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Vittorio Alfieri
Maria Stuarda

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abban-fiore | fiumi-premi | prend-tropp | trovo-zelo

                                                 grassetto = Testo principale
     Atto, Scena                                 grigio = Testo di commento
501 5,1| altrui, come a te stessa! i fiumi~ fansi per te di sangue... 502 2,1| rie straniere effeminate fogge~ nemici al par, che di stranier 503 5,1| tornar nell'aere cieco in folla~ veggio gli spettri. - Oh! 504 4,6| che scoperta ei vede~ sua folle impresa...~BOTUELLO. E 505 2,3| ria discordia; e forse~ fomentarla si attenta. Ma, se appresso~ 506 4,6| d'altri assai più tristi~ foriero forse! e fia pur vero, al 507 4,1| voce. -~ Mezzi appo me, più forti assai de' tuoi,~ e meno 508 1,1| più mesto,~ e assai più fosca rimaneane l'aura~ della 509 5,4| Oh cielo!... Il rio fragor?...~LAMORRE. Secura~ statti. 510 1,3| consiglio~ amichevole, e franco. Ella ti stolse~ da nozze 511 | frattanto 512 3,4| Eran d'Ormondo note~ le fraudi già: già da' suoi detti 513 1,1| Da te in bando lo tien fredda accoglienza,~ e susurrar 514 2,3| modi~ gli animi altrui di freno impazienti,~ tu li perdevi 515 4,1| In guise mille~ a te far fronte entro al tuo regno io posso:~ 516 5,4| LAMORRE. E dove,~ dove fuggir potrai?~MARIA. Lamor!... 517 2,1| da lungi,~ pace ne avrai? Fuggirtene, e la fiamma~ destar di 518 1,3| regal mio talamo ei veniva~ fuggitivo dal carcere; e sua destra~ 519 5,3| MARIA. ... Ahi! dove fuggo?...~ ~ 520 5,4| dal ciel non piomba~ il fulmin qui, chi non è reo sol tremi.~ 521 5,1| di sangue ancora. Empio! fumante~ di sangue sacro e tremendo, 522 5,1| tengon sepolto l'avvenire, in fumo,~ ecco, si sciolgon rapide... 523 5,1| ombre minori! Oh schiatta~ funesta altrui, come a te stessa! 524 3,4| stesso?~ Che degg'io dir? fuorché un iniquo è Ormondo;~ che 525 4,2| che far poss'io?... Qual furia oggi l'inspira?...~ Onde 526 4,1| saper ti giovi,~ ch'io né di furto oprerò mai, né a caso;~ 527 3,2| indrizzar tuoi passi? in Gallia? pensa,~ ch'ivi e di sangue 528 2,1| molli modi~ delle corrotte Gallie; a te non dico~ d'obliar 529 1,3| ORMONDO. Del tuo onor gelosa,~ non di tua contentezza 530 4,1| Botuello puoi~ nel modo stesso generosamente~ trucidar tu, da forte; 531 1,3| sol fanciullo...~MARIA. I generosi sensi~ del suo gran cor, 532 3,4| che dice?...~BOTUELLO. A generoso core,~ chi può rimorder 533 2,3| rammenti~ che re, consorte, e genitor tu sei.~ARRIGO. So quale 534 2,4| veder pretende il regal germe: ei reca~ l'arti con sé 535 1,1| io veggo~ religion, che giace. Ultimo danno~ fia la regal 536 5,1| sangue sacro e tremendo, tu giaci~ entro il vedovo ancor tiepido 537 2,3| giungi, o tu, che alle mie gioie e affanni~ indivisibil mio 538 1,3| lei far lieta,~ lei che gioisce d'ogni gioia mia,~ di numerosa 539 1,1| son io; ma forse or posso~ giovarti; e laude fia, più che il 540 4,1| abborro; a me non giova;~ e, giovasse pur anco, io nol potrei.~ 541 2,1| Scozia accoppia~ nel suo cor giovenil di Roma i duri~ persecutor 542 2,3| errai, non molto esperta: il giovenile~ mio senno, il debil sesso, 543 1,1| di me, pur mi vedea~ di giovinezza e di beltade in fiore~ quanto 544 4,6| menzogna! In tempo~ conoscerlo giovò.~MARIA. - Consiglio, ahi 545 1,5| la consorte~ lasciar, per girne mendi cando asilo;~ chi 546 2,3| oggetto osserva, o biasma,~ o giudica gli errori. - Or tutto vada~ 547 4,1| stessa a schietto~ e solenne giudizio non disdegno,~ a dispotica 548 1,3| soglio pur di Elisabetta or giunge,~ trovar de' fede in lei? 549 3,5| nemiche, sotto vel di pace,~ giungeriano. - Ma tu, credestil mai,~ 550 2,4| supposte, o vere)~ mai non giungesser le minacce vane~ di Arrigo 551 2,3| Scena 3~ ~MARIA. Ben giungi, o tu, che alle mie gioie 552 5,1| rischiararti in tempo~ forse ch'io giungo. Uscirne sol può danno~ 553 1,4| romor falso apportatrice giunse~ alla regina mia; come già 554 4,1| ARRIGO. Ben dici. A tal sei giunta,~ che il rampognarti è vano. 555 4,6| e fia pur vero, al fine~ giunto mi sei?... temuto, orribil 556 5,1| Argallo in mio nome. Ove ei mi giuri~ di non uscir di Scozia, 557 5,1| in loro~ del re dei re la giusta orribil ira~ scorre trasfusa...~ 558 4,6| nuovo tradimento fosse,~ tu giustamente gliel vietavi: or fora~ 559 4,6| aperto lascia alle ragion tue giuste;~ e a lui, se il può, campo 560 1,1| fors'anche i tanti~ non giusti oltraggi a me da Arrigo 561 2,4| attengo. Intanto~ tu, per mia gloria sicurezza e pace,~ trova 562 5,3| ei spera~ il debil senno governar di Arrigo;~ quindi a lui 563 3,4| non creduta più, più almen gradita,~ dalla sua propria bocca 564 3,2| figliuol fia 'l mezzo~ di tua grandezza, e in un di pace...~ARRIGO. 565 1,1| vili audaci~ sguardi de' grandi, e lo accennarsi, e il riso,~ 566 4,1| ancora~ capace, o almen di gratitudin lieve,~ il duro petto?~ARRIGO. 567 4,3| puote,~ né il sa negare: in gravi accenti d'ira~ quindi ei 568 5,1| ricovra~ , di viltade in grembo; agli idolatri~ tuoi pari 569 4,1| ella a biasmarti, ella a gridar fia prima~ que' tuoi stessi 570 3,5| tale or mi grido;~ tal griderommi ad alta voce ognora.~ ~ 571 5,1| quel traditor, che tutto~ gronda di sangue ancora. Empio! 572 2,3| soggiogar più intento,~ che a guadagnarti con benigni modi~ gli animi 573 2,3| Io già bagnar ti vidi~ la guancia, è ver, di lagrime di sdegno,~ 574 1,3| entro il suo regno, in ben guardata torre,~ or, tuttavia, ritien 575 4,6| molti~ oscuri amici. Ivi guardato ei resti~ cortesemente: 576 2,4| tuoi più fidi il lascia~ a guardia sempre. Ad abitar tu quindi,~ 577 2,4| oltraggiata, ei si duole. Invaso e guasto~ d'ambizion, ma non sublime, 578 2,1| fiamma~ destar di civil guerra, ei fia tutt'uno.~ Io non 579 4,1| meno infami, stanno. In guise mille~ a te far fronte entro 580 4,3| incauto,~ scoperta in parte hammi lo stesso Arrigo.~ Scaltro 581 5,1| viltade in grembo; agli idolatri~ tuoi pari appresso: obbrobriosi 582 2,3| duolo,~ chi rasciugar può il iglio mio, chi all'alma~ render 583 2,1| questo scettro istesso~ ignoto peso agli avi miei non era:~ 584 1,3| da nozze alquanto meno illustri forse,~ che doveano spettarsi 585 3,2| costumi loro ella da pria s'imbevve.~ Colà di Roma un messaggier, 586 4,1| schiudi i tuoi sensi;~ m'imìta: io voglio a te insegnar 587 4,1| testa;~ d'Ormondo il bando immantinente. - A tanto,~ di' sei tu 588 1,1| vuoi,~ ch'io di me stessa immemore non vivo~ sì, ch'altri or 589 4,1| guiderdon fia questo~ dell'immenso amor mio? del soffrir lungo?~ 590 4,1| ognor ti offesi.~ Norma imparar da me dovevi almeno,~ come 591 2,3| gli animi altrui di freno impazienti,~ tu li perdevi affatto; 592 1,1| Lungi da me ch'il tiene?~ S'impon da corte ei volontario il 593 2,4| adularti: ed io~ di servirti m'impongo. In te sol pugni~ l'amor 594 2,4| BOTUELLO. Regina,~ tu non m'imponi d'adularti: ed io~ di servirti 595 4,3| Botuèl non era.~ Quanto importasse il vigilar noi sempre~ sovra 596 4,1| t'ha spinto.~MARIA. Vile impostura ell'è. Chi spender osa~ 597 4,2| spregiato amor?... Ma, s'egli imprende?...~ Ah! pur ch'ei resti... 598 5,3| a me ne desti; ed io l'impresi. Or viste~ ha le mie squadre 599 1,4| BOTUELLO. Or chi sì falsa impression le diede~ della corona tua? 600 3,5| tua fraude?~ORMONDO. Onde improvviso~ ti cangi? Or dianzi favellavi...~ 601 1,5| sapesti~ schernir d'Arrigo le imprudenti trame,~ e rimembrar ch'era 602 4,6| lui, se il può, campo a impugnarle lascia.~MARIA. Parmi il 603 1,1| nutro.~MARIA. Non lieve impulso è la licenza vostra~ (o 604 2,1| son, puoi sollevarli; e impura~ nebbia sgombrar, che pestilente 605 5,1| canne,~ cui tuoi visceri impuri esser den pasto. -~ Ma tu, 606 4,3| ei tanto ardir, che a me imputava, ei stesso,~ artificio sì 607 5,1| egli è crudo, terribile, inaudito:~ e la plebe furor più assai 608 3,4| già: già da' suoi detti incauti~ pria traspirò quell'empio 609 4,3| espongo; e fingo che la trama, incauto,~ scoperta in parte hammi 610 4,1| MARIA. Che ascolto?~ M'incenerisca il ciel, s'io mai...~ARRIGO. 611 1,3| pur troppo; e ch'ella è incerta cosa,~ e di temenza piena 612 5,4| disvelta~ fin da radice, dalla incesa polve:~ ei fra l'alte rovine 613 5,4| Arrigo, ei stesso, disperato incese.~LAMORRE. Te grida ognun, 614 4,5| ogni vel; sue temerarie inchieste,~ e tue promesse temerarie, 615 5,1| superba tanto,~ or pure inchini la cervice altera~ alla 616 5,1| sento?... Oimè!... Quale incognita possa~ han sul mio cor quei 617 2,2| ogni volto;~ e la regina ad incontrarmi lenta;~ e gli altri... oh 618 1,4| Botuello il passo; odi incredibil cosa,~ che arreca a me, 619 4,1| dir, che a te l'udirla, incresce.~ Ma, in che t'offesi io 620 3,2| Stai nel tuo regno. - Indarno~ ti aggiungerei, come l' 621 4,1| oltraggiosi, indi egualmente indegni~ di chi gli ascolta, e di 622 4,2| a costor si appoggia~ l'indegno Arrigo... Ah, d'ogni parte 623 | indi 624 1,3| né il so.~ORMONDO. Né l'indiscreto sguardo~ entro tua reggia 625 2,3| alle mie gioie e affanni~ indivisibil mio compagno io scelsi.~ 626 1,4| settatori; Arrigo~ sempre indiviso dal mio fianco brama;~ e 627 4,3| stolto? ei da me disse~ indotto Ormondo a ordir la trama; 628 3,2| convinca or soffri. -~ Dove indrizzar tuoi passi? in Gallia? pensa,~ 629 3,1| Scena 1~ARRIGO. No, l'indugiar non vale; e omai non deggio~ 630 4,3| appien prestargli, e a tal lo indussi,~ ch'ei stesso a te palesator 631 1,1| sacre mense, in mezzo~ a inermi donne, a me davanti, grave~ 632 2,1| forza.~ Maria, che bevve a inesauribil fonte~ con il latte stranier 633 2,4| trono~ cieca fidanza, è inescusabil fallo.~MARIA. Precipitar 634 5,1| ecco uscir molti superbi e inetti~ miseri re. Già in un col 635 3,5| fero~ baratro atroce d'ogni infamia e fraude!~ Stolto! che volli 636 5,2| me non scese~ notte più infausta mai...~ ~ 637 4,6| avrà, quanti ho nemici e infidi~ sudditi rei.~BOTUELLO. ... 638 4,1| troppo~ cieca d'amor... Chi s'infingeva allora?...~ Rispondi, ingrato... 639 5,3| Oh! qual rimugge~ l'aura infuocata!...~MARIA. ... Ahi! dove 640 5,3| disperata pugna.~ Andar, venire, infuriar, mostrarsi~ di fiaccole 641 4,1| consentirvi io finsi,~ per ingannar l'ingannator: ma stanco~ 642 3,4| quanto pietà, ne nasce~ dell'ingannato. In nome suo, ten prego,~ 643 4,1| io finsi,~ per ingannar l'ingannator: ma stanco~ già son d'arte 644 5,3| dure dettar ti udisti~ ingiuriose leggi: ed io il rimembro,~ 645 4,1| rinnova: uso tu sei~ a far le ingiuste tue vili vendette~ di propria 646 4,1| me ragion ben vieta~ le ingiustizie di sangue. Ov'ei sia reo,~ 647 1,5| Al fine,~ di sua passata ingratitudin vero,~ benché tardo, il 648 4,1| concordia? Sempiterna io giuro~ inimistà fra noi: schiudi i tuoi 649 3,5| sapessi, onde l'offerte inique~ moveano? e speri, che impunita 650 5,1| dai satelliti rei, che inondan tutte~ della città le vie, 651 4,3| MARIA. Oh ciel! Deh! taci.~ Inorridir mi sento... E avea poc'anzi~ 652 4,4| il suo onore, se stesso? Insania tanta,~ quando mai, dove 653 4,1| m'imìta: io voglio a te insegnar la via,~ onde trabocchi 654 3,5| veder voll'io, fin dove insidiose~ arti nemiche, sotto vel 655 4,1| tosto il tutto: entrambi insieme~ chiamarli; udire...~ARRIGO. 656 4,6| persona fosse?...~MARIA. Insofferente è troppo:~ l'onta, il rimorso, 657 5,1| LAMORRE. Ti affidi tu nella insolente plebe?~ In me mi affido, 658 3,1| a che assegnarmi~ quella insolita stanza?... È ver, che un 659 1,1| soglio. Un grave~ scandalo insorge dai privati vostri~ sdegni; 660 4,2| io?... Qual furia oggi l'inspira?...~ Onde i sospetti infami?... 661 2,1| io non pensai qual vana~ instabil cosa ell'è di donna il core;~ 662 1,1| stetti:~ vani, per lui, della instancabil mia~ aspra nemica Elisabetta 663 3,2| le piaghe ancora,~ onde, instigata dall'ispan Filippo,~ altra 664 1,2| MARIA. Del volgo cieco instigator mendaci,~ d'empia setta 665 1,1| fine,~ non che vedermi, intender del mio stato~ volea pur 666 3,4| misteriosi accenti io non intendo:~ soltanto io so, che dove 667 2,3| tu; che a soggiogar più intento,~ che a guadagnarti con 668 4,1| io ti priego,~ che non s'interessa il tuo parlar di motti~ 669 1,5| oggi il , che piena pace interna~ qui risorgesse! Al fin, 670 2,1| non dei, finché ai rimorsi interni,~ ai manifesti replicati 671 1,1| lungi,~ tuoi veri sensi interpretar mal puote;~ e men tu i suoi.~ 672 1,4| vostri sensi veri~ non odioso interprete verace,~ finché a te presso, 673 4,4| MARIA. Il mio figlio!... Che intesi?... il figliuol mio~ in 674 2,1| scettro~ ha fatto già: troppo intricato è il nodo;~ non è da sciorsi, 675 4,3| io la scopriva appieno.~ Introdotto appo lui, tentollo Ormondo;~ 676 5,1| volto~ gli arde una fiamma inusitata...~LAMORRE. Oh nuova~ figlia 677 2,3| che il poter, perfin la inutil pompa~ apparente di re; 678 5,1| MARIA. Fero un Nume lo invade!... Oh ciel!... Deh! m'odi...~ 679 3,2| veleni, stassi~ presto ad invader, se glien dai tu il campo,~ 680 5,1| il coronato capo!...~ E invendicato sei?... Pur troppo, il sei:~ 681 1,3| brama~ più mite alquanto inver color, che il giogo~ di 682 1,3| le altrui~ private cure investigar non seppi~ giammai; né il 683 4,1| sedurre,~ e a lusingar, me l'inviasti. Udissi~ trama simìl giammai? 684 4,4| figliuol mio~ in man di quella invidiosa, cruda,~ nemica donna? E 685 5,3| spesso ha tai mezzi~ l'invisibil celeste arbitro eletti:~ 686 4,1| che t'offesi io mai? Nell'invitarti~ a tornar, forse? in raccettarti 687 2,4| Certo, ei finora i replicati inviti~ miei non curò... Chi può 688 3,2| e spontaneo prescelgo irmene in bando.~ORMONDO. Che vuoi 689 2,4| io~ prevenga il mal, che irrimediabil fora.~ ~ 690 3,2| ancora,~ onde, instigata dall'ispan Filippo,~ altra Maria lo 691 3,2| e tale in noi lasciò la ispana~ devota rabbia, che morir 692 3,2| ti aggiungerei, come l'Ispano infido,~ l'Italo imbelle, 693 1,5| ch'ei pur cede~ alle tue istanze, a cui finor fu sordo,~ 694 | istesso 695 | ita 696 3,2| come l'Ispano infido,~ l'Italo imbelle, asil mal certo 697 3,4| male,~ voi tutto a male ite torcendo. Ormondo~ chiesta 698 4,1| ARRIGO. Udirla~ vuoi dal mio labbro dunque; ancor che nota,~ 699 5,2| mai... Che fia? Dal costui labro,~ quai feri tuoni usciano! - 700 1,3| mia prole novella.~ Ma, se larga d'aiuto a me non mano~ che 701 1,1| fero in cambio n'ebbi.~ Largo al par del mio onore ei, 702 1,1| anglo orator prima udienza.~ Lasciami: e sappi, e al popol di', 703 2,4| un consiglio avria; da sé lasciarlo~ precipitarsi a forza in 704 3,2| eterno, e tale in noi lasciò la ispana~ devota rabbia, 705 1,1| vengo~ d'Arrigo a tesser laudi: egli è minore~ del trono; 706 1,1| sangue,~ parmi, il sangue lavasti. - Io qui non vengo~ d'Arrigo 707 5,3| giuro, a tal non verrai: fia lealtade~ ora il non obbedirti. Il 708 2,2| la regina ad incontrarmi lenta;~ e gli altri... oh rabbia! 709 3,2| credi me forse in core~ ligio a Roma più ch'altri? Ma 710 2,3| soffre,~ di me, senza al un limite, signore.~ARRIGO. Oltraggio 711 1,1| Senza velen di menzognera lingua,~ di cor verace, arditamente 712 1,3| dal carcere; e sua destra~ livida ancor de' mal portati ferri~ 713 5,1| Ministro~ del ciel, qual luce or ti rischiara? Ah! taci...~ 714 5,1| tutte~ della città le vie, lugùbri tede~ recando in mano, e 715 5,1| fosse il celeste sdegno!~ Ma lunga striscia la trista cometa~ 716 2,3| pianto~ viver mi fai miei lunghi giorni...~ARRIGO. Il pianto~ 717 3,2| uguaglianza, pace?~ Men lusingai più volte anch'io, ma sempre~ 718 4,1| promettere, a sedurre,~ e a lusingar, me l'inviasti. Udissi~ 719 2,1| LAMORRE. Ben fai.~ Ma lusingarti di felice evento,~ o re, 720 2,3| di novità desio non ti lusinghi.~ Di regnar l'arte entro 721 4,5| MARIA. Basta; non più. Macchinator d'inganni~ Elisabetta, il 722 | maggiori 723 5,4| Secura~ statti. D'Arrigo è la magion disvelta~ fin da radice, 724 3,5| riedo...~ARRIGO. Traditor malaccorto; osi tu, vile,~ venirmi 725 2,3| contraccambiare a te potrò. Maligna~ gente non manca, il so, 726 1,4| quanto onorata stanza.~MARIA. Malignamente spesso a mal ritorte~ l' 727 4,6| volgere or voglia i suoi maligni passi?~ Chi sa qual farsi 728 5,4| traditor, Botuello.~MARIA. Malvagio, avresti?...~BOTUELLO. 729 4,6| è il tempo;~ pria che ne manchi, io corro...~MARIA. Ah 730 5,1| di chi parli?... Io manco.~LAMORRE. Ma qual vista 731 4,3| proprio figlio in perdizion mandarne,~ (vedi padre!) ei disegna...~ 732 5,3| consorte in messaggio il mando io stessa:~ deh! possa in 733 1,5| Arrigo.~BOTUELLO. Fatal maneggio! Omai, deh più non sia~ 734 5,3| il sai; tu, che in lor mani~ caduta un , dure dettar 735 2,1| ai rimorsi interni,~ ai manifesti replicati segni~ del cielo, 736 2,3| so, cui fra noi giova~ il mantener la ria discordia; e forse~ 737 2,4| pegno ei forse non è? Qual maraviglia,~ se reo marito, peggior 738 3,2| di sottoporsi ell'era~ al maritale giogo. Udendo poscia,~ che 739 3,2| del suo non men, che del materno regno,~ ch'ella, appieno 740 3,2| Benché di pace io venga~ mediator, pur oso (e a me l'impone~ 741 3,2| parlammo. Or vanne:~ vo' meditarvi a posta mia.~ORMONDO. Fra 742 1,1| altri or debba il mio dover membrarmi.~ Ciò che a dirmi ti sforza 743 1,1| ei t'è onsorte,~ vengo a membrarti; e che di lui pur nasce~ 744 1,4| desir prevengo.~ORMONDO. Mendace fama né ai re pur perdona:~ 745 1,2| Del volgo cieco instigator mendaci,~ d'empia setta ministri, 746 1,5| consorte~ lasciar, per girne mendi cando asilo;~ chi fia che 747 3,5| tu, credestil mai,~ ch'io mendicar nel vostro infido regno~ 748 4,6| scema ad Arrigo; e nessun menom'atto~ di forza usato alla 749 4,5| MARIA. Tempo or non è di menomar suoi detti:~ togli ogni 750 1,1| quanto innocente, sangue~ la mensa, il suolo, e le mie vesti, 751 1,1| tetto,~ fra securtà di sacre mense, in mezzo~ a inermi donne, 752 2,3| li perdevi affatto; e nei mentiti~ amici tuoi troppo affidando, 753 1,1| il togli.~ Senza velen di menzognera lingua,~ di cor verace, 754 4,1| potrei.~ Ma tu, perché di menzognero affetto~ perfide voglie 755 2,1| s'abbia~ per te. Tu puoi mercare in un la nostra,~ e la tua 756 | mercé 757 4,3| darlo a colei?...~BOTUELLO. Mercede~ del tradimento pattuisce 758 3,2| vorrai; quella che appunto~ mertar parratti...~ARRIGO. - Assai 759 4,1| Oh cielo! e tal rampogna~ merto io da te?~ARRIGO. Ben dici. 760 2,4| Lo stesso.~ Che dico? ei mesce ora allo sdegno antico~ 761 3,4| udresti:~ né scelto io fora messagger: ma, teme~ ella, che a te 762 5,1| orribil falce,~ che l'empia messe abbatte. Morte, morte...~ 763 1,1| ma quindi ei ripartia più mesto,~ e assai più fosca rimaneane 764 3,2| scelto a varcar meco ogni meta: e questo~ a un tempo è 765 2,4| sposo,~ di', qual ti par? migliore assai...~MARIA. Lo stesso.~ 766 2,1| turbin veggio,~ che noi minaccia, e che piombar potria~ anco 767 5,1| tede~ recando in mano, e minacciosi brandi.~ Che fan costor 768 1,5| debbe.~ Sia vero o finto il mincciar suo lungo~ di uscir del 769 3,5| invia, dell'abborrito~ tuo ministero...~ORMONDO. Della orribil 770 2,3| affetto,~ né il sospettar minora. Al fianco stammi;~ ognor 771 1,1| Arrigo a tesser laudi: egli è minore~ del trono; or chi nol sa? 772 5,1| vicenda~ regali scorgo ombre minori! Oh schiatta~ funesta altrui, 773 5,1| molti superbi e inetti~ miseri re. Già in un col sangue 774 5,4| perfido atroce~ di un tal misfatto. Alla vendetta io vivo;~ 775 3,4| O chiaro parla, o taci:~ misteriosi accenti io non intendo:~ 776 2,1| potere. Ai buoni farti~ vuoi moderato re? tu il puoi pur anco:~ 777 | molta 778 1,1| Pur dianzi, ove ridotta~ morbo crudel mi avea di vita in 779 5,1| sé trae. Del fianco alla morente~ donna, ecco uscir molti 780 5,1| taci...~ deh! taci... Io moro...~LAMORRE. Oh! chi mi appella?... 781 5,1| agli occhi miei traluce?~ Mortal son io? - Le dense orride 782 5,1| sono,... e straziati,... e morti.~MARIA. Tremar mi fai... 783 2,3| serbi, e che all'antica mostra~ di spregiarmi non torni. 784 2,3| me da tanto~ io finor non mostrai, ne sia la colpa~ di chi 785 5,3| Andar, venire, infuriar, mostrarsi~ di fiaccole ardenti 786 3,2| almeno: eppur, se dolce~ mi mostro alquanto, oltre ogni modo 787 3,4| meno~ destro, ei già si mostrò: troppo affrettossi~ a disvelar 788 4,1| interessa il tuo parlar di motti~ per me oltraggiosi, indi 789 3,5| onde l'offerte inique~ moveano? e speri, che impunita ell' 790 3,2| Colà di Roma un messaggier, munito~ di perdonanze e di veleni, 791 4,1| rei mai non si vieta, e muta~ pe' buoni stassi: ecco 792 3,2| dritti~ forse racquisti in mutar cielo? o il nome~ di re 793 2,2| invano,~ tutto mel dice già: muto ogni volto;~ e la regina 794 4,5| tue promesse temerarie, narra.~ORMONDO. ... È vero,... 795 4,1| vuoi,~ qual ch'ella sia, narrarmi or la cagione~ del novello 796 3,2| consigli.~ Vide appena di voi nascer l'erede~ del suo non men, 797 2,3| anco la poca~ capacità natìa, mi han tratta forse~ in 798 | ne' 799 2,1| puoi sollevarli; e impura~ nebbia sgombrar, che pestilente 800 4,3| io mai venirne? Eppure~ necessitade oggi a ciò far mi astringe.~ 801 1,1| più possenti~ re di Europa negai per lui mia destra. -~ Non 802 2,4| al tuo consorte or nulla~ negar di quanto è in te. Ciò ch' 803 4,3| né il puote,~ né il sa negare: in gravi accenti d'ira~ 804 5,1| novella?... Oh tetra Scena!~ Negri addobbi sanguigni intorno 805 | nei 806 | nelle 807 3,5| fin dove insidiose~ arti nemiche, sotto vel di pace,~ giungeriano. - 808 5,1| dense orride nubi,~ ch'entro nera caligine profonda~ tengon 809 5,3| arme sta dei più rubelli il nerbo;~ manca il vessillo; e l' 810 | nessuno 811 | niun 812 | niuna 813 4,1| Botuello e Ormondo in nobile vicenda~ spiar volendo nel 814 2,1| già: troppo intricato è il nodo;~ non è da sciorsi, è da 815 2,3| ch'io ben non so come a nomar me gli abbia,~ quei che 816 | nostra 817 | nostre 818 4,1| labbro dunque; ancor che nota,~ non men che a me, ti sia? 819 2,3| alla fidanza; e omai~ di novità desio non ti lusinghi.~ 820 5,3| BOTUELLO. Oh!... di squarciata nube...~ scende dal ciel... divoratri 821 5,1| son io? - Le dense orride nubi,~ ch'entro nera caligine 822 3,2| che madre. Ivi altamente~ nudrirassi a regnar; sol ch'io pervenga~ 823 5,1| e vivi?~MARIA. Fero un Nume lo invade!... Oh ciel!... 824 1,3| tuoi,~ e assai di forza e numero maggiori;~ uomini anch'essi, 825 1,3| gioisce d'ogni gioia mia,~ di numerosa mia prole novella.~ Ma, 826 5,1| nulla a lui togliea,~ che di nuocere a sé.~LAMORRE. Qual sia 827 5,1| Io dunque deggio~ dar di nuocermi il campo?...~LAMORRE. Anzi, 828 3,4| suoi detti...~ARRIGO. Ella o' detti~ spiacermi teme; e 829 5,3| fia lealtade~ ora il non obbedirti. Il passo a ogni uomo~ è 830 5,3| alla fama mia... Dunque, obbedisci;~ zelo soverchio in te mi 831 3,2| ove di possa è vuota?~ Non obbedito re, minor d'ogni uomo~ io 832 5,1| idolatri~ tuoi pari appresso: obbrobriosi giorni,~ quivi favola al 833 1,5| t'ebbi scudo;~ contro gli occulti, assai più vili, io t'ebbi~ 834 3,2| debbe un . Ciò di mal ochio han visto~ Elisabetta, e 835 3,4| mi manda la regina: ell'ode~ che tu, quasi d'oltraggio, 836 1,1| e chi il può torre,~ s'odia e spegne dai re. Ma pure, 837 4,1| sprezzeratti~ Elisabetta, che ti odiava pria;~ ella a biasmarti, 838 2,1| Uom non son io del volgo: odimi Arrigo.~ Grazia in corte 839 1,4| de' vostri sensi veri~ non odioso interprete verace,~ finché 840 4,1| almeno,~ come un tuo pari offendere si debba.~MARIA. Qual favellar? 841 4,1| sempre; e me tu in fatti offendi.~ Fuor di memoria già?...~ 842 4,1| usa.~ARRIGO. In detti~ t'offendo io sempre; e me tu in fatti 843 3,5| ch'io nol sapessi, onde l'offerte inique~ moveano? e speri, 844 4,1| cancellare ogni passata offesa:~ pur che tu l'oda, è l' 845 3,2| a te solo; e mezzi io t'offra,~ (di sangue no, che al 846 3,2| Elisabetta, ove fia d'uopo) offrirti~ qual più brami, o consiglio, 847 1,3| aiuto~ ad ogni impresa tua t'offro in suo nome.~MARIA. A prova 848 2,3| amore~ quel che d'amato oggetto osserva, o biasma,~ o giudica 849 | ognun 850 1,5| che i nemici di Rizio empi oltraggiaro,~ con la lor morte hai vendiato. 851 2,4| di possanza: io sono~ l'oltraggiata, ei si duole. Invaso e guasto~ 852 2,3| e mal mio grado sempre,~ oltraggiato tu fosti. Hanno, tu il sai,~ 853 4,1| parlar di motti~ per me oltraggiosi, indi egualmente indegni~ 854 2,3| regni,~ cui nuoce a tutti oltrepassar: né ardiva~ io vietarti 855 4,6| MARIA. E se i comandi~ si oltrepassasser mai?... Bada...~BOTUELLO. 856 3,4| vuoi da me? Forse gli usati omaggi~ re chi al non tuo signore?~ 857 4,1| ver convincerti? la benda~ ome dagli occhi trarti?~ARRIGO. 858 3,2| ORMONDO. E' puonsi~ deludere, omprare...~ARRIGO. E pon, ch'io 859 1,5| ammetter pur mi è forza,~ ed onorarne il delatore. Or ella~ mi 860 1,4| entrambe,~ grata m'avrò quanto onorata stanza.~MARIA. Malignamente 861 1,1| or chi nol sa? Ch'ei t'è onsorte,~ vengo a membrarti; e che 862 1,1| lungi da soverchia e falsa~ opinion di me, pur mi vedea~ di 863 2,1| di vani~ riti e di vane opinioni io spenda~ il tempo, allor 864 1,1| sé questo regno. In mille opposte~ sette straziar, non professare, 865 2,3| sai, quanto infelice, e oppresso,~ ed avvilito, e abbandonato, 866 4,1| giovi,~ ch'io né di furto oprerò mai, né a caso;~ che sconsigliato, 867 2,1| ella a sua posta pensi; opri a sua posta:~ già non siam 868 1,1| in breve~ dare all'anglo orator prima udienza.~ Lasciami: 869 4,3| disse~ indotto Ormondo a ordir la trama; e tesi~ da me 870 4,3| trama si ordisce?~BOTUELLO. Ordirsi? a fine~ tratta già fora, 871 4,3| MARIA. Dunque trama si ordisce?~BOTUELLO. Ordirsi? a fine~ 872 4,1| tue stolte vendette,~ che ordisci ognora a danno mio, tu chiami~ 873 3,4| alquanto~ benigno a lei l'orechio tu porgessi,~ signor, ben 874 4,3| precipizio orribile sto all'orlo.~BOTUELLO. Da gran tempo 875 5,3| Oh cielo!...~ Qual lampo orrendo!... Ah!... quale scoppio! 876 4,3| io forse~ di precipizio orribile sto all'orlo.~BOTUELLO. 877 5,2| scorgi. -~ Pur presagi più orribili non ebbi~ nel core io mai... 878 5,1| trono,~ scherno di tutti, orribilmente vivi...~MARIA. Che sento?... 879 5,3| primo osasti...~BOTUELLO. Osai, sì, porti innanzi~ più 880 5,3| mai non dissi...~ tu primo osasti...~BOTUELLO. Osai, sì, 881 4,6| e v'ha con sé non molti~ oscuri amici. Ivi guardato ei resti~ 882 2,1| nostra,~ e la tua pace. Oscuro un turbin veggio,~ che noi 883 2,3| quel che d'amato oggetto osserva, o biasma,~ o giudica gli 884 3,2| quanto più 'l puoi, non osservato.~ORMONDO. Ai cenni~ tuoi 885 4,5| Elisabetta quindi~ darlo in ostaggio, di sua fede in pegno,~ 886 4,6| colle,~ ove il suo regio ostel solo torreggia,~ d'armi, 887 5,3| ascoltai di sua bocca! All'ostinato~ mio consorte in messaggio 888 1,1| per lui,~ la mia destra ottenea con il mio scettro.~ Né 889 3,2| ORMONDO. Ma tutto~ tutto otterresti, se in poter tuo pieno~ 890 5,1| piano.~ Va', corri, vola; ottien sol questo, e riedi.~ ~ 891 4,6| meglio di me: ma al tuo~ ottimo cor ripugna altrui far forza.~ 892 1,1| nome~ di re, ti è sposo? ovver nemico, o schiavo?~MARIA. 893 4,1| che a me, ti sia? ten farò paga.~ Non del finto amor tuo, 894 5,1| intorno intorno~ a fero palco?... E chi sovr'esso ascende?~ 895 4,3| indussi,~ ch'ei stesso a te palesator sincero~ d'ogni cosa or 896 4,3| or ricorrea, temendo a te palese~ già il tradimento. Io dianzi, 897 5,1| ella gli squarcia... Ei palpitante cade,~ e spira;... e fu... 898 4,1| chiamarli; udire...~ARRIGO. A paragon venirne~ io di costoro?...~ 899 3,2| parmi.~ARRIGO. Tal non mi pare: e spero abbia a tornarne~ 900 3,4| dovria sospetto~ un uom parer, cui d'oratore il nome~ 901 3,2| e che col latte il regio pargoletto~ superstiziosi error bevendo 902 3,2| lieve si fa.~ARRIGO. Troppo parlammo. Or vanne:~ vo' meditarvi 903 3,4| ARRIGO. Più del dover parlasti. Esci.~BOTUELLO. Che deggio~ 904 3,4| che riferita venga~ ogni parola mia: pur non m'è nuova~ 905 2,3| che in te?~ARRIGO. Dolci parole~ odo, ma fatti ognor più 906 4,1| tuo, non delle finte~ tue parolette; e non dell'assegnata~ diversa 907 3,2| quella che appunto~ mertar parratti...~ARRIGO. - Assai gran 908 1,1| erami Rizio: in mezzo~ al parteggiar secura, per lui, stetti:~ 909 4,6| aspettarvi il giorno,~ per poi partirsi: e v'ha con sé non molti~ 910 4,6| agguagli?~BOTUELLO. Ove ei partisse,~ certo, mai più nol rivedresti...~ 911 2,1| Di civil sangue io non mi pasco: altrove~ pace trovar, ch' 912 4,6| ne' suoi detti. Oh come~ passa ei tra 'l vero e la menzogna! 913 4,1| ma all'angoscie dono,~ passarla io vo' nell'assegnata rocca.~ 914 4,1| vedi;~ di sdegno appena passeggera fiamma~ tu accendi in me: 915 5,1| visceri impuri esser den pasto. -~ Ma tu, che in trono 916 2,3| fia reso~ agli amplessi paterni: ei ti rammenti~ che re, 917 4,3| Mercede~ del tradimento pattuisce Arrigo,~ ch'ei reggerà qui 918 4,1| mai non si vieta, e muta~ pe' buoni stassi: ecco il regnar, 919 5,4| MARIA. Ahi reo sospetto! Oh pena~ peggio assai d'ogni morte!... 920 4,7| vola. - Oh fatal punto!~ Pende or da un filo la mia pace 921 4,6| suo furor tu fai. Null'uom penètri,~ per questa notte, a lui: 922 2,1| ma ben mi duol, ch'io non pensai qual vana~ instabil cosa 923 2,3| alta norma di corte, il pensar tuo.~ ~ 924 4,1| troppo? o nel supporti~ di pentimento, e di consiglio ancora~ 925 4,1| lassa me! - Ma tardo~ è il pentirmene, e vano... Oh cielo!... 926 1,5| il vegga.~BOTUELLO. Deh, pentito ei pur fosse! Il sai per 927 | Perciò 928 4,6| cielo!...~ Pur ch'io nol perda affatto...~BOTUELLO. O 929 2,1| si alberga, e molta,~ che perder vuolti, e ti calunnia e 930 2,3| freno impazienti,~ tu li perdevi affatto; e nei mentiti~ 931 4,3| sempre,~ il proprio figlio in perdizion mandarne,~ (vedi padre!) 932 3,2| un messaggier, munito~ di perdonanze e di veleni, stassi~ presto 933 1,5| ognor per lui la stessa:~ io perdono a lui tutto, pur ch'io il 934 5,1| tolta,~ ecco, è strappata la perfida donna~ dalle braccia d'adultero 935 4,1| perché di menzognero affetto~ perfide voglie vesti? Io già t'offesi,~ 936 1,1| nemica Elisabetta i tanti~ perfidi aguati: Arrigo in fin, per 937 3,4| cui d'oratore il nome~ a perfidia impunita è invito e sprone.~ 938 2,3| tolto,~ non che il poter, perfin la inutil pompa~ apparente 939 2,1| giovenil di Roma i duri~ persecutor pensieri, e i molli modi~ 940 2,1| posta:~ già non siam noi persecutori: pace~ noi sol vogliamo, 941 2,1| cor tu sei:~ di tua crudel persecutrice setta,~ a mille a mille, 942 1,5| dunque in suo cor ch'io li persegua.~ Dal divorzio mi stoglie; 943 1,4| della corona tua? qual perseguisti~ religioso culto? e chi 944 Per | PERSONAGGI~Maria~Arrigo~Botuello~Ormondo~ 945 3,2| nudrirassi a regnar; sol ch'io pervenga~ a trafugarlo, e ti vedrai 946 2,1| scettro istesso~ ignoto peso agli avi miei non era:~ 947 2,1| capo tuo, se me non odi.~ Pessima gente or qui si alberga, 948 2,1| impura~ nebbia sgombrar, che pestilente sorge~ dal servo Tebro, 949 2,3| sempre tua, benché ti pia ia~ starne sì a lungo in 950 1,3| a te; dare all'oblio ti piaccia~ ogni rancor che in cor 951 2,3| oblio sempiterno. Se a te piace~ ch'io m'abbia il torto, 952 1,4| finché a te presso, col piacer d'entrambe,~ grata m'avrò 953 1,1| e laude fia, più che il piacerti.~ Queste lagrime mie, finte 954 2,3| omai: tu nel mio cor la piaga~ del diffidare apristi; 955 3,2| son nella patria mia le piaghe ancora,~ onde, instigata 956 5,3| lampo il vidi;~ e scende al pian di sue minacce il suono.~ 957 3,4| or ti scongiura~ Maria, piangendo...~ARRIGO. Oh! di che piange?... 958 2,3| voglia, io piansi;~ e tuttor piango.~MARIA. E chi cessar può 959 5,1| arme, pria che aggiorni, il piano.~ Va', corri, vola; ottien 960 2,3| Sia che si voglia, io piansi;~ e tuttor piango.~MARIA. 961 5,1| costor del regio colle al piede~ schierati in cerchio, ogni 962 2,3| oltraggio chiami il non veder piegarsi~ ad ogni tuo pensier l'altrui 963 2,1| e di sangue,~ (cui Roma pinge e rappresenta al vivo)~ 964 4,1| tuo cor, te, qual ti sei,~ pingeanmi appien, pria che la man 965 1,4| grido,~ che tua nemica te la pinse. Io nutro~ (o men lusingo) 966 2,1| che noi minaccia, e che piombar potria~ anco sul capo tuo, 967 2,4| or fosse?~MARIA. Pure, a placar la sempre torbid'alma,~ 968 3,2| regno,~ ch'ella, appieno placata, ogni sua mira~ rivolse 969 3,2| con Maria; che tutti~ fan plauso a lei colà, dove de' molli~ 970 4,3| Inorridir mi sento... E avea poc'anzi~ ei tanto ardir, che 971 2,3| poter, perfin la inutil pompa~ apparente di re; vedermi 972 3,2| deludere, omprare...~ARRIGO. E pon, ch'io l'abbia;~ poscia 973 1,3| sol uno, a doppio regno~ poo è, pur troppo; e ch'ella 974 1,1| voi tolta)~ alla licenza popolare. All'ombra~ santa de' templi, 975 4,1| contese~ quest'innocente popolo. - Ma, udrai~ al nuovo , 976 4,6| cortesemente: in lui così por mano~ nessun si attenta; 977 1,3| regale~ libero senno ella porgea consiglio~ amichevole, e 978 3,4| benigno a lei l'orechio tu porgessi,~ signor, ben altro di sua 979 3,2| togli? Ah! poiché ardir men porgi~ col tuo parlar, ch'io ten 980 1,1| donne, a me davanti, grave~ portando io il fianco del primiero 981 1,3| destra~ livida ancor de' mal portati ferri~ alla mia destra ei 982 5,3| MARIA. ... Si spalancan le porte!...~BOTUELLO. Oh! qual 983 5,3| BOTUELLO. Osai, sì, porti innanzi~ più dolce un mezzo 984 2,4| parlo~ d'amore; ei parla di possanza: io sono~ l'oltraggiata, 985 1,3| invia~ Elisabetta; il cui possente aiuto~ ad ogni impresa tua 986 2,4| fessi~ antiveder quanto or possibil fora.~ Soverchio amor mai 987 | potea 988 2,1| stranier sorgente~ dispotico potere. Ai buoni farti~ vuoi moderato 989 | potesse 990 | potrà 991 2,1| minaccia, e che piombar potria~ anco sul capo tuo, se me 992 | potrò 993 2,4| inescusabil fallo.~MARIA. Precipitar d'una in un'altra angoscia~ 994 2,4| avria; da sé lasciarlo~ precipitarsi a forza in mille e mille~ 995 4,3| non soccorri, io forse~ di precipizio orribile sto all'orlo.~BOTUELLO. 996 1,3| ORMONDO. Perciò fidanza, e di pregarti ardire~ prendo io...~MARIA. 997 2,3| Tu cedi al fine, e ai preghi miei ti arrendi:~ ecco, 998 1,1| d'amor vero accesa,~ che pregio era ben altro. Or, che n' 999 3,4| ingannato. In nome suo, ten prego,~ esci d'errore, o re; né 1000 1,1| Dell'amor mio quest'era~ premio, il miglior; taccio degli


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