1460-agend | agent-appre | appro-avvic | avvil-celeb | celer-conco | concu-covin | cozza-diffe | diffi-domiz | domo-facen | facer-frena | freni-ibo | icaro-infle | influ-istam | istan-manca | manch-mulie | multi-ordin | ordis-pesca | pesce-prezi | prezz-rapid | rapie-rigua | rilas-sanct | sane-serie | serio-speco | spect-suppo | suppu-trasf | trasl-vento | ventu-zufol
Libro, Capo
10541 | sane
10542 I, 16| collora in battaglia; i sanguigni, gli spiriti caldi e vivaci
10543 I, 13| caveam uti alvum, avidam sanguinis, et potissimum humani, sitim
10544 I, 11| quivi medesimo dove seguì la sanguinosa battaglia un'altissima torre,
10545 I, 14| all'opposto, con le creste sanguinose abbattute, con uno strillar
10546 II, 4 | piaghe; ond'egli da sé testa saniem radebat. Sola in tanto abbandonamento
10547 II, 13| che altro non ve ne fu; sanlo i viventi l'anno 1524, quando
10548 I, 12| Gregorio Nisseno, quantum sans est ne a terra coinquinetur.
10549 I, 1 | gustevole, in quanto o non sapean di più, o non avean di meglio.
10550 I, 14| mestieri più che mezzanamente saperla e averla continuo alla mano?
10551 I, 4 | permischiati in mezze tinte, saperli adoperare, e sopra una gran
10552 I, 12| ella a sé medesima, senza saperlo.~ ~"Da mihi perpetua, genitor
10553 II, 11| quel maligno quadrato e non sapersi condurre a confessar chiaro
10554 I, 12| eziandio notomizzandole, sapeste dar sentenza sopra qual
10555 I, 15| delle quali nulla per anco sapevano, egli, fattol subitamente
10556 I, 13| viso quis parum mirabitur~saphirum in auro innexum et gemmantibus~
10557 I, 3 | quaedam omnipotentis atque sapientis Dei, plena omnium rationum
10558 II, 16| sepeliris? Et respondet (sapit enim adhuc): Quia vivo.
10559 I, 11| e per ciò il doppio più saporita. Havvi di molte e possentissime
10560 II, 3 | non cape, pascon quelle saporitissime erbe, e coll'occhio, che
10561 I, 15| mostran le grida che sole sappiam formare senza maestro: mutoli
10562 I, 7 | ieiunantes a philosophia, sapran dire altrettanto: ché non
10563 I, 11| ch'elle hanno, non vi si saprebbon rimettere e aggiustare come
10564 I, 12| privi d'intendimento, non saprebbono usare a quel fine perché
10565 II, 8 | valendomi, quanto il meglio saprò, dell'arte degli schermidori,
10566 II, 10| molti che si spacciano per saputissimi; e a ben considerare qual
10567 II, 9 | zolle, spianare i solchi, sarchiare e mietere e spagliar la
10568 I, 10| terra. Gittate le sementí, sarchiatele già in erba, rinnettatele;
10569 | sarete
10570 I, 7 | navi, che si tengono alle sarte le quali a guisa di braccia
10571 II, 3 | sol periodo, ma egli è la sassata di David in fronte a Golia,
10572 I, 12| pavimento? Elle sono petruzze e sassolini che luccicano un po' poco
10573 II, 7 | non quaerit accipere, sed satagit dare. Hoc mater gratis dat,
10574 II, 3 | opus est aliquid audire. Satas sit pro universis rationibus
10575 I, 15| con porre un branco di satiri affaccendati a misurarne
10576 I, 14| tragica, la boschereccia satirica, che ci è passata in uso
10577 I, 15| quel che altrove mirando il Satirico:~ ~Fert animus calidae fecisse
10578 II, 13| alicubi, materiis ipsis satisfiet. Multa sunt sic digna revinci,
10579 II, 9 | vacaturi rebus divinis, satius erat egenos esse, ut inveniendis
10580 I, 11| gubernatio totius mundi, quam saturatio quinque millium hominum
10581 II, 2 | la memoria Macrobio ne' Saturnali.~ ~Un certo Ila, commediante
10582 II, 10| un Giobbe addolorato, un Saul furioso, un Ezechia moribondo,
10583 II, 7 | nullus homo tangebat, quomodo Saulus in terra saeviens adversus
10584 I, 16| India che a san Francesco Saverio dimandò se anch'egli, filosofo
10585 I, 1 | fiume di Tracia~ ~quodpotum saxea reddit~viscera, quod tactis
10586 I, 6 | quanto perdono nel non mai sazio mare della continua distruzione:
10587 I, 1 | spettacolo che spettatore. Sbandire la filosofia, cioè il savio
10588 I, 15| proprio paese stranieri, sbanditi da tutta la terra, senza
10589 I, 15| in sentire alcuno degli sbarbati suoi giovani uditori mettersi
10590 II, 9 | e d'oro gli anelli e le sbarre che commettevan l'assi e
10591 I, 8 | Salvatore e dir loro: "Che sbigottimento è cotesto in che vi veggo
10592 I, 4 | Né vi crediate non che sbigottire, ma dar punto che pensare
10593 I, 16| mani al lavoro, si ritrae sbigottita e rimansi dal travagliare;
10594 I, 8 | da niuna catena domabili? Sboccavan fiumi di fuoco dalle montagne
10595 II, 7 | reiterar cento volte lo sborso senza altra derrata riceverne
10596 I, 15| artigli che li raggiungono e sbranano, e sovente anco glie li
10597 II, 14| l'avea egli come dato a sbranare alle fiere; e qual che imaginasse
10598 II, 14| alcun sozzo animale gli sbranino: pur, voglianlo o no, pruovano
10599 I, 16| uccelli allegri, musici e gai, sbucan fuori i funesti e lugubri,
10600 II, 10| lime, più o men ruvide e scabre, che tutto diligentemente
10601 II, 3 | indubitatamente è il più scabroso che sia in tutto l'ordine
10602 II, 9 | retaggio, dall'un primogenito scadan nell'altro? La nobiltà sì,
10603 II, 9 | Altre han del marziale: si scagliano contro a' pericoli, cercano
10604 I, 7 | ha a dire della ruvida e scagliosa corteccia che tutto l'albero
10605 I, 15| zanne, o de' grossi cuoi scagliosi e crostuti si spogliano,
10606 I, 1 | approda, a mille porti fa scala e vi traffica e contratta
10607 I, 13| venivano in cerca, trovato scaldarsi entro il tugurio d'una fornace
10608 I, 9 | Seleucia consiglia, in uso di scale per salir alto a conoscere
10609 I, 9 | cum res creatas in morem scalee adaptaverit, per eas sui
10610 I, 3 | libere e servili, semplici e scaltrite, docili e smemorate, mutole
10611 II, 14| scapigliate, scinte, a piè scalzi, con parte in seno e parte
10612 II, 2 | che riesca il lavoro. Indi scambiare ufficio le mani: e il lor
10613 II, 8 | sapesse (ché mano falsa son le scambievoli lettere che si fingono scritte
10614 I, 11| messe a scavature e risalti, scanalate, grinzute, rugose. Che direm
10615 II, 2 | origine senza principio. Uno scandaglio di così lunga fune che tocchi
10616 II, 11| solis,~inque domos superas scandere cura fuit.~ ~Alzano dalle
10617 I, 8 | venti, iactetur undequaque scapha, naufragii minae intententur,
10618 II, 14| esauditi; delle matrone scapigliate, scinte, a piè scalzi, con
10619 I, 7 | gitta e spande i tralci, o scapigliati con una certa maestosa incoltezza,
10620 I, 16| disegnar che fa l'anima paiono scarabocchi. Or non v'è egli un'arte
10621 I, 3 | passa per le vene e qui scarica? Com'è sì limpida e sì monda,
10622 I, 3 | e quanto ivi in palese scarican d'acqua, altrettanto per
10623 II, 7 | in lui la mente portava a scaricare in seno degli ascoltanti
10624 I, 13| fresche: peroché queste già scariche e riposate accorrevano a
10625 II, 9 | più leggiere quanto più scarico, tanto più spedito quanto
10626 II, 16| foglie? Chi tesse loro gli scarlatti, le porpore, i bianchissimi
10627 I, 11| gialle, bronzine, dorate, scarlattine, vermiglie. Poi, le addogate
10628 II, 9 | violato, di porpora, di scarlatto, di finissimo lino ritorto,
10629 I, 12| senza coltura né ordine, scarmigliate; havvene de' distesi e de'
10630 II, 7 | cascante per debolezza, scarmigliato, orrido, spunto, cencioso,
10631 I, 7 | Taglia qui, e qui spiana, e scarna costì, e tanto profonda,
10632 I, 13| pulce. Ben meritavano quegli scarpelletti e que' ferruzzi con che
10633 II, 11| con la stella regia dello Scarpione sono tutti raggi signorili,
10634 II, 7 | grazie dalle mani de' grandi, scarse e stentate, a guisa delle
10635 II, 7 | fare altrui sì difficile e scarso, eziandio dove assai delle
10636 I, 16| solo l'animalesca e ferina, scatenata e messa in libertà. Ma non
10637 I, 16| da folle son le azioni e scatenato il discorso, che le Trasformazioni
10638 II, 16| acquidocci mena le fontane a scaturire fin su le punte de' monti
10639 I, 12| sempre nuovo e durevole scaturisce: ché le medesime acque che
10640 II, 9 | passa: come le fonti che scaturiscono di sotterra e ne imbevono
10641 I, 3 | seminavit, e il ciel supremo, scavato in un massiccio e saldissimo
10642 II, 6 | Su l'orlo d'una piccola scavatura entro un sasso sportato
10643 I, 13| senza usar zappe né marre, scavavan sotterra, e vedevasi al
10644 I, 14| onde senza pericolo di scavezzarci si snodano, e noi c'inarchiamo
10645 II, 3 | conseguenti al mancarne, scegliendo a specificare un non so
10646 I, 1 | rilassate. Quanto poi allo sceglier che ho fatto alcune particolari
10647 I, 3 | creatrice di Dio: "Ditemi: a scegliere il luogo, a mettere i fondamenti
10648 I, 9 | umane degnamente e da uomo. Sceglierò dunque di tutto il gran
10649 II, 15| splendidissima curia opinantur scelera facienda decerni: qualia
10650 II, 1 | ravvedersi alla morte uomini sceleratissimi, e de' buoni mancarne a
10651 II, 16| voler ciascuno che la via scelta o spianata da lui sia la
10652 I, 14| dovizia, la proprietà e la sceltezza dell'arie; onde ancor questa
10653 II, 6 | intendimento, e sol certe sceltissime anime ne privilegia), itane
10654 II, 4 | per ciò avvedutamente l'ho scelto. Le battaglie della pazienza
10655 II, 14| trae che male a noi e a lui scemamento di gloria, ove ciò si dimostri
10656 I, 10| state; poi, a poco a poco scemando, l'autunno; e dietrogli
10657 I, 10| perder nulla di quanto dà, o scemarglisi e impoverire: e così tutto
10658 II, 1 | ateisti e i santi: quegli, scemi o, per meglio dire, affatto
10659 II, 7 | del proprio sangue. Non la scemò d'un carato il suo giustissimo
10660 II, 1 | subbissamenti delle città, nello scempio de' popoli o per infezion
10661 II, 11| altri coll'infelice capo scende dalla corona al ceppo.~ ~
10662 II, 1 | da lui; così ora da lui scenderò giù a voi, e da questo principio,
10663 II, 8 | che salgono e le alte che scendono, vanno a ferire in lui,
10664 II, 10| saeculum". Unde musica, idest scentia sensusve bene modulandi,
10665 I, 14| pur tutte al naturale.~ ~Scesi di grado in grado per le
10666 I, 8 | le furie della tempesta, schermirsi da' colpi e rompere i troppo
10667 II, 14| Iddio, come ben loro stava, schernendoli della credenza più a ciurmatori
10668 II, 12| dispietata, anzi risa e scherni, mentre i lor gemiti, per
10669 II, 14| stessi, chiedenti mercè gli schernisce, e raccorda loro per rimprovero
10670 II, 8 | non so se più discepoli o schernitori, la più necessaria ad intendere
10671 II, 10| volgendosi ad onore lo scherno: "Se tanto" disse "ho io
10672 II, 14| trionfo i nemici incatenati, schiacciante col piè vittorioso la testa
10673 I, 11| l'altro. Ve ne ha delle schiacciate, delle ritonde, delle increspate,
10674 II, 15| degli astrolaghi stessi, schiacciati come questi di Tiberio sopra
10675 I, 11| isbranato da un lione o schiacciato da un elefante, ma sol punto
10676 II, 16| che, battendo le mani e schiamazzando per allegrezza, definì come
10677 II, 15| partorir de' gemelli tanto schiamazzano sopra un mezzo minuto, nol
10678 II, 2 | fra ' denti: se filo si schianta, levar mano dall'opera e,
10679 I, 12| senso e voce, in sentirsi schiantar del gambo, esclamerebbe: "
10680 II, 1 | in quasi tutta la dolente schiatta d'Adamo, le scontentezze,
10681 I, 9 | nel mare, e a guisa d'una schiava ubbriaca, come dice il mirabile
10682 I, 14| serrata. Le vertebre dello schienale, infilzate nella midolla
10683 II, 7 | suo nocchiere, allora che schierando lo stuolo delle sue navi
10684 II, 3 | entrar ne' precetti dello schierare gli eserciti e dar la battaglia,
10685 I, 13| duellare a corpo a corpo o schierati combattere (come io ho veduto
10686 II, 10| e al valente oratore la schietta e fedel sola narrazione,
10687 I, 12| intramettano e alla primiera schiettezza ritornino; ma per rivestirsi
10688 II, 7 | suo patrimonio? Dove la schifezza e l'orrore di quella sì
10689 II, 7 | avracci egli a vile e a schifo, e né pur degnerà di mettere
10690 II, 3 | insieme adoperando potevano schiodargli pure un sol dito, non che
10691 II, 6 | fiorellino è richiesto? Schiuderlo d'entro il suo seme, trarne
10692 II, 7 | il mare alle stelle tutto schiumante e furioso, il lor legno
10693 I, 9 | capegli, e tutta per isdegno schiumosa e gridante la ributta in
10694 II, 16| mare e affreni que' suoi schiumosi e indomiti cavalloni, tal
10695 I, 12| magno san Basilio non ebbe a schivo di lasciare memoria in una
10696 I, 5 | variamente dipinti a macchie o a schizzi o venati, potremmo altrettanto
10697 II, 15| pronostico di qualche universale sciagura: et cum timendi sit causa
10698 II, 7 | fuggitivo, a quel prodigo scialacquatore delle paterne sustanze,
10699 I, 13| corruzion di materia che a sciami e nuvole li produce?~ ~Né
10700 I, 15| geti e lasci, fiocine e sciapiche e spaderni, e balestri e
10701 I, 1 | solitudini ostenderet. Et ut scias illam spectari voluisse,
10702 II, 7 | esser dono da lui fattole scientemente, non da lei insidiosamente
10703 II, 5 | Iddio le cose non earum scientia, sed sui ipsius, come ne
10704 II, 3 | ego facio tu nescis modo, scies autem postea, altro savio
10705 | scilicet
10706 I, 1 | Eumeo, i rabbiosi cani di Scilla, le ingorde voragini di
10707 I, 16| Centauri e le biformi~due Scille, Briareo di cento doppi,~
10708 II, 10| moderationi ista relinquere, quem scimus omnibus temporaliter transeuntibus
10709 I, 5 | confunderet, nec discretio rerum scinderet unitatem.~ ~E che altro
10710 II, 14| delle matrone scapigliate, scinte, a piè scalzi, con parte
10711 II, 15| ondeggiamenti del fumo, lo scintillare delle lucerne, gli aggiramenti
10712 II, 9 | povertà rassegnata non ha due scintille di fomite della corrotta
10713 I, 4 | altri perdersi dietro a sciocchissime fantasie, gridava al doppio
10714 II, 6 | in terra ch'egli non ne sciolga lo spirito, né capello ci
10715 II, 7 | in chiedere non che gli sciolgano, ma che gl'indorino le catene.
10716 I, 8 | imbizzarrisce a guisa di sciolta dall'ubbidienza e libera
10717 II, 15| Diagora "E' son venuti qua a sciorre il voto i campati dall'affogare
10718 II, 1 | medesimo: Hic si esset propheta sciret utique, quae et qualis est
10719 II, 3 | Tertullian, quod Deus texit? Unde sciscitandum est? Unde et ignorare tutissimum
10720 II, 10| inter diripientium manus scissa, alia infida societate divisa:
10721 I, 7 | mysteria. Videmus enim ita scissum atque divisum, ut trium
10722 II, 12| De die illa vel hora nemo scit, neque Angeli caelorum neque
10723 I, 13| et appetunt quae videndo sciunt: designa oculos, denota
10724 I, 15| il mondo senza esse? Una Scizia sempre mobile in su la terra,
10725 II, 16| mosse più che una statua, sclamando in vano Diagora e chiedendo,
10726 II, 3 | nello stupore e dà nelle sclamazioni sopra l'altitudine delle
10727 II, 2 | e archi che tende e ne scocca saette; e lance che crollate
10728 II, 4 | cui i tanti fulmini che scoccarono i demòni, tutta rompendola,
10729 I, 13| arco e di sé una saetta, e scoccasi verso dovunque l'è in grado.
10730 II, 2 | Giordano, l'acque sue inferiori scolarono nel mar Morto, dov'egli
10731 II, 4 | essi erano i sotterranei scolatoi delle immondezze, tal che
10732 I, 3 | disegnate, fin che mettan foce e scolino in mare: e quanto ivi in
10733 I, 15| ricamare, il dipingere, lo scolpire, il fondere e gittar bronzi;
10734 II, 3 | posavano a piè degl'iddii scolpiti in istatua da gigante. Se
10735 II, 9 | la porta della città sia scolpito a grandi lettere: "Pena
10736 I, 14| di malvagio mestiere, si scolpò a Marc'Antonio dell'avergli
10737 I, 8 | patir della nave par che si scommettano, i rovinosi colpi del fiotto
10738 I, 15| esse? Un commun di gente scommunata, nel proprio paese stranieri,
10739 I, 14| andrebbon diserte e noi scommunati e, senza niuno scambievole
10740 I, 5 | una sì lieve impressione scommuova e faccia ondeggiar le parti
10741 I, 9 | e mugghia e orribilmente scommuovesi e tempesta, e contro alla
10742 II, 3 | allo scettro, né mai si scompagnano dal giustissimo suo governo
10743 II, 14| perché inviandolo giovane, scompagnato, a viaggiar lontano tra
10744 II, 12| soggiunge sant'Agostino, scompiglia tutti i numeri de' calcolatori
10745 II, 6 | offendere. Nel che fare, scompigliandosi i pezzi e disordinandosi
10746 I, 8 | in tanto sconvolgimento e scompiglio sola la mente del piloto
10747 I, 6 | distruzioni, senza già mai sconcatenarsi o restare. Ma di ciò, in
10748 I, 5 | fuor di luogo e mal posta o sconcatenata, ma non sì propria di dove
10749 I, 15| sembiante di ridersi delle sconce e inemendabili deformità
10750 I, 16| sì strani gli abiti, sì sconci i portamenti, sì inaspettate
10751 I, 14| convenevole al bisogno: oltre che, sconcia cosa sarebbe se stessimo
10752 I, 15| solecismo della mano, per la sconcordanza che il gesto fece con la
10753 II, 10| fremito, i tumulti e le scondite voci, confuse in un quelle
10754 II, 1 | abbandonamenti d'animo e le sconfidanze e i timori; e certi mezzi
10755 II, 16| medesimo; e costrinselo a scongiurar Giove, per quanto gli era
10756 II, 11| quivi stretti in un angolo, scongiurarli con le possenti note de'
10757 II, 16| volte ripeté il tremendo scongiuro, né per ciò cadde morto,
10758 I, 8 | avvegnaché così facile a sconsertarsi, che sarebbe – dice il Boccadoro –
10759 I, 8 | governo che ne ordini gli sconserti e le dia regola nelle tempeste.
10760 II, 14| curiosità e fatte vere dalla sconsigliata loro credenza, mentre,~ ~
10761 II, 3 | o s'egli è in debito di scontare; e dia anco ragione del
10762 I, 5 | e di mala attitudine la scontenta. Né altra è la cagion del
10763 II, 10| abbattuti, le querele degli scontenti, le preghiere de' miseri,
10764 II, 8 | quale prodigalità ammirato e scontento Perdicca, un de' suoi capitani
10765 II, 3 | precipitoso fin che a mezzo scontra a che tenersi e riavere,
10766 I, 5 | disposto le piacerebbe, così lo scontrafatto e di mala attitudine la
10767 I, 15| saldamente afferrare; e in tale scontramento accortata, la mano riesce,
10768 II, 14| di quanti abbattutisi a scontrare avverata o in sé stessi
10769 II, 2 | a filo a filo, l'altra a scontrarla e, correntele incontro,
10770 I, 10| rintanano e noi, liberi dallo scontrarle, usciamo. Se ciò non fosse,
10771 I, 4 | cosa e nel nulla del vacuo; scontraronsi, unironsi, e Democrito ebbe
10772 I, 8 | se non che nel cadere, scontratesi a ventura, come mostra lo
10773 II, 3 | savio Crate Tebano che, scontratosi in un giovane che in certo
10774 I, 1 | sottomettersi la ragione, che meno sconvenevol sarebbe se, volgendoci sottosopra,
10775 I, 10| ricoprirsene) – già non è punto sconvenevole al Sole il dire di lui che
10776 II, 4 | tempesta può muover l'inferno sconvolgendosi fin dal fondo. Verrassi
10777 II, 8 | a cagione dello spesso sconvolgere che i venti fanno quella
10778 II, 3 | mondo tutto in disordine si sconvolgesse; e provollo in sé fin da
10779 I, 8 | licenza, tutto l'imperio si sconvolgeva. Ognuno in guardia e in
10780 I, 8 | piana sicuro, e in tanto sconvolgimento e scompiglio sola la mente
10781 I, 10| moltitudine di quegli che, come Scopelliano nella più fina greca eloquenza
10782 II, 1 | e dopo mille tuoni che scoppiano a vuoto, pur finalmente
10783 II, 15| spazio più o men da lungi, lo scoppiar tutto a un colpo o a poco
10784 I, 15| lavorarsi; anzi, più tosto scoppiare in mille pezzi, e lapiderebbe
10785 II, 10| Agostino. Fingetevi un uomo scoppiato da mezzo il ventre d'un
10786 I, 15| canoni della medicina, e gli scoprimenti che nel piccol mondo de'
10787 I, 10| ch'ella al suo lume gli scoprirebbe i tesori della più occulta
10788 II, 12| rompere, dove la terra a scoprirvi un tesoro; e quella pietra
10789 I, 14| dall'avere il medesimo volto scopritore e interprete de' sentimenti
10790 II, 4 | mortalità, tanto a lui si scoprivano, ed egli a tutto il mondo
10791 I, 11| sant'Ambrogeo disse: In scopulis quoque ipsis et lapidibus
10792 I, 7 | et in momenta dissolvant scopulos rupesque radices minutissimae
10793 I, 5 | certa egualità disuguale scorciano e in grosso e in lungo,
10794 II, 8 | diversamente si adoperi a scorciare un palagio e diversamente
10795 II, 4 | uno storpio in luogo d'uno scorcio, lascerò in bianco la tela,
10796 II, 10| aggirando si abbatta, o altri scorgendolo il conduca, a vedere una
10797 II, 14| luce in mano sufficiente a scorgerci e dimostrarci ove metter
10798 II, 16| in cielo o non ne venga a scorgerli fino a terra. E per cominciare
10799 I, 16| cagioni e 'l modo, senza scorgerlo altro lume che quello del
10800 I, 10| e a lui come sue orme ci scorgono, mi ristringerò a dir del
10801 II, 15| fin de' tempi d'Augusto: Scorpio sibi ipse pulcherrimum medicamentum
10802 II, 16| non sormontino i liti e scorrano per su la terra? Chi dà
10803 I, 16| lor si toglie il freno, scorrazzano, imperversano e fanno pazzie.
10804 II, 13| rivi d'oro e d'argento scorrebbono per le secche vene delle
10805 I, 12| fermandomi sopra un sol fiore, ma scorrendo per quel che universalmente
10806 II, 15| allora intolerabilmente scorretti. Ma che che sia di ciò,
10807 II, 11| Svetonio ivi sia bruttamente scorretto. Ma ciò a gli astrolaghi
10808 I, 14| dice dopo averne a lungo di scorso – et detractis necessitatibus
10809 II, 10| al troppo lume, qualora, scorto dal solo natural suo discorso,
10810 I, 7 | le figure, i colori, le scorze, i picciuoli, le granella,
10811 I, 14| v'è al mondo nazione sì scostumata e barbara che non la porti
10812 I, 8 | tranquillamente dormiva, scotendolo un di loro e tutti insieme
10813 I, 16| talvolta, cercandoci e tutta scotendosi, quando un nome, un vocabolo
10814 I, 15| elegantia et ille calamus scribae velociter scribentis, quo
10815 I, 15| aptior usus operandi, hinc scribendi elegantia et ille calamus
10816 I, 15| calamus scribae velociter scribentis, quo divinae vocis exprimuntur
10817 II, 15| longeque clarioribus quam si scriberentur. Poi le viscere delle bestie
10818 II, 11| Nigidio e Teagene ad Augusto, Scribonio a Livia, Trasillo a Tiberio,
10819 II, 12| cantilenam, non erubesceret scriptis suis, quibus de divina etiam
10820 I, 1 | possit, ut pusilli animi scriptores res quaslibet vulgo expositas
10821 I, 6 | nobis sufficeret laudare scriptoris articulum, quomodo eas pariles,
10822 I, 2 | rappresenta sé stesso, solis radio scriptum, per usar questa forma di
10823 I, 3 | dicente: Unde vox Dei in Scriptura divina debuit inchoare,
10824 II, 3 | agnello col cui sangue si scrissero i nomi degli eletti alla
10825 I, 11| accusato in giudicio Sofocle, scrittor di tragedie maestosissimo,
10826 I, 1 | che lasciò in avviso a gli scrittori del medesimo argomento:
10827 II, 12| il cielo, né fallace lo scrittovi già di me tanto prima ch
10828 II, 11| Atlante della natura, poiché, scrivendo il Timeo, portò, si può
10829 I, 8 | sentimento; e già che sono a scriver di ciò in tempo di primavera,
10830 II, 12| disse "che io vi sia, e scriverottene". In così dire, mi sovvien
10831 I, 9 | mea quid calcem? Così egli scriveva dalle montagne di Corsica,
10832 I, 15| dovunque, e in mano a chi scriviamo, coll'utile della presenza
10833 I, 8 | e i fischi del vento, lo scrosciar delle tavole che al gran
10834 II, 15| scrupolosissimi intorno a gli scrupoli del tempo; quegl'incontentabili,
10835 II, 15| E questi poi son quegli scrupolosissimi intorno a gli scrupoli del
10836 II, 3 | è – dice sant'Agostino – scrutari inscrutabilia quanto velle
10837 I, 16| curiosi pensieri colà dove scrutator maiestatis opprimetur a
10838 I, 11| il corpo son seminate di scudetti, rosette, borchie, bisantini,
10839 I, 12| ombrelli, chi trombe, chi scudi e targhe. E che sto io a
10840 I, 14| veggendolo, divisarlo dallo scudiere. Ma chi può separar da una
10841 I, 15| torri, che ci fan di sé scudo per tutto intorno, e sicurezza
10842 I, 4 | solo a farla parlare si scuopra qual veramente ella è, una
10843 II, 1 | tanta è l a bellezza che scuopre in lui, ch'ella ne va, come
10844 II, 12| e della legge di Cristo scurerebbe il 1460 con tal eclissi
10845 I, 16| e truovi scioglimento a scurissimi dubbi e dimostrazioni cerche
10846 II, 10| poco men che evidenti, che scusa del trasvedere? O che altra
10847 II, 10| non che di saggio, e però scusabile se non saprà accozzar tanti
10848 II, 12| dove di è lor desinare? Scyphus quem furati estis – disse
10849 I, 4 | expertem putare? Quod si in Scythiam aut in Britanniam sphaeram
10850 II, 2 | senza commuoversi, e si sdegna senza turbarsi, e si pente
10851 I, 13| tugurio d'una fornace e sdegnando quegli d'entrare per la
10852 II, 6 | ridersi, o più veramente a sdegnarsi del meschino cuore degli
10853 I, 9 | si disfaceva imperadore, sdegnava di suggettarsi in nulla
10854 I, 13| vi avvedete che già dove sdegnavate di concederli maravigliosi
10855 I, 16| orrori, spaventi, allegrezze, sdegni, malinconie e sudori e risa
10856 II, 7 | al par d'una fiera, se ne sdegnò: Et videris, disse a colui,
10857 I, 12| ragione, contro a quella sdegnosa anima di Tertulliano, che
10858 I, 13| appiccano e su e giù senza mai sdrucciolare diritte e capovolte li corrono?
10859 I, 16| suo andare Tertulliano vi sdrucciolasse, in quanto il sognare da
10860 I, 12| per non tirare altri allo sdrucciolo: così tutto in sé raccolto
10861 I, 7 | corteccia che le cade da dosso sdrucita in liste; ma ciò ella non
10862 II, 16| inciampar ch'essi fanno, tutta a sè attribuiscono la cagione,
10863 II, 2 | eloquentissimo sant'Ilario: Non sebi relictum quicquam aliud
10864 II, 6 | ch'egli non la dibatta, né secca filo d'erba in campagna
10865 II, 12| quando ne morrà la radice e seccheranno i rami; e caduta che sia
10866 II, 12| de' Giudei; il che fatto, seccherebbono per non mai più rinverdire.
10867 I, 11| ministero s'impastano: dura e secchissima per le ossicelle, liquida
10868 II, 3 | sfere inferiori, che ne secondan la forza e ne sieguono il
10869 I, 8 | pace e poi in battaglia. Secondare in parte e così deluder
10870 II, 15| partili, fin ne' minuti e ne' secondi, egli non avrebbon la forza
10871 I, 3 | medesimo parto che il moto, ma secondogenito, in quanto, per ragion di
10872 II, 11| longa per assiduas complexi secula curas:~nascendi quae cuique
10873 II, 4 | idcirco non credant, quia seculo iratum tandiu nesciunt.
10874 | secum
10875 II, 8 | pro certis, incommoda pro secundis, caduca pro solidis: nihil
10876 I, 7 | His principiis respuentem secures materiem nasci, indomita
10877 II, 8 | abbiamo nelle mani. E quale? Securus esto accepturum te vitam
10878 II, 16| omnem illorum coetum, non secus ac noctuarum catervam, iustitiae
10879 I, 3 | indiguit; nec facto caelo sedem tamquam finitis erroribus
10880 II, 7 | Quando eum iam in caelo sedentem nullus homo tangebat, quomodo
10881 II, 11| Quivi a piè della Necessità sedenti le Parche sue figliuole,
10882 I, 1 | piena la tavola, chi vorrà sedervi e andar con le mani brancolando
10883 II, 14| trono, precipitatone chi vi sedeva. Quinci le simulazioni,
10884 I, 13| curiosamente cercandone, le sedici gambe de' cavalli: ma per
10885 I, 3 | Sappiate che nec sine caelo sedis indiguit; nec facto caelo
10886 II, 14| segreto amor con le mogli, di sedizione co' mal contenti, di franchigia
10887 II, 12| amendue a persuasione e seducimento d'astrolaghi, hanno abbandonate
10888 I, 9 | buon maestro nell'arte, sedutosi su un puledro già addottrinato,
10889 II, 4 | piaghe, il dolore, la moglie seduttrice, gli amici rimproveratori,
10890 II, 15| grandissime operazioni, a' due segamenti dell'eclittica e del circolo
10891 I, 13| de' tarli, che rodendo o segando sfarinano sino i durissimi
10892 I, 5 | dall'equinoziale o anco il segasse ad angoli retti, tal ch'
10893 II, 15| quel mezzo circolo che il segatore fa tornandola in dietro
10894 I, 3 | pelagi fluctuantis commotione segetis uberioris expressit. Sponte
10895 II, 4 | carminaron con le unghie e dal seggio reale lo strascinarono fino
10896 I, 4 | del mezzodì mentre l'altro segna la mezza notte, o questo
10897 II, 2 | caminan sul mare e non vi segnano orma: e di cotali altre
10898 I, 1 | rappresentare un milione di cose, segnasse un milione di unità separate,
10899 II, 15| ella rapidamente voltava fu segnata con due prestissimi tocchi
10900 II, 8 | cancellandone ogni orma segnatavi da' passaggeri, che altro
10901 II, 10| original partitura di Dio note segnatevi di sua mano? Ché quanto
10902 I, 9 | gradi che sono ivi attorno segnati dan le certe misure delle
10903 I, 2 | nel vestigio d'un piede segnato in terra la bellezza del
10904 II, 7 | popolo ateniese una general segnatura di tutte le grazie possibili
10905 I, 11| virtute replevet;~ille, ut tam segnem possent perferre quietem,~
10906 II, 6 | terminarne le liti? Quanti segretari a spedirne i dispacci? Quanti
10907 I, 14| alla natura, e da lei con segretissimi ingegni esercitato in noi,
10908 I, 1 | savio. Ah non così il mio "segue egli" di cui vo' che sia
10909 II, 11| faccia, e queste terrene, seguendone il moto e la variazione,
10910 I, 5 | musici che si corron dietro, seguendosi su le medesime note, e pur
10911 II, 11| veloci or tarde, un tempo seguentemente, un altro retrograde, permischiandosi
10912 II, 1 | saldamente apprendere le seguenti certissime verità è mettere
10913 I, 11| erger quivi medesimo dove seguì la sanguinosa battaglia
10914 II, 11| maestri nell'arte che ne seguirà parricidio: e chiaro il
10915 I, 5 | vedesi manifesto dal non seguire il medesimo effetto in due
10916 I, 15| lo scommodo che glie ne seguirebbe, avendolo inseparabile per
10917 I, 14| descriver gli effetti che seguirebbono dal contrario, come io appunto
10918 I, 10| e, se può dirsi, amore: seguitandosi sempre l'un l'altro, già
10919 I, 15| fino ad appena poterli noi seguitar con l'occhio, non ci fuggon
10920 I, 1 | sicuro maestro ho preso a seguitare nella qualità dello stile,
10921 II, 4 | fuggita si resta: che ancor seguitata fugga, questo è più raro
10922 I, 15| ritrovamento di Pitagora, che da' seicento piedi, quanto era in lunghezza
10923 I, 4 | disporre in tre milioni seicentoventottomila e ottocento maniere di ghirlande,
10924 I, 3 | acqua offertagli da una viva selce onde sgorga, le siede incontro
10925 II, 4 | battendolo come si fa delle selci, che dalle ferite gittano
10926 I, 9 | oltre a tanti altri, Basilio Seleuciese: che, in giungere egli alla
10927 II, 11| Vespasiano a' suoi figliuoli, Seleuco a Traiano, Adriano e Severo
10928 I, 10| notte tutta contro di noi selvaggia e nocevolissima generazione
10929 I, 11| sotto quella maschera d'uomo selvaggio nascondono un'anima angelica,
10930 II, 15| natura disposto ad alterarsi, sembrasse effetto della Luna quel
10931 I, 13| bestie a dismisura maggiori sembravano opprimere questi invisibili
10932 I, 15| che grazia a riguardarle? Sembreremmo portar due polpi in vece
10933 II, 8 | sommergersi nel la carne, sembrin deliri da forsennato. Vere,
10934 II, 10| guadagno, poiché la galea sembrò rilevarsi alquanto, ed essi,
10935 II, 4 | David di quel villano di Semei che il lapidava non meno
10936 I, 10| utilmente la terra. Gittate le sementí, sarchiatele già in erba,
10937 II, 2 | imaginando comprendere. Così, semetipsos pro illo cogitantes, disse
10938 | semetipsum
10939 I, 2 | sempre ugualmente distanti un semidiametro di quarantacinque gradi?
10940 I, 14| abbia in corpo le virtù seminali e in esse le imagini de'
10941 I, 7 | nascimento, conchiude: Et tu ergo seminaris ut cetera: quid miraris
10942 I, 3 | fecondi dell'universo al solo seminarvisi del divin Verbo.~ ~Opera
10943 I, 13| insitam,~varios colores seminatos undique.~ ~Oltre che, bel
10944 I, 7 | et resurrectio mortuorum. Seminatur in corruptione, surget in
10945 I, 7 | Vis unius grani cuiuslibet seminis, dice egli, magna quaedam
10946 I, 4 | sui membra facetus equi.~Semivir audiri meruit, meruitque
10947 I, 7 | mortui? Insipiens, tu quod semnas non vivificatur nisi prius
10948 I, 9 | est: hoc autem est vita sempiterna: itaque necesse est motum
10949 I, 1 | sotto una superficie di semplicissima apparenza nascondono una
10950 I, 9 | mischiamento, come corpi semplicissimi per natura, tanto esenti
10951 II, 13| semplici e più simili al semplicissimo esser del cielo: e questi
10952 I, 4 | accordati colà nel campo di Senaar alla fabrica della gran
10953 II, 10| pelago della Fortuna: a' senati, alle corti, alle publiche
10954 I, 5 | non men dotto che santo senatore Boezio la divina Filosofia,
10955 II, 15| ingannare; e come già gli efori, senatori di Sparta, oltraggiati da
10956 I, 12| mensas et aestimatum lignum senatoria censu: eo pretiosius, quo
10957 II, 15| Agostino) in cuius clarissimo senatu ac splendidissima curia
10958 I, 12| quas pubescentes iuncta senecta premit.~Quam modo nascentem
10959 II, 15| tre, neminem eorum nisi senectute, nisi domi, nisi cum claritate
10960 I, 3 | il mare, e i men profondi seni a' laghi, e i bassi piani
10961 II, 7 | incontrarlo? Dove qui la senil maestà? Dove lo sdegno delle
10962 I, 1 | altra dal timore, parve a Senofonte spettacolo possente, dice
10963 II, 7 | vignaiuolo, loro armentiere, lor sensale, loro avvocato, lor medico?
10964 I, 15| e, per dir brieve, ogni sensibil materia capevole di lavoro.
10965 I, 2 | egli, contingat nobis per sensibilem, hic illius porta dicitur.~ ~
10966 II, 10| Trinitate, visibiliter et sensibiliter quod non de interiore invisibili
10967 I, 3 | non tenent, propheta non sensit, apostolus non interrogavit,
10968 II, 8 | profondo, che la parte di lei sensitiva o, per meglio dire, essa
10969 I, 13| inextricabilis perfectio! Ubi tot sensus collocavit in culice? Et
10970 II, 10| Unde musica, idest scentia sensusve bene modulandi, ad admonitionem
10971 I, 8 | sconcio e distemperato. Sentane altrimenti a cui piace,
10972 I, 5 | detraxeris, si ex Lysia, de sententia, così è del mondo: qualunque
10973 II, 9 | di Roma, perché dicebat sententias tamquam in republica Platonis,
10974 II, 10| guadagnata la causa: et omnium sententiis absolutus, se ne tornò co'
10975 II, 3 | riesaminar le cause e le sentenze capitali degli arsi vivi
10976 I, 9 | che de' ciechi nati ove sentenziano de' colori: onde io lievo
10977 I, 11| sotto la penna. Poi disse, sentenziassero ora i giudici se quello
10978 II, 14| rimaner luogo ad appello, sentenziato sopra qual credenza si debba
10979 I, 12| un sì gran magistero, che sentenziò quella non poter essere
10980 I, 11| continuo vederli, non ce ne sentiam muovere né pur tanto che
10981 II, 3 | meglio il dirci, se non sentiamo sì degnamente di Dio che
10982 I, 1 | interim magnifice de se ipsis sentiant, ob exilem quampiam naturae
10983 I, 9 | partem si presseris unam,~sentiet axis onus. Librati pondera
10984 I, 1 | communionemque. Dicam quod sentio: timet timeri. E Scipione,
10985 I, 15| facit". Non parla ella, e fa sentirci eziandio un mezzo mondo
10986 II, 10| sentire non posse, quae si sentiremus, delectatione ineffabili
10987 I, 13| dice egli, quid insulsius sentiri potest quam eam totam esse
10988 I, 1 | Ma in questo dire mi par sentirmi da due contrarie parti,
10989 II, 10| dicono. Ella è cieca. Sentisse dunque almeno le ragioni
10990 I, 15| vive vive, mirantisi, come sentissero di sé stesse, con espressione
10991 II, 15| nondimeno, quante volte ho io sentito – dice M. Tullio – predire
10992 I, 10| divenne; Nostros motus pauci sentiunt. Prodire nobis et recedere
10993 I, 1 | che, di quegli, non ne senton pro altro che i lor vilissimi
10994 II, 15| egli altro che indovinar senz 'arte? O ciò per isventura
10995 II, 8 | Platone, elle son forme non separabili; e con un esercito di gagliarde
10996 I, 14| dallo scudiere. Ma chi può separar da una faccia quegl'inseparabili
10997 II, 8 | anima disgiunta dal corpo e separata dalla materia; adunque v'
10998 I, 15| divise e movevoli l'uno separatamente dall'altro? Congiungansi,
10999 II, 7 | qui calcatus est, a lingua separatus non est.~ ~E tanto basti,
11000 I, 7 | ordine; e la nutritiva senza separazion d'escrementi; e la generativa
11001 II, 8 | Così ancor delle idee, che separò dalla prima Mente di cui,
11002 II, 16| solum videatur, quare non sepeliris? Et respondet (sapit enim
11003 I, 16| et tenebris usquequaque sepelitur, funestatur mundi honor,
11004 II, 4 | veduto, e promettendo di sepellir fra due mura il misfatto,
11005 I, 16| e corrono ad intanarsi e sepellire dentro le grotte ove han
11006 I, 16| fantasma? V'ha caverne ove sepellirsi? V'ha laberinti ove perdersi?
11007 II, 15| di monte che sfracelli e sepellisca vivi i suoi cittadini. Rispondono
11008 II, 15| innumerabili non avverate si sepelliscono in fondo alla dimenticanza.
11009 II, 3 | rimanente d'essa, ma egli sta sepellito in terra e non si dimostra
11010 I, 11| rispondere: Unus omnino de sepibus flosculus, non dico de pratis,
11011 I, 7 | sembra un albero capovolto e sepolto: e per ciò viva, perché
11012 I, 7 | grano gittato in terra e sepoltovi esser del tutto morto né
11013 II, 15| stelle, in verità, non ne seppero nulla: onde non fu possibile
11014 I, 8 | fraude vernabat; postea spina sepsit gratiam floris. E perché
11015 II, 16| mentitur? Et qui quinque vel septem testimonia vult in testamentis
11016 I, 7 | operibus Dei a quibus in die septima requievit. Così egli filosofa
11017 I, 10| et amoventur pyratae et sepulchrorum violatores fugantur et adulteri
11018 I, 7 | universali, a tirare in opera sequaces potentias, ex illis perfectis
11019 I, 13| maioribus facilis officina sequaci materia fuit: in his tam
11020 I, 2 | haec, quae ab ipso sunt, sequendo, imus ad ipsum. Così egli
11021 II, 15| sed saepe longum fatorum sequentium ordinem nuntiant, et quidem
11022 II, 5 | raccordati da Tertulliano sequestrarono Iddio fuor del mondo, facendolo
11023 I, 1 | cum ludendum est, regiam sequestrat tantisper severitatem: hortatur
11024 II, 2 | san Gregorio il Magno. E i Serafini dalle sei ali, secondo quel
11025 II, 3 | Gerosolimitano chiamò Theologia Seraphica, incessantemente lodarlo.
11026 II, 3 | cicaliere, dice sant'Ambrogio, Seraphim indefessis vocibus laudant,
11027 I, 1 | figuravano il loro iddio Serapi avente in capo uno staio
11028 II, 15| perché d i queste sole serban memoria e le mettono publico:
11029 I, 5 | e non parlo ora d'altro, serbandomi il dirne in più conveniente
11030 II, 15| natura. Finalmente, non se ne serbano i volumi, tramandati fedelissimamente
11031 I, 6 | sacro ministerio deputati, serbata però l'antica forma nella
11032 I, 16| averne tale in capo che serbava unità e buon ordine, ma
11033 II, 2 | questo medesimo genere: e ne serbò la memoria Macrobio ne'
11034 II, 13| tempi dolci o rigidi, l'aria serena o torbida, i dì allegri
11035 I, 9 | marziali; altre tutto placide e serene; certe malinconiose; certe
11036 II, 12| furati estis – disse il sergente che di poi la trovò nel
11037 I, 9 | Musa fuit, disse Galeno, ut seria iocis misceret) a dimandar,
11038 II, 9 | Martyrum comparatur; aliqua serico virginali; nonnulla sinu
11039 I, 12| Girolamo: Re vera, quod sericum, quae pictura textricum
11040 I, 6 | caducis~partibus, et iussam seriem datus ordo fatetur.~Tu dociles
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