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Daniello Bartoli
La ricreazione del Savio

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1460-agend | agent-appre | appro-avvic | avvil-celeb | celer-conco | concu-covin | cozza-diffe | diffi-domiz | domo-facen | facer-frena | freni-ibo | icaro-infle | influ-istam | istan-manca | manch-mulie | multi-ordin | ordis-pesca | pesce-prezi | prezz-rapid | rapie-rigua | rilas-sanct | sane-serie | serio-speco | spect-suppo | suppu-trasf | trasl-vento | ventu-zufol

      Libro,  Capo
8037 II, 11| e intrecciano i nodi e ordiscono quelle mirabili peripezie 8038 II, 2 | i subbi e rimettere dell'ordito quanto si avvolge del tessuto. 8039 I, 15| alcun altro quadrupede più orecchiuto. Poi gli si traggano gli 8040 II, 11| pochi inteso, non favoloso Orfeo delle favole, che tutto 8041 I, 11| per tacer degli altri, gli organi della voce, e di tal voce 8042 II, 16| ne figura i corpi? Chi ne organizza le membra? Chi ne stampa 8043 I, 11| corpicciuolo. Poi, da chi s'organizzano e compongono e stampano 8044 I, 5 | suol darsi alla natura, d'organizzarci l'anima in una tal poco 8045 II, 16| quattro o sei in un corpo e organizzarsene un oriuolo che misuri il 8046 I, 11| lima, incontanente se ne organizzasse da sé medesimo un oriuolo 8047 I, 14| figura dissomiglianti, e organizzatele in un corpo. Anzi, per non 8048 II, 10| sallo il componitore che l'organizzò con mistero e con risguardo 8049 I, 1 | come l'alterezza de' nostri orgogliosi ingegni abbassata da cotali 8050 II, 5 | mezzo su l'ali, in uno stare orgoglioso, co' focosi occhi tutta 8051 I, 15| oracula. Manus est quae cibum ori ministrat, manus est quae 8052 II, 4 | che una sì candida perla orientale si nascondesse in seno a 8053 I, 10| non osano esser colpevoli. Orientibus Solis radiis – dice egli – 8054 I, 10| tamquam omnis vitii et erroris originem.~ ~ 8055 I, 10| contingit. Prodire te putas? Oriris.~ ~Suo dunque è il bellissimo 8056 I, 10| movea la mano a descriverlo, oritur et occidit: non per ingannevole 8057 I, 4 | dubitant de mundo ex quo et oriuntur et fiunt omnia, casu ne 8058 I, 14| solamente, ma entrando gli orli dell'uno dentro a que' dell' 8059 I, 1 | atque anni et cuncta haec ornamenta caeli Dei verbum mandatumque 8060 I, 2 | istoriate e ne' fregi che l'ornano, che più non si potrebbe 8061 I, 11| innocenti, sì come sol per ornarsene, non per ferire? Chi in 8062 II, 10| ortus et obitus, cursum ornatissimum atque ordinatissimum dare; 8063 I, 4 | distinto, nella bellezzaornato, in tanta diversità di nature 8064 I, 15| comit et honesto venustat ornatu. E fin colà fra' gentili, 8065 I, 2 | gli schietti e di niuna ornatura, al far veder di riflesso 8066 I, 12| est vilius tam abundanter ornavit?~ ~A che altro vagliono 8067 II, 14| in armi a combattere. [T]ornerebbe dal campo cinta di palme, 8068 I, 8 | erbe assai ve ne ha delle orridamente spinose, e per lo gambo 8069 I, 12| che tutti, eziandio i così orridi e certi per fino ancor nelle 8070 I, 16| siegue di vari affetti, orrori, spaventi, allegrezze, sdegni, 8071 II, 12| in petto l'imagine dell'Orsa celeste con altrettante 8072 I, 1 | senza né gelar presso all'Orse né avvampar sotto la zona 8073 I, 10| su gli occhi del Sole non osano esser colpevoli. Orientibus 8074 II, 12| le violenze e le brutali oscenità degl'iddii, colasù non tanto 8075 I, 12| in cui si legano, anzi ad oscurarne il pregio, facendolo vergognare 8076 II, 8 | sostiene, dimuovesi e rovina. Oscurata in altri e non ispenta la 8077 I, 15| se ne inviluppa e di sì oscuri misteri che non v'ha Edipo 8078 II, 10| gli sciocchi e gli empi oseranno metter la bocca e dubitar 8079 I, 2 | splendidamente e com'era degno di tal ospite vi fu accolto, e per lui 8080 I, 1 | Ciclope divorator de' suoi ospiti, le Sirene incantatrici 8081 II, 9 | di Mosè, che fu il primo ospizio che Iddio avesse in terra: 8082 II, 10| anzi l'ignudo e scomposto ossame di cento navi divorate e 8083 I, 14| che dentro ne formano l'ossatura e la paglia con che s'impolpano 8084 I, 8 | per noi gli si rende più ossequio per lo guastamento che per 8085 II, 13| freschezza d'aria, quale io l'osservai, oltre all'usato grande, 8086 II, 15| per istruzion della terra, osservandone le destre parti o le sinistre 8087 I, 1 | ancor ne' libri por mente ad osservar quel precetto d'architettura 8088 I, 13| Fecimi chino sopra esse ad osservarle, allora sol per diletto, 8089 I, 14| opera. Finalmente son da osservarsene le scavature. Quanti vi 8090 I, 9 | atto e ciò che altro è da osservarsi. Or se il mondo e da' nostri 8091 II, 15| che si alloggiano in casa. Osservasi il gittar dell'ombre in 8092 II, 3 | come rischio di rovinare. Osservaste voi mai una greggia di capre ( 8093 II, 12| quella si contano stelle, osservatane anco la proporzionata distanza, 8094 II, 13| pronostican saviamente, osservatene le cagioni che assai delle 8095 I, 9 | s'obliquano. E di qui è l'osservatissimo andar seco de' fumi o vapori 8096 I, 13| introduce a parlare come loro osservatore e discepolo quel Malco, 8097 I, 16| ve ne ha libri antichi e osservatori moderni, e a sì gran copia 8098 II, 10| almen come poco dianzi osservava in quella città bene amministrata, 8099 I, 9 | refrazione dell'atmosfera le osservavano: così noi Iddio da' cieli 8100 I, 11| dura e secchissima per le ossicelle, liquida per gli umori, 8101 II, 9 | tutti però insieme, non ostanti le contrarie loro inclinazioni, 8102 II, 13| deputa, lector, haud pugnam. Ostendam, sed non imprimam vulnera. 8103 I, 3 | vetustate, sine ruina; tamen ut ostendat artem, fabricat domum, et 8104 I, 13| pariter, et hiatum oris illius ostende. Quodvis animal, unius licet 8105 I, 1 | genere formosa, solitudini ostenderet. Et ut scias illam spectari 8106 II, 16| quodammodo contra illos exclamat ostenditque suum conditorem ac dominum 8107 I, 8 | minae intententur, mors ostentetur, mortis expectatione pendeant. 8108 I, 1 | essere un lungo viaggio senza osteria. Così facevano essi e altrui 8109 II, 8 | si è discorso, non v'è né ostinazion di giudicio, né contrarietà 8110 II, 16| Diodoro Crono? Costui, fosse ostinazione o pazzia d'ingegno che vel 8111 II, 13| porteranno le tramontane e gli ostri e così tutti gli altri. 8112 II, 6 | transfertur negotia, immo otia, amoris et desiderii huius? 8113 I, 14| non v'attendevano: quoniam otiosorum et in magno loci silentio 8114 II, 14| venne all'imperio di Roma Otone, urgentibus mathematicis, 8115 I, 14| di lontanissimi paesi due otre che sembrino il medesimo, 8116 II, 10| non oscurità d'errore che ottenebri il cervello, ma veleno d' 8117 II, 7 | conto di grazia quel che, ottenendolo, misera l'anima nostra: 8118 II, 7 | malcontenti che, venuti chi ad ottener grazie per pietà e chi ricompensa 8119 II, 7 | preghiere e non per ciò ottenute? Comperate con dirottissime 8120 I, 2 | quantunque bellissime e ottime e tutte insieme oltre numero, 8121 I, 14| e Galeno, e poscia altri ottimi intenditori dell'artificio 8122 I, 4 | milioni seicentoventottomila e ottocento maniere di ghirlande, sì 8123 II, 12| o il finir dell'imperio ottomano e 'l risorgere dell'ebreo, 8124 II, 7 | habebat omnino praeter unam ovem parvulam. Che s'egli altresì, 8125 I, 3 | podestà di far tutto tutta oziosa in pugno? Onnipotente, e 8126 II, 8 | sterili salci, mutole ed oziose, perché non trovavano orecchi 8127 II, 7 | piantate in sul petto? [P]er magistero di carità, 8128 I, 12| ingegnosa menzogna disse Pacato, celebrando la miracolosa 8129 II, 12| astrolaghi e le guerre e le paci e, come venissero freschi 8130 I, 5 | cui senza mezzano, senza paciale, disse il Boccadoro, l'acqua 8131 II, 9 | ne parve al vescovo san Paciano. Non est, dice egli, coloris 8132 I, 15| di terribili, amabili, e pacifichi di guerrieri; ciò che gli 8133 I, 5 | Così,~ ~dum certant, plus pacis habent.~ ~Segreti son veramente 8134 I, 14| admirabilia sunt, sed quo pacto fiant, nobis ignotum est. 8135 II, 9 | opera di ricamo, e simile i padiglioni e i tappeti; e i teli del 8136 II, 4 | E poi, preghiere d'una padrona, che come l'arco prende 8137 II, 7 | quali, nelle grazie de' padroni, non sembra avere altra 8138 II, 7 | essi da lui riscoterebbono pagamento. E vuolsi dire acconciamente 8139 II, 16| di Dio con gli iddii del paganesimo: omnem illorum coetum, non 8140 I, 13| prezzo con che alla natura si pagano le cose ch'ella ci dona 8141 I, 2 | di fatica; ma ben ancor pagate, non dico solo in danaro 8142 II, 7 | avvivatogli dall'interesse, onde, pagato con altrettanto di gloria 8143 II, 9 | sol di sé consapevoli e paghe, se ne vivono ritirate. 8144 II, 7 | riceverle, con nuove grazie pagherebbe. E forse non è da lungi 8145 II, 10| mortalium sola utramque paginam facit, adeoque obnoxiae 8146 I, 14| formano l'ossatura e la paglia con che s'impolpano e prendon 8147 II, 10| a sé altro che vilissime paglie. Bellezza di virtù, sublimità 8148 I, 1 | ischiamazzi e grida che paion voler mettere in chiaro 8149 I, 3 | a mettere i fondamenti e palarli, già che son gittati nell' 8150 II, 10| musica? Dolce però al sano palato dell'orecchio, che mirabilmente 8151 II, 15| io? Tante maniere v'ha di palesar l'occulto, di prevedere 8152 I, 16| il recano a invenzione di Palidanna moglie di Teone. Ma ella 8153 I, 4 | alla difesa, de' feriti; il pallidore de' moribondi, la giacitura 8154 I, 9 | insegnarono il Sole essere un pallone di ferro rovente. Fabricò 8155 I, 5 | come scarafaggio voltar pallottole di bovina, e tutto adoperare 8156 I, 15| a' ciechi, che con esse palpando conoscono quel che non veggono; 8157 I, 13| viva scintilla di fuoco, palpitante come le stelle, senza ardere? 8158 II, 7 | è in fronte? E d'un vil paltoniere che 'l riceveva, nol rend 8159 I, 3 | piani dove ristagnano le paludi. Per tutto poi, entro le 8160 I, 7 | ligat et circumdat lacertis, pampinis vestit, sertis uvarum coronat? 8161 I, 7 | S. Ambrogio: doceat nos pampinus naturae gratiam, et divinae 8162 I, 5 | mordere, in vece di Dio, quel pan di pece con che il fioritissimo 8163 I, 7 | vuole, o in pergole o in pancate, o ne' terreni asciutti 8164 I, 13| pazzo di Luciano che con un panegirico la celebrò, ma il sole de' 8165 I, 11| inaspettato multiplico di cinque pani sazia cinquemila famelici, 8166 I, 11| millium hominum de quinque panibus; et tamen hoc nemo miratur. 8167 II, 4 | lume o nascose: come nel panneggiar diverso, massimamente nelle 8168 I, 12| altro è tutto grappoli e pannocchie; chi forma tazze, chi ombrelli, 8169 I, 13| chi elefante, o lione, o pantera, o istrice. Quanto al muoversi, 8170 I, 14| un andar superbo, in un paoneggiarsi altero, tutto raccogliersi 8171 II, 9 | delle Scritture san Gregorio papa, que' diversi quattro santi 8172 I, 16| rive vestito di rugiadosi papaveri, che col capo in seno, per 8173 I, 9 | uscirne certificato, mi si para d'avanti l'acqua nel mare 8174 II, 11| figura, o d'iperbole o di parabola, s'inarcassero quelle grandi 8175 I, 9 | la quasi insensibile parafassi di Saturno, una stella nel 8176 I, 2 | veggiamo non è degno di paragonarglisi pur come ombra, allora, 8177 I, 4 | si corrisponderanno, al paragonarli, il mondo di Democrito, 8178 I, 12| E come ben prenderebbe a paragonarsi in ciò a' fiori chi gelato 8179 II, 6 | avvegnaché in sé grandissima, paragonata al divin potere è nulla 8180 II, 7 | da un forte accidente di paralisia, giacea quinci lontano immobile 8181 I, 9 | mostrandosi ancor nelle fasce parallele che attraversano il corpo 8182 I, 5 | pendente, gli stipiti non paralleli, gli angoli del vano obliqui, 8183 II, 12| faccia, infallibilmente sarà. Paralogismi, è vero, ma come sì grande 8184 II, 9 | victum, alias ad amictum parandum necessarias. Cum enim non 8185 II, 8 | che col medesimo colpo parano tutto a un tempo e feriscono.~ ~ 8186 I, 9 | alla verga, allo sprone, e parare e volgere, e ir di passo 8187 I, 15| commori cum dominis sunt parati. Ma egli sarebbe un troppo 8188 I, 14| se, fra tanti che gli si paravano finanzi difettuosi e mal 8189 I, 12| adopriamo ne' più santi usi e parcamente, a grani o a pizzichi, colà 8190 I, 4 | soverchiamente loquace, parco nel ragionare. Utinam, siegue 8191 I, 5 | pur gli ordinò sì che non parean diversi pezzi ma un solo, 8192 I, 10| saldan fra loro i conti e pareggiano le partite, pesando l'autunno 8193 II, 8 | credevamo salir sopra i cieli e pareggiarci con gli angioli, ci troviam, 8194 II, 5 | che se ne faccia si creda pareggiarsi col vero, anzi esserne un' 8195 I, 16| tanto si giudican desse parendolo quanto essendolo. Peroché 8196 I, 4 | l'opinion di Democrito, parendomi che solo a farla parlare 8197 I, 1 | Eucherio, che in quella sua parenetica a Valeriano, tutta degna 8198 I, 15| satis aestimare, dice egli, parens melior homini, an tristior 8199 I, 5 | certis quod legibus omnia parent.~Nusquam turba nocet. Nihil 8200 II, 2 | Agostino? Cum palam sit parentem omnium Deum, nec principium 8201 II, 1 | cuore nell'amor di Dio, e 'l parerci di non essergli né figliuoli, 8202 I, 9 | Roma: anzi, a dir meglio, parevagli esser esule da tutta la 8203 I, 12| disse Tertulliano, mavult parietibus invehi textili silva, quam 8204 I, 6 | scriptoris articulum, quomodo eas pariles, aequales decorasque fecit, 8205 I, 14| numerosa sit et pulchra sibi parilitate respondeat, ut nescias utrum 8206 II, 3 | dunque ad avvertir bene che, parlando con te medesimo, tu non 8207 I, 11| barbaro di nascimento, peggio parlante che mutolo, e cieco d'anima 8208 II, 4 | Eva, quanto a lui stolta parlatrice tanto a' demoni inutile 8209 I, 7 | per tornare a quel di che parlavamo, Ipse facit, siegue a dire 8210 I, 1 | discorso seguente se ne parlerà in generale. Qui solo resta 8211 II, 9 | virtù sono una famiglia (parlia qui delle infuse e di qualità 8212 II, 4 | rompere chi la contrasta. Non parliamo ora de' gastighi della vita 8213 I, 16| avviso a' sogni, che, o parlino in burlesco o da vero, appena 8214 I, 4 | Raffaello e la grazia del Parmegiano. Voglianci aggiungere che 8215 I, 8 | Pativa la terra que' mortali parosismi che la fan traballare e 8216 I, 9 | cagione. Che dunque? Un parosismo di que' corpi ab intrinseco 8217 I, 11| degli occhi, elle non vi parran cosa indegna d'esser veduta: 8218 I, 3 | termine, una immensità le parrebbono.~ ~Ma egli era un mondo 8219 I, 15| storpiate al lavoro. Veggianlo. Parrebbonvi elle per avventura star 8220 II, 9 | Conciosiaché, come diverso è il partecipar le virtù del Sole secondo 8221 II, 8 | nelle guerre civili non parteggiavano, ma si tenevan neutrali, 8222 I, 13| dire de' buon pensieri che partendosene portò seco e come in fine 8223 I, 4 | virtù, ma d'impartibili particelle onde comporsi tutte le cose 8224 I, 10| dumtaxat plurimum divinae es particeps sapientiae.~ ~E già per 8225 II, 9 | umane e, secondo esse, del participare altri più altri meno de' 8226 I, 12| poiché ogni ben creato è participazione dell'increato) è sì lontana 8227 II, 8 | gl'individui ne' quali si particolarizza e al lor morire restituito, 8228 II, 15| cosa a' suoi tempi e sì particolarizzato di circostanze, che più 8229 II, 15| aver Marte in opposizion partile coll'ascendente. Così quel 8230 II, 15| non fossero esattamente partili, fin ne' minuti e ne' secondi, 8231 II, 16| architettura: con atri e portici, e partimenti di sale e camere, abbellito 8232 II, 3 | anche un poco colà onde ci partimmo) può senza pericolo andarsi 8233 II, 9 | Palestina sì come d'altrove, di partire tutti indifferentemente 8234 II, 2 | ad estra produce, senza partirglisi il passato e senza sopravenirgli 8235 I, 1 | sé stesso, di dove senza partirsene era uscito. O dunque" conchiude 8236 II, 10| sapete se sia giungere o partirsi: così non è durevole nulla 8237 I, 14| tanto che l'un fu vinto, e partissi con la confusione dovutagli, 8238 I, 1 | esercito, a vincere una partita come una battaglia. Né v' 8239 I, 11| ornamenti, e le mirabili lor partiture, non si può divisar tutta 8240 I, 12| filosofi del suo tempo, partorendo un figliuol moro, essa bianca 8241 I, 12| gravida nel suo ventre e partorillo? Miratela: un viluppo di 8242 I, 12| sepellita cipolla risorgerà e partorirà, la gravida senza seme, 8243 I, 12| demandare perché ora ne partoriscano improviso uno, o tutto d' 8244 I, 12| solamente gravida di te stessa, partorisci; tu l'artefice senz'arte, 8245 I, 14| giovinetti, come fosser fratelli partoriti a un medesimo ventre; ed 8246 I, 15| non anzi odio di matrigna, partorito un figliuolo, metterlo, 8247 I, 12| mirandoli e concependo, partorivan di poi gli agnelletti similmente 8248 II, 8 | letamaio; e non per tanto, parturiens imortalitatem interius, 8249 I, 4 | inane volat finemque perosus~parturit innumeros angusto pectore 8250 II, 10| numerantur adulteria quam partus. Conciosia che la Sapienza 8251 I, 15| con un quasi niente, così parutovi a prima vista, ha fatto 8252 I, 7 | ingentem vim per occultum agant parvula admodum semina: et quorum 8253 II, 7 | omnino praeter unam ovem parvulam. Che s'egli altresì, come 8254 I, 7 | di tutte insieme quelle parziali virtù diverse, ma collegate, 8255 II, 1 | rispetto a' meriti? tanta parzialità, e il più sovente in danno 8256 I, 13| un barbaro io ne menava a pascer gli armenti, dove, per quanto 8257 II, 12| tese dall'Astrologia per pascersi.~ ~Così male è riuscita 8258 I, 5 | secoli, quando gli uomini non pascevano altro che ghiande; anzi, 8259 II, 3 | quod in altis grex iste pascitur, audax in monte. Itaque 8260 II, 16| alle selve, alle vigne, a' pascoli, a' seminati. Chi lor conduce 8261 I, 12| discernere il cibo e 'l pascolo che la natura gl'insegnò 8262 II, 3 | isolato dove altro non cape, pascon quelle saporitissime erbe, 8263 II, 7 | come in su una barchetta passaggera si mette, e via per lo mare 8264 I, 15| si ferman su l'ancore son passaggere, né han patria permanente 8265 I, 1 | di sostenerli mentre vi passan sopra, a gl'intendenti, 8266 I, 11| ischerno, quello spartano che, passando a piè d'una città tutto 8267 II, 1 | salvaguardia a' buoni, passaporto, franchigia, scampo? O non 8268 II, 6 | memoria ci si allassa a passarne o contarne le miglia, ivi 8269 I, 14| boschereccia satirica, che ci è passata in uso delle pastorali; 8270 II, 5 | essa il titolo di tonante passatogli in proprio nome, più si 8271 II, 15| insieme novecento, mille e più passeggeri, quanti tal volta ne trasportano 8272 II, 2 | vi si nasconde; e che or passeggia i cieli, or si profonda 8273 II, 10| che su le ferme sue note passeggiano: e fughe mirabilmente intrecciate 8274 I, 14| di Plutarco, conviene o passeggiar lungo il mare o barcheggiar 8275 II, 3 | certo luogo rimotissimo passeggiava, il domandò che andasse 8276 II, 6 | sia, un uomo che una vil passera. Dorma sicuro il re Filippo, 8277 I, 16| voi stessi. Dunque come passerà a nuoto l'oceano chi anniega 8278 II, 6 | uccelletti, dicendo: Nonne duo passeres asse veneunt? et unus ex 8279 I, 11| gli occhi il calpestiamo e passiam oltre. Così è, dice S. Agostino, 8280 II, 16| eterna; chi dal puramente passibile, ch'è la materia, sale al 8281 I, 9 | altramente che dubitando? Passion dell'occhio, come affaticato 8282 II, 15| aptans Lunae cursibus hominis passiones. Vexabat ergo corpus lunaribus 8283 II, 9 | agendo, sit homo; alius in passionibus fortis, adversa mundi non 8284 I, 14| ci è passata in uso delle pastorali; aggiungete loro la marittima 8285 II, 5 | che un mucchio di tuguri pastorecci, era tutta alla rustica: 8286 II, 6 | de' prìncipi e non de' pastorelli? delle porpore e non de' 8287 I, 10| qua su, scuri né ambigui. Pastori al trar le gregge a pascere, 8288 II, 3 | fructus electior. Spectantur a pastoribus suis dumosa de rupe pendentes, 8289 I, 3 | gradiendo, aliae serpendo ad pastum accedunt, aliae volando, 8290 II, 7 | provincia appena era bastevole a pasturare, come potrebbe far loro 8291 I, 15| selva di fabriche, da' gran patagi sino ai piccoli abituri, 8292 I, 2 | ille tibi, crede mihi, patebit Deus, sane totius expers 8293 II, 15| da Mercurio alle Parche: Patere mathematicos aliquando verum 8294 II, 7 | interesse, degli agi della paterna sua casa? Ma dove egli sol 8295 II, 14| spensierati all'ombra del paterno lor tetto, contenti d'una 8296 II, 9 | praeclusa virtus est. Omnibus patet, omnes admittit, omnes invitat: 8297 II, 8 | quam necesse sit ut tales patiamini irrisores et exactores veritatis, 8298 I, 8 | effetti del male che vi patiamo, la rovina che ne fece il 8299 I, 6 | i quali, come son nature patibili e stanno in mezzo a' contrari, 8300 II, 10| fra' quali in più eminente patibolo si vedrebbe quel Trismegisto 8301 II, 4 | semel retributionis diem patienter exspectat. Cumque habeat 8302 II, 4 | inseparabili aequalitate patientiae, nocentibus et innoxiis, 8303 II, 4 | vindictam, mavult diu tenere patientiam. E questo è un sì gran fare, 8304 I, 7 | passus est, hominem perire patietur quem ad imaginem sui fecit? 8305 II, 10| quanto del suo mal fare non patisce di vergogna onde mai, per 8306 II, 10| averne pietà; conciosia che patissero quel ch'è proprio dell'ingegno 8307 I, 8 | uscir de' suoi termini? Pativa la terra que' mortali parosismi 8308 II, 6 | cadet super terram sine Patre vestro; e proseguì traendone 8309 II, 7 | secondo. Ibo, disse egli, ad patrem meum. Voltoglisi la rea 8310 I, 14| quasdam nulli, quasdam feminam patri; marem sibi, che dovrà dirsi 8311 II, 7 | que' primi e ricchissimi patriarchi, avesse posseduto degli 8312 I, 14| in due o tre diversissime patrie. Per ciò, ancorché falsa, 8313 II, 7 | quod erat filii: ille quod patris est non amisit. Se questo 8314 II, 11| e Severo a sé medesimi, Patrizio a Teodosio, Leonzio alla 8315 II, 7 | miseriis! Ecce diabolus patrona voce hominis hominem petiturus 8316 I, 13| egli – a chi di voi tantum patuit in Dei opera, ut alicui 8317 I, 10| ordinis. Partim inter se paulum miscentur, ac vicinitate 8318 II, 9 | conchiude il Crisostomo, pauperes velut tutelaria quaedam 8319 I, 12| cum remedia vera quotidie pauperrimus quisque cenet. Nam si ex 8320 II, 3 | di montagne, in altezza paurosa a vedere? Ma elle non temon 8321 I, 1 | erte, i dirupi, le altezze paurose a vedere e, dov'ell'erano 8322 I, 8 | cotesto in che vi veggo paurosi e disanimati? Il vostro 8323 I, 13| nelle memorie di Corinto, Pausania: Daedali quidem opera rudia 8324 I, 11| tetraonis pennula, taceo de pavo, sordidum artificem pronuntiabit 8325 I, 11| solo la scorza; così a' pavoni le bellissime penne, a' 8326 I, 15| duri colli de' buoi, le pazienti schiene de' giumenti, le 8327 I, 16| e fuggono, con un andare pazzissimo. Non altrimenti vi sarà 8328 I, 16| noi sognanti matteggia e pecca in quelle sozze maniere 8329 I, 8 | la rovina che ne fece il peccar d'Adamo e, nella continuazion 8330 II, 15| di stelle, mercé de' suoi peccati, che furono il violento 8331 II, 4 | pictura; Deus nescit ubi ponat peccatorem, ut sit ordinata creatura? 8332 II, 4 | vizi nostri, cum eo loco peccatores constituit, quo ea perpeti 8333 II, 10| progenie d'Adamo, tutta in lui peccatrice e per ciò odievole, rea 8334 II, 1 | mulier quae tangit eum, quia peccatrix est, similmente ad essi 8335 I, 12| Gregorio Nazianzeno, che le pecchie ne' loro alveari lavorino 8336 I, 12| d'un lione in un corpo di pecora e quella d'un levriere in 8337 II, 3 | curo forse come una rozza pecoraia l'umana curiosità, idropica 8338 II, 9 | ista componit: nonnulla pectori adhaeret, aliqua ultimo 8339 II, 2 | Nobis vero ad intellectum pectus angustum est, et ideo sic 8340 II, 7 | quae caduca. Noli orare pro pecunia, quia aerugo est, etc. Ista 8341 I, 7 | poco ingrossando, ecco il pedale e 'l tronco; di fusto alcuni 8342 II, 7 | non enim ait: "Calcas pedem meum ", sed se dicit calcari, 8343 II, 15| inter falsa atque vera pedetentim, quasi per tenebras ingredientes 8344 II, 7 | transfigurabat. Vocem namque pedis suscipit lingua. Quando 8345 I, 13| pinnas adnexuit, praelongavit pedum crura, disposuit ieiunam 8346 II, 11| del cielo una peste troppo peggiore di quella che di colà c' 8347 I, 10| generazione di fiere, tanto peggiori quanto meno al sembiante 8348 II, 4 | Giuseppe quem domini sui uxor peius amare coeperat, quam oderant 8349 I, 3 | spica flavescens imaginem pelagi fluctuantis commotione segetis 8350 I, 4 | Achilles ipse ob fraxinum ex Pelio. E non vi mancan cervelli 8351 I, 15| riso, che, come cosa a noi pellegrína e venutaci di lontano, tardi 8352 II, 9 | mobile, percioch'egli altresì pellegrinava col suo popolo, dall'Egitto 8353 I, 15| notturne veglie, delle lunghe pellegrinazioni in accatto di sapienza; 8354 I, 13| accozzate a formare le più pellegrine e bizzarre invenzioni di 8355 I, 15| quest'altro modo, ispido, peloso, lanuto, o incrostato di 8356 I, 11| gli architetti, che tanto penano a disegnar con regola le 8357 I, 8 | ostentetur, mortis expectatione pendeant. Usque ad spem tamen instet 8358 II, 11| artem~sideribus videre vagis pendentia fata.~Singula nam proprio 8359 II, 9 | e come già si vedessero pender diritta in sul capo la corona 8360 II, 15| colui) quante tavolette pendevano nel suo tempio, appiccatevi 8361 II, 5 | certe sottilissime fila che pendono dalle dita del giucoliere, 8362 I, 12| colei appresso il poeta, e a Peneo suo padre domanda quel che 8363 I, 16| ben desta e tutta in atto penerebbe a uguagliarle? Raccordasi 8364 II, 9 | miracolose opere d'amendue, penerete, ove ne vogliate esser giudice, 8365 I, 5 | de' nostri ingegni, non penetrabili sino al fondo: ma tanto 8366 II, 2 | con lo sguardo e tutto il penetran fino al centro? O ne veggono 8367 II, 5 | circumdando penetrans, penetrando circumdans. Unde superius 8368 I, 15| incassiangliene un paio di lince, penetranti con lo sguardo fin dentro 8369 I, 14| princìpi efficienti, chi vi può penetrar sì a fondo, che li rinvenga 8370 II, 10| oscurissime, e per oscurissime a penetrarsi le chiare? Così quel tanto 8371 II, 6 | i nomi e i confini, egli peni a distintamente conoscerle, 8372 II, 10| fatto rappresentare un Adamo penitente, un Giobbe addolorato, un 8373 II, 9 | disagi delle volontarie penitenze; coprir di seta e di porpora 8374 I, 11| che sopravanza, a chi un pennacchietto che ne spunta con grazia? 8375 I, 3 | armatas, alias habere effugia pennarum. Aliae gradiendo, aliae 8376 I, 3 | sugo e i semi; ma come il pennecchio a fiocco a fiocco, così 8377 I, 12| un solo con una leggier pennellata; e perché non si permischino 8378 II, 9 | contemplationis volatu, sit aquila; pennis se tamen, dum volant, tangunt, 8379 I, 11| de Rubro, una tetraonis pennula, taceo de pavo, sordidum 8380 I, 13| numerum moveat, quid volantis pennulas moderetur ac vibret. Quod 8381 I, 15| ignude e vellute e squamose e pennute, come ci è in grado volerle; 8382 I, 13| de' corbi che non ancor pennuti gracchiando entro i lor 8383 I, 1 | infastiditi da una lunga e penosa navigazione, collar le vele, 8384 II, 2 | quanto più si va oltre pensandone, in qualunque sia delle 8385 II, 3 | quegli che interroga, non pensano esservi quella ragion che 8386 II, 2 | creature che ci aiutano a pensarlo un fascio, arderlo in sacrificio 8387 II, 8 | la terra; e toltogli il pensarne stimò, il suo, non viver 8388 II, 13| ogni altro, facendosi a pensarvi.~ ~Conceduta dunque alle 8389 I, 16| Fin qui l'invenzione è ben pensata; ma non già quel che siegue 8390 I, 16| In tanto, mentre voi ci pensate, chiederò io alla natura, 8391 I, 6 | scritti, per la velocità del pensiere focoso e per ciò impaziente 8392 II, 11| accolta nell'undecima casa, e pensoso in atto mostra di riesaminare 8393 II, 2 | sdegna senza turbarsi, e si pente senza mutarsi, e si parte 8394 II, 10| convincono, ed io, non che pentirmene o temere, ancor me ne glorio. 8395 I, 13| prieghi. Ben ne fui poscia pentito, quando la tribulazione 8396 I, 11| render preziosi i cocci delle pentole e i rottami dell'urne scrivendovi 8397 I, 12| una rosa, un giglio, una peonia, un garofano, un narciso, 8398 II, 16| uccelli e il fiore alle peonie, alle rose, a' tulipani, 8399 I, 15| di mano gli mise in petto peponem cordis loco; che è quel 8400 II, 7 | christianos aliquo modo iniuria percellebat? Non ait: Quid sanctos meos, 8401 I, 1 | exilem quampiam naturae perceptionem. Id quod ideo evenit quod 8402 II, 16| serpeggiare per tutto i fiumi, e, perchè non allaghino e covino con 8403 I, 9 | per giudicio ed arte; e percíoché gli Anziani, non potutisi 8404 I, 2 | Sole. Sic enim Deum tantum percipere poteris, si vel unus dumtaxat 8405 II, 8 | An ut cibos et potionem percolarem? Ut hoc corpus casurum ac 8406 I, 14| celabro e perché tutto, percotendosi, non gitti peli e crepacci, 8407 I, 9 | ché levando il capo il percoterebbono alla volta. Così egli a 8408 I, 8 | colpi del fiotto che la percuote ne' fianchi, il barcollare 8409 I, 15| prima veduto che incontrato, percuotervi, sfracellarsi, andar sotto; 8410 II, 15| nascatur, quanta rotam bis ipse percussi, in caeli spatio plurimum 8411 II, 8 | col donar quanto avea non perdea nulla. Risposta che oh quanto 8412 II, 8 | sopravivere alla morte, non perdendo ella col corpo quel ch'è 8413 II, 4 | gli si levavan d'inanzi, perdendole, le cose della presente 8414 II, 2 | da misurare l'immenso che perdendosi in estasi col pensiero. 8415 I, 10| nel donare, ma senza mai perder nulla di quanto , o scemarglisi 8416 I, 1 | affollerassi, nelle troppo ampie si perderà. Similmente ne' libri: doversi 8417 I, 16| ricompone? E come avviene di perderci alcuna volta tutti, fino 8418 I, 7 | non troverebbe uscita e perderebbesi, ma incontanente si torce; 8419 I, 15| questo solo unir delle dita perderemmo il più e il meglio di quanto 8420 II, 11| a morte, quando per essa perderete tutto insieme la vita e 8421 I, 14| cui si trasfondono senza perderle il padre, or con intera, 8422 II, 6 | Iddio, sì lontano a mai perdermi di veduta, che mi porta 8423 II, 11| senza svaporame in fumo e perdersene un carato? Avrebbel guardato 8424 II, 8 | prodigalità ammirato e scontento Perdicca, un de' suoi capitani ed 8425 II, 15| che sia il guadagno che in perdimento delle anime traggono i mali 8426 I, 1 | rerum spectaculis genuit: perditura fructum sui, si tam magna, 8427 I, 12| grazia e l'adorna. Io mi perdo e mi diletto nel cercar 8428 II, 4 | altresì in Dio la pietà che perdona e la giustizia che punisce: 8429 II, 12| due altri alla cui dignità perdóno il nominarli: tutti con 8430 I, 11| ad nos potuerunt miranda perduci. Non si beva del mare ogni 8431 I, 15| a ciò che tocchiamo, che perdutane l'unghia è più che mezzo 8432 II, 15| E quanti v'ha uomini di perdutissima coscienza, a' quali, per 8433 II, 7 | figliuolo e col padre che, perdutolo, il racquistava non si rallegrasse? 8434 I, 12| con un generoso dispetto, Pereat, disse, corpus, quod amari 8435 I, 2 | mente, ma come a novità peregrina maravigliarvene e, cercandone 8436 I, 3 | lena questo fatichevole peregrinaggio, si perdono, gli sciocchi, 8437 I, 1 | dunque" conchiude egli "peregrinationem beatam! o spectacula pulchra! 8438 I, 16| Tertulliano, terra marique peregrinatur, negotiatur, agitatur, laborat, 8439 I, 3 | tamquam finitis erroribus peregrinus invenit. Sappiate che a 8440 II, 3 | anni; e se ne registrò il perentorio negli atti publici di quel 8441 I, 16| populos alii plebemque pererrant.~ ~Ma egli non entrò mai 8442 I, 12| quamvis abiecta et velocissime pereuntia, decentissimos formarum 8443 I, 2 | di quella divina umanità perexiguam quandam rimam suae carnis 8444 I, 4 | multis partibus sint illa perfecta, quam haec simulata sollertius. 8445 I, 13| vis, quam inextricabilis perfectio! Ubi tot sensus collocavit 8446 I, 7 | sequaces potentias, ex illis perfectis operibus Dei a quibus in 8447 I, 11| ille, ut tam segnem possent perferre quietem,~infudit pigri placidum 8448 II, 10| negli spazi si rispondono a perfettissime consonanze. Così l'andamento 8449 II, 8 | proprio di noi, e via a perfezionarci proporzionatamente al nostro 8450 I, 9 | pregio d'un agente che il perfezionare altrui, senza egli in nulla 8451 I, 4 | potest quicquam rationale perficere nisi ratio, quam multis 8452 I, 13| sitim accendit! Telum vero perfodiendo tergori quo spiculavit ingenio 8453 I, 13| deprome genuinos. Sed et perforant culices, ne in tenebris 8454 I, 10| adulteri et fures et domorum perfossores, deprehensi a Sole et redarguti, 8455 I, 15| esprimerne dilicatissime in pergameno; e di legni informi e di 8456 I, 10| lustrans universa in circuitu; pergit spiritus et in circulos 8457 I, 7 | acconciarsi come altri vuole, o in pergole o in pancate, o ne' terreni 8458 I, 13| habent ad videndum? Atqui et pergunt quo volunt et vitant et 8459 I, 10| deprehensi a Sole et redarguti, periclitantes abeunt seseque alicubi procul 8460 II, 1 | sia tempesta sia calma, né pericola né si trasvia.~ ~ 8461 II, 14| amici gelosi della sua vita pericolante a recarsi in più guardia 8462 I, 1 | scuola il mondo: mentre senza pericolargliene il corpo, anzi in un soave 8463 II, 9 | cioè a dire i ricchi, più pericolosamente ab intrinseco; i ben complessionati, 8464 II, 2 | io diceva, e il cadere in pericolose perplessità d'animo intorno 8465 II, 12| di stelle. E se, dopo un pericoloso ondeggiare tra la Providenza 8466 I, 8 | gridando: "Domine, salva nos, perimus", egli, risentitosi, non 8467 II, 6 | qui errantium astrorum periodos imitantur, simul atque per 8468 II, 11| ordiscono quelle mirabili peripezie onde altri coll'avventurosa 8469 II, 8 | se l'anima insieme seco perisce. Dunque ella si riserba 8470 II, 15| in brieve ora profondati, periscono? Eran questi malnati tutti 8471 I, 11| ne' secoli avvenire non perisse la memoria d'un così memorabil 8472 II, 10| reprehendit. Sed si non habet peritiam artificis, et habet saltem 8473 I, 15| artefici a' lor lavori, peritissimi al nuoto, al volo, al corso, 8474 II, 15| tavole di qualunque sia peritissimo calcolatore le quali battano 8475 II, 8 | regola al tirarsi. Così al perito nell'arte non parrà strano 8476 I, 11| nutu.~Ille animas longae perituras carcere noctis~affectu lucis 8477 II, 8 | corpus casurum ac fluidum periturumque nisi subinde impleatur farcirem, 8478 II, 16| fallunt, et fulminantem periurant Iovem". Per ciò egli altresì 8479 II, 4 | credere che una sì candida perla orientale si nascondesse 8480 I, 15| passaggere, né han patria permanente fuor che sol dove affondano. 8481 I, 12| cervicem inflexit. Et virgo permansit et martyrium obtinui~ ~ 8482 II, 4 | dalla malizia degli uomini: permessa a questi la colpa, voluta 8483 II, 3 | qui sol del fare, ché del permettere, con quel che poi ne consiegue, 8484 II, 15| esse moriturum! Ut mihi permirum videatur quemquam extare 8485 I, 12| invitavit etiam deliciis auxilia permiscens. Or questo hallo fatto Iddio 8486 I, 1 | Voglionsi, come ognun sa, permischiare il piacevole e l'utile per 8487 I, 7 | ivi dentro si chiudono, o permischiate o distinte che vogliam farle! 8488 I, 4 | si contino a un milione: permischiateli, e fatene un come caos. 8489 I, 12| pennellata; e perché non si permischino le tinture indifferenti 8490 II, 15| Chiis Spartam venientibus, permissum est agere impudenter: così 8491 II, 10| Imperatoris, aut iubeatur aut permittatur in ista totius creaturae 8492 II, 10| praefinita deposcit, praeterire permittit!~ ~Così egli, particolarmente 8493 I, 14| incendium; subita est ex homine pernities. Eo diligentius tegitur 8494 II, 13| ritratto de' nostri astrolaghi: perochè Marziano, in dipingere quell' 8495 I, 4 | per inane volat finemque perosus~parturit innumeros angusto 8496 I, 9 | Ennodio, mundi fabricam perpendiculo repentinae iussionis exactam.~ ~ 8497 II, 4 | peccatores constituit, quo ea perpeti cogit quae merentur. E tanto 8498 I, 6 | un'altra nella successiva perpetuità delle cose che mancano.~ ~ 8499 II, 2 | nativitatem omnibus praestat, sibi perpetuitatem, qui ante mundum fuerit 8500 II, 15| mal partito e stranamente perplessi si truovano, dimandati: 8501 II, 10| fra questi due contrari perplesso e dire con Protagora, raccordato 8502 I, 16| est, et corporis partes perreptans, domum suam gubernat; e 8503 II, 3 | quo iudiciorum Dei, quae perscrutari contemplarique non possumus, 8504 II, 8 | cristiana, Porfirio, apostata e persecutore; di cui, percioché gravia 8505 II, 7 | corpore, non de caelo quendam persecutorem corripiens diceret: "Saule, 8506 I, 16| gaudet, licita atque illicita persequitur: fieri videntur, quae fieri 8507 I, 12| incommutabilis simul habens omnia perseverat.~ ~Or comincianne a dir 8508 II, 9 | servigi domestichi alle loro persone? Non v'è in che andar troppo 8509 I, 11| incassatevi. Che occhio di perspicace veduta, che acuti strumenti, 8510 I, 6 | truovino occhi di tal perspicacità che veggano l'invisibile 8511 I, 12| tuam ad eas artis rationes perspiciendas, ex qua prodiit, occupare 8512 I, 2 | intellectio latens latentia perspicit. Itaque si mentis oculis 8513 II, 3 | Dea; etsi nobis non sint perspicua, tamen esse consulta. E 8514 I, 13| eminet, ut cuivis fulgori perstringenti oculos, praeferatur.~ ~Succedano 8515 II, 15| al natural discorso, e si persuada che tanto caglia a Dio il 8516 II, 4 | ogni eloquenza possente non persuade solo, ma incanta: perché, 8517 I, 8 | non avvenisse, quanti si persuaderebbono esser necessità di natura 8518 I, 8 | che no, a quel ch'io me ne persuado. E se altri, come rispettoso 8519 II, 14| per sé divisato e altrui persuadono essere questo medesimo che 8520 II, 14| quippe addictus mathematicae, persuasionisque plenus, cuncta fato agi. 8521 II, 5 | ipsam potestatem per omnia pertendentem et ventitantem, ad ea quoque 8522 I, 13| indifferentemente tutte le cose a pertica, come i campi. Imperoché 8523 I, 15| conspexit en unda~cornua, pertimuit seseque exterrita fugit,~ ~ 8524 II, 11| turba degli ignoranti e la pertinace de' miscredenti, quella 8525 I, 7 | rationes ad intellectum pertinentes, le quali come non possono 8526 II, 7 | Pietro disse di Cristo: Pertransiit benefaciendo. Che se tutto 8527 I, 14| né v'è in essi un menomo pertugetto che non abbia il suo proprio 8528 I, 7 | bambino che latta ha forza di pertugiar la terra, avvegnaché ricalcata 8529 II, 13| più di quelle che chiamano perturbate. Su la Lira si tendon le 8530 II, 7 | Ista oratio ad Deum non pervenit. Non audit Deus nisi quod 8531 II, 15| consulunt, credulitate ducente, perveniunt callide ad ea quae vera 8532 II, 4 | ordinate queste ombre delle perverse opere de' malvagi, mentre 8533 II, 6 | animale nel sozzo vivere e nel perverso discorrere, mutò il savio 8534 I, 10| e pareggiano le partite, pesando l'autunno su la libbra le 8535 II, 15| incontentabili, non che sottili, in pesarlo su la bilancia d'Ermete, 8536 I, 15| la mano trionfa e ne fa pesca e caccia; e indarno han 8537 I, 3 | far colasù non è da noi il pescar in esse cotanto a fondo. 8538 II, 9 | salvaggine e l'uccellare e 'l pescare hanno inventati per isfamarci. 8539 I, 3 | Grecia, Gerusalemme Atene, un pescatore tutta insieme la turba de' 8540 I, 14| aggiungete loro la marittima a' pescatori, l'infernale a gli spiriti,


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