa, a chi ben n'esamina il modo, è in verità una
4316 I, 9 | ciò i maestri, in farsi ad esaminarne alcuna, la van prima cercando
4317 I, 4 | quanti a gran numero ne esaminasse, niun ne trovò più efficace
4318 I, 13| di ciascuna. Egli dunque, esaminatili amendue, assai più splendore
4319 II, 5 | governo del mondo, molto meno esaminatore e giudice delle azioni umane,
4320 I, 1 | alcun più degno di farsene esatta descrizione, così dovendosi
4321 II, 15| opposizioni non fossero esattamente partili, fin ne' minuti
4322 II, 2 | Dieta misurar con un cubito esattissimamente le vite de' concorrenti
4323 II, 6 | portarne le commessioni? Quanti esattori a riscuoterne i tributi?
4324 II, 7 | essere il tal volta non esaudirci: sì salutevoli per la miglior
4325 I, 13| voci da lui ben intese ed esaudite gli chieggano in limosina
4326 II, 14| per mercé la morte e non esauditi; delle matrone scapigliate,
4327 II, 16| a riscaldarle, sì che n'escan le polle qui tiepide e qui
4328 II, 6 | conti, nol diradichi.~ ~Esclamano, e con ragione, amendue
4329 I, 9 | confessa che gli veniva da esclamare a ciascuna: "Philosophice!",
4330 I, 7 | quello di che il disse, debba esclamarsi: Mehercle, magni artificis
4331 II, 7 | si lievin da mille parti esclamazioni e grida, raccordanti le
4332 I, 12| sentirsi schiantar del gambo, esclamerebbe: "Ahi mia infelice bellezza!".
4333 I, 10| della notte Soli del mondo, esclamerebbono come lui: O nox, tu dumtaxat
4334 II, 12| altramente che non avvenga. Esclami con quanta voce ha il vescovo
4335 I, 2 | in espressione di giubilo esclamò: "Vestigia hominum video";
4336 I, 16| medesimi negli addormentati, n'esco in solo avvertire, per ultimo,
4337 I, 7 | nutritiva senza separazion d'escrementi; e la generativa senza pregiudicio
4338 I, 5 | stupire l'ignoranza o da esecrar l'ardimento d'alcuni, come
4339 I, 10| che si vien a' semplici esecutori, che son mossi e non muovono.
4340 I, 15| riesca in tutto acconcia ad eseguir ciò che la mente disegna,
4341 I, 15| una tale ammenda, che, in eseguirsi, di miracoli ch'erano, diventerebbono
4342 II, 3 | istorie ne contano memorabili esempi: per tutti i quali, ben
4343 II, 6 | se minima, sua fattura, esemplificò per fin ne' più minuti e
4344 I, 6 | fabrica di legni già morti. Esentaronla da ogni servil ministero
4345 I, 9 | semplicissimi per natura, tanto esenti dal corruttibile e dall'
4346 I, 13| vedeva un andar proprio da esequie e un certo doloroso compianto
4347 I, 10| in ciò possente la Luna, esercita sopra le vive correnti del
4348 I, 14| con segretissimi ingegni esercitato in noi, senza saperne noi
4349 I, 1 | mirabile per dilettare, l'altro esistente e di pari soavità ed efficacia
4350 II, 10| arrendevole a ragione, non è esorabile a prieghi, né può esserlo,
4351 I, 2 | suo discepolo Tazio e l'esorta a chieder per ciò lume da
4352 II, 14| vani dolori. Giulio Cesare, esortato da gli amici gelosi della
4353 II, 2 | potere e in senno, e per esperienza e per arte, vegliando e
4354 I, 13| miglior denti o in ciò più esperte, cercando ad uno ad uno
4355 II, 8 | in cui, come ne dicon gli esperti, vince e trionfa non men
4356 II, 12| sono stati lungamente in espettazion del Messia, che certo credevano
4357 I, 12| sarebbe un troppo tenervi in espettazione di quel che non è da aspettare.
4358 II, 7 | lungo girare e aggirare in espettazioni e promesse, che assai delle
4359 I, 5 | fraudato della lode dovutagli, esponendo un così ben inteso lavoro
4360 I, 4 | vero da credersi; non l'esponiam come dubbioso a provarsi.
4361 I, 1 | vivere al ben commune è un esporsi all'indiscrezione de' venti,
4362 I, 12| di quel che richiegga l'esposizione dell'ambasciata, compiuta
4363 I, 11| imagine d'un soldato in arme, esposta a un gran popolo curiosissimo
4364 II, 4 | guardature del lume a che sono esposte. Non così la pittura, a
4365 II, 7 | fedeli promesse sopra ciò espressamente a lui fatte dal suo divin
4366 I, 2 | adunque le creature imagini espressive di Dio, in quanto tutto
4367 I, 14| affetto sembianti più o meno espressivi, come forte o rimesso è
4368 II, 8 | materia, avere imagine che l'esprima: e perciò l'anima, in tutto
4369 II, 2 | tutto in silenzio, solo esprimendo coll'atteggiare quel che
4370 I, 14| valore, la perizia dell'espugnar le città meritò il glorioso
4371 II, 2 | condottier generale de' Greci all'espugnazione di Troia; e 'l recitar suo
4372 I, 16| giudican desse parendolo quanto essendolo. Peroché i qui allegati
4373 | essendovi
4374 | esserci
4375 I, 9 | lo stato naturale degli esseri a cui nulla manca, terragli
4376 I, 16| ognun de' suoi. Io di me so essermi più volte avvenuto, sognando,
4377 II, 3 | quia ipse praesumpserit. Èssi mai trovato uomo di così
4378 II, 3 | cio è d'Assuero marito d'Ester, sopranomato Longimano,
4379 I, 14| intrinseche forme che quanto all'esterior figura dissomiglianti, e
4380 I, 11| Socrate d'Alcibiade, nell'esteriore apparenza un Sileno per
4381 I, 13| manchino eziandio de' sensi esteriori. Così dicendo, o ciechi,
4382 I, 13| tutto preso, come da savio estimatore si dee, a proporzione de'
4383 I, 13| cadaveri delle compagne estinte nel verno addietro? Pietà
4384 | estis
4385 II, 2 | senza uscirne quel che ad estra produce, senza partirglisi
4386 I, 14| mandarli fuor della patria in estranio paese ignudi: tolta di dosso
4387 I, 11| magistero dell'arte, sapesse estrarre sia da che si vuole un licore
4388 II, 16| occhi, se han due incurabili estremità d i male, esser ciechi,
4389 I, 10| somigliandolo a un gigante che tutto esulta per giubilo, mentre a que'
4390 | etenim
4391 I, 12| moro, qui avum regeneravit Ethiopem. Ma che che sia della cagione,
4392 I, 10| gittasse nel famoso Euripo d'Eubea, il moto delle cui correnti,
4393 I, 12| esclama per maraviglia: Quis Euclides lineis, quae nusquam sunt,
4394 II, 11| suolo; e convien, come disse Eucrate, a guisa delle Cariatidi
4395 I, 10| Lattanzio, per testimonianza d'Euemero e d'Ennio, lasciò in una
4396 I, 1 | vili mandre dell'armentiere Eumeo, i rabbiosi cani di Scilla,
4397 I, 13| dir di loro quel che già Eunapio di è per la somma lode ad
4398 II, 6 | semper adesset, agunt: ad eundem, opinor, modum, singulae
4399 II, 15| per tenebras ingredientes eunt; et aut multa tentando incidunt
4400 I, 10| Aristotele si gittasse nel famoso Euripo d'Eubea, il moto delle cui
4401 II, 4 | colui, dalla vita d'Ercole, Euristeo, Gerione, Caco, Diomede,
4402 I, 1 | facevano alle orecchie degli Europei il più sconcertato concerto
4403 I, 16| dimandò se anch'egli, filosofo europeo, sentiva che il sognar si
4404 I, 1 | insieme: come quando~ ~una Eurusque Notusque ruunt creberque
4405 I, 12| i quali anch'essi, come Eutimio disse de' cieli, aspectu
4406 II, 8 | in summa, Deus ex homine evadens. Quanto fin qui si è discorso,
4407 I, 4 | per inane magnum mente, evanuit in cogitationibus suis.
4408 II, 16| Diagora, Teodoro, Prodico, Evemero, Bione, Crizia, Protagora,
4409 I, 1 | perceptionem. Id quod ideo evenit quod illis maiora vidisse
4410 II, 15| praedicta quotidie videat re et eventis refelli. E di somiglianti
4411 II, 15| humano decernente, fuerat evertenda.~ ~Conchiudo ogni cosa con
4412 I, 15| io? Così la mano pruova evidentemente la sapienza di Dio, che
4413 II, 15| nuntiant, et quidem decretis evidentibus longeque clarioribus quam
4414 I, 7 | huius quod aspicimus decoris evolvant.~ ~Mi resta ora per ultimo
4415 I, 15| uguali e pari in punta. Evvi cosa in apparenza più lieve
4416 II, 4 | cum crebris, imo continuis exacerbetur offensis Deus, indignationem
4417 I, 9 | perpendiculo repentinae iussionis exactam.~ ~Proseguiam nel medesimo
4418 II, 8 | tales patiamini irrisores et exactores veritatis, plenos falsitatis.
4419 I, 13| capaci; cum cerni non possit exalitas, ita reciproca geminavit
4420 I, 15| qui naturae opera vere examinat, vel manus sola ante anatomen
4421 I, 8 | tibi factori deserviens, exardescit in tormentum contra iniustos.
4422 II, 3 | Gentes illuminantur, Iudaei excaecantur. Quidam parvuli sacramento
4423 I, 16| addormentavano al suon della lira ut excantarent imaginationes, et brutos
4424 II, 10| tamquam in summo mentis excelsi vertice, vel potius in caelo;
4425 II, 15| Prophetis concionantibus excerpunt et lectionibus resonantibus
4426 II, 11| IX. menses quam Tiberius excessit. XVIII Kalen. Januar. oriente
4427 I, 11| debeat ad exquirendas causas excitare. Ma più altamente, com'era
4428 I, 16| dormiat, ita falsis nocte, ne excitetur:: nam si nullas imagines
4429 II, 16| quodammodo contra illos exclamat ostenditque suum conditorem
4430 I, 8 | Antigono re, il ritrasse, excogitata ratione vitia condendi.
4431 I, 8 | iis odimus hominum causa excogitatum est. Così è veramente di
4432 I, 15| commendaretur multo maiore cura excolendum esse quam corpus.~ ~
4433 II, 9 | inveniendis artibus ingenium excolerent, quam per affluentiam rerum,
4434 I, 4 | posse ex bis in terram excussis Annales Ennii, ut deinceps
4435 I, 13| denota pupillas. Sed et exedunt tineae: demonstra mandibulas,
4436 I, 9 | rerum natura sumpserunt exempla etc. Ed io credo che si
4437 I, 1 | vivere, componens se ad exemplar pulcherrimum. E l'imparò,
4438 II, 11| artem experientia fecit,~exemplo monstrante viam.~ ~Or se
4439 I, 1 | praebet mi isterium, praestat exemplum. Così avremo il savio in
4440 II, 9 | undecunque materiam intellectus exercendi praebere homini, ne sterilis
4441 II, 7 | superciliis, sed malignis, et vix exeuntabus verbis? Dunque, non era
4442 I, 9 | alias non in magnum spatium exeuntes, sed intra suum se circumagentes
4443 I, 13| aliquo alatur necesse est: exhibeas pabuli transmittendi, decoquendi,
4444 I, 3 | placuit ei quasi adiungere exhortationem suam. Così invitandole ad
4445 II, 7 | toccarlo quia virtus de illo exibat et sanabat omnes, in salire
4446 I, 10| ne' lor covili: e allora, exibit homo ad opus suum. Anzi,
4447 II, 8 | falsitatis. Respondete illis exigentibus a vobis quae capere non
4448 I, 7 | artificis est clausisse totum in exiguo.~ ~Ma se l'albero non è
4449 I, 1 | de se ipsis sentiant, ob exilem quampiam naturae perceptionem.
4450 I, 7 | admodum semina: et quorum exilitas in commissura lapidum vix
4451 I, 1 | ordinem contemplatur et eximiam quandam huius mundi rempublicam,
4452 I, 4 | deteriorem ob eam collimationem existimabat, quam Achilles ipse ob fraxinum
4453 II, 10| plerisque vero caeca etiam existimata, vaga, inconstans, incerta,
4454 I, 14| ingenium est, hoc quoque existimo, quod in tanta copia rerum,
4455 II, 12| nascetur cum primus Aquarius exit.~ ~E beato chi nascendo
4456 II, 7 | industria non invenientibus exitum, occasionem petendi abstulit,
4457 II, 5 | extenuatione. Quo igitur ab eo exitur, qui dum per molem corporis
4458 I, 16| tenebris aditus quidam et exitus deprehenduntur caeca felicitate,
4459 II, 16| catervam, iustitiae sol exoriens, in tenebras ire coegit.~ ~
4460 I, 4 | omnes extinxit stellas, exortus uti aetherius Sol. Quos
4461 I, 3 | resplenduit subito aer, et expaverunt tenebrae novi luminis claritatem,
4462 I, 13| disposuit ista? quis fecit ista? Expavescis in minimis; lauda magnum.
4463 I, 7 | secche s'infiorano: or così, expectandum nobis etiam corporis ver
4464 I, 8 | mors ostentetur, mortis expectatione pendeant. Usque ad spem
4465 I, 15| lei: Difficile est, dice, expedire utrumne species an utilitas
4466 II, 11| formae,~per varios usus artem experientia fecit,~exemplo monstrante
4467 I, 11| audiremus, et in nostrum experimentum venire non posset, profecto
4468 I, 2 | patebit Deus, sane totius expers invidiae, per singulas mundi
4469 I, 4 | consilii et rationis esse expertem putare? Quod si in Scythiam
4470 I, 14| motu animalium rationis expertium nihil non decorum, quippe
4471 I, 5 | efficientia, spatiis, qualitatibus explicaret nisi unus esset qui has
4472 I, 13| praetendit? Ubi gustatum explicavit? Ubi odoratum inseruit?
4473 I, 7 | Agostino, ut numeros suos explicent semina et a quibusdam latentibus
4474 I, 14| similitudinem iustius videtur exposcere natura communis, miracolo
4475 I, 1 | scriptores res quaslibet vulgo expositas summa admiratione prosecutos;
4476 I, 3 | commotione segetis uberioris expressit. Sponte omnes fructus terra
4477 I, 13| imago nulla repraesentatione exprimi possit alia quam carnis
4478 I, 15| scribentis, quo divinae vocis exprimuntur oracula. Manus est quae
4479 I, 11| magnitudo rerum debeat ad exquirendas causas excitare. Ma più
4480 II, 4 | retributionis diem patienter exspectat. Cumque habeat in potestate
4481 II, 15| permirum videatur quemquam extare qui etiam num credat iis
4482 II, 14| sum Dominus faciens omnia, extendens caelos solus, stabiliens
4483 I, 7 | procerius media pars eius extenditur et in ipsa summitate tenuatur,
4484 II, 5 | penetrans, exterius sine extensione circumdans. Est itaque inferior
4485 I, 15| cornua, pertimuit seseque exterrita fugit,~ ~che dovrà egli,
4486 II, 13| causa fit odor e lucernarum extinctu, e dico: quante sconciature
4487 I, 4 | ingenio superavit et omnes extinxit stellas, exortus uti aetherius
4488 I, 9 | amantibus ascensum ad se extruxit, oltre a ogni misura più
4489 I, 3 | hinc cupressus in alta se extulerunt cacumina, cedri et piceae
4490 II, 4 | fructus mitescere vinearum, exuberare pomis arbusta, nemora frondescere,
4491 I, 4 | ed a finibus veritatis exul, missa per inane magnum
4492 II, 9 | libertinos, servos, reges et exules. Non eligit domum, non censum;
4493 II, 7 | Apprehende arma et scutum, et exurge in adiutorium mihi. Né sì
4494 II, 9 | celebre carro descrittoci da Ezechiello, il quale ne fu testimonio
4495 I, 15| inventrice, la mano come fabbra eseguisce; quella dà l'idea
4496 II, 10| egli – in officinam forte fabri ferrarii, non auderes reprehendere
4497 I, 9 | disse il B. Ennodio, mundi fabricam perpendiculo repentinae
4498 II, 13| molto prima antiveduto, fabricar su le punte d'altissime
4499 I, 4 | niega a Dio l'aver potuto fabricarne pure un solo,~ ~ipse ferox,
4500 I, 3 | tamen ut ostendat artem, fabricat domum, et provenit quodammodo
4501 I, 1 | nos, quorum ista usibus fabricata sunt, quorum luminibus ingesta
4502 I, 15| effectoria, dice egli, et fabricatoria, ut illud cui superfertur
4503 I, 9 | archivolti del cielo, mentre li fabricava, come li concatenasse e
4504 I, 15| superfertur efficiatur ac fabricetur, sicut superfertur voluntas
4505 I, 13| medesima Dea degl'ingegni, que' fabrili ordigni con che avea lavorato
4506 II, 10| officina non audet vituperare fabrum, et audet vituperare in
4507 II, 12| facundiae, ut ridiculam anilis fabulae cantilenam, non erubesceret
4508 I, 9 | che una a pena visibile faccellina? E quante ne capirebbono
4509 I, 15| dote particolare. L'indice faccendiere, snello, ingegnoso, abile
4510 II, 7 | noi di riceverne benefici? Facciamoci a dirne alcuna cosa più
4511 I, 4 | suppor che si uniscano; faccianlo poi o come le grappole per
4512 | facciate
4513 II, 9 | fibbie d'oro, e le pelli che facean tenda a quant'era ampio
4514 II, 14| naufragi in terra ferma, facendoci presenti i mali che forse
4515 II, 4 | giorno; e per batteria, facendogli breccia in tutto il corpo
4516 | facendole
4517 | facente
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