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Libro, Capo
8037 II, 11| e intrecciano i nodi e ordiscono quelle mirabili peripezie
8038 II, 2 | i subbi e rimettere dell'ordito quanto si avvolge del tessuto.
8039 I, 15| alcun altro quadrupede più orecchiuto. Poi gli si traggano gli
8040 II, 11| pochi inteso, non favoloso Orfeo delle favole, che tutto
8041 I, 11| per tacer degli altri, gli organi della voce, e di tal voce
8042 II, 16| ne figura i corpi? Chi ne organizza le membra? Chi ne stampa
8043 I, 11| corpicciuolo. Poi, da chi s'organizzano e compongono e stampano
8044 I, 5 | suol darsi alla natura, d'organizzarci l'anima in una tal poco
8045 II, 16| quattro o sei in un corpo e organizzarsene un oriuolo che misuri il
8046 I, 11| lima, incontanente se ne organizzasse da sé medesimo un oriuolo
8047 I, 14| figura dissomiglianti, e organizzatele in un corpo. Anzi, per non
8048 II, 10| sallo il componitore che l'organizzò con mistero e con risguardo
8049 I, 1 | come l'alterezza de' nostri orgogliosi ingegni abbassata da cotali
8050 II, 5 | mezzo su l'ali, in uno stare orgoglioso, co' focosi occhi tutta
8051 I, 15| oracula. Manus est quae cibum ori ministrat, manus est quae
8052 II, 4 | che una sì candida perla orientale si nascondesse in seno a
8053 I, 10| non osano esser colpevoli. Orientibus Solis radiis – dice egli –
8054 I, 10| tamquam omnis vitii et erroris originem.~ ~
8055 I, 10| contingit. Prodire te putas? Oriris.~ ~Suo dunque è il bellissimo
8056 I, 10| movea la mano a descriverlo, oritur et occidit: non per ingannevole
8057 I, 4 | dubitant de mundo ex quo et oriuntur et fiunt omnia, casu ne
8058 I, 14| solamente, ma entrando gli orli dell'uno dentro a que' dell'
8059 I, 1 | atque anni et cuncta haec ornamenta caeli Dei verbum mandatumque
8060 I, 2 | istoriate e ne' fregi che l'ornano, che più non si potrebbe
8061 I, 11| innocenti, sì come sol per ornarsene, non per ferire? Chi in
8062 II, 10| ortus et obitus, cursum ornatissimum atque ordinatissimum dare;
8063 I, 4 | distinto, nella bellezza sì ornato, in tanta diversità di nature
8064 I, 15| comit et honesto venustat ornatu. E fin colà fra' gentili,
8065 I, 2 | gli schietti e di niuna ornatura, al far veder di riflesso
8066 I, 12| est vilius tam abundanter ornavit?~ ~A che altro vagliono
8067 II, 14| in armi a combattere. [T]ornerebbe dal campo cinta di palme,
8068 I, 8 | erbe assai ve ne ha delle orridamente spinose, e per lo gambo
8069 I, 12| che tutti, eziandio i così orridi e certi per fino ancor nelle
8070 I, 16| siegue di vari affetti, orrori, spaventi, allegrezze, sdegni,
8071 II, 12| in petto l'imagine dell'Orsa celeste con altrettante
8072 I, 1 | senza né gelar presso all'Orse né avvampar sotto la zona
8073 I, 10| su gli occhi del Sole non osano esser colpevoli. Orientibus
8074 II, 12| le violenze e le brutali oscenità degl'iddii, colasù non tanto
8075 I, 12| in cui si legano, anzi ad oscurarne il pregio, facendolo vergognare
8076 II, 8 | sostiene, dimuovesi e rovina. Oscurata in altri e non ispenta la
8077 I, 15| se ne inviluppa e di sì oscuri misteri che non v'ha Edipo
8078 II, 10| gli sciocchi e gli empi oseranno metter la bocca e dubitar
8079 I, 2 | splendidamente e com'era degno di tal ospite vi fu accolto, e per lui
8080 I, 1 | Ciclope divorator de' suoi ospiti, le Sirene incantatrici
8081 II, 9 | di Mosè, che fu il primo ospizio che Iddio avesse in terra:
8082 II, 10| anzi l'ignudo e scomposto ossame di cento navi divorate e
8083 I, 14| che dentro ne formano l'ossatura e la paglia con che s'impolpano
8084 I, 8 | per noi gli si rende più ossequio per lo guastamento che per
8085 II, 13| freschezza d'aria, quale io l'osservai, oltre all'usato grande,
8086 II, 15| per istruzion della terra, osservandone le destre parti o le sinistre
8087 I, 1 | ancor ne' libri por mente ad osservar quel precetto d'architettura
8088 I, 13| Fecimi chino sopra esse ad osservarle, allora sol per diletto,
8089 I, 14| opera. Finalmente son da osservarsene le scavature. Quanti vi
8090 I, 9 | atto e ciò che altro è da osservarsi. Or se il mondo e da' nostri
8091 II, 15| che si alloggiano in casa. Osservasi il gittar dell'ombre in
8092 II, 3 | come rischio di rovinare. Osservaste voi mai una greggia di capre (
8093 II, 12| quella si contano stelle, osservatane anco la proporzionata distanza,
8094 II, 13| pronostican saviamente, osservatene le cagioni che assai delle
8095 I, 9 | s'obliquano. E di qui è l'osservatissimo andar seco de' fumi o vapori
8096 I, 13| introduce a parlare come loro osservatore e discepolo quel Malco,
8097 I, 16| ve ne ha libri antichi e osservatori moderni, e a sì gran copia
8098 II, 10| almen come poco dianzi osservava in quella città bene amministrata,
8099 I, 9 | refrazione dell'atmosfera le osservavano: così noi Iddio da' cieli
8100 I, 11| dura e secchissima per le ossicelle, liquida per gli umori,
8101 II, 9 | tutti però insieme, non ostanti le contrarie loro inclinazioni,
8102 II, 13| deputa, lector, haud pugnam. Ostendam, sed non imprimam vulnera.
8103 I, 3 | vetustate, sine ruina; tamen ut ostendat artem, fabricat domum, et
8104 I, 13| pariter, et hiatum oris illius ostende. Quodvis animal, unius licet
8105 I, 1 | genere formosa, solitudini ostenderet. Et ut scias illam spectari
8106 II, 16| quodammodo contra illos exclamat ostenditque suum conditorem ac dominum
8107 I, 8 | minae intententur, mors ostentetur, mortis expectatione pendeant.
8108 I, 1 | essere un lungo viaggio senza osteria. Così facevano essi e altrui
8109 II, 8 | si è discorso, non v'è né ostinazion di giudicio, né contrarietà
8110 II, 16| Diodoro Crono? Costui, fosse ostinazione o pazzia d'ingegno che vel
8111 II, 13| porteranno le tramontane e gli ostri e così tutti gli altri.
8112 II, 6 | transfertur negotia, immo otia, amoris et desiderii huius?
8113 I, 14| non v'attendevano: quoniam otiosorum et in magno loci silentio
8114 II, 14| venne all'imperio di Roma Otone, urgentibus mathematicis,
8115 I, 14| di lontanissimi paesi due otre che sembrino il medesimo,
8116 II, 10| non oscurità d'errore che ottenebri il cervello, ma veleno d'
8117 II, 7 | conto di grazia quel che, ottenendolo, misera l'anima nostra:
8118 II, 7 | malcontenti che, venuti chi ad ottener grazie per pietà e chi ricompensa
8119 II, 7 | preghiere e non per ciò ottenute? Comperate con dirottissime
8120 I, 2 | quantunque bellissime e ottime e tutte insieme oltre numero,
8121 I, 14| e Galeno, e poscia altri ottimi intenditori dell'artificio
8122 I, 4 | milioni seicentoventottomila e ottocento maniere di ghirlande, sì
8123 II, 12| o il finir dell'imperio ottomano e 'l risorgere dell'ebreo,
8124 II, 7 | habebat omnino praeter unam ovem parvulam. Che s'egli altresì,
8125 I, 3 | podestà di far tutto tutta oziosa in pugno? Onnipotente, e
8126 II, 8 | sterili salci, mutole ed oziose, perché non trovavano orecchi
8127 II, 7 | piantate in sul petto? [P]er magistero di carità,
8128 I, 12| ingegnosa menzogna disse Pacato, celebrando la miracolosa
8129 II, 12| astrolaghi e le guerre e le paci e, come venissero freschi
8130 I, 5 | cui senza mezzano, senza paciale, disse il Boccadoro, l'acqua
8131 II, 9 | ne parve al vescovo san Paciano. Non est, dice egli, coloris
8132 I, 15| di terribili, amabili, e pacifichi di guerrieri; ciò che gli
8133 I, 5 | Così,~ ~dum certant, plus pacis habent.~ ~Segreti son veramente
8134 I, 14| admirabilia sunt, sed quo pacto fiant, nobis ignotum est.
8135 II, 9 | opera di ricamo, e simile i padiglioni e i tappeti; e i teli del
8136 II, 4 | E poi, preghiere d'una padrona, che come l'arco prende
8137 II, 7 | quali, nelle grazie de' padroni, non sembra avere altra
8138 II, 7 | essi da lui riscoterebbono pagamento. E vuolsi dire acconciamente
8139 II, 16| di Dio con gli iddii del paganesimo: omnem illorum coetum, non
8140 I, 13| prezzo con che alla natura si pagano le cose ch'ella ci dona
8141 I, 2 | di fatica; ma ben ancor pagate, non dico solo in danaro
8142 II, 7 | avvivatogli dall'interesse, onde, pagato con altrettanto di gloria
8143 II, 9 | sol di sé consapevoli e paghe, se ne vivono ritirate.
8144 II, 7 | riceverle, con nuove grazie pagherebbe. E forse non è da lungi
8145 II, 10| mortalium sola utramque paginam facit, adeoque obnoxiae
8146 I, 14| formano l'ossatura e la paglia con che s'impolpano e prendon
8147 II, 10| a sé altro che vilissime paglie. Bellezza di virtù, sublimità
8148 I, 1 | ischiamazzi e grida che paion voler mettere in chiaro
8149 I, 3 | a mettere i fondamenti e palarli, già che son gittati nell'
8150 II, 10| musica? Dolce però al sano palato dell'orecchio, che mirabilmente
8151 II, 15| io? Tante maniere v'ha di palesar l'occulto, di prevedere
8152 I, 16| il recano a invenzione di Palidanna moglie di Teone. Ma ella
8153 I, 4 | alla difesa, de' feriti; il pallidore de' moribondi, la giacitura
8154 I, 9 | insegnarono il Sole essere un pallone di ferro rovente. Fabricò
8155 I, 5 | come scarafaggio voltar pallottole di bovina, e tutto adoperare
8156 I, 15| a' ciechi, che con esse palpando conoscono quel che non veggono;
8157 I, 13| viva scintilla di fuoco, palpitante come le stelle, senza ardere?
8158 II, 7 | è in fronte? E d'un vil paltoniere che 'l riceveva, nol rend
8159 I, 3 | piani dove ristagnano le paludi. Per tutto poi, entro le
8160 I, 7 | ligat et circumdat lacertis, pampinis vestit, sertis uvarum coronat?
8161 I, 7 | S. Ambrogio: doceat nos pampinus naturae gratiam, et divinae
8162 I, 5 | mordere, in vece di Dio, quel pan di pece con che il fioritissimo
8163 I, 7 | vuole, o in pergole o in pancate, o ne' terreni asciutti
8164 I, 13| pazzo di Luciano che con un panegirico la celebrò, ma il sole de'
8165 I, 11| inaspettato multiplico di cinque pani sazia cinquemila famelici,
8166 I, 11| millium hominum de quinque panibus; et tamen hoc nemo miratur.
8167 II, 4 | lume o nascose: come nel panneggiar diverso, massimamente nelle
8168 I, 12| altro è tutto grappoli e pannocchie; chi forma tazze, chi ombrelli,
8169 I, 13| chi elefante, o lione, o pantera, o istrice. Quanto al muoversi,
8170 I, 14| un andar superbo, in un paoneggiarsi altero, tutto raccogliersi
8171 II, 9 | delle Scritture san Gregorio papa, que' diversi quattro santi
8172 I, 16| rive vestito di rugiadosi papaveri, che col capo in seno, per
8173 I, 9 | uscirne certificato, mi si para d'avanti l'acqua nel mare
8174 II, 11| figura, o d'iperbole o di parabola, s'inarcassero quelle grandi
8175 I, 9 | dà la quasi insensibile parafassi di Saturno, una stella nel
8176 I, 2 | veggiamo non è degno di paragonarglisi pur come ombra, allora,
8177 I, 4 | si corrisponderanno, al paragonarli, il mondo di Democrito,
8178 I, 12| E come ben prenderebbe a paragonarsi in ciò a' fiori chi gelato
8179 II, 6 | avvegnaché in sé grandissima, paragonata al divin potere è nulla
8180 II, 7 | da un forte accidente di paralisia, giacea quinci lontano immobile
8181 I, 9 | mostrandosi ancor nelle fasce parallele che attraversano il corpo
8182 I, 5 | pendente, gli stipiti non paralleli, gli angoli del vano obliqui,
8183 II, 12| faccia, infallibilmente sarà. Paralogismi, è vero, ma come sì grande
8184 II, 9 | victum, alias ad amictum parandum necessarias. Cum enim non
8185 II, 8 | che col medesimo colpo parano tutto a un tempo e feriscono.~ ~
8186 I, 9 | alla verga, allo sprone, e parare e volgere, e ir di passo
8187 I, 15| commori cum dominis sunt parati. Ma egli sarebbe un troppo
8188 I, 14| se, fra tanti che gli si paravano finanzi difettuosi e mal
8189 I, 12| adopriamo ne' più santi usi e parcamente, a grani o a pizzichi, colà
8190 I, 4 | soverchiamente loquace, parco nel ragionare. Utinam, siegue
8191 I, 5 | pur gli ordinò sì che non parean diversi pezzi ma un solo,
8192 I, 10| saldan fra loro i conti e pareggiano le partite, pesando l'autunno
8193 II, 8 | credevamo salir sopra i cieli e pareggiarci con gli angioli, ci troviam,
8194 II, 5 | che se ne faccia si creda pareggiarsi col vero, anzi esserne un'
8195 I, 16| tanto si giudican desse parendolo quanto essendolo. Peroché
8196 I, 4 | l'opinion di Democrito, parendomi che solo a farla parlare
8197 I, 1 | Eucherio, che in quella sua parenetica a Valeriano, tutta degna
8198 I, 15| satis aestimare, dice egli, parens melior homini, an tristior
8199 I, 5 | certis quod legibus omnia parent.~Nusquam turba nocet. Nihil
8200 II, 2 | Agostino? Cum palam sit parentem omnium Deum, nec principium
8201 II, 1 | cuore nell'amor di Dio, e 'l parerci di non essergli né figliuoli,
8202 I, 9 | Roma: anzi, a dir meglio, parevagli esser esule da tutta la
8203 I, 12| disse Tertulliano, mavult parietibus invehi textili silva, quam
8204 I, 6 | scriptoris articulum, quomodo eas pariles, aequales decorasque fecit,
8205 I, 14| numerosa sit et pulchra sibi parilitate respondeat, ut nescias utrum
8206 II, 3 | dunque ad avvertir bene che, parlando con te medesimo, tu non
8207 I, 11| barbaro di nascimento, peggio parlante che mutolo, e cieco d'anima
8208 II, 4 | Eva, quanto a lui stolta parlatrice tanto a' demoni inutile
8209 I, 7 | per tornare a quel di che parlavamo, Ipse facit, siegue a dire
8210 I, 1 | discorso seguente se ne parlerà in generale. Qui solo resta
8211 II, 9 | virtù sono una famiglia (parlia qui delle infuse e di qualità
8212 II, 4 | rompere chi la contrasta. Non parliamo ora de' gastighi della vita
8213 I, 16| avviso a' sogni, che, o parlino in burlesco o da vero, appena
8214 I, 4 | Raffaello e la grazia del Parmegiano. Voglianci aggiungere che
8215 I, 8 | Pativa la terra que' mortali parosismi che la fan traballare e
8216 I, 9 | cagione. Che dunque? Un parosismo di que' corpi ab intrinseco
8217 I, 11| degli occhi, elle non vi parran cosa indegna d'esser veduta:
8218 I, 3 | termine, una immensità le parrebbono.~ ~Ma egli era un mondo
8219 I, 15| storpiate al lavoro. Veggianlo. Parrebbonvi elle per avventura star
8220 II, 9 | Conciosiaché, come diverso è il partecipar le virtù del Sole secondo
8221 II, 8 | nelle guerre civili non parteggiavano, ma si tenevan neutrali,
8222 I, 13| dire de' buon pensieri che partendosene portò seco e come in fine
8223 I, 4 | virtù, ma d'impartibili particelle onde comporsi tutte le cose
8224 I, 10| dumtaxat plurimum divinae es particeps sapientiae.~ ~E già per
8225 II, 9 | umane e, secondo esse, del participare altri più altri meno de'
8226 I, 12| poiché ogni ben creato è participazione dell'increato) è sì lontana
8227 II, 8 | gl'individui ne' quali si particolarizza e al lor morire restituito,
8228 II, 15| cosa a' suoi tempi e sì particolarizzato di circostanze, che più
8229 II, 15| aver Marte in opposizion partile coll'ascendente. Così quel
8230 II, 15| non fossero esattamente partili, fin ne' minuti e ne' secondi,
8231 II, 16| architettura: con atri e portici, e partimenti di sale e camere, abbellito
8232 II, 3 | anche un poco colà onde ci partimmo) può senza pericolo andarsi
8233 II, 9 | Palestina sì come d'altrove, di partire tutti indifferentemente
8234 II, 2 | ad estra produce, senza partirglisi il passato e senza sopravenirgli
8235 I, 1 | sé stesso, di dove senza partirsene era uscito. O dunque" conchiude
8236 II, 10| sapete se sia giungere o partirsi: così non è durevole nulla
8237 I, 14| tanto che l'un fu vinto, e partissi con la confusione dovutagli,
8238 I, 1 | esercito, a vincere una partita come una battaglia. Né v'
8239 I, 11| ornamenti, e le mirabili lor partiture, non si può divisar tutta
8240 I, 12| filosofi del suo tempo, partorendo un figliuol moro, essa bianca
8241 I, 12| gravida nel suo ventre e partorillo? Miratela: un viluppo di
8242 I, 12| sepellita cipolla risorgerà e partorirà, la gravida senza seme,
8243 I, 12| demandare perché ora ne partoriscano improviso uno, o tutto d'
8244 I, 12| solamente gravida di te stessa, partorisci; tu l'artefice senz'arte,
8245 I, 14| giovinetti, come fosser fratelli partoriti a un medesimo ventre; ed
8246 I, 15| non anzi odio di matrigna, partorito un figliuolo, metterlo,
8247 I, 12| mirandoli e concependo, partorivan di poi gli agnelletti similmente
8248 II, 8 | letamaio; e non per tanto, parturiens imortalitatem interius,
8249 I, 4 | inane volat finemque perosus~parturit innumeros angusto pectore
8250 II, 10| numerantur adulteria quam partus. Conciosia che la Sapienza
8251 I, 15| con un quasi niente, così parutovi a prima vista, ha fatto
8252 I, 7 | ingentem vim per occultum agant parvula admodum semina: et quorum
8253 II, 7 | omnino praeter unam ovem parvulam. Che s'egli altresì, come
8254 I, 7 | di tutte insieme quelle parziali virtù diverse, ma collegate,
8255 II, 1 | rispetto a' meriti? tanta parzialità, e il più sovente in danno
8256 I, 13| un barbaro io ne menava a pascer gli armenti, dove, per quanto
8257 II, 12| tese dall'Astrologia per pascersi.~ ~Così male è riuscita
8258 I, 5 | secoli, quando gli uomini non pascevano altro che ghiande; anzi,
8259 II, 3 | quod in altis grex iste pascitur, audax in monte. Itaque
8260 II, 16| alle selve, alle vigne, a' pascoli, a' seminati. Chi lor conduce
8261 I, 12| discernere il cibo e 'l pascolo che la natura gl'insegnò
8262 II, 3 | isolato dove altro non cape, pascon quelle saporitissime erbe,
8263 II, 7 | come in su una barchetta passaggera si mette, e via per lo mare
8264 I, 15| si ferman su l'ancore son passaggere, né han patria permanente
8265 I, 1 | di sostenerli mentre vi passan sopra, a gl'intendenti,
8266 I, 11| ischerno, quello spartano che, passando a piè d'una città tutto
8267 II, 1 | dà salvaguardia a' buoni, passaporto, franchigia, scampo? O non
8268 II, 6 | memoria ci si allassa a passarne o contarne le miglia, ivi
8269 I, 14| boschereccia satirica, che ci è passata in uso delle pastorali;
8270 II, 5 | essa il titolo di tonante passatogli in proprio nome, più si
8271 II, 15| insieme novecento, mille e più passeggeri, quanti tal volta ne trasportano
8272 II, 2 | vi si nasconde; e che or passeggia i cieli, or si profonda
8273 II, 10| che su le ferme sue note passeggiano: e fughe mirabilmente intrecciate
8274 I, 14| di Plutarco, conviene o passeggiar lungo il mare o barcheggiar
8275 II, 3 | certo luogo rimotissimo passeggiava, il domandò che andasse
8276 II, 6 | sia, un uomo che una vil passera. Dorma sicuro il re Filippo,
8277 I, 16| voi stessi. Dunque come passerà a nuoto l'oceano chi anniega
8278 II, 6 | uccelletti, dicendo: Nonne duo passeres asse veneunt? et unus ex
8279 I, 11| gli occhi il calpestiamo e passiam oltre. Così è, dice S. Agostino,
8280 II, 16| eterna; chi dal puramente passibile, ch'è la materia, sale al
8281 I, 9 | altramente che dubitando? Passion dell'occhio, come affaticato
8282 II, 15| aptans Lunae cursibus hominis passiones. Vexabat ergo corpus lunaribus
8283 II, 9 | agendo, sit homo; alius in passionibus fortis, adversa mundi non
8284 I, 14| ci è passata in uso delle pastorali; aggiungete loro la marittima
8285 II, 5 | che un mucchio di tuguri pastorecci, era tutta alla rustica:
8286 II, 6 | de' prìncipi e non de' pastorelli? delle porpore e non de'
8287 I, 10| qua su, scuri né ambigui. Pastori al trar le gregge a pascere,
8288 II, 3 | fructus electior. Spectantur a pastoribus suis dumosa de rupe pendentes,
8289 I, 3 | gradiendo, aliae serpendo ad pastum accedunt, aliae volando,
8290 II, 7 | provincia appena era bastevole a pasturare, come potrebbe far loro
8291 I, 15| selva di fabriche, da' gran patagi sino ai piccoli abituri,
8292 I, 2 | ille tibi, crede mihi, patebit Deus, sane totius expers
8293 II, 15| da Mercurio alle Parche: Patere mathematicos aliquando verum
8294 II, 7 | interesse, degli agi della paterna sua casa? Ma dove egli sol
8295 II, 14| spensierati all'ombra del paterno lor tetto, contenti d'una
8296 II, 9 | praeclusa virtus est. Omnibus patet, omnes admittit, omnes invitat:
8297 II, 8 | quam necesse sit ut tales patiamini irrisores et exactores veritatis,
8298 I, 8 | effetti del male che vi patiamo, la rovina che ne fece il
8299 I, 6 | i quali, come son nature patibili e stanno in mezzo a' contrari,
8300 II, 10| fra' quali in più eminente patibolo si vedrebbe quel Trismegisto
8301 II, 4 | semel retributionis diem patienter exspectat. Cumque habeat
8302 II, 4 | inseparabili aequalitate patientiae, nocentibus et innoxiis,
8303 II, 4 | vindictam, mavult diu tenere patientiam. E questo è un sì gran fare,
8304 I, 7 | passus est, hominem perire patietur quem ad imaginem sui fecit?
8305 II, 10| quanto del suo mal fare non patisce di vergogna onde mai, per
8306 II, 10| averne pietà; conciosia che patissero quel ch'è proprio dell'ingegno
8307 I, 8 | uscir de' suoi termini? Pativa la terra que' mortali parosismi
8308 II, 6 | cadet super terram sine Patre vestro; e proseguì traendone
8309 II, 7 | secondo. Ibo, disse egli, ad patrem meum. Voltoglisi la rea
8310 I, 14| quasdam nulli, quasdam feminam patri; marem sibi, che dovrà dirsi
8311 II, 7 | que' primi e ricchissimi patriarchi, avesse posseduto degli
8312 I, 14| in due o tre diversissime patrie. Per ciò, ancorché falsa,
8313 II, 7 | quod erat filii: ille quod patris est non amisit. Se questo
8314 II, 11| e Severo a sé medesimi, Patrizio a Teodosio, Leonzio alla
8315 II, 7 | miseriis! Ecce diabolus patrona voce hominis hominem petiturus
8316 I, 13| egli – a chi di voi tantum patuit in Dei opera, ut alicui
8317 I, 10| ordinis. Partim inter se paulum miscentur, ac vicinitate
8318 II, 9 | conchiude il Crisostomo, pauperes velut tutelaria quaedam
8319 I, 12| cum remedia vera quotidie pauperrimus quisque cenet. Nam si ex
8320 II, 3 | di montagne, in altezza paurosa a vedere? Ma elle non temon
8321 I, 1 | erte, i dirupi, le altezze paurose a vedere e, dov'ell'erano
8322 I, 8 | cotesto in che vi veggo paurosi e disanimati? Il vostro
8323 I, 13| nelle memorie di Corinto, Pausania: Daedali quidem opera rudia
8324 I, 11| tetraonis pennula, taceo de pavo, sordidum artificem pronuntiabit
8325 I, 11| solo la scorza; così a' pavoni le bellissime penne, a'
8326 I, 15| duri colli de' buoi, le pazienti schiene de' giumenti, le
8327 I, 16| e fuggono, con un andare pazzissimo. Non altrimenti vi sarà
8328 I, 16| noi sognanti matteggia e pecca in quelle sozze maniere
8329 I, 8 | la rovina che ne fece il peccar d'Adamo e, nella continuazion
8330 II, 15| di stelle, mercé de' suoi peccati, che furono il violento
8331 II, 4 | pictura; Deus nescit ubi ponat peccatorem, ut sit ordinata creatura?
8332 II, 4 | vizi nostri, cum eo loco peccatores constituit, quo ea perpeti
8333 II, 10| progenie d'Adamo, tutta in lui peccatrice e per ciò odievole, rea
8334 II, 1 | mulier quae tangit eum, quia peccatrix est, similmente ad essi
8335 I, 12| Gregorio Nazianzeno, che le pecchie ne' loro alveari lavorino
8336 I, 12| d'un lione in un corpo di pecora e quella d'un levriere in
8337 II, 3 | curo forse come una rozza pecoraia l'umana curiosità, idropica
8338 II, 9 | ista componit: nonnulla pectori adhaeret, aliqua ultimo
8339 II, 2 | Nobis vero ad intellectum pectus angustum est, et ideo sic
8340 II, 7 | quae caduca. Noli orare pro pecunia, quia aerugo est, etc. Ista
8341 I, 7 | poco ingrossando, ecco il pedale e 'l tronco; di fusto alcuni
8342 II, 7 | non enim ait: "Calcas pedem meum ", sed se dicit calcari,
8343 II, 15| inter falsa atque vera pedetentim, quasi per tenebras ingredientes
8344 II, 7 | transfigurabat. Vocem namque pedis suscipit lingua. Quando
8345 I, 13| pinnas adnexuit, praelongavit pedum crura, disposuit ieiunam
8346 II, 11| del cielo una peste troppo peggiore di quella che di colà c'
8347 I, 10| generazione di fiere, tanto peggiori quanto meno al sembiante
8348 II, 4 | Giuseppe quem domini sui uxor peius amare coeperat, quam oderant
8349 I, 3 | spica flavescens imaginem pelagi fluctuantis commotione segetis
8350 I, 4 | Achilles ipse ob fraxinum ex Pelio. E non vi mancan cervelli
8351 I, 15| riso, che, come cosa a noi pellegrína e venutaci di lontano, tardi
8352 II, 9 | mobile, percioch'egli altresì pellegrinava col suo popolo, dall'Egitto
8353 I, 15| notturne veglie, delle lunghe pellegrinazioni in accatto di sapienza;
8354 I, 13| accozzate a formare le più pellegrine e bizzarre invenzioni di
8355 I, 15| quest'altro modo, ispido, peloso, lanuto, o incrostato di
8356 I, 11| gli architetti, che tanto penano a disegnar con regola le
8357 I, 8 | ostentetur, mortis expectatione pendeant. Usque ad spem tamen instet
8358 II, 11| artem~sideribus videre vagis pendentia fata.~Singula nam proprio
8359 II, 9 | e come già si vedessero pender diritta in sul capo la corona
8360 II, 15| colui) quante tavolette pendevano nel suo tempio, appiccatevi
8361 II, 5 | certe sottilissime fila che pendono dalle dita del giucoliere,
8362 I, 12| colei appresso il poeta, e a Peneo suo padre domanda quel che
8363 I, 16| ben desta e tutta in atto penerebbe a uguagliarle? Raccordasi
8364 II, 9 | miracolose opere d'amendue, penerete, ove ne vogliate esser giudice,
8365 I, 5 | de' nostri ingegni, non penetrabili sino al fondo: ma tanto
8366 II, 2 | con lo sguardo e tutto il penetran fino al centro? O ne veggono
8367 II, 5 | circumdando penetrans, penetrando circumdans. Unde superius
8368 I, 15| incassiangliene un paio di lince, penetranti con lo sguardo fin dentro
8369 I, 14| princìpi efficienti, chi vi può penetrar sì a fondo, che li rinvenga
8370 II, 10| oscurissime, e per oscurissime a penetrarsi le chiare? Così quel tanto
8371 II, 6 | i nomi e i confini, egli peni a distintamente conoscerle,
8372 II, 10| fatto rappresentare un Adamo penitente, un Giobbe addolorato, un
8373 II, 9 | disagi delle volontarie penitenze; coprir di seta e di porpora
8374 I, 11| che sopravanza, a chi un pennacchietto che ne spunta con grazia?
8375 I, 3 | armatas, alias habere effugia pennarum. Aliae gradiendo, aliae
8376 I, 3 | sugo e i semi; ma come il pennecchio a fiocco a fiocco, così
8377 I, 12| un solo con una leggier pennellata; e perché non si permischino
8378 II, 9 | contemplationis volatu, sit aquila; pennis se tamen, dum volant, tangunt,
8379 I, 11| de Rubro, una tetraonis pennula, taceo de pavo, sordidum
8380 I, 13| numerum moveat, quid volantis pennulas moderetur ac vibret. Quod
8381 I, 15| ignude e vellute e squamose e pennute, come ci è in grado volerle;
8382 I, 13| de' corbi che non ancor pennuti gracchiando entro i lor
8383 I, 1 | infastiditi da una lunga e penosa navigazione, collar le vele,
8384 II, 2 | quanto più si va oltre pensandone, in qualunque sia delle
8385 II, 3 | quegli che interroga, non pensano esservi quella ragion che
8386 II, 2 | creature che ci aiutano a pensarlo un fascio, arderlo in sacrificio
8387 II, 8 | la terra; e toltogli il pensarne stimò, il suo, non viver
8388 II, 13| ogni altro, facendosi a pensarvi.~ ~Conceduta dunque alle
8389 I, 16| Fin qui l'invenzione è ben pensata; ma non già quel che siegue
8390 I, 16| In tanto, mentre voi ci pensate, chiederò io alla natura,
8391 I, 6 | scritti, per la velocità del pensiere focoso e per ciò impaziente
8392 II, 11| accolta nell'undecima casa, e pensoso in atto mostra di riesaminare
8393 II, 2 | sdegna senza turbarsi, e si pente senza mutarsi, e si parte
8394 II, 10| convincono, ed io, non che pentirmene o temere, ancor me ne glorio.
8395 I, 13| prieghi. Ben ne fui poscia pentito, quando la tribulazione
8396 I, 11| render preziosi i cocci delle pentole e i rottami dell'urne scrivendovi
8397 I, 12| una rosa, un giglio, una peonia, un garofano, un narciso,
8398 II, 16| uccelli e il fiore alle peonie, alle rose, a' tulipani,
8399 I, 15| di mano gli mise in petto peponem cordis loco; che è quel
8400 II, 7 | christianos aliquo modo iniuria percellebat? Non ait: Quid sanctos meos,
8401 I, 1 | exilem quampiam naturae perceptionem. Id quod ideo evenit quod
8402 II, 16| serpeggiare per tutto i fiumi, e, perchè non allaghino e covino con
8403 I, 9 | per giudicio ed arte; e percíoché gli Anziani, non potutisi
8404 I, 2 | Sole. Sic enim Deum tantum percipere poteris, si vel unus dumtaxat
8405 II, 8 | An ut cibos et potionem percolarem? Ut hoc corpus casurum ac
8406 I, 14| celabro e perché tutto, percotendosi, non gitti peli e crepacci,
8407 I, 9 | ché levando il capo il percoterebbono alla volta. Così egli a
8408 I, 8 | colpi del fiotto che la percuote ne' fianchi, il barcollare
8409 I, 15| prima veduto che incontrato, percuotervi, sfracellarsi, andar sotto;
8410 II, 15| nascatur, quanta rotam bis ipse percussi, in caeli spatio plurimum
8411 II, 8 | col donar quanto avea non perdea nulla. Risposta che oh quanto
8412 II, 8 | sopravivere alla morte, non perdendo ella col corpo quel ch'è
8413 II, 4 | gli si levavan d'inanzi, perdendole, le cose della presente
8414 II, 2 | da misurare l'immenso che perdendosi in estasi col pensiero.
8415 I, 10| nel donare, ma senza mai perder nulla di quanto dà, o scemarglisi
8416 I, 1 | affollerassi, nelle troppo ampie si perderà. Similmente ne' libri: doversi
8417 I, 16| ricompone? E come avviene di perderci alcuna volta tutti, fino
8418 I, 7 | non troverebbe uscita e perderebbesi, ma incontanente si torce;
8419 I, 15| questo solo unir delle dita perderemmo il più e il meglio di quanto
8420 II, 11| a morte, quando per essa perderete tutto insieme la vita e
8421 I, 14| cui si trasfondono senza perderle il padre, or con intera,
8422 II, 6 | Iddio, sì lontano a mai perdermi di veduta, che mi porta
8423 II, 11| senza svaporame in fumo e perdersene un carato? Avrebbel guardato
8424 II, 8 | prodigalità ammirato e scontento Perdicca, un de' suoi capitani ed
8425 II, 15| che sia il guadagno che in perdimento delle anime traggono i mali
8426 I, 1 | rerum spectaculis genuit: perditura fructum sui, si tam magna,
8427 I, 12| grazia e l'adorna. Io mi perdo e mi diletto nel cercar
8428 II, 4 | altresì in Dio la pietà che perdona e la giustizia che punisce:
8429 II, 12| due altri alla cui dignità perdóno il nominarli: tutti con
8430 I, 11| ad nos potuerunt miranda perduci. Non si beva del mare ogni
8431 I, 15| a ciò che tocchiamo, che perdutane l'unghia è più che mezzo
8432 II, 15| E quanti v'ha uomini di perdutissima coscienza, a' quali, per
8433 II, 7 | figliuolo e col padre che, perdutolo, il racquistava non si rallegrasse?
8434 I, 12| con un generoso dispetto, Pereat, disse, corpus, quod amari
8435 I, 2 | mente, ma come a novità peregrina maravigliarvene e, cercandone
8436 I, 3 | lena questo fatichevole peregrinaggio, si perdono, gli sciocchi,
8437 I, 1 | dunque" conchiude egli "peregrinationem beatam! o spectacula pulchra!
8438 I, 16| Tertulliano, terra marique peregrinatur, negotiatur, agitatur, laborat,
8439 I, 3 | tamquam finitis erroribus peregrinus invenit. Sappiate che a
8440 II, 3 | anni; e se ne registrò il perentorio negli atti publici di quel
8441 I, 16| populos alii plebemque pererrant.~ ~Ma egli non entrò mai
8442 I, 12| quamvis abiecta et velocissime pereuntia, decentissimos formarum
8443 I, 2 | di quella divina umanità perexiguam quandam rimam suae carnis
8444 I, 4 | multis partibus sint illa perfecta, quam haec simulata sollertius.
8445 I, 13| vis, quam inextricabilis perfectio! Ubi tot sensus collocavit
8446 I, 7 | sequaces potentias, ex illis perfectis operibus Dei a quibus in
8447 I, 11| ille, ut tam segnem possent perferre quietem,~infudit pigri placidum
8448 II, 10| negli spazi si rispondono a perfettissime consonanze. Così l'andamento
8449 II, 8 | proprio di noi, e via a perfezionarci proporzionatamente al nostro
8450 I, 9 | pregio d'un agente che il perfezionare altrui, senza egli in nulla
8451 I, 4 | potest quicquam rationale perficere nisi ratio, quam multis
8452 I, 13| sitim accendit! Telum vero perfodiendo tergori quo spiculavit ingenio
8453 I, 13| deprome genuinos. Sed et perforant culices, ne in tenebris
8454 I, 10| adulteri et fures et domorum perfossores, deprehensi a Sole et redarguti,
8455 I, 15| esprimerne dilicatissime in pergameno; e di legni informi e di
8456 I, 10| lustrans universa in circuitu; pergit spiritus et in circulos
8457 I, 7 | acconciarsi come altri vuole, o in pergole o in pancate, o ne' terreni
8458 I, 13| habent ad videndum? Atqui et pergunt quo volunt et vitant et
8459 I, 10| deprehensi a Sole et redarguti, periclitantes abeunt seseque alicubi procul
8460 II, 1 | sia tempesta sia calma, né pericola né si trasvia.~ ~
8461 II, 14| amici gelosi della sua vita pericolante a recarsi in più guardia
8462 I, 1 | scuola il mondo: mentre senza pericolargliene il corpo, anzi in un soave
8463 II, 9 | cioè a dire i ricchi, più pericolosamente ab intrinseco; i ben complessionati,
8464 II, 2 | io diceva, e il cadere in pericolose perplessità d'animo intorno
8465 II, 12| di stelle. E se, dopo un pericoloso ondeggiare tra la Providenza
8466 I, 8 | gridando: "Domine, salva nos, perimus", egli, risentitosi, non
8467 II, 6 | qui errantium astrorum periodos imitantur, simul atque per
8468 II, 11| ordiscono quelle mirabili peripezie onde altri coll'avventurosa
8469 II, 8 | se l'anima insieme seco perisce. Dunque ella si riserba
8470 II, 15| in brieve ora profondati, periscono? Eran questi malnati tutti
8471 I, 11| ne' secoli avvenire non perisse la memoria d'un così memorabil
8472 II, 10| reprehendit. Sed si non habet peritiam artificis, et habet saltem
8473 I, 15| artefici a' lor lavori, peritissimi al nuoto, al volo, al corso,
8474 II, 15| tavole di qualunque sia peritissimo calcolatore le quali battano
8475 II, 8 | regola al tirarsi. Così al perito nell'arte non parrà strano
8476 I, 11| nutu.~Ille animas longae perituras carcere noctis~affectu lucis
8477 II, 8 | corpus casurum ac fluidum periturumque nisi subinde impleatur farcirem,
8478 II, 16| fallunt, et fulminantem periurant Iovem". Per ciò egli altresì
8479 II, 4 | credere che una sì candida perla orientale si nascondesse
8480 I, 15| passaggere, né han patria permanente fuor che sol dove affondano.
8481 I, 12| cervicem inflexit. Et virgo permansit et martyrium obtinui~ ~
8482 II, 4 | dalla malizia degli uomini: permessa a questi la colpa, voluta
8483 II, 3 | qui sol del fare, ché del permettere, con quel che poi ne consiegue,
8484 II, 15| esse moriturum! Ut mihi permirum videatur quemquam extare
8485 I, 12| invitavit etiam deliciis auxilia permiscens. Or questo hallo fatto Iddio
8486 I, 1 | Voglionsi, come ognun sa, permischiare il piacevole e l'utile per
8487 I, 7 | ivi dentro si chiudono, o permischiate o distinte che vogliam farle!
8488 I, 4 | si contino a un milione: permischiateli, e fatene un come caos.
8489 I, 12| pennellata; e perché non si permischino le tinture indifferenti
8490 II, 15| Chiis Spartam venientibus, permissum est agere impudenter: così
8491 II, 10| Imperatoris, aut iubeatur aut permittatur in ista totius creaturae
8492 II, 10| praefinita deposcit, praeterire permittit!~ ~Così egli, particolarmente
8493 I, 14| incendium; subita est ex homine pernities. Eo diligentius tegitur
8494 II, 13| ritratto de' nostri astrolaghi: perochè Marziano, in dipingere quell'
8495 I, 4 | per inane volat finemque perosus~parturit innumeros angusto
8496 I, 9 | Ennodio, mundi fabricam perpendiculo repentinae iussionis exactam.~ ~
8497 II, 4 | peccatores constituit, quo ea perpeti cogit quae merentur. E tanto
8498 I, 6 | un'altra nella successiva perpetuità delle cose che mancano.~ ~
8499 II, 2 | nativitatem omnibus praestat, sibi perpetuitatem, qui ante mundum fuerit
8500 II, 15| mal partito e stranamente perplessi si truovano, dimandati:
8501 II, 10| fra questi due contrari perplesso e dire con Protagora, raccordato
8502 I, 16| est, et corporis partes perreptans, domum suam gubernat; e
8503 II, 3 | quo iudiciorum Dei, quae perscrutari contemplarique non possumus,
8504 II, 8 | cristiana, Porfirio, apostata e persecutore; di cui, percioché gravia
8505 II, 7 | corpore, non de caelo quendam persecutorem corripiens diceret: "Saule,
8506 I, 16| gaudet, licita atque illicita persequitur: fieri videntur, quae fieri
8507 I, 12| incommutabilis simul habens omnia perseverat.~ ~Or comincianne a dir
8508 II, 9 | servigi domestichi alle loro persone? Non v'è in che andar troppo
8509 I, 11| incassatevi. Che occhio di perspicace veduta, che acuti strumenti,
8510 I, 6 | truovino occhi di tal perspicacità che veggano l'invisibile
8511 I, 12| tuam ad eas artis rationes perspiciendas, ex qua prodiit, occupare
8512 I, 2 | intellectio latens latentia perspicit. Itaque si mentis oculis
8513 II, 3 | Dea; etsi nobis non sint perspicua, tamen esse consulta. E
8514 I, 13| eminet, ut cuivis fulgori perstringenti oculos, praeferatur.~ ~Succedano
8515 II, 15| al natural discorso, e si persuada che tanto caglia a Dio il
8516 II, 4 | ogni eloquenza possente non persuade solo, ma incanta: perché,
8517 I, 8 | non avvenisse, quanti si persuaderebbono esser necessità di natura
8518 I, 8 | che no, a quel ch'io me ne persuado. E se altri, come rispettoso
8519 II, 14| per sé divisato e altrui persuadono essere questo medesimo che
8520 II, 14| quippe addictus mathematicae, persuasionisque plenus, cuncta fato agi.
8521 II, 5 | ipsam potestatem per omnia pertendentem et ventitantem, ad ea quoque
8522 I, 13| indifferentemente tutte le cose a pertica, come i campi. Imperoché
8523 I, 15| conspexit en unda~cornua, pertimuit seseque exterrita fugit,~ ~
8524 II, 11| turba degli ignoranti e la pertinace de' miscredenti, quella
8525 I, 7 | rationes ad intellectum pertinentes, le quali come non possono
8526 II, 7 | Pietro disse di Cristo: Pertransiit benefaciendo. Che se tutto
8527 I, 14| né v'è in essi un menomo pertugetto che non abbia il suo proprio
8528 I, 7 | bambino che latta ha forza di pertugiar la terra, avvegnaché ricalcata
8529 II, 13| più di quelle che chiamano perturbate. Su la Lira si tendon le
8530 II, 7 | Ista oratio ad Deum non pervenit. Non audit Deus nisi quod
8531 II, 15| consulunt, credulitate ducente, perveniunt callide ad ea quae vera
8532 II, 4 | ordinate queste ombre delle perverse opere de' malvagi, mentre
8533 II, 6 | animale nel sozzo vivere e nel perverso discorrere, mutò il savio
8534 I, 10| e pareggiano le partite, pesando l'autunno su la libbra le
8535 II, 15| incontentabili, non che sottili, in pesarlo su la bilancia d'Ermete,
8536 I, 15| la mano trionfa e ne fa pesca e caccia; e indarno han
8537 I, 3 | far colasù non è da noi il pescar in esse cotanto a fondo.
8538 II, 9 | salvaggine e l'uccellare e 'l pescare hanno inventati per isfamarci.
8539 I, 3 | Grecia, Gerusalemme Atene, un pescatore tutta insieme la turba de'
8540 I, 14| aggiungete loro la marittima a' pescatori, l'infernale a gli spiriti,
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