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Daniello Bartoli
La ricreazione del Savio

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1460-agend | agent-appre | appro-avvic | avvil-celeb | celer-conco | concu-covin | cozza-diffe | diffi-domiz | domo-facen | facer-frena | freni-ibo | icaro-infle | influ-istam | istan-manca | manch-mulie | multi-ordin | ordis-pesca | pesce-prezi | prezz-rapid | rapie-rigua | rilas-sanct | sane-serie | serio-speco | spect-suppo | suppu-trasf | trasl-vento | ventu-zufol

      Libro,  Capo
9041 II, 10| mercatanti, i quali danno i prezzi niente maggiori di quello 9042 II, 1 | talvolta ne formano. Se il priegano, e la grazia per quantunque 9043 II, 8 | nulla di noi che sia noi: priegoli a dire in che altra imaginabil 9044 II, 3 | medesimo". A cui subito Crate: "Priegoti dunque ad avvertir bene 9045 II, 9 | la terra, come pesanti, priemono all'in giù; ma, per sottile 9046 I, 11| almen quaranta di quelle prigioncelle d'un medesimo nautlio, partito 9047 II, 16| v'ha incavate dentro le prigioni de' venti e dell'acque in 9048 I, 9 | teologo Nazianzeno, che della prigionia del mare entro a' liti ragionando, 9049 II, 12| porteranno i parenti; le prigionie, le liti, i viaggi, i pericoli 9050 II, 16| istius principis notione diem primae nativitatis intraverit? 9051 I, 7 | semi osserva, come cagion primaria de' loro producimenti, certi 9052 I, 3 | fra sé a passi contati le primiere distanze dall'una all'altra, 9053 I, 6 | sue parti, per così dir primigenie, non glie ne rimaneva in 9054 II, 11| Hi tantum novere decus primique per artem~sideribus videre 9055 II, 9 | inviolabil retaggio, dall'un primogenito scadan nell'altro? La nobiltà 9056 II, 16| Tertulliano, animae dos a primordio, né si acquista per fatica 9057 I, 9 | salve le machine? Advertamus primum et aspiciamus continentem 9058 II, 12| hic tibi nascetur cum primus Aquarius exit.~ ~E beato 9059 II, 15| dicere, qui illum, postquam princeps factus est, omnibus annis, 9060 I, 7 | pendentes ceteros fructus habeat principatum, cui tacito quodam iudicio 9061 II, 7 | sangue: Accipe – disse la principessa – puerum istum et nutri 9062 I, 7 | malorum pyrorumque semina? His principiis respuentem secures materiem 9063 I, 10| instituta maiorum! Ut imago principum subiectos videretur pascere 9064 I, 3 | gradus, et proxima iuncta priori.~Maximus est populus, summo 9065 II, 7 | sentano così al vivo come il privar sé del proprio bene per 9066 II, 11| peso Nerone, dallo stato di privata fortuna all'Imperio di Roma, 9067 II, 7 | solamente inferme, ma morte e prive di spirito e d'efficacia 9068 II, 6 | certe sceltissime anime ne privilegia), itane huic intenta est 9069 II, 3 | Dio, e protesta non essere privilegio d'uomo vivente il poterne 9070 II, 10| ipsa pro deo sit qua Deus probatur incertus.~ ~Lucilio mio ( 9071 I, 7 | avere infallibile verità un problema aritmetico o geometrico 9072 II, 8 | infelicità che noi medesimi ci procacciamo e, quel che vince ogni maraviglia, 9073 I, 13| bene e 'l lor male, e si procaccian l'uno e si difendon dall' 9074 I, 15| al lor bisogno, filosofi? Procacciansi il vestire? Se di lor medesimi 9075 I, 10| sustentarli e arricchirli e procacciarne, quasi in persona, ogni 9076 I, 15| patrimonio onde hanno da procacciarsi da vivere, non possenti 9077 II, 14| n'avea che le lor proprie procacciatesi con la curiosità e fatte 9078 II, 15| novantacinque. Or io dimando: non procede l'astrologia ne' suoi giudìci 9079 II, 15| cagioni rettificata, si procedé al rimanente delle predizioni. 9080 I, 11| attorcigliassero intorno a un fuso: e procedendo in lungo assottigliano e 9081 I, 4 | la nostra opinione non procederebbe un passo più avanti. Il 9082 I, 9 | sponte, non divina ratione procederent. Meno intolerabilmente, 9083 I, 5 | vero certus naturae ordo procederet nec tam dispositos motus 9084 I, 9 | Usque huc venies, et non procedes amplius e, mutato il furore 9085 II, 3 | contemplarique non possumus, procedit omne quod possumus. Quod 9086 I, 15| ma per istinto di natura procedono? Elle abbisognano d'intendimento, 9087 I, 16| Tertulliano che nonnunquam et in procella confusis vestigiis caeli 9088 II, 5 | intorno avvolti i tuoni, le procelle e i furiosi nembi che in 9089 I, 1 | Notusque ruunt creberque procellis~Africus et vastos volvunt 9090 I, 15| validae ad operandum manus et procerioribus digitis habiles ad tenendum. 9091 I, 7 | umbram obtexat. Denique procerius media pars eius extenditur 9092 I, 3 | appaiono,~ ~sunt stellae procerum similes, sunt proxima primis~ 9093 II, 3 | archivio del suo criminale i processi, e si diano a riesaminar 9094 I, 3 | etiam fluctibus certatura processit. Umbrosae quoque ilices 9095 I, 8 | scatenati e sicuri dalla sferza. Proclamato il nuovo re, rinsavivano: 9096 II, 15| ogni arte loro possibile procurar che ci avvengano! E quanti 9097 I, 9 | lor debito per natura il procurarlo, peroché anch'essi sono 9098 I, 1 | non divolge l'occhio e la proda di verso quel sicurissimo 9099 II, 7 | fortunae amplitudo, nisi ut prodesse tantundem posses et velles. 9100 I, 12| quid ad ignis alimentum prodest florum pulchritudo?) quemadmodum 9101 I, 6 | acceptis opportunitatibus prodeunt. Così dovendosi (com'egli 9102 II, 16| insieme Diagora, Teodoro, Prodico, Evemero, Bione, Crizia, 9103 II, 10| perché anco ignuda? Perch'è prodiga con alcuni, a cui dona tutto; 9104 II, 8 | impoverire; della quale prodigalità ammirato e scontento Perdicca, 9105 I, 10| per avarizia del danaro prodighi della vita, dove ora co' 9106 I, 15| la chimica operatrice di prodigiose trasformazioni, il navigare 9107 I, 12| rationes perspiciendas, ex qua prodiit, occupare universam potest; 9108 I, 3 | che a fare che il niente producesse il tutto a Dio, egli in 9109 I, 10| sono le alterazioni e i producimentí che ne sieguono nella natura. 9110 I, 1 | cieli la misura de' numeri producitori delle proporzioni armoniche, 9111 II, 10| cantico, vel brevius vel productius, quam modulatio praecognita 9112 II, 8 | di strumento o materia da produrle? Usar de' sensi, nutrirsi, 9113 II, 16| corrotta ha materia di che produrli. E come i mostri se ne rimangono 9114 II, 6 | comparazione del suo potere in produrlo e del suo intendere in averlo 9115 II, 13| produce, la lira in cielo ci produrrà fiscali e carnefici in terra. 9116 I, 11| parte degli elementi, è da prodursene alcuna che ne deponga: e 9117 I, 16| cessate le operazioni che li produssero, tuttavia mantengono l'impressione 9118 II, 16| e gli spiriti e la virtù produttrice, e tutto l'albero si rinchioma 9119 II, 5 | successiva e continuata produzione. Debbe elle dunque ricevere 9120 II, 10| cum hac se compositos ad proeliandum putant: nec ullam tamen 9121 II, 14| di sangue; e 'l santuario profanato, e diroccati gli altari, 9122 II, 3 | ne cape, e le sacre e le profane istorie ne contano memorabili 9123 I, 4 | dubitet quin ea sphaera sit profecta ratione? Hi autem dubitant 9124 II, 9 | legge, bona adventitia, o profectitia, che ci vengono altronde, 9125 II, 16| dentro lo scelerato suo cuore proferì: "Non est Deus". Non est 9126 II, 7 | in virtù d' un semplice proferir di parola, non isdegnò d' 9127 II, 10| niuno avrebbe ardito di proferire, se Iddio medesimo non ci 9128 I, 16| avanti un valent'uomo a proferirgli un suo segreto possente 9129 II, 10| dictum est de Deo: "Qui profert numerose saeculum". Unde 9130 II, 7 | e vinto il potere dalla proferta, e smarrì, e 'l promesso 9131 II, 3 | nata, se non che Archimede, profertosi a far che Ierone solo, senza 9132 I, 16| essi Giuseppi e Danielli, professan d'intenderne i segreti, 9133 II, 13| nelle abilità a diverse professioni, hanno in gran parte origine 9134 II, 12| trasformate in bicchieri; e se per profetare dicono esser necessario 9135 I, 13| filosofanti, e stetti anco per dir profetesse. Quis disposuit ista? quis 9136 II, 2 | costui paresse dire a Tiberio profetizzandone, tanti anni prima, ch'egli 9137 II, 15| indovinato il preterito e profetizzatogli l'avvenire. E s'avverò il 9138 I, 1 | cogitatione, quoties soli proficiscuntur, solent. Ella vuol compagnia 9139 II, 9 | incrostate le tavole e le colonne profilate d'argento; e d'oro gli anelli 9140 I, 10| che l'un senza l'altra non profitterebbe a nulla. Il ha per sue 9141 II, 9 | assai fatichino e nulla profittino, altro loro in fine non 9142 I, 1 | più volentieri valersene a profitto dell'animo, se già la natura, 9143 II, 2 | atteggiò il pensar d'un uomoprofondamente che non sente di sé: nihil 9144 II, 9 | grievi, sì che lor vietano il profondar che farebbono non so dove; 9145 II, 3 | questo pelago senza fondo non profondare, anzi caminarlo a piedi 9146 II, 10| morti per la stanchezza, profondarono in un altissimo sonno: né 9147 I, 3 | anche l'occultissimo e 'l profondissimo degli abissi? Così piccole 9148 I, 12| che sì gran moltitudine di profumieri, quanti sono i fiori che 9149 II, 3 | possum exclamare de ista profunditate? Quam magnificata sunt opera 9150 II, 3 | est profundum Crucis. De profundo nescio quo iudiciorum Dei, 9151 I, 10| di niuno, e ognun di lui; profusissimo nel donare, ma senza mai 9152 II, 1 | la sanità, la numerosa prole e tutti alla rinfusa i beni 9153 I, 15| volta anco facente come più prolissa o meno efficace la lingua, 9154 II, 15| quasi unus infans in longum prolixior nasci videbatur: e quanto 9155 II, 10| non traia più avanti il promessovi di sant'Agostino: Si intrares – 9156 II, 10| d'ingegno: e se tutti i Prometei che accostarono le morte 9157 II, 4 | vergogna d'esser veduto, e promettendo di sepellir fra due mura 9158 II, 15| nel significatore che il prometteva; o fallisce: e si ha pronto 9159 II, 14| infallibile nel predire, promettevano altrettanta felicità quante 9160 II, 4 | e le parti inferiori e prominenti con le superiori e più addietro 9161 II, 4 | ricercando ogni menoma prominenza, fin de' capegli, e dandole 9162 I, 14| congiunte, entrando le inferiori prominenze dell'una nelle superiori 9163 II, 8 | fides tua? Haec enim tibi promisi? Ad hoc christianus factus 9164 I, 11| occulto in promptum atque ex prompto in occultum usitato itinere 9165 I, 11| manentiumque rerum ex occulto in promptum atque ex prompto in occultum 9166 I, 10| ne' teatri, nel tempio, a promulgar gli editti del publico reggimento, 9167 II, 11| confessar chiaro quel che ne pronostica l'arte. Nel mezzo della 9168 II, 13| poco men che sicuri, e si pronostican saviamente, osservatene 9169 II, 13| qualità del luogo a cui il pronosticano, se mediterraneo o lungo 9170 II, 11| secoli avvenire, quel che pronosticarono (ed avverossi) i Caldei 9171 II, 15| peroché, o avviene che il pronosticato si avveri: e se ne mostra 9172 II, 11| metoposcopi sol mirandoli ne pronosticavano le cose avvenire non altrimenti 9173 II, 15| eorum constellationes, talia pronuntiare, quae ad illud secretum 9174 I, 16| poi che abbiam compiuto di pronunziar le parole, ce le risponde 9175 I, 9 | giudico la sentenza che Filone pronunziò contro Anassagora, Metrodoro, 9176 I, 7 | il suono si genera né si propaga se non per lo triemito del 9177 I, 6 | tacerò di quel che tocca al propagare degli animali, per non avere 9178 I, 10| viti: potare, rimettere, propagginare; via gl'inutil sermenti, 9179 I, 5 | quanto è il ciel dalla terra propaghino la virtù de' lor moti, sì 9180 II, 5 | illo agimus, sed cum illo, prope dixerim, vivimus.~ ~ 9181 II, 7 | abstulit, et variis artibus properantes necessitates elusit, in 9182 I, 4 | haec vanitas potest! Sed properat oratio. Hic est ille (Epicurus) 9183 II, 10| mulceremur. Non enim frustra per Prophetam, qui haec divinitus inspirata 9184 I, 7 | prophetiam, quo facilius credas prophetiae, discipulus naturae; quo 9185 I, 7 | magistram, submissurus et prophetiam, quo facilius credas prophetiae, 9186 II, 15| dice Tertulliano, et nunc Prophetis concionantibus excerpunt 9187 I, 8 | capiendae oblectamento, propinquo afficiamur dolore, recordatione 9188 I, 14| diligentius tegitur quo propius accedit. Erras si istorum 9189 I, 1 | micantes~deposuit radios propiusque accedere iussit,~ ~così 9190 II, 10| dice lo Stoicoanimo tuo propone, ludos facere Fortunam, 9191 I, 1 | dar lezioni di costumi, proponendo l'opere sue come uniche 9192 I, 7 | vantaggio l'autorità del proponente non possibile ad errare 9193 I, 7 | non intelligibili, ci si propongono a credere. E avvegnaché 9194 I, 2 | facturae suae decus foris proponit, quasi quibusdam se nutibus 9195 II, 15| quaeritur, et alterius genitura proponitur. Or non fu questo operar 9196 I, 9 | condurre che si venne fino a propor da' periti di farne come 9197 I, 5 | unum efficit. Hoc autem proportio ratioque alternae comparationis 9198 I, 5 | architecto Deo creatas earumque proportionem et harmoniam et situm et 9199 II, 13| di suggetto e d'agente li proporziona. Tal dunque è l'ordine dell' 9200 I, 5 | geometrizza: cioè con le mezzane proporzionali unisce e lega in fra loro 9201 II, 2 | immensità del suo essere proporzionare alle angustie del nostro 9202 II, 8 | noi, e via a perfezionarci proporzionatamente al nostro essere? E se l' 9203 II, 13| elementi, come a ciò tanto più proporzionati quanto più semplici e più 9204 II, 16| secoli questa immensa e proporzionatissima fabrica dell'universo? Chi 9205 I, 9 | Brunelleschi architetto propose a' Fiorentini, dovendosi 9206 I, 7 | e mentre io, vinto dalla proposta difficultà me le rendo, 9207 I, 8 | dell'universale argomento propostomi, ragionar S. Giovanni Crisostomo. 9208 II, 4 | comparazione all'intendimento propostosi, Pictor, dice, novit ubi 9209 II, 11| redeuntibus astris~percepta, in proprias sedes, et reddita certis~ 9210 I, 4 | ciascuna per ordine al suo propriissimo luogo: come a dire, dell' 9211 II, 13| aggiungere una non so quale altra proprissima somiglianza ch'è fra i lor 9212 I, 14| che farsi intendere le sue proprissime guardature.~ ~Così eccovi 9213 I, 15| Manus est totius corporis propugnaculum, capitis defensatrix. Quae 9214 | Prorsus 9215 I, 7 | in arboris summum cacumen prorumpere, quam velut quodam amplexu 9216 I, 14| admirationem intulit, ut ille proscriptor animus, modo et contumelia 9217 I, 1 | expositas summa admiratione prosecutos; qui nobis unius loci naturam, 9218 II, 16| e per rabbia Diodoro, e proseguendo a stringerlo Erofilo e mostrarsi 9219 II, 6 | terram sine Patre vestro; e proseguì traendone quell'irrepugnabile 9220 I, 9 | repentinae iussionis exactam.~ ~Proseguiam nel medesimo stile (già 9221 I, 9 | ragione non avessero i cieli, proseguirebbono, come pur fanno, a vele 9222 II, 3 | rassomigliano nelle Cantiche, e prosiegue egli a farne ingegnosamente 9223 I, 14| interprete degli affetti: e prosieguo ad ammirarne prima la varietà 9224 I, 3 | intorno al mondo e tuttavia la prosieguono, né fia mai che s'arrestino: 9225 II, 1 | era degno di nascere; se prosperar gli empi, e le ricchezze, 9226 II, 1 | la malvagità: essa è la prosperata, la ben in carne, la ricca, 9227 II, 10| mani tutto ci viene, or sia prosperevole or avverso, e che di noi 9228 II, 4 | travagli? Chi ama Iddio nelle prosperità sì focosamente com'egli 9229 II, 4 | fuggir delle lontananze nelle prospettive con ragione e con regola 9230 I, 16| buone e ree fortune, o di prossimo o in avvenire lontano; e 9231 II, 7 | correndo al disteso si gittò a prostendersi a' suoi piedi e, quanto 9232 I, 1 | natura non averci, dice egli, prostesi giù come i bruti animali 9233 II, 10| emoli fecer dipingere tutto prosteso e addormentato a un'amenissima 9234 II, 3 | Se così avesse fatto quel prosuntuoso giovinastro, " avversario 9235 II, 14| spem nostram et mendacio protecti sumus. Ma si voglion soggiungere 9236 I, 7 | teneri e dilicati, hanno a proteggerli tante targhe, non meno ampie 9237 I, 16| imaginar si possa; e, come Protei e Vertunni, non mai dello 9238 I, 2 | chiaramente rispondono, protestando, secondo il pontefice S. 9239 II, 2 | velano i pi è di Dio: ed è un protestare in misterio ch'eglino, per 9240 II, 13| efemeridi; e non senza misterio protestò David che Iddio li serba 9241 II, 16| ingegno che già Apelle e Protogene, nel tirare quegli in prima 9242 I, 12| Dimandatene a quel gran protomedico Cristo, a quel gran Galeno 9243 I, 3 | Umbrosae quoque ilices verticem protulerunt inhorrentem comam hibernis 9244 II, 9 | misericordioso che chi per prova sa quel che sia esser misero 9245 II, 6 | come altrove più a lungo provammo, la più espressiva imagine 9246 II, 16| filosofi del suo tempo, provando, con uno al creder suo insolubile 9247 I, 14| provavano; come altresì di poi, provandole, ch'elle fosser quelle dilettevolissime 9248 I, 11| ammirarsi come le dica: provandosi a trovarne il perché e il 9249 II, 13| in bocca all'astrologia, provante l'imperio o, per meglio 9250 I, 5 | e compassi, han preteso provargli non aver egli data al mondo 9251 II, 14| i mali avvenire, per non provarli mille volte che non ci si 9252 I, 14| rinfacciarla obbrobriosa, a provarne gli effetti dannevole: perch' 9253 II, 14| due parole di Giobbe, che provarono troppo vere: Morientur et 9254 II, 8 | siamo pieni: più che chi provasse una sete per cui spegnere 9255 I, 8 | dice il Boccadoro – se nol provassimosovente or in una or 9256 I, 16| parranno invenzioni da saggio. Provaste mai, con diletto pari a 9257 II, 4 | combattimenti della loro virtù, non provata e non chiara al mondo se 9258 I, 15| avranno! Ma sia nulla di ciò: provatele all'operare. De' cento effetti 9259 II, 9 | trapunto d'oro, d'una virtù provatissima: percioché, come il fuoco 9260 II, 12| supposte in ogni genere provatissime, ho io preso a fare, a fin 9261 II, 15| battaglia. Quanto chiari e provatissimi aforismi professa d'aver 9262 I, 14| terribilissime che, movendosi, le provavano; come altresì di poi, provandole, 9263 I, 10| cacciando per le foreste proveder di che vivere a sé e a gli 9264 II, 4 | apersero un tesoro bastevole a provedersene tutto il mondo. Verrassi 9265 II, 7 | loro necessità? E una mano proveditrice, pronta altresì, come possente, 9266 I, 11| manchi onde sustentarsi, ha proveduta di tanti occhi e sì acconciamente 9267 I, 15| trattati dalla natura men provedutamente degli animali: e che la 9268 I, 11| sì ammirabile avvedimento provedute da Dio, che si avrà a dire 9269 I, 13| cui sterilità largamente proveggono di quel che tanto abbonda 9270 II, 10| prospere or avverse, non provegnenti immediatamente da operazione 9271 I, 1 | non possibili a separarsi, provenendo amendue dal medesimo battimento. 9272 I, 16| animale né al dormire che ne provenga per necessario conseguente ( 9273 I, 4 | maravigliare che ne facciano provenir quello che da princìpi gratuitamente 9274 I, 4 | quasi dall'ingegno di lei provenisse quell'opera che tutta era 9275 I, 1 | che per lui abbondanti ne provenissero le ricolte significatevi 9276 I, 3 | artem, fabricat domum, et provenit quodammodo domus ex domo; 9277 II, 11| maravigliosi effetti che ne provenivano; e formandone aforismi e 9278 I, 4 | è che quegli da cui ella provenne era artefice, in sapere 9279 II, 4 | trentatré secoli il pruova, e proverallo fin che siano al mondo miserie 9280 II, 6 | Scrittura, colà ove ne' Proverbi la Sapienza di Dio, ingegnera 9281 II, 13| sentimento di quell'antico proverbio: asinus ad lyram. E di così 9282 I, 12| l'imperador Claudio verum proverbium fecit, aut regem, aut fatuum 9283 II, 2 | contare i mostri che ne proverranno? Fin colà i savi d'Egitto ( 9284 I, 8 | mondo ha di gran mali. Li proviamo s[ì] gravi, sì continui 9285 II, 14| più anni prima il previde, provide allo scampo suo e della 9286 II, 7 | bestiame quante una gran provincia appena era bastevole a pasturare, 9287 II, 5 | et quae extra istam orbis provinciam sunt, Deo plena sint? Ubique 9288 I, 12| maius desiderium colligentes provocaret. Egli è ben vero che tutti, 9289 II, 3 | disordine si sconvolgesse; e provollo in sé fin da mille dugento 9290 II, 5 | sint? Ubique non tam nobis proximus, sed infusus. In solem adeo 9291 I, 13| se ne troverà sì pio, sì prudente, sì ingegnoso, sì provido 9292 II, 9 | timorosi, forzuti e deboli, prudenti a consigliare altrui e male 9293 I, 10| ciò egli: O magna inventa prudentium, dice, o laudabilia instituta 9294 II, 9 | e produrre che lappole e pruni, chiusa fra montagne alpestri 9295 I, 12| disavvenente e rustico fior del pruno. Farvene qui udir le aringhe, 9296 II, 2 | apparisce. Questi dunque, o pruovino alcun disastro o si volgano 9297 I, 12| tam longa rosarum:~quas pubescentes iuncta senecta premit.~Quam 9298 II, 16| quando iudicat veritas: publicam autem totius orbis et universam 9299 I, 16| rigidissimo doganiere e publicano, il sonno (così il chiamò 9300 I, 7 | gli scritti che sopra ciò publicarono Atenagora, Tertulliano, 9301 II, 14| il Redentor del mondo, e publichi per salute nostra la nuova 9302 I, 14| Plauto:~ ~ita simili forma pueri; ut mater sua~non internosse 9303 II, 7 | disse la principessa – puerum istum et nutri mihi: ego 9304 I, 14| moderante. Andò oltre la pugna tanto che l'un fu vinto, 9305 II, 13| lusionem deputa, lector, haud pugnam. Ostendam, sed non imprimam 9306 I, 14| nescio quomodo, concinnus et pulcher. Così terminato il duello, 9307 II, 10| decedentibus ac succedentibus sonis pulcherrime currat ac transeat, quanto 9308 I, 6 | quemadmodum si litteras pulchras alicubi inspiceremus, non 9309 I, 6 | tantum inspicit, delectatur pulchritudine operis et admiratur artificem; 9310 I, 1 | huius materiae tractatio pulchrius, cum multa habeat futura 9311 I, 13| naturae numen et honestum pulchrumque insit ingenium. Atterrata 9312 I, 7 | chiuso in quel seme come un pulcin nell'uovo – ché così solea 9313 I, 2 | gradi? Chi gli spiana e pulisce e mette in postura acconcia 9314 I, 13| gagliardia, gli ornamenti, la pulitezza, le armadure e le armi, 9315 I, 3 | subito terrarum germina pullularunt et diversae rerum species 9316 I, 4 | fuor d'una sassosa montagna pullulasse un palagio, senza scultore 9317 I, 5 | citharam moveri, aut a pluribus pulsari, sed unum esse musicum, 9318 I, 8 | piantategli in tutto il corpo e pungenti ogni volta che toccano? 9319 I, 8 | fulmini, ma pur solo col pungolo d'una zanzara. Così per 9320 I, 15| titolo De re militaripunito per legge di Traiano con 9321 II, 4 | amabile, come ugualmente Dio, punitore de' rei che premiatore de' 9322 II, 4 | sembrano non ministri di punizione, ma statue per ornamento; 9323 II, 2 | che per gittarsi a volo puntano i piedi a terra e, lanciatesi 9324 I, 15| rame ricavarne a migliaia e punteggiando, con atomi quasi invisibili 9325 I, 11| di rotelle o minutissimo punteggiate; altre corse di vene come 9326 II, 11| mettere una mano al tetto, puntellandolo perché non rovini. Oltre 9327 I, 8 | e si dibatte, chi la sa puntellare tal che la rifermi? Se il 9328 I, 12| acciaio, il quale se, fatto punzone o conio che vogliam dire, 9329 II, 2 | ben si rassomigliano; e puollo ognuno da sé agevolmente. 9330 I, 13| designa oculos, denota pupillas. Sed et exedunt tineae: 9331 I, 11| spalle! E se ne discernono le pupille e i lor cerchielli attorno, 9332 | purché 9333 I, 14| le arterie, i nervi, o da purgar le superflue colature; e 9334 II, 2 | dimostra eterno, che le più purgate lane ne perdono in candore; 9335 II, 5 | con la mente un globo di purgatissimo cristallo che gli sta inanzi, 9336 II, 2 | nec comprehendi: tactu purior est; nec aestimari: sensibus 9337 I, 3 | immutabili, e delle materiali purissime; e di qualunque essere e 9338 I, 12| disse il Savio: Byssus et purpura indumentum eius; altri, 9339 II, 9 | ipsa sordescit. Quaedam purpurae Martyrum comparatur; aliqua 9340 I, 13| gemmantibus~alis smaragdo purpuram viridi insitam,~varios colores 9341 II, 9 | Gerusalemme, rubra in rosis, purpurea in hyacinthis, in diversis 9342 I, 11| grigie, nericanti, morate, purpuree, gialle, bronzine, dorate, 9343 II, 10| fanciullo? Se non in quanto egli purtroppo è d'uomini, e fra loro anche 9344 I, 7 | mele. Ahi – dice egli – pusillanimi, e per ciò miscredenti! 9345 I, 1 | Miserari quivis vere possit, ut pusilli animi scriptores res quaslibet 9346 II, 6 | sentendomi raccordare dal Savio: Pusillum et magnum ipse fecit, et 9347 I, 4 | et rationis esse expertem putare? Quod si in Scythiam aut 9348 I, 11| profecto aut mendacium putaremus, aut granditer miraremur. 9349 I, 10| latere contingit. Prodire te putas? Oriris.~ ~Suo dunque è 9350 I, 9 | videbant, animalia esse sidera putaverunt, tanquam pedibus et sponte, 9351 I, 1 | e compagno del giuocoPutes illum– dice – et in calculis 9352 II, 4 | Giacobbe e l'impudica moglie di Putifari suo padrone: la quale, peroché 9353 II, 16| discorso di mente, ma di putrefazione, per ribaldaria di costumi. 9354 I, 5 | inchiavò i denti e chiuse la puzzolente bocca a Porfirio, dicendo 9355 I, 10| suffugiunt et amoventur pyratae et sepulchrorum violatores 9356 I, 7 | origini suae habent malorum pyrorumque semina? His principiis respuentem 9357 I, 2 | raggio, o triangolare o quadrata o di qualunque altra figura 9358 II, 12| Ariete, ferito d'una mortal quadratura da Marte) che per lo filo 9359 II, 6 | in mente cento novantadue quadretti, in quanti si ripartono 9360 I, 15| meglio stessero d'alcun altro quadrupede più orecchiuto. Poi gli 9361 | quaecumque 9362 II, 16| regem ac dominum cunctorum quaecunque sunt moderatorem?~ ~Se già, 9363 I, 11| adoperavano a coltivarla. Quaenam ergo, dice egli, tantae 9364 II, 11| in quas fortunae leges quaeque hora valeret,~quantaque 9365 I, 12| petantur aut herba vel frutex quaeratur, nulla artium vilior fiat.~ ~ 9366 II, 7 | gloriae ex sua passione quaerebat. Or, come dovunque egli 9367 II, 10| veritatem in summo illis esse quaerendam. Nel qual medesimo luogo 9368 I, 16| somnum, oblivionem malorum, quaerens. I fastidi sono tutt'occhio: 9369 I, 13| ragiona de' Manichei) a me quaererent, num etiam muscae animam 9370 II, 7 | gratuitum, ubi mater non quaerit accipere, sed satagit dare. 9371 I, 16| nemo quod facit nescit: quaero unde asta iis quos generas 9372 II, 13| succedent sidera mundo,~quaesitor scelerum veniet, vindexque 9373 II, 12| homines aeruscatores, et cibum quaestumque ex mendaciis captantes, 9374 I, 13| moderetur ac vibret. Quod qualecunque est, bene considerantibus, 9375 I, 14| est,~nec diversa tamen: qualem decet esse sororum.~ ~Or 9376 II, 15| scelera facienda decerni: qualia si aliqua terrena civitas 9377 II, 9 | si trasfonde col sangue, qualificato da un illustre legnaggio 9378 | qualis 9379 II, 2 | quantitate magnum, sine qualitate bonum, sine indigentia creatorem, 9380 I, 5 | temporibus, efficientia, spatiis, qualitatibus explicaret nisi unus esset 9381 II, 7 | tanti più che non v'abbia qualsivoglia gran numero che li comprenda. 9382 | qualvolta 9383 I, 1 | ipsis sentiant, ob exilem quampiam naturae perceptionem. Id 9384 I, 15| Ambrogio, et memor gratiae? quandoquidem pro domino et in latrones 9385 II, 11| leges quaeque hora valeret,~quantaque quam parvi facerent discrimina 9386 II, 2 | riscontrarvi dentro, quel sine quantitate magnum, sine qualitate bonum, 9387 II, 8 | velle praedicare veritatem quantulamcumque nostis, et videte quam necesse 9388 I, 2 | distanti un semidiametro di quarantacinque gradi? Chi gli spiana e 9389 I, 12| innocente nipote, che forse col quartavolo simbolizzava. E simile non 9390 II, 6 | fisse; trae per attorno i quarti del zodiaco le stagioni, 9391 I, 11| aut granditer miraremur. Quarum vero rerum ante oculos nostros 9392 I, 1 | pusilli animi scriptores res quaslibet vulgo expositas summa admiratione 9393 I, 5 | Quid recenseam, dice, res quasque ab orbis architecto Deo 9394 I, 12| di Lazzero: Iam foetet, quatriduanus est enim. Di sì brieve durata 9395 II, 11| tanti ingegni, al cimento di quattromila settecento secoli, senza 9396 II, 12| affare, ne colga, dove sono que ' savi che credano la predizione 9397 II, 15| Ut mihi permirum videatur quemquam extare qui etiam num credat 9398 II, 10| incantatore, e ne andò la querela al criminale del popolo: 9399 II, 10| degl'innocenti abbattuti, le querele degli scontenti, le preghiere 9400 II, 9 | sollecitudine inquieta, la sempre querula povertà. E tal sia l'una. 9401 II, 13| se la cerchino essi nelle questioni naturali di quel filosofo. 9402 II, 8 | non vertatur, sed ea in quibuscunque fuerit, ad suam actionem 9403 | quidquam 9404 I, 16| ubique iustitium est, et quies rerum. E questa si è la 9405 I, 11| segnem possent perferre quietem,~infudit pigri placidum 9406 II, 13| da operare. E percioché quigiù v'ha tanta varietà di nature 9407 II, 16| animata vitali, vocis sonitum quirent et verborum articulos integrare, 9408 | quisquam 9409 II, 16| puro principio di natura? Quisquamne est hominum – dice Arnobio 9410 | quisque 9411 I, 1 | medesimo argomento: Miserari quivis vere possit, ut pusilli 9412 II, 3 | maravigliatissimo decretò: Ab hac die de quocunque dixerit Archimedes, illi 9413 I, 1 | di quel fiume di Tracia~ ~quodpotum saxea reddit~viscera, quod 9414 I, 13| hiatum oris illius ostende. Quodvis animal, unius licet puncti, 9415 II, 3 | stessi, e si domandano il quomodoin sì difficultose materie 9416 I, 16| che l'anima aufert secum quosdam simillimos (oculos) sed 9417 | quot 9418 I, 11| rerum ante oculos nostros quotidiana documenta versantur, non 9419 II, 5 | singuli nationum omnium populi quotidianis motibus agitarent, perinde 9420 I, 1 | dell'armentiere Eumeo, i rabbiosi cani di Scilla, le ingorde 9421 II, 5 | Quelle che tempestano o rabbonacciano il mare, che attizzano o 9422 II, 7 | mezzo ignudi, con le barbe rabbuffate e i capi rasi, squallidi 9423 I, 8 | vento, per cui il mar si rabbuffi e infurii, come fa quando 9424 II, 2 | più a minuto, stupiscono, raccapricciano, impusillanimiscono, si 9425 I, 8 | mettere argini al lito e racchiuderlo ne' suoi confini? Se i monti 9426 II, 14| marce viscere dell'inferno raccoglie e sparge le velenose influenze 9427 I, 3 | ho io detto a fin solo di raccogliervi la mente tutta in sé stessa 9428 I, 10| luogo aperto e ignudo si raccogliessero, dove null'altro di riguardevole 9429 I, 1 | altro che diletto se ne raccolga; ben che, dove ho preso 9430 II, 2 | al magnumtutto in sé si raccolse, aggroppò insieme le mani 9431 I, 10| apparendoci, tanto in sé men raccolta quanto a riguardarle diffusa 9432 I, 15| manchevoli li fa eterni, e raccolti o dalla mente i concetti 9433 I, 9 | non trovò machina a cui si raccomandassero i cieli ad averne quella 9434 II, 12| guastano il mondo e 'l racconciano a lor piacere". Così udirete 9435 I, 15| oceano, in capo al mondo, ci racconsola. Ella ci fa di sé nobili, 9436 I, 14| argomento: non perché solo, come racconta l'istorico, nell'esprimere 9437 I, 4 | vide mai o chi in udirlosi raccontare crederebbe un sì incredibil 9438 II, 7 | per minuto e alla distesa raccontato da Cristo, non so se gli 9439 I, 15| abbandonata, ci accoglie; e raccordandola in istranio paese c'intenerisce, 9440 II, 8 | sentiva il suo mal presente raccordandosi del suo bene avvenire. Sì 9441 II, 7 | parti esclamazioni e grida, raccordanti le tante grazie pur chieste 9442 I, 9 | Dinocrate, se per avventura udì raccordar que' filosofi che appresso 9443 I, 14| cuore, è tanto esecrabile a raccordarla, a rinfacciarla obbrobriosa, 9444 I, 10| dopo tanti anni, e il solo raccordarsene gli bastava a rifarsi poco 9445 I, 16| penerebbe a uguagliarle? Raccordasi ognun de' suoi. Io di me 9446 II, 6 | vergognerei se in questo proposito raccordassi un testo della Divina Scrittura, 9447 I, 5 | a quella saggia Assiotea raccordata da Temistio che avvenirsi 9448 II, 6 | Felice che poco addietro raccordavamo. Ne nobis – dice questi – 9449 I, 16| nel coricarsi a dormire, raccordavano il far buoni sogni e tali 9450 II, 12| ella sia per adattarsi. Raccordavi di quella tazza d'oro che 9451 I, 16| e d'ogni cura presente? Raccorderavvelo Omero e gli Egiziani, che 9452 I, 6 | nel loro distruggersi gli raccordino il suo morire, e nel loro 9453 I, 11| quelle braccia snodate per raccorlersi al petto e distenderle: 9454 I, 16| che due sole non possono raccozzarsene e confarsi.~ ~M'era venuto 9455 I, 7 | Quis, dum aspicit pulchrum racemum, non stupens miretur humorem 9456 II, 7 | fosse che non gioisse per lo racquistato figliuolo e col padre che, 9457 II, 7 | padre che, perdutolo, il racquistava non si rallegrasse? Così 9458 I, 8 | barcollare e travolgersi e raddirizzarsi che van continuamente facendo 9459 I, 5 | solo accennato quel che raddoppia il pregio all'opera e la 9460 I, 13| mia dipartenza, piangente, raddoppiar meco prieghi e ragioni; 9461 I, 8 | altri, come rispettoso a non raddoppiare a Dio la fatica del mutar 9462 II, 7 | solennissimo desinare e musica raddoppiata, in suoni e in canti, affinché 9463 II, 8 | altr'uomo; e, quel che ne raddoppiava le sciagure, ieri porporato 9464 II, 4 | ond'egli da sé testa saniem radebat. Sola in tanto abbandonamento 9465 II, 10| si sollievino un dito, ma radendo l'acqua le si striscino 9466 II, 10| iaculum vel dorsum maris raderet vel enataret, dum leni impetu 9467 I, 15| dentrovi col principale ben radicato; e più degli altri corputo, 9468 I, 7 | dissolvant scopulos rupesque radices minutissimae ac tenuissimae.~ ~ 9469 I, 3 | quoque, non contenta terrenis radicibus atque aerio vertice etiam 9470 I, 2 | rappresenta sé stesso, solis radio scriptum, per usar questa 9471 I, 1 | caput omne micantes~deposuit radios propiusque accedere iussit,~ ~ 9472 I, 2 | vel unus dumtaxat illius radius, intelligentiae tuae benigne 9473 II, 13| felice riesca a seminare rafani e ramolacci perché non tralignino 9474 II, 13| bastano a trasmutare un rafano in un fior coronato? E tanto 9475 I, 4 | Tiziano, l'istoriare di Raffaello e la grazia del Parmegiano. 9476 II, 3 | creatolo, nol sostenne e raffermollo per resistere alle lusinghe 9477 II, 2 | coteste imagini? Chi vi raffigura Iddio? Chi sa riscontrarvi 9478 I, 3 | affacciarsi a mirarlo, vi raffiguran dentro sé stessi effigiati 9479 I, 16| tutte le cose sensibili si raffigurano? E poi, scatenati alla rinfusa 9480 II, 10| bisogno, con prendemi a raffigurare il viver nostro nella musica 9481 II, 13| ritrasse Apollo, e in lui raffigurate l'astrolago. Avea – dice 9482 I, 15| apparecchiammo, e in esso si raffiguri. S'egli ha spirito d'uomo, 9483 II, 7 | avvegnaché sì trasfigurato, nol raffigurò ben da lungi il suo buon 9484 II, 9 | cavare, del fondere, del raffinare i metalli e saggiarli e 9485 I, 1 | vi guadagnò di prudenza e raffinossi nel senno. Ma che vide egli 9486 II, 13| che chiamiamo pianeti, si raggirassero per intorno la Terra, non 9487 I, 9 | un bene che già mai non raggiungano; e, dirò ancora, un bene 9488 II, 13| quale, perch'egli mai non la raggiunge, a cui ella sorge in ascendente 9489 I, 1 | pellegrina verità discorrendo raggiungerla e fame preda: massimamente 9490 I, 9 | pensiero in corsa e a pruova di raggiungerne il moto. In tanto, a dimandar 9491 II, 7 | avanti ed egli ancor non l'ha raggiunta, e pur così da lungi l'addenta 9492 II, 2 | dall'opera e, rizzatosi, raggropparlo; e di tanto in tanto lisciar 9493 II, 3 | dalle prime loro piante si ragguagliano, o s'egli è in debito di 9494 I, 12| clarescat. E se tutti i ragionamenti delle cose attenentisi a 9495 I, 10| annovalmente, l'eclittica, perché ragionandone Iddio attribuisce al Sole 9496 I, 7 | filosofi da filosofo ne ragionarono. E ne avea dato loro esempio 9497 I, 13| avvisa il Filosofo che in ragionarsi di fabriche non si de' aver 9498 II, 6 | rivoluzioni de' pianeti ragionasse. Quemadmodum enim, dice 9499 I, 16| per non dir delirando, ne ragionassero?~ ~A me non riesce gran 9500 II, 13| rappresenterebbono a dire se ne ragionassi non in ordine ad altro ma 9501 I, 12| anche morti e cadaveri? Così ragionatene. Il mostrarsi bello un fiore 9502 II, 3 | ingegno, così da sé a sé ragionava: come può esser ciò, che 9503 I, 16| dicendo egli che la parte ragionevol dell'anima è quell'una che 9504 II, 10| sumministratomi alla chiosa.~ ~Ma noi ragionia degli antichi come sol fallo 9505 I, 15| gioghi, aratoli, erpici, ragne, panie, lacciuoli, geti 9506 II, 8 | attrista soverchio né si rallegra che la via per cui corre 9507 II, 11| imperio del figliuolo per rallegrarla, che la morte di lei per 9508 II, 7 | perdutolo, il racquistava non si rallegrasse? Così l'indovinò il pazzo 9509 I, 12| ellera per cui tanto e si rallegrò e si afflisse, poiché la 9510 II, 5 | giucoliere, e in attrarle o rallentarle, com'è bisogno all'accompagnatura 9511 II, 9 | fioretti del serpillo, del ramerino, dello spigo, del timo, 9512 II, 5 | dimestici o selvaggi, adunati o raminghi; e le città e i villaggi, 9513 I, 13| privo di consigli e d'aiuto, rammaricandomi meco stesso, un , tutto 9514 II, 14| qui in terra; altrimenti, rammaricandosene, non sarebbono compiutamente 9515 I, 15| mano io mi abbia preso a rammemorar questo fatto, tosto apparirà 9516 I, 15| il filosofo da me altrove rammemorato tenea nella sua scuola, 9517 I, 8 | che, non che altro, non rammentan sé stessi, e poco più d' 9518 II, 8 | il cielo? Io mi vergogno rammentando quel che di sé, ma in ammaestramento 9519 I, 8 | abbandoniam perduti, e né pur rammentandolo crediam la natura, di cui 9520 I, 8 | ordine della natura, varrà il rammentare un'antica e veramente strana 9521 I, 16| Il grande Agostino, del rammentarlo, sa dirne che l'anima aufert 9522 I, 8 | popolo brancate di monete rammescolate con ferri acuti, onde i 9523 II, 13| empieva di tutti insieme rammescolati i semi della fecondità onde 9524 I, 1 | pure anch'essi tal volta si rammollivano e, di statue insensibili 9525 II, 2 | lisciar le fila, imbozzimarle, rammorbidirle, e svolgere i subbi e rimettere 9526 II, 2 | tuffarsi di nuovo in mare e, rammorbiditele col bagnarle, rimettersi 9527 II, 13| riesca a seminare rafani e ramolacci perché non tralignino in 9528 I, 7 | per sé stessa s'aggrappa e rampica su per gli altissimi tronchi 9529 I, 11| come a dir delle rane una rana universale; a cui chi non 9530 I, 7 | castagno, una palma, un pino si rannicchi e impiccolisca tanto che 9531 I, 1 | apparecchi, tal che se non rannicchiandolo, anzi tutto storpiandolo, 9532 I, 9 | solo raunarvela involta e rannicchiata e, come in iscorcio, incomparabilmente 9533 II, 2 | Profeta Eliseo quando si rannicchiò sopra il fanciullino della 9534 I, 11| così fatto nascere d'una ranocchia, che in vece d'ammirare 9535 II, 4 | conchiglia, se non v'era una mano rapace che, stendendosi per involarla, 9536 I, 13| giuchevoli e cacciatori e rapaci; e mia cura sarà, con solo 9537 I, 9 | circulos continens, et celeri rapicitate convertens, suam ad se machinam 9538 II, 15| sopranomato il Figolo, mentr 'ella rapidamente voltava fu segnata con due 9539 II, 15| soggiunse: "Sic in tanta caeli rapiditate, et si alter post alterum 9540 II, 3 | un fiume, massimamente se rapido, o salendo in alto, patiscono


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