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Daniello Bartoli
La ricreazione del Savio

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1460-agend | agent-appre | appro-avvic | avvil-celeb | celer-conco | concu-covin | cozza-diffe | diffi-domiz | domo-facen | facer-frena | freni-ibo | icaro-infle | influ-istam | istan-manca | manch-mulie | multi-ordin | ordis-pesca | pesce-prezi | prezz-rapid | rapie-rigua | rilas-sanct | sane-serie | serio-speco | spect-suppo | suppu-trasf | trasl-vento | ventu-zufol

      Libro,  Capo
4518 II, 11| valeret,~quantaque quam parvi facerent discrimina motus,~Postquam 4519 I, 4 | flexit inepta sui membra facetus equi.~Semivir audiri meruit, 4520 I, 2 | ombra, allora, revelata facie gloriam Domini speculantes, 4521 II, 15| curia opinantur scelera facienda decerni: qualia si aliqua 4522 II, 10| concessa est. Unde si homo faciendi carminis artifex, novit 4523 I, 15| praebens, omnem tenendi faciendique rationem vel solus vel praecipue 4524 II, 2 | sui mutatione mutabilia facientem?~ ~Non copiarono Iddio, 4525 I, 13| corporibus aut certe maioribus facilis officina sequaci materia 4526 II, 15| delle universali indefinite, facilissime ad accommodare, ma delle 4527 II, 16| si in linguarum nostrarum facilitatem solvi: imo si arbores, glebae, 4528 II, 3 | Cristo a San Pietro, Quod ego facio tu nescis modo, scies autem 4529 I, 2 | vogliam dire, o per lui, il facitor di quell'opera, tal che 4530 I, 15| silenzio e lo stupore, che la facondia e 'l discorso: e il pazzo 4531 I, 15| est quae praeclaris enitet factis, quae conciliatrix divinae 4532 I, 8 | priega: Creatura enim tibi factori deserviens, exardescit in 4533 I, 2 | pontefice san Gregorio che dum facturae suae decus foris proponit, 4534 II, 15| nefarii spiritus ea quae facturi sunt velut divinando praedicunt. 4535 I, 16| gratius sibi illum esse facturum, si se oblivisci quae vellet 4536 I, 15| divisione manus, componendi facultas est; in compositione, vis 4537 I, 7 | actiones edunt et miras facultates ostendunt. Nella maniera 4538 II, 12| auribus arrogantia inanis facundiae, ut ridiculam anilis fabulae 4539 II, 9 | Platonis, non tamquam in faece Romuli? Ma, vaglia il vero, 4540 I, 12| nell'anima, dicendo: Si ergo faeno dedit quod nulli usui esset 4541 I, 12| san Basilio: Profecto unum faenum, unaque herba, mentem tuam 4542 II, 10| ventre d'un acero o d'un faggio: voglio dire, nato ne' boschi, 4543 II, 12| acconcio della crudeltà di Falaride, lavorandogli di getto in 4544 II, 10| vomeri, erpici, ronconi e falci, vanghe e zappe e marre, 4545 I, 9 | medesimo passo quella mirabil falda nel cui centro egli ha il 4546 II, 3 | fatica, non v'è numero alle falde, eziandio sottili com'aria, 4547 II, 12| può riuscire il cielo, né fallace lo scrittovi già di me tanto 4548 II, 12| innocenti, l'esaltazioni fallaci, il felice o sventurato 4549 II, 13| però altrimenti che per fallacissime conghietture: ché non sono, 4550 II, 14| potentibus infidum, sperantibus fallax, quod in civitate nostra 4551 I, 16| atque sentirem. Hoc tamen fallebar aliquando, quod amico meo, 4552 II, 5 | nosse. Erras, o homo, et falleris: unde enim Deus longe est, 4553 I, 12| avvenire, essendo pochi i falli della natura, cioè sol quando 4554 II, 14| descrive; né il successo fallì d'un grano la profezia. 4555 II, 7 | demerito per lo continuo fallir che facciamo al debito di 4556 I, 15| vegga egli: al certo non fallirà che non sia un mostro. Ma 4557 I, 10| con le altre, che mai non falliscono in accordarsi a mostrar 4558 I, 11| miracolo che mai una volta fallisse il tornar sopra quel che 4559 II, 15| di somiglianti predizioni fallite ve ne ha a mille, per una 4560 II, 10| mai la ricolta non gli falliva abbondante, e simile la 4561 II, 16| disse "qui in ipso Capitolio fallunt, et fulminantem periurant 4562 II, 16| lingua hominis Deum nominat? Falluntur ergo omnes hominum myriades, 4563 II, 15| bonorum, quorum cura est has falsas et noxias opiniones de astralibus 4564 I, 14| simile color bastardo, non la falsassero, ne per ragione ch'ella 4565 I, 16| avocatur, ne dormiat, ita falsis nocte, ne excitetur:: nam 4566 II, 15| mai non confessi rei di falsità, si riparano e son franchi: 4567 II, 8 | exactores veritatis, plenos falsitatis. Respondete illis exigentibus 4568 I, 11| cinque pani sazia cinquemila famelici, e degli avanzi se n'empiono 4569 II, 10| altro vuol dire quel vocavit famem super terram, se non ch' 4570 II, 10| è da lui chiamata? Quasi fames esset aliqua persona – dice 4571 I, 12| adulazione, quella tanto famigliare degli oratori, massimamente 4572 I, 3 | perché nostre o perché a noi famigliari, converrà che ci vagliamo 4573 II, 9 | di sé una tal casa? Che famigliarità da padre non usa Iddio con 4574 I, 15| alberi e innesta i rami delle famiglie, e col permischiar de' sangui 4575 II, 7 | acconciarsi in condizion di famiglio, non fu egli rimesso ancora 4576 I, 4 | tulerit hanc, quam nuper familiaris noster effecit Posidonius, 4577 II, 7 | antequam plures notas familiaritatis proferret: "Non memini; 4578 II, 4 | Arpalo, corsale e ladron famosissimo e avventurosissimo, ch'egli 4579 II, 4 | tempora obsequi, elementa famulari, spirare ventos, fontes 4580 I, 1 | custodiant, irremissa lege, famulatum. Numquid nos, quorum ista 4581 I, 13| certa divinità: e fastidio fanciullesco dice essere il rincrescerci 4582 II, 2 | quando si rannicchiò sopra il fanciullino della Sunamite sua albergatrice, 4583 I, 16| non sono imagini vere, ma fantasime apparentimi in sogno"; tal 4584 II, 15| indovina? E l'arte è una fantasticheria, e gli avveramenti un caso? 4585 I, 16| arrecassero all'argomento, le fantasticherie de' menzoneri profeti, i 4586 I, 14| ferebat.~ ~Ma sopra ciò fantastichi ognun come vuole: e se gli 4587 II, 2 | accendere la lucerna a una fante che ne abbisognasse: e, 4588 I, 16| queste con arte, anche i fantocci si muovono e lavorano e 4589 I, 13| del nascimento, ignobili: farassi sentir Galeno, che ben vuole 4590 II, 2 | il rassomigli e giovi a farcelo imaginare. Noi non possiam 4591 II, 7 | portamini ab utero meo, e 'l farcene provar gli effetti disse 4592 II, 8 | periturumque nisi subinde impleatur farcirem, et viverem aegri minister? 4593 I, 2 | bello ch'è in lui? Egli per farcisi ora vedere convien che si 4594 II, 12| arnese di pellegrini, co' lor fardelli in collo e i pargoletti 4595 I, 6 | succedersi delle stagioni. Farebbon soffiare i venti, cader 4596 II, 10| filosofare delle lor vite, farebbonli ravvedere e intendere che 4597 I, 14| vita come signore. Così noi faremmo in palco, se ci mettessimo 4598 II, 3 | curar, disse egli, come faresti un armentiere, un bifolco. 4599 | fargli 4600 II, 14| svenatogli sopra la tonaca per fargliel credere divorato; sì come 4601 I, 3 | ampie le fosse all'oceano e farglielemisurate al bisogno, 4602 I, 5 | era altra via da neanche farglielo intendere. Or ecco come 4603 II, 10| di caverne, di monti, al farglisi inanzi la sontuosità delle 4604 II, 10| un sottilissimo velo, vi fari vedere gli orribili mostri 4605 II, 1 | loro in seno, come già il fariseo, veggendo la Maddalena tanto 4606 II, 7 | riceverebbe beneficio in farloci, appagando l'inclinazione 4607 | farmi 4608 I, 13| spiarne le viscere, veggo farmisi incontro una turba, che 4609 II, 2 | per non andar più a lungo farneticando co' pazzi, fra un savio 4610 II, 6 | fatto oramai silenzio al farneticare de' pazzi, salga Salomone 4611 I, 16| fuori, e addormentati o farnetici che vi troviamo, vi facciam 4612 I, 12| pizzichi, colà nel regno di Fartas, dove tutto è bosco che 4613 I, 1 | non rimango in debito di farvel sentire, conciosia che la 4614 I, 4 | condurre a mano qua inanzi e farvelo udir cantare la sua opinione 4615 I, 12| rustico fior del pruno. Farvene qui udir le aringhe, anzi 4616 I, 1 | Tertulliano, chi v'entra a farvisi, come appunto egli dice, 4617 I, 12| de' pioppi e de' mandorli fascetti di verghe mezzo dibucciate 4618 I, 4 | pazzo, messogli in mano un fascetto di pennelli e inanzi ben 4619 I, 3 | gli altri cieli minori, fasciando il concavo dell'une sfere 4620 I, 11| d'una città tutto intorno fasciata d'altissime mura: "Che femine" 4621 II, 10| e non altri, sono i miei fascini, queste sono le magie che 4622 II, 10| Furio gittava l'arte del fascino, con che stregava i lor 4623 II, 11| volve~prende l'image, e fassene suggello.~E come l'alma 4624 I, 16| oblivionem malorum, quaerens. I fastidi sono tutt'occhio: cento 4625 I, 13| dentro una certa divinità: e fastidio fanciullesco dice essere 4626 I, 16| alterigia de' nostri troppo fastosi ingegni: così attaccando 4627 II, 11| sideribus videre vagis pendentia fata.~Singula nam proprio signarunt 4628 II, 15| argomento: il loro Achille, fatato fuor che sol nelle piante, 4629 I, 5 | cenere, un'Arabia diserta. Fatelo nel cotidiano e nell'annovale 4630 | fatene 4631 I, 7 | intendere assai): Libenter fateor me nescire quod nescio, 4632 I, 6 | iussam seriem datus ordo fatetur.~Tu dociles numeros destinguens, 4633 II, 2 | rupere fidem. Or di qui fatevi ad argomentar di Dio con 4634 I, 15| padrone, né mai per esso faticano che tutto insieme non giovino 4635 I, 14| materiale non fa bisogno di faticar per intenderle; ma chi mai 4636 I, 3 | tempus vocamus. Ma in cui pro faticavano così aggirando le stelle, 4637 I, 10| quel che senza esso in vano faticherebbe per operarlo. Or queste 4638 I, 3 | con miglior lena questo fatichevole peregrinaggio, si perdono, 4639 II, 8 | che vince ogni maraviglia, fatichiamo per renderci infelici, e 4640 II, 9 | malagevoli a condurre, assai fatichino e nulla profittino, altro 4641 II, 4 | tal che, se questa è più faticosa di braccia, quella l'è più 4642 II, 10| iocari, e mostrar presenti le faticose e grandi erte che, a mani 4643 I, 12| spegnerebbon la sete accesagli dal faticoso salire. E ciò fan veramente 4644 II, 15| opiniones de astralibus fatis, inserere humanis mentibus 4645 II, 9 | ma deposito o prestanza fattagli gratuitamente da Dio, dove 4646 I, 8 | altra parte della natura e fattala, di tutta innocente ch'ella 4647 I, 13| convolge in sé stessa e, fattene molte anella in un giro, 4648 II, 14| e diroccati gli altari, fattivi sopra vittime i sacerdoti; 4649 I, 15| Plinio co' suoi lamenti, e fattogli in prima concedere, quel 4650 II, 3 | valoroso maestro di guerra che, fattoglisi avanti un filosofo il quale, 4651 I, 15| per anco sapevano, egli, fattol subitamente trar fuori e 4652 II, 7 | curazione esser dono da lui fattole scientemente, non da lei 4653 I, 8 | ciò in tempo di primavera, fattomi a corre una rosa chieggo 4654 II, 12| l'abbatté, macinollo e, fattone sottilissima polvere, il 4655 II, 10| Romani" disse" accusato di fattucchiere e in nome vostro citato 4656 I, 1 | abbassata da cotali menome fatturuzze della natura. Ma ne cesserà 4657 I, 9 | necesse est Ixionis cuiusdam fatum sempiternum atque indomitum 4658 I, 12| proverbium fecit, aut regem, aut fatuum nasci oportere, ancor nelle 4659 II, 10| incerta, varia indignorum fautrix. Huic omnia impensa, huic 4660 I, 16| in tanta venerazione le fave, e de' funesti sogni ch' 4661 II, 12| causa opus est, si Victoria faveat sitque propitia et semper 4662 II, 13| annoda. Ciò sono, in poetico favellare, non solamente la luce e ' 4663 II, 12| vult esse victores? Hac Dea favente et propitia, etiam Iove 4664 I, 2 | comprendere; ché più può una favilla chiudersi in seno il Sole, 4665 II, 11| decimo della Republica, favoleggiando sul vero? Salirsi dalla 4666 II, 14| sfere (secondo il misterioso favoleggiar di Platone) non le Muse, 4667 II, 16| dimostrare a questi non favolosi Ciclopi d'Euripide che v' 4668 I, 11| severitatem tribunalis in theatri favorem verteret. Bestie d'uomini, 4669 II, 10| la vela quando è troppo favorevole il vento, a temperarla quando 4670 II, 10| mani, pregandola de' suoi favori. E ride, la sciocca, e fa 4671 II, 8 | e disaiutando amendue le fazioni. A ripararsi dalle saette 4672 II, 13| viventi l'anno 1524, quando si fe ' quella famosa congiunzione 4673 I, 12| aperti in loro stelo:~tal mi fec'io di mia virtute stanca.~ ~ 4674 II, 15| balia d'entrarvi ad una feccia d'uomini, non so se più 4675 I, 8 | calpestino o spiantino: e fecelo, his muniendo aculeis telisque 4676 II, 4 | quell'ampissimo cuncta quae fecerat, a cui egli stesso di è 4677 II, 4 | audeat dicere, quare sic fecerit? Ma non vo' dilungarmi da 4678 I, 13| Ma quali maraviglie non feci al vederne una torma intesa 4679 I, 13| calle andavano in foraggio. Fecimi chino sopra esse ad osservarle, 4680 I, 15| Satirico:~ ~Fert animus calidae fecisse silentia turbae,~maiestate 4681 I, 3 | tantundem refugit mundus, fecitque cadendo undique ne caderet: 4682 II, 5 | l'aria, che disertano o fecondan la terra. In seno al cerchio 4683 I, 1 | e d'ogni parte versando fecondar l'Egitto, che senza lui, 4684 II, 7 | specie degli animali que' fecondissimi che di molti a un medesimo 4685 II, 3 | incursus esse non possunt, ubi fecundae arbores fructum integrum 4686 II, 9 | santità è la casa d'un ricco fedele, né Iddio altrove più che 4687 II, 15| serbano i volumi, tramandati fedelissimamente per mano da gli avoli a' 4688 II, 8 | Ma volle darci in esso un fedelissimo interprete delle cose nostre 4689 I, 6 | dove ragiona d'amore con Fedro. Come che nondimeno i semi 4690 II, 11| ma esclamar col Poeta:~ ~Felices animae, quibus haec cognoscere 4691 I, 16| exitus deprehenduntur caeca felicitate, avviene che tal volta indovinino 4692 I, 11| generosius, et demutatione felicius. Nam et aurum terra, quia 4693 I, 7 | accecato come Sansone, per una femina che gli cacciò di capo lo 4694 I, 14| quasdam nulli, quasdam feminam patri; marem sibi, che dovrà 4695 I, 5 | arcolaio, ma per fin l'abito feminile, e tal vestita qual era 4696 II, 10| intorno e le girano al capo fendenti con che tagliano in mille 4697 I, 10| erpici e le marre; or è da fendere, da rivolgere, da solcare 4698 I, 1 | vivo sasso, non possibili a fendersi e domare altro che da un 4699 II, 15| addosso ad una gran città una fenditura di monte che sfracelli e 4700 II, 14| Tunica filii mei haec est: fera pessima comedit eum; bestia 4701 I, 10| et tenebrae fugantur, et ferae latitant foveisque conduntur, 4702 I, 14| effigies habent, animos ferarum. Ma non vo' che l'artificioso 4703 I, 14| sic ille manus, sic ora ferebat.~ ~Ma sopra ciò fantastichi 4704 I, 15| primo natale del mondo ferebatur super aquas: vi quadam effectoria, 4705 II, 15| di costumi come di corpo, ferino; Giacobbe, tutto avvenente 4706 II, 15| l falso; ma spiantarlo e ferirlo non pare ad essi che niuno 4707 II, 10| indirizza al bersaglio e ne ferisce determinatamente chi vuole. 4708 II, 7 | ferite, ricevono esse una ferita; già che, come poco avanti 4709 I, 15| mare, che ancor dove si ferman su l'ancore son passaggere, 4710 I, 2 | egli, preso il pennello e fermando il gomito su la tavola, 4711 I, 14| misura. E pur tuttavia, fermandoci tra' confini del puro essere 4712 I, 12| più largo mi stenderò, non fermandomi sopra un sol fiore, ma scorrendo 4713 I, 10| aquila tra' filosofi, dove fermandosi nel solo bel materiale di 4714 I, 13| quel subito afferrarsi e fermar dove si gittano? Miratele, 4715 I, 3 | peroché, dove ha la meta per fermarvisi il circolo, se dovunque 4716 I, 1 | maggior lume del mondo si fermasse coll'occhio nel solo raggio 4717 II, 15| di mano i quali, di poi fermatala, dimostrò l'uno grande spazio 4718 II, 16| alchimista? Insipiens. Chi dunque fermenta la terra entro alle viscere 4719 I, 2 | entrarvi le anime de' beati si fermerebbono, come lui, a riguardarle 4720 II, 10| dei già dimostrato. Sol mi fermerò alcun poco a mettere in 4721 I, 14| possano, mal disegnate, fermisi in faccia ad una moltitudine 4722 I, 15| sempre esser chi timido e chi feroce. Per ciò, né questi mai 4723 I, 15| conveniva a solitari, a feroci, a violenti, a predatori, 4724 I, 4 | fabricarne pure un solo,~ ~ipse ferox, unoque tegi non passus 4725 II, 10| in officinam forte fabri ferrarii, non auderes reprehendere 4726 I, 15| il dito grosso ut hastam ferre non possent, remos vero 4727 I, 13| quegli scarpelletti e que' ferruzzi con che il valent'uomo formò 4728 I, 15| altrove mirando il Satirico:~ ~Fert animus calidae fecisse silentia 4729 I, 11| la terra ne' primi secoli fertilissima, dove al suo tempo ell'era 4730 I, 6 | di cose nascevano in quel fertilissimo loro paese, Filosofia e 4731 I, 12| praesertim et in magno gaudio fertilitatis tam varie ludenti. E prima 4732 I, 3 | populus, summo qui culmine fertur.~ ~In tanto la natura nel 4733 I, 13| numen veluti quoddam prae se ferunt. E benché alcuni paiano 4734 II, 10| omnia impensa, huic omnia feruntur accepta, et in tota ratione 4735 II, 9 | la guerra, e in sentirla fervens et fremens sorbet terram 4736 I, 10| allegrezza; poi di state fervida e faticante; indi d'autunno 4737 I, 13| Ma non era punto meno il fervore, nelle stanche, di quel 4738 II, 3 | non valersene a nulla; ma fesso per l'andar suo, senza niuna 4739 I, 1 | parea desso: così tutto festevole e caro niente adoperava 4740 I, 10| stetit in medio caeli, et non festinavit occumbere. Quello, che in 4741 II, 13| adorentur. Vanitati proprie festivitas cedit. Congruit et veritati 4742 II, 4 | strascinarono fino a lasciarlo su un fetido mondezzaro; dove, veduto 4743 I, 10| sustentarsi, porta finanzi la fiaccola e fa lume? Ed oh, s'egli 4744 I, 9 | manzi parevano, divenuti fiaccole luminose senza dilungarsi 4745 I, 12| mani e allo scuro i lor fiali ingraticolati e con que' 4746 I, 12| di quegli che veramente fiammeggiano: tale in un vivacissimo 4747 II, 2 | chiudevano ne' sepolcri: fiammeggianti e vive sol fin che l'aria 4748 I, 14| admirabilia sunt, sed quo pacto fiant, nobis ignotum est. Ben 4749 II, 14| astrologia, o almen turarle la fiatosa e pestifera bocca, che non 4750 II, 9 | cortinaggio accoppiati con fibbie d'oro, e le pelli che facean 4751 I, 7 | suo ministerio tutta si ficca giù sotterra; e nel suo 4752 II, 5 | dentro un folto cespuglio o ficcandolo nella rena: con tutto il 4753 I, 7 | pennacchio; al contrario i fichi, teneri e dilicati, hanno 4754 II, 10| spiritus tempestatum, quae ficiunt verbum eius, sic omnia quae 4755 II, 5 | quam celebrem cuperet, fictor arbitrarius variabat.~ ~ 4756 I, 4 | il loro maestro, che non fidandosi punto del caso che dovesse 4757 II, 9 | ciò guardinghe: che mal si fidano di sé stesse, e tanto sicure 4758 I, 14| giubilo, disperazione e fidanza, ardimento e codardia, piacevolezza 4759 I, 15| Custodi delle nostre case e da fidarsene molto più, come scherzando 4760 I, 10| ingannevole, né vi tragga a fidarvene il tranquillo che vi lusinga. 4761 II, 16| incorruptae simplicitatis fide, et intelligerent esse Deum, 4762 II, 9 | famiglia instituisse un fideicommissumdi pietà, di giustizia, d'onestà, 4763 I, 10| levitatemque ac temeritatem casui fidentem fugeret, tamquam omnis vitii 4764 II, 13| Eccone il testo:~ ~cumque Fidis magno succedent sidera mundo,~ 4765 I, 12| qual è ne' fiori d'oro del fieno? Ciò sarebbe un dimandare 4766 I, 7 | intorno al piè una numerosa figliolanza di polloncelli e verghette 4767 II, 15| spatio plurimum est". Quod figmentum (soggiunge sant'Agostino) 4768 II, 15| Nigidio, quinci sopranomato il Figolo, mentr 'ella rapidamente 4769 II, 2 | Seneca, sed imaginem eius figuramque: ceterum nihil habent ardoris 4770 II, 2 | che altri ne concepisce, figurandolo in nuvole che, per quanto 4771 I, 14| forma e delinea le fattezze, figurandone a ciascun le sue proprie, 4772 II, 6 | cancellandone le passate e sol figurandosi le presenti: e con la mente 4773 II, 15| eccessivo suo freddo, ond'è il figurarlo in gran barba canuta e decrepito, 4774 I, 3 | comprenderne le proprietà, figurarne i corpi, descriverne le 4775 I, 14| esprimerle con la mano che a figurarsele con la mente, anch'egli, 4776 I, 2 | arrendevole e ubbidiente a figurarsi la cera. Quanto poi al lor 4777 II, 3 | Providenza di Dio, cui ella figurava, fe' l'olio della misericordia 4778 I, 14| per farlo sono le diverse figurazioni con che gli affetti ci si 4779 II, 16| sì piano e terso che il figuri qual veramente egli è: ma 4780 II, 1 | cerchiel di luce, che pare un fil d'argento: e nulla men che 4781 I, 11| gli altri, il mestiere di filarsi le viscere e tesserne lacci 4782 II, 12| rete con le tele di ragno, filate, tessute e tese dall'Astrologia 4783 II, 7 | Quid mihi et tibi; Iesu fili Dei altissimi? Adiuro te 4784 II, 4 | nere, ombre della morte e filiggini dell'inferno, chi le guarda 4785 II, 7 | agnelletta! Creverat apud eum cum filiis eius simul, de pane illius 4786 II, 9 | lui con ducento anime di Filistei. E percioché sola la virtù 4787 I, 8 | maraviglia che non sappiano filosofarne da savi. E che vi par egli 4788 I, 14| sopra ciò egli e i compagni filosofarono tutto quel .~ ~Quanto 4789 I, 13| chi più di lui altamente filosofasse. L'impareggiabil sapere 4790 II, 9 | fuor che nel capo a certi filosofastri digiuni e magri, i quali, 4791 II, 10| più veramente poetiche che filosofiche loro lingue in vitupero 4792 II, 13| sopra un ben inteso disegno filosofico e tutto lumeggiato da chiarissime 4793 I, 11| adoperandovi intorno quella che Filostrato chiamò mente degli occhi, 4794 I, 15| risguardo al buon uso, ch'è la final regola e come il filo della 4795 I, 16| curiosità a domandare la cagion finale in cui mise gli occhi la 4796 I, 9 | principio sine principio, ad finem absque fine, praecepit: 4797 I, 4 | immensum per inane volat finemque perosus~parturit innumeros 4798 II, 10| più e chi manco battute, finendo alcuni in pochi la lor 4799 I, 14| aver la tanto ricantata finestra di Momo nel petto, dove 4800 II, 12| coll'ingegno a trovar come fingere i d èi viziosi per non parere 4801 II, 10| seco. Cosa d'ognuno è il fingerla cieca, a cagione dell'inamorarsi 4802 I, 9 | disse dell'anima che si fingessero avere moventili contra il 4803 II, 15| tempi per fino ad ora. E se fingessimo che lor non soffera il cuore 4804 II, 10| ponderazione di sant'Agostino. Fingetevi un uomo scoppiato da mezzo 4805 I, 12| ammirabile e prezioso lavoro? Fingiamo, e sia per giuoco, ma che 4806 II, 8 | provare che e ' sia fatto. Or fingianlo: e facciasi che una sustanza 4807 II, 12| origine, non son altro che fingimenti e frenesie di poeti, aguzzatisi 4808 I, 12| hospitium, sive cum venerit fingit habitaculum pro habitu suo, 4809 II, 15| quam vasa quae illa rota finguntur. Conciosiaché, quantunque 4810 I, 11| elle siano fabricate. Or finiamo con solamente accennare 4811 II, 16| formarle?~ ~Non est Deus? Finianla. Non v'è alchimista? Insipiens. 4812 I, 4 | anni, quanti ne visse, ed a finibus veritatis exul, missa per 4813 II, 11| magisterio dell'astrologia finisse in lavorare un oro sofistico 4814 I, 9 | lor cominciarsi ed esser finiti non frammezzò tempo, né 4815 I, 3 | facto caelo sedem tamquam finitis erroribus peregrinus invenit. 4816 I, 13| al lavoro, sì ricercato e finitissimo in ogni sua parte che nulla 4817 II, 12| tazza d'oro che Giuseppe finse avergliela involata i suoi 4818 II, 9 | ago o di martello come i finti del Tabernacolo e dell'Arca, 4819 II, 13| dico: ben tornerà vera la finzion del mirar di Bacco in quel 4820 II, 7 | accenti d'ira,~voci alte e fioche, e suon di man con elle.~ ~ 4821 I, 15| lacciuoli, geti e lasci, fiocine e sciapiche e spaderni, 4822 I, 11| chiocciole; i sol vivi e rustichi fiorellini delle siepi; e in luogo 4823 II, 12| vedere? Degli scettri che ora fioriscono in pugno a' monarchi, essi 4824 I, 5 | quel pan di pece con che il fioritissimo Pisida ne' suoi giambici 4825 I, 5 | e d'arme, in che allora fiorivano al pari de' più possenti 4826 II, 5 | vellet, manu propria ipse firmabat; quam terrarum partem disperdere, 4827 II, 2 | incomprensibile nella grandezza, un firmamento. Or noi, volendo spiccar 4828 II, 15| inserere humanis mentibus atque firmare, non horoscopi notati atque 4829 I, 13| parva est, sed quod viva firmaret. Quaeritur enim, quid illa 4830 II, 9 | ragioneremo. Lattanzio Firmiano, nel terzo de' suoi eloquentissimi 4831 I, 16| in somnis eas praesentari firmissime etiam dormiens tenerem atque 4832 II, 8 | potestatis in arbitrio, firmitatis in voto; dove al contrario, 4833 II, 5 | perciò in atto di mirar fisamente coll'occhio, e d'abbracciar 4834 I, 8 | del mare che sentono e i fischi del vento, lo scrosciar 4835 I, 4 | sfarinati in polvere almeno fisicamente indivisibile. Or udite quel 4836 I, 12| pecore di Laban: ed elle fiso mirandoli e concependo, 4837 I, 13| acuminatum pariter sorbendoque fistulosum esset. Ma sia – torna a 4838 I, 9 | il concavo di quel cielo, fitte sì che non framezzasse spazio 4839 II, 14| unghie nel petto e i denti fitti nel cuore. Che pro dunque 4840 II, 6 | cervello quelle grosse e nere fiuggini con che parte l'ignoranza, 4841 I, 14| come le vene, innumerabili fiumicelli e rivoli e canaletti che 4842 I, 15| addottrinati da noi? Quegli fiutando a rintracciare, questi correndo 4843 I, 13| Veggon dunque senza occhi; fiutano senza narici; cuocono, e 4844 I, 12| feriscono con lo sguardo; a fiutarli si cava loro lo spirito; 4845 I, 13| né veggan, né odano, né fiutin nulla non si contentano 4846 II, 9 | Giobbe, che da lungi sente al fiuto la guerra, e in sentirla 4847 I, 8 | discipulorum praeceptor et, pro flagro, fluctum terrorem iniice. 4848 I, 9 | stellarum turba corona~contexit flammas, et crasso lumine candet,~ 4849 I, 5 | disse, in eo (arcu) aliquid flammei aliquid lutei, aliquid caerulei, 4850 I, 4 | le Muse le lor vivole e flauti e pifferi e tromboni: che 4851 II, 7 | sonare artificiosamente di flauto maestro incomparabile; perciò 4852 I, 3 | ministravit, inde camporum spica flavescens imaginem pelagi fluctuantis 4853 I, 10| renascens gyrat per meridiem et flectitur ad aquilonem, lustrans universa 4854 I, 16| destassero di qua ad un anno; a' flemmatici o nevica o piove o si fanno 4855 I, 7 | dovea esser non rigida ma flessibile e per ciò non possente a 4856 II, 7 | disse sant'Ambrogio, filia flevit, uterque de Dei miseratione 4857 I, 7 | rotunda, alia longiora, alia flexibilia, alia rigidiora sint, alia 4858 II, 12| spettacoli di Saturno e di Flora. Peroché al montare che 4859 II, 8 | est iustitia tua, ut mali floreant, boni laborent? La qual 4860 I, 12| hominum, quae spectantissime florent, celerrime arescere. Gli 4861 II, 4 | nemora frondescere, prata florere. Et cum crebris, imo continuis 4862 II, 8 | factus es, ut in saeculo isto floreres, et in futuro postea in 4863 I, 12| nostro sì necessaria lezione: flores odoremque in diem gigni: 4864 I, 12| amatoria illectamenta illi flori affixerit, ut stimulis illas 4865 I, 11| Unus omnino de sepibus flosculus, non dico de pratis, una 4866 I, 1 | quivi entro si caccia eliso fluctu irrumpens, dice il Filosofo, 4867 II, 8 | dice sant'Ambrogio, quodam fluctuamus incerto, sperantes dubia 4868 I, 3 | flavescens imaginem pelagi fluctuantis commotione segetis uberioris 4869 I, 8 | praeceptor et, pro flagro, fluctum terrorem iniice. Attollantur 4870 I, 1 | vastos volvunt ad litora fluctus.~ ~E percioché l'adoperarsi 4871 II, 10| testam teretem iactatione fluctuum levigatam legere de litore, 4872 I, 3 | aeternam quandam in numero fluentem, imaginem, quam nos tempus 4873 II, 4 | spirare ventos, fontes fluere, grandescere copias messium, 4874 II, 8 | imortalitatem interius, vermibus fluescens exterius, come disse sant' 4875 II, 8 | Ut hoc corpus casurum ac fluidum periturumque nisi subinde 4876 I, 1 | situmque, aut magnitudinem fluminis, aut denique amoeni montis 4877 I, 3 | disegnate, fin che mettan foce e scolino in mare: e quanto 4878 I, 3 | il fuoco? O dove battè il focile che fece scintillar tante 4879 II, 4 | Iddio nelle prosperità sì focosamente com'egli nelle sue pene? 4880 I, 9 | vari e bei colori: altre focose, che sembrano adirate, e 4881 I, 13| reciproca geminavit arte, ut fodiendo acuminatum pariter sorbendoque 4882 II, 4 | etiam non irritata, invitis foeminis violenta esse consuevit; 4883 I, 12| laborant neque nent. Si autem foenum agri, quod hodie est et 4884 I, 12| fin quel di Lazzero: Iam foetet, quatriduanus est enim. 4885 I, 11| la spada; corrente poi di foga, e in un portamento di vita 4886 I, 1 | ha ella il magistero da foggiar cose artificiose, ma tanto 4887 II, 10| bell'ordine, a batterlo e foggiarlo, fino a condurlo a ciò che 4888 I, 11| sia la più ingegnosamente foggiata: e dico anche, se pur è 4889 I, 5 | parti più o men grandi, e foggiate questa a uno stile e quella 4890 II, 10| l'esser maggiori, meglio foggiati, pesanti, e sol da buone 4891 II, 12| credevano verrebbe giù come una folgore da mezzo Giove e Saturno 4892 II, 10| e grandini e lanciarsene folgori e saette, io non so s'egli 4893 I, 8 | decerpat et sua solvat in folia, quae tanti est artificis 4894 II, 10| la loro.~ ~Somigliante al folleggiar di costoro era quel de' 4895 II, 6 | proseguiamo anche un poco a folleggiare co' pazzi per farli, in 4896 II, 10| dar la parte del viverefollemente composta che, come tuttavia 4897 I, 16| sonata riesce tutta una follia. Ben rimane ad intendere 4898 I, 15| degli orsi o delle capre foltamente lanuta (se pur non amasse 4899 I, 15| chi velli dilicatissimi e folte lane, a chi duri peli e 4900 I, 12| vide la sera verdeggiante e foltissima, la mattina arida e sfrondata. 4901 II, 9 | non ha due scintille di fomite della corrotta natura; anzi, 4902 I, 3 | ardono non l'avvampino e si fonda e strugga. Chi n'empie laghi 4903 II, 16| gittate queste immobili fondamenta della terra, sostenute da 4904 II, 8 | d'un uomo questa pietra fondamentale, tutta la fede nostra, che 4905 I, 14| d'una Niobe che tutta si fonde in lagrime sopra i cadaveri 4906 I, 8 | sereni, o tutto in contrario fondevasi in diluvi di piogge? Erano 4907 II, 15| punto, e in tal altro si fondò la città: che quella le 4908 II, 4 | famulari, spirare ventos, fontes fluere, grandescere copias 4909 I, 15| ciò, oltre che sconcio, fora anche dannoso, ma sol diritto 4910 I, 13| angustissimo calle andavano in foraggio. Fecimi chino sopra esse 4911 I, 13| contrario, certi, come d'acciaio forbito; questi d'oro, quegli d' 4912 I, 4 | dall'imbroccar quel piccolo forellino, tanti ammiratori trovò 4913 II, 8 | eius intellexisse est rerum fores aperuisse.~ ~Or attendete 4914 I, 13| tutto solitario alla foresta, e tutto solo in me stesso, 4915 I, 15| tremante e perduto dal freddo, forestiero in istrania terra, con null' 4916 I, 13| in bocca, taglientissime forfici, lime, seghe, tanaglie, 4917 I, 12| ingraticolati e con que' fori dove ripongono il mele, 4918 I, 2 | dum facturae suae decus foris proponit, quasi quibusdam 4919 II, 5 | platonico dal filosofo Marziano. Formalo qual si conviene a chi tutto 4920 I, 9 | creando quegli il primo e formando queste il quarto, ordinava 4921 I, 14| questo, non par che Iddio, formandoci il corpo, abbia atteso ad 4922 II, 11| effetti che ne provenivano; e formandone aforismi e canoni generali, 4923 II, 2 | mettono a Dio la lor testa, formandosel niente maggiore di quel 4924 I, 3 | gerens similique ab imagine formans, mise lo sguardo in sé medesimo, 4925 I, 14| cui dimostra Dio inteso a formarci i corpi con pari avvedimento 4926 I, 13| videas tanta dispositione formari, ut aliquanto attentius 4927 I, 3 | divisar come variamente formarla, come unirla, come dividerla, 4928 II, 16| abbisognin d'artefice a formarle?~ ~Non est Deus? Finianla. 4929 I, 15| averci Iddio, con la mano formataci, proveduto ad ogni cosa, 4930 I, 11| microscopio delle intere e formatissime in un granello di rena: 4931 I, 11| nero, quanto alla figura formatissimi e alle giunture non isfumati 4932 II, 14| Dominus redemptor tuus et formator tuus ex utero: "Ego sum 4933 I, 7 | diversa efficacia delle virtù formatrici della materia patibile, 4934 I, 15| quando ella, secondo lui, formava i corpi alle bestie e all' 4935 I, 4 | quelle diverse macchie che formavan nell'agata Apollo, le nove 4936 I, 5 | grande Iddio, qui mundum formavit tantum ordine, nulla re 4937 I, 15| maestro nella tanto ben intesa formazion delle mani, siegue a raccordarne 4938 I, 12| posse confirmat, nisi inde formentur, ubi forma intelligibilis 4939 I, 4 | ve ne avrà moltissimi che formeranno (ciò che par maraviglia, 4940 I, 3 | tutto il cielo, migliaia ne formerebbe. Così fin d'allora mostrandosi 4941 II, 16| Iddio (comunque poi se ne formi l'idea, più o men somigliante 4942 I, 13| come a dir, fra tutti, una formica, invitandoci a stupirne 4943 I, 13| si potes, apis aedificia, formicae stabula, araneorum retia, 4944 I, 13| ampliusque miremur opera formicarum, quam onera camelorum? Vostra 4945 I, 13| molis minimum. Plus enim formicularum et apicularum opera stupemus, 4946 II, 5 | vendicatore degli uomini, un formidabil gruppo di fulmini, con intorno 4947 I, 11| terribile con lo sguardo e formidabile con la spada; corrente poi 4948 I, 1 | nitida et non uno genere formosa, solitudini ostenderet. 4949 I, 12| l'immensa dovizia delle formosissime idee delle quali son copie. 4950 II, 15| il magistero dell'arte. Formossi la nascita in figure e, 4951 I, 13| scaldarsi entro il tugurio d'una fornace e sdegnando quegli d'entrare 4952 I, 5 | Iddio ha mostrato d'averci, fornendoci a sì gran dovizia oltre 4953 I, 16| non potrei sì speditamente fornire un simil lavoro di mente, 4954 I, 13| providenza nel sì riccamente fornirle di quanto è lor mestieri 4955 I, 15| che dentro le correda e fornisce? Scena di tutte insieme 4956 I, 3 | universo e a gran dovizia fornita d'ogni convenevol copia 4957 II, 8 | ne siamo così bravamente forniti, che non vi manca de' savi 4958 I, 4 | fa entrare per un piccol foro alcun raggio di sole, e 4959 II, 3 | altrettanto nocevoli che forsennate perplessità: come (per non 4960 I, 15| con esse a ciò che vuole fortemente s'avvinchia e strettolo 4961 II, 3 | Quae intellexi, disse, fortia sunt: puto autem et quae 4962 I, 1 | secoli addietro inespugnabili fortificazioni con che la natura avea messe 4963 II, 9 | homo; alius in passionibus fortis, adversa mundi non timendo, 4964 I, 14| vestire; e le sottili ma fortissime fibre, da attrarre, da ritenere, 4965 I, 4 | dove tutto si forma d'atomi fortuitamente accozzati; non a Dio nell' 4966 II, 15| parlo degli avvenimenti fortuiti, parlo delle azioni, o schiette 4967 II, 1 | andare all'incerta qua e fortunando, continuo su l'affondare 4968 II, 5 | sibi aliorum capita, et fortunas committi. Non altramente 4969 I, 1 | o naufragare dove il mar fortuneggia e tempesta, se ancor vi 4970 II, 10| di costoro per traversia fortuneggianti chi può rappresentar le 4971 II, 10| tempeste in bonaccia e non fortuneggiare coll'animo in qualunque 4972 I, 14| un far mentir la natura, forzandola ad essere testimonio falso, 4973 II, 10| figliuola di gran persona, forzuta come lui e addurata alle 4974 I, 15| alla bellezza, che sode e forzute per fossa sono nientedimeno 4975 II, 9 | idioti, guerrieri e timorosi, forzuti e deboli, prudenti a consigliare 4976 II, 11| sesta: dunque egli sarà forzuto e di durevole sanità. Il 4977 II, 4 | val mica la pittura del fosco e del nero in grazia di 4978 II, 5 | ma ogni laghetto, ogni fosserella, e le poverissime fonti, 4979 I, 3 | che Iddio era o faceva. Fosserelle d'un palmo (ché non è da 4980 II, 12| di me tanto prima ch ío fossi. E s'egli è solo infallibile 4981 II, 3 | chi sarebbe a dire che fossino se non que' sublimissimi 4982 | foste 4983 I, 10| fugantur, et ferae latitant foveisque conduntur, et latrones recedunt 4984 I, 7 | quam velut quodam amplexu fovet et quibusdam brachiis ligat 4985 II, 4 | squarciata a brani o risoluta in fracidume: ed egli cantava le glorie 4986 I, 11| Girolamo – in aetate iam fracta specimen dedit, ut severitatem 4987 I, 8 | lungi con la soavità della fraganza, invitar da presso con la 4988 II, 8 | immortalis ex mortali; ex fragili atque caduco, integer et 4989 I, 12| S. Agostino disse della fragilissima felicità degl'imperi, a 4990 II, 7 | agit, dice, quid patitur fragilitas humana, talibus ac tantis 4991 I, 12| sottile, come aria congelata: fragiliter splendida, cui timetur horribilius 4992 II, 15| soggiunge sant'Agostino) fragilius est quam vasa quae illa 4993 I, 9 | cielo, fitte sì che non framezzasse spazio fra l'una e l'altra? 4994 I, 9 | cominciarsi ed esser finiti non frammezzò tempo, né a far che fossero 4995 II, 12| menzogne, la quale si tiene franca in ogni tempo e per tutto? 4996 I, 16| ebbe nell'India che a san Francesco Saverio dimandò se anch' 4997 I, 12| occhi di tutto il mondo la Francia chiaro al funesto lume di 4998 I, 12| timetur horribilius ne repente frangatur. Questa è la salutevol lezione 4999 II, 4 | che si videro inanzi il frantume di sette figliuoli e tre 5000 I, 5 | che l'uomo, senza tante frascherie di proporzione e d'inutile 5001 I, 13| sino i durissimi nodi de' frassini e delle querce? Chi discerner 5002 II, 12| antiche, l'una il 1465, frastornati dal lor Saturno congiunto 5003 II, 15| questi, nascendo, plantam fratris tenebat manu, talché amendue 5004 I, 5 | maestrevolmente l'architettò fosse fraudato della lode dovutagli, esponendo 5005 I, 8 | pulcherrimus flos sine ulla fraude vernabat; postea spina sepsit 5006 I, 4 | existimabat, quam Achilles ipse ob fraxinum ex Pelio. E non vi mancan 5007 II, 10| venne di colà entro una freccia e gli si piantò di posto 5008 I, 3 | tornano alla natural loro freddezza e si rappigliano in nuvoli; 5009 II, 1 | parte? D'onde allora le freddezze del cuore nell'amor di Dio, 5010 II, 9 | gelar mezzo morti sotto i freddi sereni del verno? Esposti, 5011 I, 13| crini, e de' messi in manto fregiato di bellissimi soprasmalti. 5012 I, 11| po' poco, si distende un fregio di strane sì, ma graziose 5013 II, 3 | si dividesse andrebbe in fregoli e minuzzame da non valersene 5014 II, 9 | e in sentirla fervens et fremens sorbet terram et ubi audierit 5015 II, 16| un popolo d'inaspriti e frementi al sentire un sì, degno 5016 II, 10| allegrezza, sentendo quagiù il fremito, i tumulti e le scondite 5017 II, 11| cui possibile riuscisse, frenare il corso al Nilo e rivolgerlo


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