1460-agend | agent-appre | appro-avvic | avvil-celeb | celer-conco | concu-covin | cozza-diffe | diffi-domiz | domo-facen | facer-frena | freni-ibo | icaro-infle | influ-istam | istan-manca | manch-mulie | multi-ordin | ordis-pesca | pesce-prezi | prezz-rapid | rapie-rigua | rilas-sanct | sane-serie | serio-speco | spect-suppo | suppu-trasf | trasl-vento | ventu-zufol
Libro, Capo
5018 I, 15| mutoli e confusi. Ciò saran freni, morsi, gioghi, aratoli,
5019 I, 14| veggendo in un de' più frequenti luoghi di Roma una statua,
5020 II, 6 | dice questi – de nostra frequentia blandiamur: multi nobis
5021 II, 9 | corte e da romitaggio, da frequenza e da solitudine, da porpora
5022 II, 13| e s'è avverato con una freschezza d'aria, quale io l'osservai,
5023 I, 16| le più antiche e non le freschissime? E senza che l'intelletto
5024 I, 8 | più caro l'aveano quanto freschissimi dal provare a proprio costo
5025 I, 4 | Di più, che un tal lavoro freschissimo, cio è tolto or ora di sotto
5026 I, 16| confusis vestigiis caeli et freti aliquis portus offenditur
5027 I, 5 | grave e lidio guerriero e frigio mesto, or semplici, or intrecciati
5028 II, 10| le lusinghe, come d'una frodolente, e in tempesta domarne le
5029 II, 14| legione di spiriti, prima frodolenti, poi furiosi, sì come lor
5030 II, 12| annidano i sogni, e che ogni fronda~v'ha la sua vana imago e '
5031 II, 4 | exuberare pomis arbusta, nemora frondescere, prata florere. Et cum crebris,
5032 I, 3 | vertices repente montium fronduerunt. Hinc pinus, hinc cupressus
5033 II, 7 | se peti suspicatus est, frontem adduxit, vultum avertit,
5034 I, 12| risplendere gli orecchi e le fronti de' barbari, a crescere
5035 II, 8 | vien contro una terribile frotta, non so ben distinguere
5036 I, 9 | habuissemus in terra lucem nec fructuum maturitates. Cum ergo maiores
5037 I, 16| popolo, tanto gli andaron frugando il cervello, che il trassero
5038 I, 12| carissime, dixit,~virginitate frui. Dedit hoc pater ante Dianae".~
5039 I, 13| formiche, addentato un grano di frumento pesante il doppio d'esse,
5040 II, 10| ineffabili mulceremur. Non enim frustra per Prophetam, qui haec
5041 I, 12| horto petantur aut herba vel frutex quaeratur, nulla artium
5042 II, 10| Cosi ogni piccol campo frutta quanto ogni grandissimo:
5043 II, 10| perch'egli di poi, ben fruttando, a me la rifaccia. Ma che
5044 I, 1 | bei pensieri, ma sterili a fruttar nulla per uso del ben operare:
5045 II, 9 | traspiantarlo il rendon fruttifero? Non sono elle tutte invenzioni
5046 II, 1 | in fiore che non leghi e fruttifichi e maturi. Èvvi nave a cui
5047 I, 7 | promessa poc'anzi fatta d'una fruttuosa istruzione, di che fra assai
5048 II, 7 | memini; inquit Tiberius, quid fuerim". Il così ragionar di Cristo,
5049 | fuerunt
5050 I, 10| temeritatem casui fidentem fugeret, tamquam omnis vitii et
5051 II, 4 | resta: che ancor seguitata fugga, questo è più raro al mondo
5052 I, 16| Mirabile è il vederle correr fuggendo, e non san dove, perché
5053 I, 6 | vide il suo esercito rotto, fuggente, disfatto: Sed plus admirationis
5054 I, 4 | gittamento de' morti; e i fuggenti in iscorci e lontananze
5055 I, 15| ingordi, a servili e timidi e fuggiaschi e stupidi e, finalmente,
5056 I, 15| della vita ci abbisogna fuggire, con un semplice allentar
5057 II, 15| giovanastri forestieri, che poi si fuggirono, risaputone il paese natio,
5058 I, 16| il precipitare, il voler fuggirsene e non potere, il correr
5059 II, 14| riceversi, il congiungersi, il fuggirsi, lo scambievole riguardarsi
5060 II, 4 | consuevit; e ben assai fa se fuggita si resta: che ancor seguitata
5061 I, 12| vel conducono, avvegnaché fuggitive, pur gli spegnerebbon la
5062 I, 15| ne richiama, pellegrini o fuggitivi pur come suoi ci ravvisa
5063 I, 15| seguitar con l'occhio, non ci fuggon gli uccelli, mentre la mano
5064 I, 15| pertimuit seseque exterrita fugit,~ ~che dovrà egli, con tanto
5065 I, 12| Ausonio:~ ~Mirabar celerem fugitiva aetate rapinam,~et dum nascuntur,
5066 I, 16| detto, animae, sine morte fugitivae, licentia. Tutti questi
5067 | fui
5068 II, 11| quae cuique dies, quae vita fuisset,~in quas fortunae leges
5069 I, 3 | repente per universa mundi fulgor lucis infusus. E qui nel
5070 I, 9 | crasso lumine candet,~et fulgore nitet collato clarior orbis.~ ~
5071 I, 13| magnum eminet, ut cuivis fulgori perstringenti oculos, praeferatur.~ ~
5072 I, 16| capo, tutto buio per la fuligine che vi gitta l'atra bile,
5073 II, 16| ipso Capitolio fallunt, et fulminantem periurant Iovem". Per ciò
5074 II, 2 | che questi, non che fosse fulminato da Giove, che anzi egli
5075 II, 2 | da Giove, che anzi egli fulminò Giove stesso, con due colpi
5076 II, 2 | fungo tuttavia in bragia e fumicante. Nelle cose di qua giù egli
5077 I, 16| e col suono invita e co' fumosi vapori sforza a dormire:
5078 I, 14| antequam corruant, praenuntiat fumus incendium; subita est ex
5079 II, 10| puteo quodam, sic alto ut fundus sit nullus, veritatem iacere
5080 II, 2 | scandaglio di così lunga fune che tocchi e misuri il profondo
5081 I, 13| sorelle celebrassero il funerale. E in tanto entrare e uscir
5082 I, 16| tenebris usquequaque sepelitur, funestatur mundi honor, omnis substantia
5083 I, 12| mondo la Francia chiaro al funesto lume di quell'incendio che
5084 II, 2 | come teste smorzate, col fungo tuttavia in bragia e fumicante.
5085 II, 5 | velocità de' corrieri e per li fuochi che sopra le più alte vette
5086 I, 1 | quel che a' rozzi non serve fuorché al basso ufficio di sostenerli
5087 II, 15| aemulantur divinitatem, dum furantur divinationem. Anzi, anco
5088 II, 12| lor desinare? Scyphus quem furati estis – disse il sergente
5089 I, 14| animus, modo et contumelia furens, non aliud in censu magis
5090 I, 10| fugantur et adulteri et fures et domorum perfossores,
5091 I, 1 | immobile in mezzo ad essi furiosamente moventisi, non è vinto dalle
5092 I, 3 | sassosi lor fianchi aperse, furonvi subbie e picconi a incavarle,
5093 II, 14| divinorum et ariolos in furorem vertens". E per bocca di
5094 II, 15| erat diabolici criminis et furoris. La quale, se anche sol
5095 II, 16| venas susurri, bisognò che furtivamente si facesse alla porta del
5096 I, 11| trovatele, loro addosso con un furtivo e prestissimo lancio s'avventano,
5097 II, 11| in fondo s'infilzano per fusaiuolo, l'un dentro all'altro,
5098 I, 5 | occidente. Ve ne ha delle fuse e liquide, e delle dure
5099 I, 10| volgentisi sopra diversi fusi e centri e poli, quanti
5100 II, 11| riflesso si veggono, non che i futuri incerti, ma neanche i presenti
5101 I, 12| dedit quod nulli usui esset futurum (nam quid ad ignis alimentum
5102 I, 7 | dipinto da Parrasio, che gabba fino i maestri dell'arte,
5103 I, 16| pochissime che ne abbiamo, e per gabella del vivere farci pagar,
5104 II, 9 | capo al mondo d'allora, i Gaditani, che alla povertà e all'
5105 II, 8 | separabili; e con un esercito di gagliarde ragioni le combattè, ma
5106 I, 15| altri sol seco doveano esser gagliardi. Quindi la cruda legge degli
5107 I, 16| talvolta anche il rimbombo de' gagliardissimi tuoni, ella punto non ode?
5108 I, 16| uccelli allegri, musici e gai, sbucan fuori i funesti
5109 II, 11| Tiberio, Tiberio stesso a Galba, Sulla a Caligola, Aschetarione
5110 I, 5 | e giù disteso albero da galeazza, di lunghissimo fusto e
5111 II, 3 | sicuramente che già su quello di Galilea san Pietro, prima ondeggiante,
5112 II, 3 | tenervisi ritto su' piedi a galla? Puossi, eziandio se il
5113 II, 3 | questa lor sopranuoti e galleggi? Come, più di lei pesante,
5114 I, 14| fatto un teatro, una piena galleria in mente, di varie età e
5115 I, 14| sanguinoso duello di due gallinacci, per avventura rivali. Fermossi:
5116 I, 13| otto, e in fin quasi cento gambucce che tutte insieme sì a tempo,
5117 II, 5 | l Tanai e 'l Nilo e 'l Gange e l'Indo e 'l Maragnone,
5118 I, 11| famose due urne lavorate a gara e consagrate in un tempio
5119 II, 16| ragion naturale e divina han gareggiato, pare a me, con quella felicità
5120 I, 12| un giglio, una peonia, un garofano, un narciso, un anemone,
5121 II, 4 | contrasta. Non parliamo ora de' gastighi della vita presente, ma
5122 I, 11| agri, ut fas est credere, gaudente terra vomere laureato et
5123 II, 8 | viventium me positum esse gauderem? An ut cibos et potionem
5124 I, 16| laborat, ludit, dolet, gaudet, licita atque illicita persequitur:
5125 II, 15| no, traetene altresì Luca Gaurico, astrolaghissimo, il quale
5126 I, 7 | Ambrogio, il dottissimo Enea Gazeo e tanti altri, i quali,
5127 II, 9 | che i ricchi versano nel gazofilacio e, per molto che paia, è
5128 II, 6 | zona infocata e i bianchi gelati nelle due estreme polari;
5129 I, 12| paragonarsi in ciò a' fiori chi gelato e mezzo perduto dell'anima,
5130 II, 14| Cesare, esortato da gli amici gelosi della sua vita pericolante
5131 I, 11| appresso Ateneo, che d'un gelosissimo delle cose sue "Cochleis"
5132 II, 6 | porta negli occhi, e sì geloso a difendermi, che mi tien
5133 I, 10| la reina una pianta di gelsi: il che fatto, si tornano
5134 I, 10| delle sete per la pianta del gelso toccata dalla reina: e per
5135 I, 13| exalitas, ita reciproca geminavit arte, ut fodiendo acuminatum
5136 II, 15| comprehendi non potest, ut alteri geminorum haereditas obveniat, alteri
5137 I, 14| fattezze, se non ut mater geminos internoscit consuetudine
5138 II, 12| e scherni, mentre i lor gemiti, per segreti ingegni dello
5139 I, 3 | altrove polle e surgenti, o gemitìi e gronde, o grossi capi
5140 II, 4 | che non gli uscì mai in un gemito che non fosse un ruggito
5141 II, 5 | altrettanto che torre a Dio una gemma dalla corona. Quia enim
5142 I, 13| saphirum in auro innexum et gemmantibus~alis smaragdo purpuram viridi
5143 II, 7 | aperta al popolo ateniese una general segnatura di tutte le grazie
5144 I, 14| individui, i quali perciò, generando, quasi sé stessi riproducono
5145 II, 8 | Usar de' sensi, nutrirsi, generare, e tutto l'altro interno:
5146 I, 16| quaero unde asta iis quos generas indulgeas, qualiter sensum
5147 I, 7 | separazion d'escrementi; e la generativa senza pregiudicio della
5148 II, 6 | alimenta l'innumerabil generazion delle piante, e di preziosi
5149 I, 8 | quasi fluvio et torrente generis humani malum quod a parente
5150 II, 10| Simmaco, già che Boezio suo genero glie la diede, meglio sta
5151 II, 3 | sicuri a salirvi solo alla generosa umiltà della Fede confortanteci
5152 II, 9 | alcune poche. Ve ne ha delle generose, dell'eroiche: aquile fra
5153 I, 15| che sono, di spirito sì generosi, rendiamo i cavalli come
5154 I, 11| est esse aliquid origine generosius, et demutatione felicius.
5155 II, 13| della Luna, chiamata nel Genesi gran luminare, perché la
5156 I, 11| Marsiglia, nel suo poetico Genesirappresenta No è al primo riveder che
5157 II, 16| affixum, imo ipsis pene in genitalibus matris non impressum, non
5158 I, 12| saperlo.~ ~"Da mihi perpetua, genitor carissime, dixit,~virginitate
5159 II, 7 | sic urget charitas dare genitorem: ché ad un padre le sue
5160 II, 7 | petere cogit necessitas genitum, sic urget charitas dare
5161 II, 15| altero quaeritur, et alterius genitura proponitur. Or non fu questo
5162 I, 7 | Sol mi ristringo a dir col gentilissimo Pisida, scrittore d'oltre
5163 II, 13| cinque giorni dell'anno, e gentilmente con un cucchiaio astrologico
5164 II, 6 | gran raunata di curiosi gentiluomini, tratti a quello spettacolo
5165 I, 14| editis: diversarum quidem gentium natales tam concordi figura
5166 I, 13| demonstra mandibulas, deprome genuinos. Sed et perforant culices,
5167 I, 1 | tantis rerum spectaculis genuit: perditura fructum sui,
5168 II, 6 | mestieri, come a dire, di mappe geografiche per rinfrescarsene la memoria
5169 II, 9 | meglio dire, quasi fatto geometra, a delinearne in terra una
5170 I, 15| ingegneri, musici, tessitori, geometri, astrolaghi e, al lor bisogno,
5171 I, 7 | un problema aritmetico o geometrico perch'egli riesce a pruova
5172 I, 5 | nell'operar suo continuo geometrizza: cioè con le mezzane proporzionali
5173 II, 7 | costui nella strada de' Geraseni; per dove abbattutosi il
5174 II, 14| miserie. Ma il fatto andò qual Geremia, che ne fu testimonio di
5175 I, 3 | pulcherrimus ipse mundum mente gerens similique ab imagine formans,
5176 I, 3 | seminavit, et subito terrarum germina pullularunt et diversae
5177 II, 12| vedrebbono immantenente germinare, crescere quanto ogni gran
5178 I, 13| rosicchiavano lì appunto ove germogliano e (chi mai loro insegnò
5179 II, 13| semina agricoltori e fa germogliare e nascere uomini di campagna.
5180 II, 3 | Sanctus, che san Cirillo Gerosolimitano chiamò Theologia Seraphica,
5181 I, 14| lavorando una statua di gesso: che i legni e i ferri che
5182 I, 15| per la sconcordanza che il gesto fece con la cosa che additava.
5183 I, 15| ragne, panie, lacciuoli, geti e lasci, fiocine e sciapiche
5184 I, 11| spaventoso ceffo non vede, gettandosi improviso, l'afferra e addenta
5185 II, 7 | lui come già loro inutile gettarono a' porci; poi rifiuto anco
5186 I, 7 | parte appena centesima d'una ghianda, sappia farvi veder tutto
5187 I, 11| sembrano avere indosso un ghiazzerino di pietra; altre ricciute
5188 I, 2 | furon quelle di Lorenzo Ghiberto, veramente degne della spesa,
5189 I, 16| veramente non sono altro che ghiribizzi di fantasia diventin misteri
5190 II, 7 | ubertose le campagne che le giacciono lungo le rive altro chiede
5191 II, 5 | elementi: e in fondo ad esso giace il piccolo della terra.
5192 II, 7 | quella virtù, che giù basso giacendo potea distendere a pro di
5193 I, 15| tutta la mano che sopra lui giacente si posa, senza però gravarlo
5194 I, 12| anemone, un tulipano, un giacinto? Puossi veder madre più
5195 I, 4 | pallidore de' moribondi, la giacitura e il gittamento de' morti;
5196 I, 11| nericanti, morate, purpuree, gialle, bronzine, dorate, scarlattine,
5197 I, 5 | fioritissimo Pisida ne' suoi giambici inchiavò i denti e chiuse
5198 II, 13| vista incredibile detto di Giamblico, che la terra è in cielo,
5199 II, 15| uomini di due volti, come Giano,~ ~solus de superis qui
5200 I, 10| Arima e 'l signor d'Omura, giapponesi, inviarono alla Santa Sede
5201 II, 13| da quanto si semina ne' giardini e negli orti altro fosse
5202 I, 13| del corpo, dirò così, un giardino di fiori, e fiori sempre
5203 I, 1 | avvenutosi nello stretto di Gibilterra, colà ove l'Africa e l'Europa
5204 II, 1 | esser quel detto, sopra cui Giesù Cristo impegnò la sua fede,
5205 I, 6 | loro Iddii, era una statua gigantesca, tutta composta di semi
5206 I, 13| passò egli quel dì, a un sì giocondo spettacolo! Ma il diletto
5207 I, 11| cotali smalti che sembrano gioielletti? Di quelle che per tutto
5208 II, 7 | della casa vi fosse che non gioisse per lo racquistato figliuolo
5209 II, 2 | che fe' l'Arca dentro il Giordano, l'acque sue inferiori scolarono
5210 II, 15| Il dica la pazza testa di Giorgio Giovachimo Retico, che trovò
5211 II, 8 | che vi sia un poverissimo giornaliere? Come niente maggiori appariscon
5212 I, 15| il Saracino a' colpi de' giostratori, che son le infinite miserie
5213 I, 10| Quello, a cui comandato da Giosu è "Ne movearis", stetit
5214 II, 15| la pazza testa di Giorgio Giovachimo Retico, che trovò il cervello
5215 I, 10| memoria de' secoli avvenire, i giovamenti con che avea migliorato
5216 II, 15| una insolente brigata di giovanastri forestieri, che poi si fuggirono,
5217 I, 3 | beneficio a tutta la terra, giovando, insieme alle contrarie,
5218 I, 10| sempre ugualmente in opera di giovarlo? Udite. Potea parere il
5219 II, 10| direbbe che impareggiabilmente giovassero a stabilir l'animo nella
5220 I, 15| bellissima Io, trasformata in giovenca, specchiandosi in una fonte~ ~
5221 I, 1 | non sia" disse "almeno gli gioverà a far che quando egli venga
5222 I, 11| indarno l'ali e i piè nulla giovevoli allo scampo; questi dico,
5223 II, 3 | avesse fatto quel prosuntuoso giovinastro, " avversario della legge
5224 I, 14| di ducento sesterzi due giovinetti, come fosser fratelli partoriti
5225 II, 1 | prevale; se veggono morir giovinetto chi meritava di viver sempre,
5226 I, 15| faticano che tutto insieme non giovino a loro stessi. Ma egli è
5227 I, 13| accade passare il mare e gir per li deserti della Libia
5228 I, 9 | in una perpetua violenza, girandoli eternamente senza niun lor
5229 II, 16| luce colà in oriente? Chi giratavi sopra l'immensa volta di
5230 II, 7 | E quante circuizioni e girate fa loro intorno, come se,
5231 II, 10| ancudine: e quivi i martelli, girati con bell'ordine, a batterlo
5232 I, 2 | in mano più a misura nol girerebbe: e tanto fu di vantaggio
5233 II, 10| quella casa dell'antica Girgento, celebratissima per l'avvenimento
5234 I, 15| Che degli sparvieri, de' girifalchi e per fin dell'aquile che
5235 I, 8 | confini? Se i monti s'aprono e gittan fiamme dalle viscere o versan
5236 I, 11| di così strana virtù che, gittandone una stilla sopra un pizzico
5237 I, 8 | obliquamente in taglio e gittarlesi dietro snervate: e tutto
5238 II, 2 | alla ragione dal senso, gittaronla come affatto disutile, confessando
5239 I, 9 | i ponti e le centine da gittarvi sopra e sostenere quegl'
5240 I, 10| agitazion del mare dovesse gittarvisi disperato ad annegare, come
5241 I, 10| favola, che Aristotele si gittasse nel famoso Euripo d'Eubea,
5242 II, 16| apparente irregolarità! S'io gittassi ben centomila ruote in un
5243 II, 6 | trarre che l'ebbe vuoto. Gittata la quarantesima, allora
5244 I, 1 | quattro piedi e bocconi gittatici su la terra, con gli occhi
5245 I, 16| colui appresso Platone: "Gittianci a nuoto per mezzo le onde
5246 II, 3 | vento, che li risospinse e gittolli un mezzo mondo lontano,
5247 II, 11| barba e in turbante e in giubba all'arabesca, ad un'allegra
5248 II, 6 | in che era eccellente, di giucare a gli scacchi: professione
5249 II, 6 | veduta, su questi non veduti giucava a mente. Quando altro non
5250 I, 13| e timidi e guerrieri, e giuchevoli e cacciatori e rapaci; e
5251 II, 5 | che pendono dalle dita del giucoliere, e in attrarle o rallentarle,
5252 I, 15| sindicato le opere de' maestri e giudicandole, egli senza giudicio, degne
5253 I, 8 | qual fosse un corpo vivo giudicandone da quel solo ch'egli mostra
5254 II, 8 | cose di quagiù: e anzi che giudicarle un gran che, fa maravigliare
5255 II, 6 | Così appunto da pazzi ne giudicarono quegli antichi i quali,
5256 I, 15| tornerebbe, se così lieve cosa la giudicaste: peroché in fine vi converrebbe
5257 I, 4 | suoi medesimi cittadini, giudicatolo pazzo, condussero a gran
5258 II, 2 | secondo esse affermando giudichiamo, avvegnaché ci paia dirne
5259 II, 15| scrisse contro all'astrologia giudiciaria, e le atterrò e le infranse
5260 I, 9 | e confacevole al merito giudico la sentenza che Filone pronunziò
5261 I, 15| diversi altri usi che hanno) giugner fino a sommo il dito e per
5262 I, 15| bisognerebbon l'ali per giugnere, e indarno alto volando,
5263 I, 14| contrario all'altro, e fassi giuliva e festeggiante, che non
5264 II, 7 | oramai di tre mesi, nella giuncaia alla sponda del fiume, entro
5265 II, 6 | colpi d'ingegno, di che quel giunco è capevole più di niun altro.
5266 I, 9 | qual bisogno, toltogli al giunger che fa al suo termine, egli
5267 II, 3 | apostolici ve la portavano, in giungerne alla vista o surse una fortuna
5268 II, 7 | dolenti, fin solo a tanto che giungessero a toccarlo quia virtus de
5269 I, 15| servono d'uccellatori? Così giungiamo ancor dove ci bisognerebbon
5270 II, 13| avea in titolo le Poppe di Giunone. Fra queste quattro urne,
5271 I, 3 | immenso della divina eternità giunse quel momento del cui giungere
5272 I, 6 | pur con le nuove e piccole giunte che di tempo in tempo le
5273 II, 10| salvo a terra ferma; dove giunti, alziate un trofeo alla
5274 I, 10| cielo e misura il tempo, e giuntone al sommo del suo viaggio
5275 I, 11| conquisto della Gran Bretagna, giuntovi, non so dove, al lito, accampossi
5276 II, 15| talvolta il vero, perché sempre giuoca ad indovinare.~ ~Come dunque
5277 II, 16| religione e Dio; e per lui giuramenti, e a lui voti, offerte e
5278 II, 12| sentire a tutto il mondo giurar da maomettano, per le corna
5279 I, 6 | convenivano, eran costretti a giurare che continuerebbono il suo
5280 I, 4 | cieco e pazzo: e potreste giurarglielo, ch'egli non vi darà fede.
5281 I, 11| vederlo nascere, chi può giurarlo, eziandio sol per lo cappari
5282 I, 15| religioni, e i decreti della giurisprudenza, e i canoni della medicina,
5283 I, 16| di Nabucodonosor ed essi Giuseppi e Danielli, professan d'
5284 II, 10| quemadmodum ignis, grando, nix, glacies, spiritus tempestatum, quae
5285 I, 15| cristiano, vivos, hominis gladios non absurde eos vocaveris.
5286 II, 16| facilitatem solvi: imo si arbores, glebae, saxa, sensu animata vitali,
5287 I, 3 | quale lavorò gli smisurati globi di tante stelle; le machine
5288 II, 7 | delectavit, non quia incrementum gloriae ex sua passione quaerebat.
5289 II, 10| digladiari momentis omnibus gloriantur. E spettacolo non saprei
5290 II, 10| pentirmene o temere, ancor me ne glorio. Peroché questi che qui
5291 I, 15| e sopravivenza al nome e gloriosa fama ne' posteri. Che sarebbe
5292 I, 11| a capriccio, o granite, gocciolate, moscate; altre qua e là
5293 II, 7 | ravvisa Cristo, de' cui beni godé in prima la terra quanto
5294 I, 1 | colore, l'occhio che ne goderà più che nulla? Ma la mente,
5295 II, 1 | acquetar l'animo fino a godere di quanto Iddio dispone
5296 II, 8 | tutti i beni possibili a godersi da un perfettamente beato,
5297 II, 9 | terra fin sopra 'l cielo, a godervi quella incomprensibil beatitudine
5298 I, 1 | volta in verso la patria a godervisi l'acquistato. Massimo Tirio,
5299 I, 11| gli escono della bocca, e godesi a gran diletto quella sua
5300 I, 15| inseparabile per natura. Così godiam delle sete, delle lane,
5301 I, 8 | continuazion del bene che ne godiamo, l'ingegno di Dio a così
5302 II, 8 | intendimento del vero e 'l seno al godimento del bene, per cui, mentre
5303 I, 12| differente figura. Io per me godo di non comprendere quel
5304 I, 10| appresso Ebano, confessò aver goduta una sola volta, e in quanto
5305 II, 3 | sassata di David in fronte a Golia, bestemmiatore di Dio, che
5306 I, 2 | il pennello e fermando il gomito su la tavola, tirò sopra
5307 I, 16| imagini in tela, come fila in gomitolo? Come ci truova la fantasia
5308 II, 10| quell'aria onde a vicenda si gonfiano, un soffio uguale per cui,
5309 II, 9 | il capo fra le nuvole a gonfiarvisi d'aria, non cape in un vil
5310 II, 11| il Filosofo; altri a' due Gordiani padre e figliuolo, essi
5311 II, 15| aggiramenti dell'acque ne' gorghi e le figure del ghiaccio;
5312 I, 13| arme, con morione e buffa e gorgiera e spallacci e corazza e
5313 I, 16| Gerione, e con Medusa~le Gorgoni sorelle e l'empie Arpie~
5314 II, 4 | basso che nulla curi il governamento degli uomini, solo per ciò,
5315 I, 1 | aggira; poi con civile impero governando gli affetti dell'animo,
5316 II, 14| nel mondo, ove, senza lui governante, le private e le publiche
5317 II, 6 | maggior pena gli sia il governarle tutte e dar loro il provedimento
5318 I, 8 | riguardevole la providenza del governarlo. A guisa d'un sonatore a
5319 II, 12| tutto a Dio; il quale se governasse il mondo, come se ne predirebbono
5320 I, 9 | alle animalesche passioni governate dalla ragione. Or mirate
5321 I, 8 | Dio e riconoscerlo re e governatore della natura, che quando
5322 II, 5 | risedendo in Ecbatana o in Susa governavano tutto il grande imperio
5323 I, 3 | effugia pennarum. Aliae gradiendo, aliae serpendo ad pastum
5324 I, 13| quam magnitudinem iumenti gradientis ampliusque miremur opera
5325 II, 7 | della fedel servitù mal gradita e peggio rimeritata; o le
5326 I, 3 | proxima primis~sidera, suntque gradus, et proxima iuncta priori.~
5327 I, 7 | che le difendessero dalla gragnuola: eccole lor come fila sottili
5328 II, 10| i turbini, i diluvi, le gragnuole, i fulmini, per dir solo
5329 I, 7 | alto si lievano e spigano e granano, fin che maturi ingiallino
5330 I, 10| natura non li soffera senza grandemente patirne: ma vi s'intramezzan
5331 II, 4 | spirare ventos, fontes fluere, grandescere copias messium, fructus
5332 I, 11| risentite e grandi; altre o grandinate di piastrelli o sparse di
5333 I, 13| parvis; quae parva, non sua granditate, sed artificis sapientia
5334 I, 11| mendacium putaremus, aut granditer miraremur. Quarum vero rerum
5335 II, 10| Ergo quemadmodum ignis, grando, nix, glacies, spiritus
5336 I, 15| bisogni alla mano prendere un granel di miglio, o al contrario
5337 I, 12| giorno; e degli sparsi e de' graniti; l'uno ha in capo un cimiere
5338 I, 7 | alto col gambo, e spigato e granito e incerato chiamare i mietitori
5339 I, 4 | faccianlo poi o come le grappole per uncini, o per vischio
5340 I, 12| pennacchio, un altro è tutto grappoli e pannocchie; chi forma
5341 I, 7 | produce; e l'artificio del grappolo nello spargimento così ben
5342 II, 10| sue mani, ed era la più grassa, la più fertile terra di
5343 II, 16| e le valli ove scolano grasse e ubertose, e le colline
5344 II, 9 | ab estrinseco; i troppo grassi, cioè a dire i ricchi, più
5345 II, 4 | innoxiis, religiosis et impiis, gratias agentibus et ingratis, Dei
5346 II, 7 | satagit dare. Hoc mater gratis dat, et contristatur si
5347 I, 16| memoria, rifiutollo dicendo gratius sibi illum esse facturum,
5348 II, 9 | accettevoli, profumi di più grato odore, splendori ed ombre
5349 II, 7 | del chieditore, ma alla gratuita benignità del donatore tutta
5350 II, 12| finissime sopranaturali e de' gratuiti doni di Dio, i valenti astrolaghi
5351 II, 3 | nostro in pruova del suo mero gratuito amore) il solo essere Iddio
5352 II, 7 | lacte; hoc enim est in carne gratuitum, ubi mater non quaerit accipere,
5353 II, 11| cui marito Domizio, inter gratulationes amicorum per lo parto di
5354 II, 4 | perdono? Nulla in tanto gravandoli de' flagelli loro giustamente
5355 I, 16| intorno. Così il sentirsi gravar d'una macine in sul petto,
5356 I, 15| giacente si posa, senza però gravarlo più di quel che tutto il
5357 I, 16| innacquare il vino e men gravarsi lo stomaco di cibi e 'l
5358 II, 11| lo straziano.~ ~Ne mirere graves rerumque hominumque ruinas:
5359 I, 1 | nella seconda delle tre gravissime sue Orazioni Teologiche,
5360 I, 12| armati, quello di che il gravissimo e veramente magno san Basilio
5361 II, 13| sunt sic digna revinci, ne gravitate adorentur. Vanitati proprie
5362 I, 16| quinci ricadendone una più gravosa parte alle palpebre, elle (
5363 I, 11| fregio di strane sì, ma graziose figure, o una che sembra
5364 II, 7 | Luciano, in un de' suoi graziosissimi dialoghi, d'udire alle porte
5365 II, 14| si dimandi alle istorie greche e alle latine, che vi conteranno
5366 I, 4 | mostra Lucrezio, Epicuri de grege porcus, e molto più chi
5367 II, 3 | ubi aliis periculum, ibi gregis huius alimentum, ibi cibus
5368 II, 11| forza invisibile salgono dal grembo a Lachesi l'anime, e in
5369 I, 3 | queste non crescono che alla greppa e al sasso, quelle sol ne'
5370 II, 3 | qua e là pascendo, per su greppi e balzi dirupati di montagne,
5371 II, 3 | edificare, di sì smisurato e greve corpo che a condurla dall'
5372 II, 2 | i suoi piedi sono or sì grevi che sfracellano i monti,
5373 II, 3 | dice egli, quod in altis grex iste pascitur, audax in
5374 II, 16| l'armonia, la bellezza, gridano ch'elle non son nate di
5375 I, 9 | per isdegno schiumosa e gridante la ributta in dietro. Così
5376 II, 11| all'uccisore ed al ferro, e gridare: Huc, huc, Anicete, feri
5377 I, 4 | sciocchissime fantasie, gridava al doppio più forte: "Mento
5378 II, 14| Dio son menzoneri. Così gridavano e popolo e grandi a un medesimo
5379 I, 3 | il possibile ad essere; e gridi il figliuol del tuono: Omnia
5380 I, 13| sdegnoso e maravigliato gridò: Turrigeros elephantorum
5381 I, 13| dietro. I ceffi, i musi, i grifi han le più scontrafatte
5382 I, 15| involto in ruvide cuoia, con grifo e muso e lunghi denti alle
5383 I, 11| argentine, bianche, lattate, grigie, nericanti, morate, purpuree,
5384 I, 11| scavature e risalti, scanalate, grinzute, rugose. Che direm di quelle
5385 I, 3 | e surgenti, o gemitìi e gronde, o grossi capi onde hanno
5386 I, 2 | così: se la sensibile e grossa materia, al lavorarla egli,
5387 I, 5 | colonne d'ogni statura, grossezza e vena, cornici a differente
5388 I, 16| dormendo e sognando nella grotta di Giove Ditteo, potessi
5389 II, 8 | egli musica d'uomini, e non grugnito d'animali, quel cantar che
5390 II, 9 | che non si ha se non si guadagna con la spada in pugno o,
5391 I, 14| finte, e 'l sottentrare e guadagnare, come a dir, l'arme al contrario,
5392 II, 10| Ma gl'invidiosi poco ne guadagnarono, perch'egli, non men savio
5393 II, 6 | riscosse, assalti e ritirate, guadagni con perdita e perdite con
5394 I, 1 | Ulisse alla patria: tanto vi guadagnò di prudenza e raffinossi
5395 II, 14| prodi fra' lor vassalli; e guai allo sventurato che l'avesse
5396 II, 10| suggellò le spade nelle guaine a' soldati che andavano
5397 I, 9 | volgere, e ir di passo e di gualoppo e a tutta carriera, quanto
5398 I, 14| e la bocca, il naso, le guance dell'altra: anzi, o tutto
5399 II, 13| altro benefico s'affissino a guardar la terra; e così dell'altre
5400 II, 11| perdersene un carato? Avrebbel guardato caro il mondo, come un tesoro
5401 II, 14| delle stelle, che lei non guardavano di quel maligno occhio che
5402 I, 15| degli stipiti d'ogni porta; guardiani de' nostri armenti, difensori
5403 II, 9 | quali che siano al presente. Guardili Iddio di querelarsi della
5404 II, 9 | son timorose, e per ciò guardinghe: che mal si fidano di sé
5405 I, 12| rimaneva era starsi doppiamente guardingo, e per non isdrucciolar
5406 II, 10| e nulla discerne; onde, guardivi Iddio da' suoi colpi, come
5407 I, 7 | ogni composto. Né va in ciò guari diverso dall'autore della
5408 II, 7 | divin medico volle altresì guarirla di quel panno di scurità
5409 I, 8 | rende più ossequio per lo guastamento che per lo continuato ordine
5410 II, 12| danno e tolgono regni, guastano il mondo e 'l racconciano
5411 I, 8 | contrario, tal che non gli guastasse il buon lavoro tramischiandogli
5412 I, 13| offendendo, come fa, a ogni poco, guasterebbesi lo strumento da pascere.~ ~
5413 I, 5 | natura non si sconcerti e guasti. Hovvelo a dimostrare? Innalzatelo
5414 I, 15| che in quanto belle non le guastiate alla grazia, in quanto utili
5415 II, 15| d'alcuna lor rea qualità, guastino un corpo già per distemperamento
5416 I, 8 | parricida anzi che padre, che guastò un così bel lavoro al suo
5417 I, 6 | varians, modulos motumque gubernans,~alternas servire vices
5418 I, 16| partes perreptans, domum suam gubernat; e trovatala bisognosa di
5419 II, 10| iam fuerat in occulta eius gubernatione disposita. E come già Pompeo
5420 II, 5 | dicendo: Impudentem, et gubernatorem, et imperatorem esse, qui,
5421 II, 10| ingioiellarsi il petto e guernirsi d'oro a chi v'ha dentro
5422 II, 8 | armadure con che l'Apostolo ci guernisce. Ma se vogliamo anco farla
5423 II, 3 | guerra, perché continuo guerreggiano. Tal è nel proposito nostro:
5424 I, 1 | era quanto far si poteva guerresco: così inteso a ordinare
5425 I, 1 | il suo ricrearsi: e se al guerrier da guerriero, dunque al
5426 I, 3 | solitarie e civili, timide e guerriere, libere e servili, semplici
5427 I, 10| di marmi, qual è la gran guglia a San Pietro che tutto è
5428 II, 8 | si viaggia sicuro se non guidandosi con le stelle, né va per
5429 I, 9 | verso l'un polo e l'altro li guidano: anzi, veramente li portano,
5430 I, 1 | trasviato dalla fortuna, ma guidato dalla virtù, mille volte
5431 II, 1 | tutte le stelle ridenti la guidino, tutti i porti, a lei sola
5432 II, 6 | Firenze, cioè avanti il conte Guido Novello (famoso nelle memorie
5433 II, 13| avvegnaché non toccata si muove e guizza. E poté anche a ciò aver
5434 I, 5 | concordia: dallo squotersi e guizzar che fa tutta una lunga e
5435 II, 4 | paradiso, dimostrò che avea gustato il frutto dell'albero della
5436 I, 13| visum in eo praetendit? Ubi gustatum explicavit? Ubi odoratum
5437 II, 6 | orbis terrarum, et tamquam gutta roris antelucani quae descendit
5438 I, 10| revertitur ibique renascens gyrat per meridiem et flectitur
5439 I, 9 | tendentem in sublimi semper habeam, quantum refert mea quid
5440 II, 7 | gregge in un sol capo: nihil habebat omnino praeter unam ovem
5441 I, 9 | per ragione perché velut habenis quibusdam caelestis imperii
5442 I, 12| et incommutabilis simul habens omnia perseverat.~ ~Or comincianne
5443 II, 5 | illam in caelo sedes suas habentem, incolumitatis causam rebus
5444 II, 8 | caduca pro solidis: nihil habentes potestatis in arbitrio,
5445 II, 10| mortalibus rationabiles habentibus animas Dei largitate concessa
5446 I, 4 | dicebat, qui velut reges habentur philosophorum, sed de homine
5447 II, 7 | e più vasa, rispose: Non habeo, la vena, fino allora corrente,
5448 II, 4 | serbandola ut ipse diabolus haberet adiutricem, non ut maritus
5449 I, 15| et procerioribus digitis habiles ad tenendum. Hinc aptior
5450 I, 14| condendo maior sit utilitatis habita ratio quam decoris; e per
5451 I, 12| sive cum venerit fingit habitaculum pro habitu suo, etc. Io
5452 I, 10| nobis et recedere et mutare habitum sine sensu publico licet.
5453 I, 4 | dice solo: Fama est, et habuisse traditur) nella cui pietra,
5454 I, 9 | machinata versarentur non habuissemus in terra lucem nec fructuum
5455 I, 16| quando abbisogna di noi? Hacci ella, come a dire, in mente?
5456 II, 12| Caldaeorum, ut in iis infirmi haereant, validiores sensu offensionem
5457 II, 15| potest, ut alteri geminorum haereditas obveniat, alteri non obveniat,
5458 I, 12| textili silva, quam humi haerere voluntaria iniuria. Havvene
5459 I, 15| recidere il dito grosso ut hastam ferre non possent, remos
5460 II, 13| lusionem deputa, lector, haud pugnam. Ostendam, sed non
5461 I, 10| e conoscente d'esserlo, haustum omnem lucis illo regerit,
5462 II, 2 | ceterum nihil habent ardoris hebetes ac languidi. Né punto l'
5463 I, 3 | redundabat. Subito ut floribus herbarumque viriditatibus ita nemoribus
5464 I, 3 | nando, cibumque passim oris hiatu et dentibus ipsis capessunt:
5465 I, 13| caeci: tubam pariter, et hiatum oris illius ostende. Quodvis
5466 I, 3 | protulerunt inhorrentem comam hibernis quoque temporibus servaturae.
5467 I, 4 | meruitque placere,~quamvis hinnitum, dum canit ille, daret.~ ~
5468 I, 6 | alia corpora mango, alia Hippocrates laudaturus est – truovino
5469 I, 3 | villis vestitae, aliae spinis hirsutae: pluma alias, alias squama
5470 II, 16| sopraccennato libro: Ipsa denique hiscere si animantia muta possent,
5471 I, 4 | vera istoria, la sua Vera historia. Vero quel gruppo di vento
5472 I, 12| autem foenum agri, quod hodie est et cras in clibanum
5473 I, 10| et latrones recedunt et homicidae ad antra suffugiunt et amoventur
5474 I, 15| totum verticem comit et honesto venustat ornatu. E fin colà
5475 II, 6 | dicendolo io, ripugnarmi ? Ed honne, per cui rappresentarlo,
5476 I, 16| sepelitur, funestatur mundi honor, omnis substantia denigratur,
5477 I, 11| il mondo visibile, toties honoratur, disse Tertulliano, quoties
5478 II, 10| in hunc mortalium coetum honores, divitias, gratiam excutere,
5479 II, 13| la Lira,~ ~cui caelestis honos similisque potentia causae,~
5480 I, 4 | contemplare, intelligere declarari horas arte, non casu: mundum autem,
5481 II, 10| locis omnibus omnibusque horis, omnium vocibus Fortuna
5482 I, 4 | inter philosophos quam inter horologia conveniet: volendo dir d'
5483 II, 15| mentibus atque firmare, non horoscopi notati atque inspecti aliqua
5484 I, 12| fragiliter splendida, cui timetur horribilius ne repente frangatur. Questa
5485 I, 1 | medicina? Ne silvae quidem horridiorque naturae facies medicinis
5486 I, 7 | magna quaedam res est, horror est consideranti.~ ~Quante
5487 I, 13| ineffabilem incutiant admirationis horrorem?~ ~Né io fin ora ho detto
5488 I, 1 | sequestrat tantisper severitatem: hortatur ad ludum, ad libertatem
5489 I, 12| quisque cenet. Nam si ex horto petantur aut herba vel frutex
5490 I, 4 | dei il riconoscevano re,~ ~hos inter Chiron, ad plectra
5491 I, 12| corpora, dignum prius metatur hospitium, sive cum venerit fingit
5492 II, 13| quos si fors vertat in hostem~attonitos, solum dum cernit,
5493 I, 14| terrebant; elegantia etiam hostes delectabant. Or vengo a'
5494 II, 7 | et tota membra hominis hosti suo militant ad ruinam.
5495 II, 9 | abstinentiam semetipsum vivam hostiam offerendo, sit vitulus;
5496 I, 5 | non si sconcerti e guasti. Hovvelo a dimostrare? Innalzatelo
5497 | huiusmodi
5498 II, 15| Così è, dice egli: aut humanae naturae, aut caelestis elementi,
5499 II, 12| Deum hominumque devocaverat humanissimam artem? Ideone tot conditores
5500 I, 4 | ille (Epicurus) qui genus humanum ingenio superavit et omnes
5501 I, 3 | l'aiutò al lavoro? Quis humeris saxa convexit? Quis congessit
5502 I, 13| Turrigeros elephantorum miramur humeros taurorumque colla et truces
5503 I, 12| invehi textili silva, quam humi haerere voluntaria iniuria.
5504 II, 10| comprehensam inclinem ipsum atque humilem quantum potest super undas
5505 I, 7 | racemum, non stupens miretur humorem igneum ligno iniditum?~ ~
5506 II, 9 | rubra in rosis, purpurea in hyacinthis, in diversis rebus diversa,
5507 I, 8 | gran mali. Li proviamo s[ì] gravi, sì continui e tanti
5508 II, 10| fundus sit nullus, veritatem iacere demersam. Nimurum stinte,
5509 II, 10| dice egli, testam teretem iactatione fluctuum levigatam legere
5510 I, 8 | undae tuae, armentur venti, iactetur undequaque scapha, naufragii
5511 I, 1 | sopraccennato re Teodorico: in bonis iactibus tacet, in malis ridet, in
5512 I, 13| colla et truces in sublime iactus, tigrium rapinas, leonum
5513 II, 10| undas irrotare, ut illud iaculum vel dorsum maris raderet
5514 I, 4 | vide fra le Pleiadi e le Iadi; verissima la balena che
5515 II, 13| sette magici anelli che Iarca donò ad Apollonio (un incantatore
5516 I, 10| ad locum suum revertitur ibique renascens gyrat per meridiem
5517 II, 7 | la vittoria del secondo. Ibo, disse egli, ad patrem meum.
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