1460-agend | agent-appre | appro-avvic | avvil-celeb | celer-conco | concu-covin | cozza-diffe | diffi-domiz | domo-facen | facer-frena | freni-ibo | icaro-infle | influ-istam | istan-manca | manch-mulie | multi-ordin | ordis-pesca | pesce-prezi | prezz-rapid | rapie-rigua | rilas-sanct | sane-serie | serio-speco | spect-suppo | suppu-trasf | trasl-vento | ventu-zufol
Libro, Capo
11041 I, 12| quendam, sive ioco, sive serio referentem audivi, quod
11042 I, 10| propagginare; via gl'inutil sermenti, via i pampani ombreggianti;
11043 I, 3 | lavorando Iddio artifici sermoneil mondo,~ ~rerumque creans
11044 II, 7 | occupationes simulavit, longis sermonibus et de industria non invenientibus
11045 I, 2 | eccessivamente luminoso ex consortio sermonis Domini, e mostrarcisi per
11046 I, 12| Gregorio Nisseno ben li chiamò sermonum lilia, quanto più il Verbo
11047 I, 12| conspexit Eous,~hanc rediens sero vespere vidit anum.~ ~I
11048 I, 16| il fuoco avventa; il gran serpe di Lerna~con sette teste,
11049 I, 14| rami con che per ogni parte serpeggiano. Tante vene, che non può
11050 I, 3 | Aliae gradiendo, aliae serpendo ad pastum accedunt, aliae
11051 I, 15| mobili a dimenarsi come serpentelli o ad avvolgersi come viticci.
11052 II, 15| nomi delle più velenose serpi dell'Africa. Or questa moltitudine
11053 II, 9 | che volano a' fioretti del serpillo, del ramerino, dello spigo,
11054 I, 8 | bosco di masnadieri, un serraglio di pazzi, ma scatenati e
11055 I, 14| Il cranio, tutto in volta serrata. Le vertebre dello schienale,
11056 I, 16| con sol quegli del corpo serrati, vedermi, come lui, apparire
11057 II, 3 | riempirne le vasa vuote, si serrò l'uscio dietro; e quel gran
11058 I, 7 | lacertis, pampinis vestit, sertis uvarum coronat? Ella, percioché
11059 I, 1 | regola il moto cui ella servando riesca ammirabile ne' lavori.
11060 II, 12| fierent? Itaque una de causa servantur opera eius, ut quisquis
11061 I, 3 | hibernis quoque temporibus servaturae. E così le innumerabili
11062 II, 8 | che dal corpo non dipenda, servendole egli in tutte di strumento
11063 II, 1 | essergli né figliuoli, né servi, né nulla che gli s'appartenga
11064 I, 3 | portano su le spalle? Chi il servì a zappar sì profondo e cavar
11065 I, 6 | morti. Esentaronla da ogni servil ministero e fatica di portar
11066 I, 13| immensae dentibus truculentae. Servissero di cavalli a tirar per l'
11067 II, 7 | signorile e, oltre a ciò, servito da una fortuna abbondevole:
11068 II, 14| sollicitudinis, manifestae servitutis. De' prìncipi poi, si dimandi
11069 I, 15| ignorante sì come fatto servo, a fin di portar la mano,
11070 I, 12| sono d'ugual circuito, la sessangolare è la più capace: onde in
11071 II, 15| osservazioni d'oltre a quattrocento sessantacinque mila anni prima che Iddio
11072 II, 11| Giove gli sta di presso alla sesta: dunque egli sarà forzuto
11073 I, 14| schiavi a prezzo di ducento sesterzi due giovinetti, come fosser
11074 I, 15| lane, a chi duri peli e setole e spine, a chi grosse cuoia,
11075 II, 11| e spergiuri quattrocento settanta mila anni, quanti egli ne
11076 I, 9 | settecentodieci milioni settecensettantottomila e dugencinquanta miglia
11077 II, 11| al cimento di quattromila settecento secoli, senza svaporame
11078 I, 9 | al mio conto, trapassa settecentodieci milioni settecensettantottomila
11079 II, 13| in dito ciascun dì della settimana il suo proprio, cio è il
11080 II, 2 | nobile si concedesse, da severissime leggi era interdetto il
11081 I, 13| tarli, che rodendo o segando sfarinano sino i durissimi nodi de'
11082 I, 9 | come d'un fascio di nature sfasciato, in quanto ne disciolgono
11083 I, 9 | macigni infocati e per ciò sfavillanti. Condannolli dunque, come
11084 I, 9 | Conciosia che, essendo un corpo sferico, quanto a sé, indifferente
11085 II, 10| e poggia, e afferra, e sferra, e quant'altro è dell'arte
11086 I, 8 | scatenati e sicuri dalla sferza. Proclamato il nuovo re,
11087 II, 2 | aprendosi il sepolcro elle sfiatano, spirano e son morte. Così
11088 II, 12| consiglieri perché non ne sfiatino i segreti: questi gli hanno
11089 I, 11| istile guerriero, come di sfidar due eserciti a battaglia;
11090 I, 16| occupandolo non l'empiamo? Sfigurati, e in noi tutte le cose
11091 I, 15| le lettere d'Augusto la Sfinge espressa nel suggello di
11092 I, 12| non possono come qui né sfiorire né trasandare col tempo.
11093 I, 12| interviene: quanto improvisamente sfioriscono a chi la bellezza, a chi
11094 II, 10| splendore, ma v'insegnano come sfogar la vela quando è troppo
11095 I, 15| ci arriva, e in apparire sfolgora come un baleno. Mirinsi
11096 I, 5 | fusate e zoppe, i capitelli sformatamente grossi, l'architrave torto
11097 II, 8 | guasto, nell'apparenza il più sformato, negli averi il più povero
11098 I, 14| che per ciò anche nasciamo sforniti di quel che ci fa mestieri
11099 II, 2 | per vivere, e gl'innocenti sfortunati, e i malvagi felici, e simili
11100 II, 11| congiunte con Marte offeso e sfortunato. Or di questa sì odiosa
11101 II, 4 | deliberazione il fatto, ma sforzano a commetterlo, tanto più
11102 II, 15| stelle, che il fa possente a sforzare e sottomettersi i particolari
11103 II, 14| libertà non ne verrebbe o sforzata con violenza o impedita.~ ~
11104 II, 11| o vi si strascinino come sforzate, è stato un dire in mistero
11105 II, 2 | piedi sono or sì grevi che sfracellano i monti, or sì leggieri
11106 II, 15| cime al piè d'una rupe, e sfracellar su le pietre e sommergere
11107 I, 15| incontrato, percuotervi, sfracellarsi, andar sotto; e de' naufraghi
11108 II, 4 | tre figliuole innocenti, sfracellati tutti insieme a un punto
11109 II, 15| una fenditura di monte che sfracelli e sepellisca vivi i suoi
11110 I, 12| foltissima, la mattina arida e sfrondata. La notte vi dormì sotto:
11111 II, 2 | non è perché nulla gli sfugga; se chiede, non è perché
11112 I, 12| e taglienti, quelle che sfumano e muoiono a poco a poco
11113 II, 4 | il lume, qui temperato e sfumante, con mezze tinte dolci e
11114 I, 2 | sa condurli ugualissimi e sfumarli e unirli? Chi gli appunta
11115 I, 5 | taglienti ma insensibilmente sfumati onde l'un passa nell'altro
11116 I, 15| per non dire ora dello sgarbato apparir che farebbe così
11117 II, 16| altri a risospignerle e sgombrarne il sereno?~ ~Non est Deus?
11118 I, 3 | offertagli da una viva selce onde sgorga, le siede incontro e pien
11119 II, 7 | latte ne spreme; e fallo sgravando a lei le poppe che, soverchio
11120 II, 16| mutola la coscienza allo sgridarli, perch'essi le si rendono
11121 I, 8 | sereno e 'l sole? Chi può sgroppare il nodo de' turbini, chi
11122 I, 13| infoderati e solo al ferire gli sguainano in punta. Un certo ne ho
11123 II, 11| le varie positure e gli sguardi fra loro e le nature e proprietà
11124 I, 15| è velocissimi al corso. Sialo chi ama d'esser mezz'uomo
11125 II, 16| cervello per eccessivo calore e siccità, co' pochi spiriti che gli
11126 II, 10| soldati che andavano in Sicilia, per sicurarsi che tra via
11127 I, 14| quelle due forti ossa che sicurano le cavità dell'udito. Altri,
11128 II, 14| niente meno bastando a sicurar che non agognerebbono la
11129 II, 7 | divin suo Figliuolo: per sicurarci che in solo aprir bocca
11130 II, 3 | certezza non ne trarrei per sicurarmene, che dal tutti insieme vederli
11131 II, 14| Qui vedersi tante volte sicurata di vincere quante uscisse
11132 I, 11| nuovo e ingegnoso riparo sicuratili da' nemici? A ciascun d'
11133 I, 1 | e la proda di verso quel sicurissimo porto dell'eterna tranquillità
11134 II, 15| caso. E primieramente do sicurtà la mia fede sopra il seguente
11135 I, 2 | speculantes, videbimus eum sicuti est.~ ~
11136 II, 13| nec tales mirere artes sub sidere tali:~cernis, ut ipsum etiam
11137 I, 10| diceva cuncta summitti huius sideris potestati. Per lo qual medesimo
11138 II, 13| cernis, ut ipsum etiam sidus venetur in astris,~ ~peroché
11139 I, 1 | giuochi che vi si fanno, non sieda una pietra su un'altra pietra".
11140 II, 4 | massimamente nelle figure che siedono, difficilissime a ombreggiare,
11141 I, 1 | della chiesa cattedrale di Siena? e vagliami l'averlo più
11142 II, 10| con una semplice e commun siepe a' loro grandissimi, ma
11143 II, 11| fata.~Singula nam proprio signarunt tempora casu,~longa per
11144 II, 13| quando a lui è in piacere: significando ciò essere una delle più
11145 I, 7 | speciem videtur effingere, significans quod uva inter pendentes
11146 II, 15| mistero, scritte in oro e significanti secondo le varie lor figure
11147 II, 12| questo medesimo il dovrebbon significar le stelle e vederlo gli
11148 I, 10| la natura; come bene il significaron que' savi della famosa Ierapoli
11149 I, 1 | provenissero le ricolte significatevi con lo staio. Dall'esservi
11150 I, 10| Aut forte qui verbum est significationem verbi ignoravit? et qui
11151 II, 15| casa, nell'aspetto, nel significatore che il prometteva; o fallisce:
11152 II, 11| numero le particolarità, i significatori, i testimoni delle predizioni
11153 II, 11| della prima, guarda la Luna, significatrice della madre, la cui parte
11154 II, 7 | del vescovo sant'Eucherio, Significatur, disse, gratia lacte; hoc
11155 I, 15| possesso della terra dove ha da signoreggiare; e ciò per legge fattane
11156 I, 3 | di lui non v'era chi egli signoreggiasse, monarca senza regno, principe
11157 I, 8 | meritò che il palagio, da signori che dovevamo essere della
11158 II, 9 | grandezze e la modestia col signoril portamento. Ma che vo io
11159 II, 7 | nascimento un animo splendido e signorile e, oltre a ciò, servito
11160 II, 11| Scarpione sono tutti raggi signorili, cioè sono tutte mani benefiche
11161 I, 4 | barbari. Qui igitur convenit signum aut tabulam pictam cum aspexeris,
11162 I, 11| nell'esteriore apparenza un Sileno per le deformi fattezze
11163 I, 16| substantia denigratur, sordent silent stupent cuncta, ubique iustitium
11164 I, 15| Fert animus calidae fecisse silentia turbae,~maiestate manus.~ ~
11165 I, 1 | huius mundi rempublicam, vel silentibus praeceptoribus discit sub
11166 I, 14| otiosorum et in magno loci silentio apta admiratio talis est.
11167 I, 16| vedea condurre incontro da Silla a combatterlo e disertarlo,
11168 I, 16| col medesimo ordine delle sillabe con che ci usciron di bocca,
11169 I, 12| parietibus invehi textili silva, quam humi haerere voluntaria
11170 II, 13| similisque potentia causae,~tunc silvas et saxa trahens, nunc sidera
11171 I, 16| al dicevole,~ ~Delphinum silvis appingunt, fluctibus aprum.~ ~
11172 | sim
11173 II, 5 | quante mai e naturali e simboliche imagini ebbe Giove appresso
11174 II, 13| ogni specie di composto simbolizza coll'elemento che in lui
11175 I, 12| che forse col quartavolo simbolizzava. E simile non nel candore
11176 II, 10| moventesi con la Luna, che pur è simbolo dell'incostanza: l'oggi
11177 II, 8 | mente esprime imagini lor simiglianti e, se ancor vuole, non somiglianti,
11178 I, 14| idem recidit: etiam quae similia videntur, cum contuleris,
11179 I, 3 | ipse mundum mente gerens similique ab imagine formans, mise
11180 II, 13| Lira,~ ~cui caelestis honos similisque potentia causae,~tunc silvas
11181 I, 14| quoniam non esset mira similitudo in ullis eodem utero editis:
11182 I, 16| non corporeos, quibus visa simillima cernit in somnis, sed nec
11183 I, 5 | mira arte naturae, quod a simillimis coepit, in dissimilia desinit.
11184 I, 16| anima aufert secum quosdam simillimos (oculos) sed non corporeos,
11185 I, 16| e triema e suda. Factum simillimum, il chiamò sant'Agostino:
11186 II, 10| lode che, senza torla a Simmaco, già che Boezio suo genero
11187 I, 8 | deforme, regola allo sconcio, simmetria allo sconcertato e arte
11188 I, 3 | fatto. David, il nostro Simonide, il nostro Pindaro, il nostro
11189 I, 7 | possenti poi, col muoversi al simpatico movimento delle cause universali,
11190 I, 9 | Platone i pianeti: deorum simulacra in amplissimo loco collocata. –
11191 II, 12| usata fino allora a figurar simulacri di dei e statue d'uomini
11192 II, 12| sonavano come muggiti. In hoc a simulacris Deum hominumque devocaverat
11193 I, 4 | illa perfecta, quam haec simulata sollertius. Or vi si aggiunga
11194 II, 7 | vultum avertit, occupationes simulavit, longis sermonibus et de
11195 I, 14| veduto s'intende. Per ciò la simulazione, che immaschera l'anima
11196 II, 14| chi vi sedeva. Quinci le simulazioni, le insidie, i tradimenti:
11197 | sin
11198 II, 14| data a Mosè su le cime del Sina non l'han costoro recata
11199 II, 7 | Del Sole, sant'Anastagio Sinaita portò una strana opinione:
11200 I, 14| sicurezza a' commerci, la sincerità a' sangui, l'unione a' popoli;
11201 I, 15| dove non sa, chiamando al sindicato le opere de' maestri e giudicandole,
11202 II, 11| videre vagis pendentia fata.~Singula nam proprio signarunt tempora
11203 II, 4 | soggiunse: Hinc, Roma, singularis quanta in te sit potest
11204 I, 2 | totius expers invidiae, per singulas mundi particulas ubique
11205 I, 12| donavi vobis, et vitam, et singulorum membra non ego ipsa compegi,
11206 II, 5 | potest aut omnes obire aut singulos nosse. Erras, o homo, et
11207 II, 15| osservandone le destre parti o le sinistre onde venivano, lo spazio
11208 I, 15| regola e come il filo della sinopia a cui tengon l'occhio: tutte
11209 I, 1 | umana anch'elle mittuntur in sinum, sed a Domino temperantur
11210 II, 8 | sentirsi nella beata ma lontana Sion; la cui dolce memoria amareggiava
11211 | siquidem
11212 II, 3 | aveva Ierone tiranno di Siracusa fatta edificare, di sì smisurato
11213 II, 3 | ingegno e tutta la forza de' Siracusani era indarno; e sarebbe invecchiata
11214 II, 16| pur quanto sa, non che il Sisifo del Poeta Euripide (già
11215 I, 10| Quello che, secondo il sistema non di Salomone astronomo,
11216 II, 3 | superba, e per ciò continuo sitibonda di sapere il perché ancor
11217 II, 7 | fin dalle fasce ad esserne sitibondi. Or il bambino lattante
11218 I, 3 | Così detto, qual venne sitibondo e riarso tal se ne parte,
11219 I, 13| sanguinis, et potissimum humani, sitim accendit! Telum vero perfodiendo
11220 II, 12| est, si Victoria faveat sitque propitia et semper eat ad
11221 I, 14| altrove che dove appunto è situata; e ciò così per lo particolar
11222 I, 5 | proportionem et harmoniam et situm et ordinem et usum quem
11223 I, 1 | aut urbis cuiusdam formam situmque, aut magnitudinem fluminis,
11224 I, 12| mondezzai montagne di gioie. Sivedunque, dice egli, divinus ille
11225 I, 9 | supponenti imperfezione e slogamento. Quindi appare quanto lungi
11226 I, 5 | a lei vicina e continua sluoghi e sospinga; se questo è
11227 II, 16| notte. Il cielo poi, chi lo smalta di quel bellissimo azzurro
11228 II, 12| piacevole varietà di figure smaltate d'oro, quanto ne ha la luce
11229 I, 11| tempestate a gocciole di cotali smalti che sembrano gioielletti?
11230 II, 1 | lamenti, le inconsolabili smanie, qualvolta ci sopravengono
11231 I, 13| innexum et gemmantibus~alis smaragdo purpuram viridi insitam,~
11232 II, 13| consieguano a quel repentino smarrimento del lume e del caldo onde
11233 II, 1 | avvien loro d'eclissare, cioè smarrire i sensi, e in un'estasi
11234 I, 1 | provincie, non so come, smarrita l'arte del contrapunto e
11235 I, 9 | posassero, la natura, come smarrito lo spirito, tramortirebbe:
11236 I, 4 | scolpita tutta intera, di poi smembrata, e ora ricommessine i pezzi.
11237 I, 5 | architettura, ma di diversi corpi smembrati. Egli dunque, con solamente
11238 I, 8 | spertissima a ogni lavoro, uno smembrato e diviso nelle sue parti.
11239 I, 3 | semplici e scaltrite, docili e smemorate, mutole e musiche, aliae
11240 II, 6 | apparenti loro disordini? O smemorerà, riandando le passate e
11241 II, 8 | di lor medesime; queste, smidollate, aride, tisiche, stoppia
11242 I, 5 | poche, or velocissimamente sminuite quasi tutte insieme: come
11243 I, 1 | aceto, con che li rose e sminuzzonne saldezze: tanto che in fine
11244 I, 9 | e liberi in aria: corpi smisuratissimi e movevoli, ma non pericolosi
11245 II, 15| accozzamento di stelle che, per lo smoderato gittar qua giù d'alcuna
11246 I, 12| fuoco appresso lui parrà smorto; e si figura appunto a maniera
11247 I, 4 | dà alle pitture, in cui smorza e mortifica una troppa vivacità
11248 II, 4 | bel colore che offuscano e smorzando il chiaro a ogni luce, che
11249 II, 2 | trovarvi le lucerne come teste smorzate, col fungo tuttavia in bragia
11250 II, 10| ma come l'ellera, per più smugnere cui più stringe e far seco
11251 I, 7 | che fan radice de' rami e smungono e diseccan la pianta a cui
11252 II, 10| sugo, onde, immagriti e smunti, appena rispondevano alla
11253 I, 3 | per avventura, lieve a smuovere, carri a sospignere, argani
11254 I, 15| robustezza. Di cinque svelti e snelli artefici ch'erano, se n'
11255 I, 15| interpreta da' giuristi lo snervargli il dito grosso: qui (per
11256 I, 8 | taglio e gittarlesi dietro snervate: e tutto insieme con la
11257 II, 3 | gruppi che ci si presentano a snodare intorno alle libere operazioni
11258 II, 16| particolar divisa? E que' soavissimi odori che spirano, chi gli
11259 II, 3 | distentas super teneram sobolem materna pietate sollicitas.
11260 II, 9 | Sanctorum voce virtutesque sociantur. Et quamvis alius rationabiliter
11261 II, 10| manus scissa, alia infida societate divisa: col rimanente del
11262 I, 9 | ciò fu eccellente, haec Socratis Musa fuit, disse Galeno,
11263 I, 11| labbro ben lunghi e ben sodi, ma innocenti, sì come sol
11264 I, 9 | qualunque veduta si consideri, sodisfa. Poi se ne cercan le membra
11265 II, 16| intendano. Così elle. Né a me sodisfà, ancorché paia dir molto,
11266 II, 10| lettera a san Girolamo, sodisfacendo ad una tal domanda: "Perché
11267 I, 14| scoperto materia da potervisi sodisfare, per non dir atterrire,
11268 II, 4 | ma statue per ornamento; sofferendo che plures Dominum idcirco
11269 I, 9 | tanto più intolerabili a sofferire, quanto erano in materia
11270 II, 4 | della pazienza di Dio in sofferirli e aspettarne il ravvedimento
11271 II, 4 | egli" disse "che ciò sia da sofferirsi né a me né a qualunque altro
11272 I, 1 | anni, incontrò di pericoli, sofferse di patimenti, errando per
11273 II, 10| tuoni e spirare impetuosi soffi di vento e caderne giù piogge
11274 I, 6 | delle stagioni. Farebbon soffiare i venti, cader le piogge,
11275 I, 4 | Democritisti il gran vacuo e soffiarne i tanti atomi di che l'han
11276 II, 4 | in favola da' poeti, sel soffrono in pazienza; e pur hanno,
11277 I, 13| la somma lode ad Alipio Sofista, pigmeo di corpo e gigante
11278 II, 11| finisse in lavorare un oro sofistico d'ingannevole apparenza,
11279 I, 11| figliuoli accusato in giudicio Sofocle, scrittor di tragedie maestosissimo,
11280 II, 16| la diversa attitudine de' soggetti) qual parte manca di quelle
11281 II, 11| l'inferiore al superiore soggiaccia e ne prenda le leggi e ne
11282 II, 15| co' minori loro destini, soggiacevano a quel maggiore. Or vadano
11283 I, 15| innumerabili nazioni da lui soggiogate nell'Oriente avesse tanti
11284 I, 2 | miglio già tutto l'avesse soggiogato e rendutolo schiavo. Non
11285 I, 15| Così de' farsi e non così", soggiungendone incontanente un'altra simile,
11286 I, 4 | Poi, tuttavia ridendo, soggiungerà: "Sien cento o più, se più
11287 II, 14| predizioni che qui appresso soggiungeremo. Ed eccone i primi effetti:
11288 I, 4 | luogo. Qui ragion vuole che soggiungiamo alcuna cosa valevole a dimostrare
11289 I, 5 | non troverete a che più sogliano assomigliare quest'ordinatissimo
11290 II, 8 | sciagure, ieri porporato in soglio, oggi tutto piaghe su un
11291 I, 16| quella parte che in noi sognanti matteggia e pecca in quelle
11292 I, 16| dormire è una maraviglia, il sognarsi non dovrà dirsi men che
11293 I, 16| mai non dormiremmo che non sognassimo), vi parrà verisimile quella
11294 II, 8 | Quegli, come le spighe sognate da Faraone, cespugliose,
11295 I, 16| altrimenti e ogni animal sognerebbe e mai non dormiremmo che
11296 I, 4 | stellas, exortus uti aetherius Sol. Quos equidem versus nunquam
11297 II, 15| fu cozzata e infranta al solaio e al pavimento dal nero
11298 I, 4 | atque arte moveatur, aut cum solarium vel descriptum aut ex acqua
11299 I, 9 | et aspiciamus continentem solas et lunae, quinque etiam
11300 I, 3 | aman l'ombroso e certe il solatìo, queste non crescono che
11301 II, 2 | processo de' nostri demeriti; e soldatesca che accampa, e archi che
11302 II, 7 | tenesse Iddio militante al soldo, in sorprenderlo i suoi
11303 I, 10| Chiesa, in cui 'aggirarsi il Sole' significhi star fermo, '
11304 I, 1 | quel numero che gli antichi solean dire richiedersi a un convito,
11305 II, 10| parole che canta, tanti solecismi ella fa quante note. E vi
11306 I, 9 | abducantur, dum mihi lunam solemque intueri liceat, dum ceteris
11307 II, 7 | dito? Non gli apprestò un solennissimo desinare e musica raddoppiata,
11308 I, 9 | meta dove fermarsi. Quam solertiam– dice egli – divinae potestatis
11309 II, 12| meus et in quo augurari solet. Fosse verità, fosse invenzione
11310 I, 11| andar, come Scipione e Lelio solevano, per le piagge marine cogliendo
11311 II, 8 | pro secundis, caduca pro solidis: nihil habentes potestatis
11312 I, 1 | Ma la ricreazione non è soliloquio, se non per avventura a
11313 I, 3 | vagliono? Fiere e dimestiche, solitarie e civili, timide e guerriere,
11314 II, 9 | come già gli Spartani eran soliti dire che i confini del loro
11315 I, 1 | ut medicina fieret etiam solitudo ipsa. Così ella in rimedio
11316 II, 4 | nulla divisarli da' buoni, sollecitamente li serva. Quindi ben disse
11317 I, 4 | perfecta, quam haec simulata sollertius. Or vi si aggiunga per maggior
11318 I, 13| e riposate accorrevano a sollevar quelle dal peso. Così riconoscendo
11319 I, 12| altri paesi.~ ~Ma se vogliam sollevarci più alto, quanto meno il
11320 I, 6 | che i componimenti de' più sollevati ingegni siano peggio scritti,
11321 I, 1 | solo a noi conveniente, sollevatici in piè e nella dirittura
11322 II, 3 | sobolem materna pietate sollicitas. Ideo elegit eas Spiritus
11323 I, 12| et in demonstrationibus sollicite laborans, haec posset imitari?
11324 II, 14| hanc tibi, Rector Olympi,~sollicitis visum mortalibus addere
11325 II, 14| curiositatis, cruciantis sollicitudinis, manifestae servitutis.
11326 I, 3 | ne' quali lo spirito ci sollieva all'angelico, il corpo ci
11327 II, 10| che le une appena mai si sollievino un dito, ma radendo l'acqua
11328 II, 16| le affissa, già più non solubili al fuoco? Chi dà il minerale
11329 I, 8 | hunc florem decerpat et sua solvat in folia, quae tanti est
11330 II, 16| linguarum nostrarum facilitatem solvi: imo si arbores, glebae,
11331 I, 13| bottino, che maggiori avean le some che i corpi: e stanche sì,
11332 I, 10| nel corso Iddio si gloria, somigliandolo a un gigante che tutto esulta
11333 I, 7 | è una di quelle voci che somigliano il famoso velo dipinto da
11334 I, 14| introdurvi due personaggi somigliantissimi di fattezze, come i Menehmi
11335 I, 14| dilungare dalle dissimili somiglianze che abbiamo in faccia, di
11336 II, 10| aver l'uomo con che più somigliarsi a Dio: e 'l vide egli subito
11337 II, 6 | vivimus. Divisate i termini e sommate il numero delle signorie
11338 II, 11| capi congiungere quelle somme parti del mondo a queste
11339 II, 3 | pesante, non profonda e sommergesi, anzi neanche ondeggia e
11340 II, 8 | nostro essere? E se l'anima sommersa nella materia, in quanto
11341 II, 5 | sono: principalmente le sommerse in fondo alle tenebre della
11342 II, 3 | in mare con le tempeste e sommersi co' diluvi dell'acque, de'
11343 II, 16| tenebras ire coegit.~ ~Alla sommessa e piana voce della ragione
11344 I, 14| menature dell'anca.~ ~Or sommiam tutta in uno questa lunga
11345 I, 12| e Ambrogio) cercando chi somministra a' fiori i cinabri, le lacche,
11346 II, 13| di fuoco, e chiamavasi la Sommità di Vulcano; quella d'argento,
11347 I, 16| videbamus sed esse imagines somniantium, cum et ipse utique inter
11348 I, 12| avea lasciata colà ove la Sona mette nel Rodano. Ma indarno
11349 I, 4 | in quella petruzza Apollo sonante la cetera, e le Muse le
11350 I, 4 | inter Chiron, ad plectra sonantia cantans,~flexit inepta sui
11351 I, 3 | lira quelle mutole e pur sonantissime e mai non interrotte voci
11352 I, 5 | più vaghe e artificiose sonate ch'egli sappia, d'ogni tuono
11353 I, 5 | solo, ma molti essere i sonatori che in uno stesso strumento,
11354 I, 13| mezzodì, i mietitori? Rustiche sonatrici, perché suonano a rustiche
11355 I, 1 | diletto che lor rimaneva, sonavangli tutti insieme: e, come in
11356 II, 12| dello scelerato artefice, sonavano come muggiti. In hoc a simulacris
11357 II, 10| decedentibus ac succedentibus sonis pulcherrime currat ac transeat,
11358 II, 16| sensu animata vitali, vocis sonitum quirent et verborum articulos
11359 I, 3 | di trovarle o stanche o sonnacchiose e tacenti; sì le desta e
11360 II, 6 | bassi, dormirò sicuri i miei sonni, vegghiando per me Iddio,
11361 I, 7 | per lo triemito del corpo sonoro e per le misurate ondazioni
11362 I, 5 | contrariorum et consentientium sonorum constitutum modulamen est.
11363 I, 9 | piante e alzate di fabriche sontuose e varie a capriccio: ed
11364 I, 14| il suo proprio che fare. Sonvi delle ossa vuote e midollose
11365 I, 3 | sopra essa Iddio parlò, e le soperchie acque, rendute per assottigliamento
11366 I, 16| est, aut perpetua morte sopiri: come l'anima, tutto moto
11367 II, 2 | dicono, delle fortune, e soprabbondare ad alcuni eziandio le delicie,
11368 I, 16| accordarci qui un poco con la sopraccennata opinion di Lattanzio) l'
11369 II, 16| sommo ente, in cui tutte le sopraccennate perfezioni concorrono, cio
11370 II, 8 | alla natura; e riandatene i sopraccennati effetti: altra cagione non
11371 I, 15| che, dovendo elle per la sopradetta ragione (oltre a più diversi
11372 II, 6 | veduta le piccole, o 'l soprafaranno le grandi? Io mi vergognerei
11373 II, 8 | un possentissimo grido, soprafatta da quell'intolerabil fracasso,
11374 I, 8 | turbare, non è egli questo il soprafino dell'arte? E non è questo
11375 I, 16| occidente per dar luogo al sopragiungere della notte, tutta quella
11376 II, 15| indovinamenti. Cardano, un de' sopramastri dell'arte, confessa che
11377 I, 16| lugubri. Mirate pazzia del sopramastro de' savi, avente il fianco
11378 I, 3 | ma l'operar dell'artefice soprammirabile.~ ~Non vi paia fatta per
11379 II, 9 | sono inviati; ed è quella soprana Gerusalemme, che fu mostrata
11380 I, 11| nell'olio non si risente, a sopranfondervi acqua infuria e prende fuoco.
11381 II, 16| tempo, né a sì grande opera soprantenda?~ ~Non est Deus? Non v'è
11382 I, 8 | che in verità sì, Iddio soprantende e governa il mondo? Così
11383 II, 6 | presenti: e con la mente soprantendendo a tutte; osservare in ciascuna
11384 I, 14| ingiungendo a Teone di soprantendervi, sì che i tintori, per frode,
11385 II, 3 | portin la terra, e questa lor sopranuoti e galleggi? Come, più di
11386 II, 14| augùri funesti, i quali, per soprapiù delle sciagure che di poi
11387 I, 5 | solo a sé stessi parevano, soprasavi, ma finissimi mentecatti,
11388 I, 13| manto fregiato di bellissimi soprasmalti. Io non ne ho mai veduti
11389 II, 15| ingegno, in che a mille doppi sopravanzano il nostro; e per l'osservare
11390 II, 6 | cose non abbia e certe gli sopravanzino è opera di providenza che
11391 I, 15| digiuni, aspettando che noi sopravegnendo le ci prendiamo, loro fatica
11392 II, 2 | partirglisi il passato e senza sopravenirgli il futuro, già che in lui
11393 II, 2 | Divideranne i sensi e le cure? Sopraverrangli o accidenti nelle cose libere
11394 II, 8 | nulla apparirgliene che sopraviva, conchiude con que' pazzi
11395 II, 8 | pare che almen, divisane, sopravive. Altrimenti, ben ingiusta
11396 I, 15| maggiori sepolcro e quiete, e sopravivenza al nome e gloriosa fama
11397 II, 8 | v'è ragione perché debba sopravivere alla morte, non perdendo
11398 I, 13| fodiendo acuminatum pariter sorbendoque fistulosum esset. Ma sia –
11399 II, 9 | sentirla fervens et fremens sorbet terram et ubi audierit buccinam
11400 II, 11| capo, intuona alle indarno sorde orecchie degli ostinati
11401 I, 16| omnis substantia denigratur, sordent silent stupent cuncta, ubique
11402 II, 9 | et inter vestigia ipsa sordescit. Quaedam purpurae Martyrum
11403 II, 9 | far da poveri fino a' più sordidi ministeri o, come conchiude
11404 I, 1 | invita, e così al ventre sordo aggiungere la gola cieca?
11405 II, 13| la raggiunge, a cui ella sorge in ascendente co' Gemini,
11406 I, 7 | il granello d'un acino e sorgere una vite: per quanto vi
11407 I, 8 | foglie, qui le fila che gli sorgon nel mezzo e quella polvere
11408 II, 15| molto più, di quelle che sormontano l'ordine della natura: e
11409 II, 16| cavalloni, tal che mai non sormontino i liti e scorrano per su
11410 I, 14| tamen: qualem decet esse sororum.~ ~Or non è questa una delle
11411 II, 1 | che né v'entri disastro a sorprenderla per tradimento, né miseria
11412 II, 7 | Iddio militante al soldo, in sorprenderlo i suoi nemici gli spediva
11413 II, 11| le miserie, che di poi li sorprendono all'impensata, fiere implacabili
11414 II, 6 | con guadagno, e agguati e sorprese e sortite e assedi fino
11415 I, 8 | apostoli nella barchetta, sorpresi da una troppo violente burrasca
11416 II, 15| Tu di' vero" ripigliò sorridendo Diagora "E' son venuti qua
11417 II, 10| obnoxiae sumus sortis, ut sors ipsa pro deo sit qua Deus
11418 II, 7 | cuor della madre quanti sorsi di latte ne spreme; e fallo
11419 I, 2 | filosofi del suo tempo, a cui, sorta nell'Arcipelago una insuperabil
11420 II, 15| sumentes quasdam temporum sortes aemulantur divinitatem,
11421 I, 10| migliorato il mondo, onde anche sortì il nome di Giove, hallo
11422 I, 5 | negli elementi. Potevano sortir vena più differente terra,
11423 II, 14| e dove? In Babilonia, a sortirvi padrone, a ingrossarne con
11424 II, 10| adeoque obnoxiae sumus sortis, ut sors ipsa pro deo sit
11425 II, 15| contrario, fate che due gemelli sortiscano vita, morte e fortuna e,
11426 II, 6 | e agguati e sorprese e sortite e assedi fino a darsi renduto,
11427 II, 7 | Di pochi altresì è l'aver sortito per nascimento un animo
11428 II, 14| annunzio, per cui non e mai più sorto per loro un dì tutto sereno,
11429 I, 15| maraviglia levarle alte e sospenderle come in estasi; e l'ira
11430 II, 11| alle sue fonti, o cadente sospenderlo in aria colà dove alle sue
11431 I, 3 | e picconi a incavarle, a sospenderne saldamente le volte, con
11432 II, 9 | i due elementi leggieri sospendono i due grievi, sì che lor
11433 II, 8 | a cagionarsene estasi e sospensioni dall'operare ne' sensi:
11434 I, 9 | dimandar, de' pianeti, come li sospese Iddio colasù in cielo: non
11435 II, 7 | cagion poi onde m'è lecito sospettare d'un poco allegro riuscimento,
11436 II, 8 | non è empio, può né pur sospettarne? Ma volle darci in esso
11437 II, 14| le caste mogli in più che sospetto d'adultere e fattine abbominare
11438 I, 9 | necessario è che per altrui sospignimento l'acquistino. Così essi.~ ~
11439 I, 3 | nuvole qua e là diversamente sospinte divengono commun beneficio
11440 I, 15| alla fine incontro a terra sospinto abbattersi a uno scoglio,
11441 II, 8 | tutta in vano s'affatica e sospira.~ ~Ma traiamo oramai di
11442 I, 13| felicità io avea perduto; e sospirava al monistero. Ma che pro,
11443 I, 14| moltitudine e varietà di sostanze, non meno quanto alle loro
11444 II, 7 | i pochi che siam noi per sostener contro a tanti, non dico
11445 I, 8 | ingegno di Dio a così ben sostenerlo ch'egli è pur anche tuttavia
11446 II, 5 | non è, o per sé medesimo sostenersi quando è. E se Platone insegnò
11447 II, 16| quistione se v'è Iddio. Chi sostenesse in contradittorio la parte
11448 II, 3 | si lievino in ispalla e sostengano e portin la terra, e questa
11449 II, 2 | la punta di tre sole dita sostengono; e che i suoi piedi sono
11450 II, 10| Ma il valent'uomo altro sostenitore della sua innocenza non
11451 I, 3 | suo immobile fondamento sostenuta dall'indivisibil punto del
11452 II, 16| fondamenta della terra, sostenute da uno indivisibil punto?
11453 II, 7 | liberazione d'un cuoco, sostenuto, per non so qual suo demerito,
11454 I, 14| alto, incastella, figura e sostien tutto il corpo. Altre in
11455 I, 9 | miserie della terra. Ed io – sottentra qui a dire lo Stoico – dum
11456 I, 14| contratempi, le sue finte, e 'l sottentrare e guadagnare, come a dir,
11457 I, 13| che bollicando fuor della sotterranea loro caverna su e giù per
11458 I, 12| fare un sì bel miracolo, sotterratela a suo tempo: darà volta
11459 II, 2 | al pettine, quanto il più sottigliarlo e aprirgliene il passo fra '
11460 I, 9 | fin che con essa tanto si sottigliassero il cervello che imparassero
11461 II, 8 | in lei, perché la riceve sottigliata per astrazione e ridotta
11462 I, 16| gran copia regole, canoni, sottigliezze e speculazioni, ch'io, se
11463 I, 11| indiana, tutta intessuta di sottilissimi cordoncini, non solamente
11464 I, 9 | volle il Filosofo, apparenza sottolunare; molto meno, come i poeti,
11465 I, 1 | sconvenevol sarebbe se, volgendoci sottosopra, avessimo i piedi ove de'
11466 II, 5 | gli empi fanno, di potersi sottrarre a' suoi occhi (o, come il
11467 II, 8 | e di visibile la natura. Sottratta che sia dal cuor d'un uomo
11468 II, 10| congiungesse col vero e sì soventi quelle che s'abbracciava
11469 I, 2 | dar gli uni quel che loro soverchia e cercar gli altri quel
11470 | sovra
11471 II, 6 | governo del mondo infra molti sovrani iddii; e pur tuttavia multiplicando,
11472 I, 3 | padronanza i sudditi né sovranità l'imperio né maestà gli
11473 I, 3 | sopra le teste degli altri, sovraponendone sì che paiono montagne di
11474 I, 3 | sunt. E come? Come alla sovraposta dimanda risponde il medesimo
11475 I, 13| similmente di bronzo volante, sovrapostavi, tutto l'ombreggiava coll'
11476 I, 15| propriamente, di Dio, dalle sovraposte calunnie dell'esser noi
11477 I, 16| senza che l'intelletto loro sovrasti e le ordini, intendono elle
11478 II, 3 | saper dell'Autore. E qui sovvengavi di quell'Archimede, uomo,
11479 II, 16| possente, ove il voglia, a sovvenirci d'aiuto. Ma quanto bene
11480 II, 7 | altresì, come possente, a sovvenirli d'aiuto? O porta egli solo
11481 I, 9 | sempiternum est. Tanto m'è sovvenuto a dirne: e nulla sia, se
11482 II, 15| opera delle stelle?~ ~E qui sovverrà forse anco a voi quel che
11483 I, 14| li troverete dissimili, e sovverravvi a dirne, come il poeta delle
11484 I, 10| chi punto il volesse, ne sovverrebbono a dire altri non meno ingegnosi
11485 II, 5 | stabilità della terra, le sovversioni e gl'inalzamenti de' regni,
11486 II, 3 | si terrebbe saldo e, lui sovverso, tutta l'umana generazione
11487 I, 4 | fece di sé in un di que' sozzi animali che han l'anima
11488 II, 16| contumelie da Antagora, uomo di sozzissima lingua, e non rimanendosi
11489 I, 12| animale, perch'egli era e sozzissimo di fattezze e di mestiere
11490 I, 16| agevolissimamente se ne spaccerebbe, dicendo che non solo i
11491 I, 1 | ciò ch'è natura e universo spaccian miracoli, con ischiamazzi
11492 II, 10| loro anche di molti che si spacciano per saputissimi; e a ben
11493 II, 9 | batterli in moneta? Che dello spacciar le robe, mercatando in permuta
11494 II, 1 | di quanto ne sa volere la spaccino? Ella è la fortuna della
11495 II, 12| definì quel filosofo, quale spaccio troverebbono della mercatanzia
11496 I, 15| lasci, fiocine e sciapiche e spaderni, e balestri e saette e che
11497 II, 9 | solchi, sarchiare e mietere e spagliar la ricolta; e osservare
11498 I, 10| insieme a mietere i grani e spagliarli e riporli; e coglier da
11499 I, 13| morione e buffa e gorgiera e spallacci e corazza e cosciali: e
11500 I, 12| appoggio e son nati a far di sé spalliere e cappellacci e ombrelli:
11501 II, 16| su le punte de' monti e spandersi per li lor dossi, con piccolo
11502 I, 14| canaletti che per tutto si spandono, e corrono tutto il corpo
11503 I, 12| riescono eguali? Come le spante, che tutte abbiano il conveniente
11504 I, 4 | caratteri possa gittarsi e spargere in terra senza niun'arte
11505 I, 12| mandata in fumo e il vento ne spargeva le ceneri, e ciò in sì brieve
11506 I, 1 | le tenebre nondimeno le spargono d'una sì disgustosa caligine,
11507 I, 2 | invisibile atomo, e gli sparisce d'avanti come lungi da lui
11508 II, 5 | affixus, sed terris omnibus sparsus est; pariter praesens ubique
11509 II, 15| già gli efori, senatori di Sparta, oltraggiati da una insolente
11510 II, 15| decretarono e ne uscì legge: Chiis Spartam venientibus, permissum est
11511 I, 11| uomini, per ischerno, quello spartano che, passando a piè d'una
11512 I, 10| alte grida e voti in vano sparte all'aria. Non v'alletti
11513 II, 4 | e per magisterio d'arte: spartendo il lume, qui temperato e
11514 II, 8 | de' consigli di Dio nello spartir che fa i beni di questa
11515 II, 3 | quel gran mistero dello spartire che l'infallibile Providenza
11516 II, 16| più sottile, ma nondimeno spartita in lungo da Apelle con una
11517 II, 12| con che elle disegnano la spartitura, delle dodici case, per
11518 I, 15| preda e diletto. Che degli sparvieri, de' girifalchi e per fin
11519 I, 11| di Zenone? Ben v'assicura Sparziano che, per vederlo quando
11520 I, 3 | invenzione. Un pellegrino spasimante di sete per lo viaggiar
11521 II, 10| natura fra gli animali) e lo spasimarne sì abbandonatamente, che
11522 II, 10| et occidentibus temporum spatia, quae tamquam syllabae ac
11523 I, 5 | temporibus, efficientia, spatiis, qualitatibus explicaret
11524 II, 15| ipse percussi, in caeli spatio plurimum est". Quod figmentum (
11525 I, 9 | immobiles, alias non in magnum spatium exeuntes, sed intra suum
11526 I, 16| travagliare; e vale altresì a spaventarle un certo orrore cagionato
11527 I, 4 | Quivi le facce infocate e spaventevoli degli uccisori; gli atteggiamenti
11528 I, 16| di vari affetti, orrori, spaventi, allegrezze, sdegni, malinconie
11529 I, 14| un fracasso che n'era lo spavento commune niente minor che
11530 I, 16| bile, e 'l riempiono di spaventose imaginazioni. Gli adirosi
11531 I, 11| lei, sicura di lui il cui spaventoso ceffo non vede, gettandosi
11532 II, 2 | facciano, pur, come chi spazia nell'immenso, mai non vi
11533 II, 10| invitano ad ingolfarvi nel più spazioso pelago della Fortuna: a'
11534 II, 7 | atto di disperata, e Qua spe? disse; ed egli a lei: Illa
11535 II, 3 | al mancarne, scegliendo a specificare un non so che determinato,
11536 I, 11| Girolamo – in aetate iam fracta specimen dedit, ut severitatem tribunalis
11537 I, 12| la qual era non quidem speciosa, sed venusta, et plena antiquae
11538 I, 2 | quel quanto Dominator earum speciosior est chi può definire il
11539 II, 5 | honestum est, nec dictu speciosum, sua illic opera efficere
11540 I, 2 | rarissimi, a gli uomini che specolando si fan tutto spirito e tutto
11541 I, 9 | dilettarsi con uno sterile specolare, ma salir da essi a Dio,
11542 I, 11| e possentissime ragioni specolative onde convincere i negatori
11543 I, 14| essere e dell'operar suo specoli e comprenda, mai non ne
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