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Vittorio Alfieri
Maria Stuarda

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abban-fiore | fiumi-premi | prend-tropp | trovo-zelo

                                                 grassetto = Testo principale
     Atto, Scena                                 grigio = Testo di commento
1001 2,4| derisor sorriso: a scherno or prende~ i detti miei. Misera me! 1002 4,6| BOTUELLO. Io cura~ ne prenderò, se il brami...~MARIA. 1003 1,3| fidanza, e di pregarti ardire~ prendo io...~MARIA. Di che?~ORMONDO. 1004 3,2| mi appiglio:~ e spontaneo prescelgo irmene in bando.~ORMONDO. 1005 4,1| A tanto,~ di' sei tu presta?~MARIA. Io veggo al fin ( 1006 3,5| volli a messaggier britanno~ prestar io fede?~ ~Scena 6~ ~ARRIGO. 1007 4,3| pur fingea~ di fede appien prestargli, e a tal lo indussi,~ ch' 1008 2,4| anch'ei bramoso,~ veder pretende il regal germe: ei reca~ 1009 4,1| far traditore? onde ritrar pretesti~ poi di velata iniquità...~ 1010 2,4| efficaci e dolci mezzi, ond'io~ prevenga il mal, che irrimediabil 1011 1,4| di Elisabetta ogni desir prevengo.~ORMONDO. Mendace fama né 1012 2,1| ministro~ non son di sangue. A prevenir più atroci~ scandali, a 1013 4,1| tuo senno omai: sol io ti priego,~ che non s'interessa il 1014 3,2| Elisabetta appresso,~ io primier ti sconsiglio.~ARRIGO. 1015 1,1| portando io il fianco del primiero pegno~ d'amor già dolce, 1016 3,2| qui omai.~ORMONDO. Ma, di privato i dritti~ forse racquisti 1017 3,2| crescente figlio~ Elisabetta proclamar faratti;~ potrai tu quindi 1018 1,1| opposte~ sette straziar, non professare, io veggo~ religion, che 1019 2,1| convinto~ dell'error che professi in cor tu sei:~ di tua crudel 1020 1,4| religioso culto? e chi pur osa~ profferir oggi di divorzio il nome?~ 1021 5,1| ch'entro nera caligine profonda~ tengon sepolto l'avvenire, 1022 4,1| memoria già?...~MARIA. Profondamente~ memoria in cor dei tanti 1023 3,2| Maria lo afflisse. Odio profondo,~ eterno, e tale in noi 1024 4,1| e non di regia autorità promessa,~ già omai tornata in più 1025 4,1| altri; invano~ a tentare, a promettere, a sedurre,~ e a lusingar, 1026 2,4| sempre torbid'alma,~ io gli promisi...~BOTUELLO. Il figlio? 1027 3,4| empio tradimento,~ ch'egli a propor ti venne...~ARRIGO. A me?... 1028 1,3| primo mezzo in suo nome oso proporti...~MARIA. Ed è?~ORMONDO. 1029 4,3| accenti d'ira~ quindi ei prorompe sì, che in me diviene~ certezza 1030 2,3| Anco direi... Ma posso~ io proseguire?... ah! no... Fia lieve 1031 3,4| osi, ribaldo?... Or, se prosiegui, io farti...~BOTUELLO. Signor, 1032 2,3| stimerò quel giorno,~ ov'io prove d'amor, per una, mille~ 1033 2,3| fatti ognor più duri io provo.~MARIA. Ma, che vuoi? parla: 1034 5,3| spaldi in arme~ corre, e provvede a disperata pugna.~ Andar, 1035 2,4| BOTUELLO. Ma ne sei donna tu? Pubblico nostro~ pegno ei forse non 1036 5,3| e provvede a disperata pugna.~ Andar, venire, infuriar, 1037 5,1| l'alta tua testa già. - Pugnar,... ritrarsi,...~ spaventare,... 1038 2,4| servirti m'impongo. In te sol pugni~ l'amor di madre coll'amor 1039 2,4| Soverchio amor mai nol pungea del figlio:~ or, perché 1040 4,7| Sospendi... Ei vola. - Oh fatal punto!~ Pende or da un filo la 1041 3,2| Veglian custodi.~ORMONDO. E' puonsi~ deludere, omprare...~ARRIGO. 1042 2,3| all'alma~ render mi può pura e verace gioia,~ chi, se 1043 | purché 1044 | qualche 1045 | Quali 1046 | qualunque 1047 | quanta 1048 4 | ATTO QUARTO~ 1049 | que' 1050 | quell' 1051 3,4| quasi d'oltraggio, alta querela~ fai risuonar dell'assegnato 1052 4,1| di tanto io no, non mi querelo: i modi~ usati tuoi, son 1053 1,1| diede a Rizio? Infra le quete~ ombre di notte, entro il 1054 5,1| non sia fra noi chiaro e quieto, io giuro~ sgombrar d'ogni 1055 5 | ATTO QUINTO~ 1056 5,1| appresso: obbrobriosi giorni,~ quivi favola al mondo, onta del 1057 5,1| urla orride sento,~ già di rabidi cani ecco ampie canne,~ 1058 4,1| invitarti~ a tornar, forse? in raccettarti troppo~ più caldamente ch' 1059 3,2| privato i dritti~ forse racquisti in mutar cielo? o il nome~ 1060 2,4| mezzo~ più omai mi resta a raddolcirlo? Io parlo~ d'amore; ei parla 1061 5,4| magion disvelta~ fin da radice, dalla incesa polve:~ ei 1062 1,3| ORMONDO. Regina, a te raffermator di pace,~ e d'eterna amistà 1063 5,3| ritrar; ma Arrigo poscia~ chi raffrenar potrà? Di me non parlo:~ 1064 5,1| piange? - Oh lampo!~ qual raggio eterno agli occhi miei traluce?~ 1065 5,1| MARIA. Oh! del mio oprar ragione~ a te degg'io? Son dritti 1066 1,5| da te lontano,~ per più ragioni, Arrigo esser non debbe.~ 1067 2,3| amplessi paterni: ei ti rammenti~ che re, consorte, e genitor 1068 4,1| tal sei giunta,~ che il rampognarti è vano. Assai fia meglio~ 1069 4,6| ah! sì, pur troppo, nel rancore altrui~ fido appoggio egli 1070 5,1| fumo,~ ecco, si sciolgon rapide... Che veggo?~ Io veggio, 1071 4,3| Arrigo era a proporgli~ di rapire il fanciullo; e ch'ei fea 1072 2,1| sangue,~ (cui Roma pinge e rappresenta al vivo)~ ma del Dio di 1073 2,3| cessar può il duolo,~ chi rasciugar può il iglio mio, chi all' 1074 3,2| tosto, se pur non reo,~ rassembro ingrato almeno: eppur, se 1075 4,1| via,~ onde trabocchi il rattenuto a lungo~ rancor tuo cupo: 1076 3,2| non mi cade in mente: ivi rattiensi~ a forza ancor la madre 1077 3,4| traditor siete, io mal fra voi ravviso~ qual mi tradisca.~BOTUELLO. 1078 4,6| atto~ di forza usato alla real sua sacra~ persona fosse?...~ 1079 5,1| città le vie, lugùbri tede~ recando in mano, e minacciosi brandi.~ 1080 1,1| o regina, io l'oso~ a te recar, poiché il tuo popol fido~ 1081 4,1| stia, m'è grata.~ Confusion recarti, ancor che lieve,~ credea 1082 3,2| Elisabetta, e il regno suo: recenti~ son nella patria mia le 1083 5,1| Chi ti consiglia? Entro i recessi starti~ puoi di tua reggia 1084 5,1| tremar;... quante a vicenda~ regali scorgo ombre minori! Oh 1085 4,3| pattuisce Arrigo,~ ch'ei reggerà qui solo. A te dar legge,~ 1086 3,2| tosto~ signor del tutto. Reggitor sovrano~ di questo regno 1087 2,1| non dovea~ mai ricercar regie fatali nozze:~ non, che 1088 2,3| entro tua reggia apprendi,~ regnando. Io di tant'arte a te per 1089 1,4| corona tua? qual perseguisti~ religioso culto? e chi pur osa~ profferir 1090 2,3| che al mio amor da prima~ rendevi tu; che a soggiogar più 1091 2,1| faccia al mondo~ vile ti rendi, ed empio in faccia a Dio.~ 1092 2,3| puoi tu a vile.~MARIA. Io replicarti forse anco potrei,~ che 1093 2,3| figlio, il rivedrai; fia reso~ agli amplessi paterni: 1094 5,1| me infelice!...~ Omai... respiro... appena. Io dunque deggio~ 1095 2,3| noi giova~ il mantener la ria discordia; e forse~ fomentarla 1096 1,1| sommo,~ l'essere amando riamata! Eppure~ io, benché lungi 1097 2,3| altri tutti a un tempo:~ riapri il petto alla fidanza; e 1098 3,4| A me?... Che dirmi~ osi, ribaldo?... Or, se prosiegui, io 1099 2,1| fidi,~ pria che sforzati a ribellarsi sieno,~ a null'altro, ti 1100 1,5| esso.~MARIA. Certo in me ricadrebbe una tal fuga.~ La patria, 1101 2,1| son, ch'io non dovea~ mai ricercar regie fatali nozze:~ non, 1102 2,1| chi far nol sappia ei si riceve.~LAMORRE. Uom non son io 1103 3,4| ribelli, entrambi voi~ qui ricondussi in vostro seggio; io sono~ 1104 4,3| BOTUELLO. Ei teco all'arte~ or ricorrea, temendo a te palese~ già 1105 5,1| questa terra: va'; fuggi; ricovra~ , di viltade in grembo; 1106 3,2| se verace io parli)~ dal ricovrarti a Elisabetta appresso,~ 1107 2,4| gioia~ testimon lieto? Il ricovrato sposo,~ di', qual ti par? 1108 4,6| in corte~ vuoi che Arrigo ricovri? E se in persona~ con essa 1109 1,1| E allor che a lui tutta ridea dintorno~ questa mia corte, 1110 2,1| Scena 1~ ~ARRIGO. Sì, tel ridico; ad ottener vendetta~ de' 1111 1,1| fe 'io? Pur dianzi, ove ridotta~ morbo crudel mi avea di 1112 2,3| opre tue non caute a tal ridotto~ t'han sole; e dirti io 1113 4,1| che a te presso io mai non rieda. Ai fidi~ tuoi consiglieri, 1114 2,3| pensieri,~ tutto esplorarsi, e riferirsi tutto;~ e ogni dolcezza 1115 3,4| stanza,~ duolmi il veder, che riferita venga~ ogni parola mia: 1116 5,1| che non terrore. Or, ben rifletti: forse~ v'ha chi t'inganna: 1117 1,1| mesto,~ e assai più fosca rimaneane l'aura~ della tua reggia 1118 3,5| che impunita ell'abbia~ a rimaner tua fraude?~ORMONDO. Onde 1119 1,3| ogni rancor che in cor ti rimanesse~ contro il padre di lui. 1120 3,2| peggior del mal questo rimedio parmi.~ARRIGO. Tal non mi 1121 4,6| vo' forza: io ti salvai, rimembra,~ già un'altra volta...~ 1122 4,1| or donde?~ Chi son io non rimembri, e chi tu fosti?...~ Deh! 1123 5,3| ingiuriose leggi: ed io il rimembro,~ io, che ten trassi. - 1124 3,4| generoso core,~ chi può rimorder fallo, altri ch'ei stesso?~ 1125 5,3| BOTUELLO. Oh! qual rimugge~ l'aura infuocata!...~MARIA. ... 1126 4,1| dunque la strage~ or di Rizio rinnova: uso tu sei~ a far le ingiuste 1127 4,1| salda~ fra noi concordia si rinnovi, ascolto...~ARRIGO. Fra 1128 4,1| l'amor mio già presto~ a riparlarmi. Or, deh! perché non vuoi,~ 1129 1,1| fiate~ tornò; ma quindi ei ripartia più mesto,~ e assai più 1130 2,4| ch'ei mi astringesse~ a ripigliarla. Appien dato all'oblio~ 1131 4,6| me: ma al tuo~ ottimo cor ripugna altrui far forza.~ Eppur, 1132 5,1| del ciel, qual luce or ti rischiara? Ah! taci...~ deh! taci... 1133 5,1| forse~ v'ha chi t'inganna: a rischiararti in tempo~ forse ch'io giungo. 1134 2,4| pensier, mio incarco~ ad ogni rischio allor fia di svelarti,~ 1135 1,1| grandi, e lo accennarsi, e il riso,~ e l'esplorare, e l'auliche 1136 4,2| ed errori!~ Mal fia il risolver; dubitar fia il peggio...~ ~ 1137 2,2| ella vien: si ascolti;~ risolverò con miglior senno io poscia.~ ~ 1138 1,5| piena pace interna~ qui risorgesse! Al fin, poi ch'ei pur cede~ 1139 4,1| lungo~ rancor tuo cupo: io risparmiarti voglio~ più finzioni, e 1140 3,1| e omai non deggio~ più rispetti adoprare. Onor fallace~ 1141 1,3| arcani.~ Dirti m'è imposto in rispettoso modo,~ che un successor, 1142 4,1| s'infingeva allora?...~ Rispondi, ingrato... Ahi lassa me! - 1143 4,1| vile: ebbe già piena~ da me risposta Ormondo. Or sprezzeratti~ 1144 3,4| oltraggio, alta querela~ fai risuonar dell'assegnato ostello~ 1145 4,6| aguati, altri ne andrebbe~ a ritentar con più felice ardire.~MARIA. 1146 2,1| che in disputar di vani~ riti e di vane opinioni io spenda~ 1147 1,3| guardata torre,~ or, tuttavia, ritien del mio consorte~ la madre 1148 3,2| tolto.~ORMONDO. E quindi~ ritor tu il dei.~ARRIGO. Veglian 1149 1,1| bando.~ Quante fiate al ritornarvi invito~ non gli fe 'io? 1150 1,4| Malignamente spesso a mal ritorte~ l'opre son di chi troppo 1151 2,4| sua mira oggi il potrebbe~ ritrarre in corte?~BOTUELLO. Nol 1152 5,1| testa già. - Pugnar,... ritrarsi,...~ spaventare,... tremar;... 1153 4,6| fra l'ombre, cingi. Ivi ritratto~ ei s'è pur dianzi ad aspettarvi 1154 1,5| oggi gli è scorta.~ Ei mi ritrova ognor per lui la stessa:~ 1155 2,3| nostro~ unico figlio, il rivedrai; fia reso~ agli amplessi 1156 4,6| partisse,~ certo, mai più nol rivedresti...~MARIA. Oh cielo!...~ 1157 3,2| placata, ogni sua mira~ rivolse in lui, quasi a sua prole; 1158 3,2| figliuol si stacchi~ dal roman culto, il che al soglio 1159 1,4| né ai re pur perdona:~ di romor falso apportatrice giunse~ 1160 5,1| miro entro a vil polve~ rotolar tronco il coronato capo!...~ 1161 5,4| incesa polve:~ ei fra l'alte rovine ha orribil tomba.~MARIA. 1162 5,3| Già in arme sta dei più rubelli il nerbo;~ manca il vessillo; 1163 4,6| forza usato alla real sua sacra~ persona fosse?...~MARIA. 1164 1,1| mio tetto,~ fra securtà di sacre mense, in mezzo~ a inermi 1165 1,3| non lice. Ad ogni re son sacri,~ benché palesi sian, dei 1166 1,1| conoscitor degli uomini sagace,~ ministro esperto erami 1167 4,1| serbo,~ ch'io non curai; saggi, veraci avvisi;~ che i tuoi 1168 4,1| favellar? Che fu? già, pria che salda~ fra noi concordia si rinnovi, 1169 1,3| appieno poscia~ del tuo saldo voler, tacque; né, credo,~ 1170 3,2| che al soglio nostro~ ei salirà: non fia 'l miglior per 1171 1,1| vile,~ in soverchio poter salito, ei spiacque~ al tuo consorte: 1172 4,2| pietade,~ ne andrà destando: e sallo il ciel s'io sono~ d'altro 1173 2,4| quasi a più lieto o più salubre ostello,~ con Arrigo ne 1174 4,6| Farti or vo' forza: io ti salvai, rimembra,~ già un'altra 1175 5,3| BOTUELLO. Oso, e voglio, salvarti: or, quel ch'io fa ia,~ 1176 2,3| diffidare apristi; e tu la sana.~ Non che il rancor, né 1177 5,1| tetra Scena!~ Negri addobbi sanguigni intorno intorno~ a fero 1178 1,1| licenza popolare. All'ombra~ santa de' templi, in securtà le 1179 1,1| securtà le mire~ vostre non sante crescono: svelati~ voi siete 1180 3,5| ARRIGO. Sperasti,~ ch'io nol sapessi, onde l'offerte inique~ 1181 1,5| consiglio in corte. In un sapesti~ schernir d'Arrigo le imprudenti 1182 3,2| datti preso tu stesso: e reo sapranno~ farti essi tosto...~ARRIGO. 1183 5,4| tragga~ dagli occhi miei. Saprassi il vero; e tremi,~ qual 1184 1,1| benefici io soglio;~ ed obliar saprei fors'anche i tanti~ non 1185 1,5| arti stesse sue schermir saprommi.~ Sue finte brame or compiacendo, 1186 | sarai 1187 5,1| Arrigo tu stesso: a lui saratti~ scorta Argallo in mio nome. 1188 | sarebbe 1189 | sarei 1190 3,2| uno,~ infame l'altro, a te sarian: più dico;~ (e vedrai quindi 1191 2,4| Ai delator, che molti~ sariano in corte, io primo tutte 1192 5,1| Uscirne sol può danno~ dai satelliti rei, che inondan tutte~ 1193 3,2| Spiaceti?~ARRIGO. No; ma scabra parmi.~ORMONDO. Ardisci;~ 1194 1,1| auliche arti a mille,~ atte a scacciar, non ch'uom che re si nomi,~ 1195 4,3| hammi lo stesso Arrigo.~ Scaltro nell'arti delle corti Ormondo,~ 1196 3,1| favellarmi; ei s'oda. Or forse scampo~ (chi sa?) mi s'apre, donde 1197 2,1| A prevenir più atroci~ scandali, a trar d'oppression tuoi 1198 1,1| del tuo soglio. Un grave~ scandalo insorge dai privati vostri~ 1199 4,6| fido appoggio egli avrà. - Scegliere or dessi~ il mal minor...~ 1200 4,5| di sua fede in pegno,~ sceglieva ei stesso...~MARIA. Oh 1201 3,1| il diffidare. Al fin si scelga, al fine,~ un partito qualunque. - 1202 1,5| mondo io non sarò; pria scelgo~ ogni mio danno.~BOTUELLO. 1203 3,1| alberga;~ e me non cape scellerata reggia:~ ma soverchio è 1204 2,3| indivisibil mio compagno io scelsi.~ Tu cedi al fine, e ai 1205 2,2| a tal, che dell'error la scelta~ sola mi avanza. - Or, ch' 1206 4,6| BOTUELLO. Se libertà fia sola~ scema ad Arrigo; e nessun menom' 1207 2,3| errori. Altro non so, che scerre,~ per quanto è in me, destro 1208 5,2| tuoni usciano! - A me non scese~ notte più infausta mai...~ ~ 1209 5,1| alla tagliente scure? Altra scettrata~ donna il gran colpo vibra. 1210 1,5| trono.~ Coll'arti stesse sue schermir saprommi.~ Sue finte brame 1211 1,5| in corte. In un sapesti~ schernir d'Arrigo le imprudenti trame,~ 1212 5,1| scorgo ombre minori! Oh schiatta~ funesta altrui, come a 1213 5,1| del regio colle al piede~ schierati in cerchio, ogni uom lontano 1214 4,1| giuro~ inimistà fra noi: schiudi i tuoi sensi;~ m'imìta: 1215 3,2| lui, quasi a sua prole; e schiva~ quindi ognor più di sottoporsi 1216 5,1| avvenire, in fumo,~ ecco, si sciolgon rapide... Che veggo?~ Io 1217 2,1| intricato è il nodo;~ non è da sciorsi, è da tagliarsi. Il cielo~ 1218 4,1| Così mi parli?...~ Così ti scolpi? - In te il dispregio, or 1219 3,4| l'innocente figlio, or ti scongiura~ Maria, piangendo...~ARRIGO. 1220 4,3| dianzi, in nome tuo,~ di sconsigliarlo io m'attentava: ei scusa~ 1221 4,1| oprerò mai, né a caso;~ che sconsigliato, debile, atterrito~ non 1222 3,2| appresso,~ io primier ti sconsiglio.~ARRIGO. E asil mi fora,~ 1223 5,1| vendetta di Dio, deh, come sconti~ ogni delitto!... Il ciel 1224 5,3| orrendo!... Ah!... quale scoppio! Trema,~ s'apre la terra...~ 1225 4,3| ma poco andò, ch'io la scopriva appieno.~ Introdotto appo 1226 4,1| dall'abborrita tua città mi scorga,~ stanza ove teco io non 1227 5,2| Tu il sai, che il tutto scorgi. -~ Pur presagi più orribili 1228 5,1| re la giusta orribil ira~ scorre trasfusa...~MARIA. ... 1229 2,1| ammendare ancora~ gli error tuoi scorsi, e a sentier dritto puoi~ 1230 2,1| tu cerchi:~ se ancor v'ha Scotti, il siam pur noi; di Roma,~ 1231 1,5| ribelli aperti io t'ebbi scudo;~ contro gli occulti, assai 1232 5,2| MARIA. ...Oh! qual tremor mi scuote! Oimè!... se mai?...~ Ma, 1233 2,1| servaggio pur di Roma imbelle~ scuoter non osi; onde tu in faccia 1234 5,1| cervice altera~ alla tagliente scure? Altra scettrata~ donna 1235 4,3| sconsigliarlo io m'attentava: ei scusa~ cerca, e non trova, a tanto 1236 4,5| favor, l'aìta.~MARIA. Omai scusarti~ sol puoi col vero. Il tutto 1237 1,4| innocenza figlie,~ le mie non sdegnan testimon nessuno.~ Per te 1238 2 | ATTO SECONDO~ 1239 4,1| il credea da stolto. -~ Securo il viso hai quanto doppio 1240 3,2| queste soglie;~ ei, che seder sovra il britanno trono~ 1241 4,1| tentare, a promettere, a sedurre,~ e a lusingar, me l'inviasti. 1242 1,2| questo,~ di quanti affanni seggon meco in trono,~ è il più 1243 2,1| ai manifesti replicati segni~ del cielo, hai sordo il 1244 3,4| dirsi è dura,~ ma che pur segno ella è d'amor non lieve,~ 1245 1,4| fianco brama;~ e che fra noi segua il divorzio, teme.~BOTUELLO. 1246 4,6| null'altro mal sia per seguirne.~MARIA. Oh cielo!~ Arrigo 1247 1,1| straniero?~ Fare, o lasciar, che sel credesse il mondo,~ ch'io 1248 4,1| ARRIGO. Fra noi concordia? Sempiterna io giuro~ inimistà fra noi: 1249 2,3| Or tutto vada~ in oblio sempiterno. Se a te piace~ ch'io m' 1250 1,2| empia setta ministri, udrò sempr'io~ il favellar vostro arrogante? - 1251 1,5| torgliene i mezzi~ parmi sen deggia, col vegliar sovr' 1252 1,1| voglia o ardisca dirlo. In seno~ fiamma, cui non son esca 1253 1,3| a forza. Ella ben è, che sente~ oggi pietà di quello stesso 1254 2,1| gli error tuoi scorsi, e a sentier dritto puoi~ teco tornar 1255 5,1| caligine profonda~ tengon sepolto l'avvenire, in fumo,~ ecco, 1256 1,3| private cure investigar non seppi~ giammai; né il so.~ORMONDO. 1257 3,2| ch'io l'abbia;~ poscia il serbarlo...~ORMONDO. Io te lo serbo. 1258 5,4| certo; l'adunata polve,~ che serbavasi chiusa a mezzo il colle,~ 1259 2,3| mondo in faccia,~ meco almen serbi, e che all'antica mostra~ 1260 2,1| a te si fanno:~ e il rio servaggio pur di Roma imbelle~ scuoter 1261 2,4| imponi d'adularti: ed io~ di servirti m'impongo. In te sol pugni~ 1262 2,3| re; vedermi sempre~ più a servitù che a libertà vicino;~ e 1263 2,3| giovenile~ mio senno, il debil sesso, anco la poca~ capacità 1264 4,2| Or, che diranno~ gli empi settari, a calunniarmi avvezzi~ 1265 | sette 1266 1,1| membrarmi.~ Ciò che a dirmi ti sforza amor del vero,~ dillo ad 1267 2,1| oppression tuoi fidi,~ pria che sforzati a ribellarsi sieno,~ a null' 1268 4,1| Deh! perdona; or mi sforzi a dirti cosa,~ che a me 1269 5,3| mi nuoce: or tosto,~ va'; sgombra il passo... Ma che veggio? 1270 1,1| di corte, e vili audaci~ sguardi de' grandi, e lo accennarsi, 1271 1,3| ORMONDO. Né l'indiscreto sguardo~ entro tua reggia Elisabetta 1272 2,4| Intanto~ tu, per mia gloria sicurezza e pace,~ trova efficaci 1273 1,4| son di chi troppo in alto siede:~ finor palesi, e d'innocenza 1274 4,1| petto?~ARRIGO. In trono siedi: e il trono~ alta efficace 1275 5,3| l'alzerà Lamorre.~ Quai sien costoro, il sai; tu, che 1276 | sieno 1277 1,3| per lei, che appien non sii tu lieta.~MARIA. È ver: 1278 4,1| Assai fia meglio~ disdegnoso silenzio; altro non merti: -~ ma 1279 4,1| l'inviasti. Udissi~ trama simìl giammai? Volermi a forza~ 1280 3,2| corte,~ cui niuna havvi simìle.~ORMONDO. A noi son note~ 1281 3,2| ORMONDO. Ma che? non credi che sincera in core~ sia ver te la regina?~ 1282 4,3| ei stesso a te palesator sincero~ d'ogni cosa or ne viene. 1283 5,1| zampilla; e un'ombra accorre~ sitibonda, che tutto lo tracanna. -~ 1284 4,3| tu di consiglio or non soccorri, io forse~ di precipizio 1285 3,5| vostro infido regno~ a me soccorso, alla mia prole asilo,~ 1286 1,1| nomi,~ ma qual più umìle e sofferente fora.~MARIA. E allor che 1287 2,3| in quanto suo di legge il soffre,~ di me, senza al un limite, 1288 1,2| soffrirsi: eppur mi è forza~ soffrirlo, infin che al prisco alto 1289 1,2| trono,~ è il più grave a soffrirsi: eppur mi è forza~ soffrirlo, 1290 2,3| prima~ rendevi tu; che a soggiogar più intento,~ che a guadagnarti 1291 2,3| caute a tal ridotto~ t'han sole; e dirti io pur potrei, 1292 4,1| me stessa a schietto~ e solenne giudizio non disdegno,~ 1293 2,1| che oppressi son, puoi sollevarli; e impura~ nebbia sgombrar, 1294 1,1| me d'ogni ben l'unico, il sommo,~ l'essere amando riamata! 1295 4,1| Ultima notte,~ ch'io non al sonno, ma all'angoscie dono,~ 1296 2,1| sgombrar, che pestilente sorge~ dal servo Tebro, ove ogni 1297 2,1| al par, che di stranier sorgente~ dispotico potere. Ai buoni 1298 2,4| sdegno antico~ un derisor sorriso: a scherno or prende~ i 1299 4,7| Scena 7~ ~MARIA. Ah! no... Sospendi... Ei vola. - Oh fatal punto!~ 1300 2,3| accresce affetto,~ né il sospettar minora. Al fianco stammi;~ 1301 4,2| oggi l'inspira?...~ Onde i sospetti infami?... In che si affida?~ 1302 2,1| Alto il vessillo spiega;~ sostegni avrai quanti qui abborron 1303 4,5| credo, a me t'invia;~ ma più sottili almeno. Or vanne; al grado,~ 1304 4,1| ascolti pria.~ Or, mentr'io sottopor me stessa a schietto~ e 1305 4,1| voglia anco il più vile~ sottoporre ardirò del popol mio?~ARRIGO. 1306 3,2| schiva~ quindi ognor più di sottoporsi ell'era~ al maritale giogo. 1307 1,1| Eppure~ io, benché lungi da soverchia e falsa~ opinion di me, 1308 3,2| un, libero farti;~ la mia sovrana compiacere; il figlio~ più 1309 3,2| signor del tutto. Reggitor sovrano~ di questo regno pel crescente 1310 4,6| vera,~ empio eretico error sovrasta, il sai,~ alla innocenza 1311 5,3| fiamma?...~MARIA. ... Si spalancan le porte!...~BOTUELLO. 1312 5,3| ei di Botuello; e per gli spaldi in arme~ corre, e provvede 1313 1,3| MARIA. E chi tal grido~ spandea di me? stolto, o maligno 1314 5,1| Pugnar,... ritrarsi,...~ spaventare,... tremar;... quante a 1315 5,4| grazia, o regina: alta, spedita, e intera~ giustizia chieggo.~ 1316 1,1| il può torre,~ s'odia e spegne dai re. Ma pure, Arrigo~ 1317 2,1| riti e di vane opinioni io spenda~ il tempo, allor che del 1318 4,1| Vile impostura ell'è. Chi spender osa~ così il mio nome?...~ 1319 3,4| Dumbàr la fuga,~ donde, spenti i ribelli, entrambi voi~ 1320 3,4| a disvelar le ascose sue speranze,~ e i rei disegni: onde 1321 3,5| che mai fu?...~ARRIGO. Sperasti,~ ch'io nol sapessi, onde 1322 4,1| ARRIGO. Non vale,~ no, spergiurare. Intera io ben conobbi~ 1323 5,4| BOTUELLO. Ecco il mio capo: ei spetta~ a chi tal mi chiarisca. 1324 1,3| illustri forse,~ che doveano spettarsi a par tua donna;~ ma nulla 1325 3,2| non manda~ qui Elisabetta spettator soltanto:~ ma, piena il 1326 5,1| cieco in folla~ veggio gli spettri. - Oh! chi se' tu, che quasi~ 1327 4,1| vero dirmi~ possa, a te spiace: ogni uomo in cui mi affidi,~ 1328 1,3| pur fosse,~ che mi di' tu? spiacer potrebbe a quella,~ ch'ebbi 1329 3,4| ARRIGO. Ella o' detti~ spiacermi teme; e in un, coll'opre, 1330 3,2| trama è questa.~ORMONDO. Spiaceti?~ARRIGO. No; ma scabra 1331 1,1| soverchio poter salito, ei spiacque~ al tuo consorte: e al popol 1332 4,1| Ormondo in nobile vicenda~ spiar volendo nel mio cor tropp' 1333 2,1| tacerlo? Alto il vessillo spiega;~ sostegni avrai quanti 1334 3,4| sua bocca il puote~ Maria spiegar: cosa, che a dirsi è dura,~ 1335 2,1| fia tutt'uno.~ Io non ti spingo all'armi; io no, ministro~ 1336 2,3| un mio voler non saggio~ spinta mi avesse. Ma, consorte 1337 4,1| stessi delitti, a cui t'ha spinto.~MARIA. Vile impostura ell' 1338 5,1| Ei palpitante cade,~ e spira;... e fu... Deh! chi non 1339 5,3| Or, finché l'aure io spiro,~ giuro, a tal non verrai: 1340 1,2| infin che al prisco alto splendore~ per me non torna il mio 1341 2,3| essere in fatti; o i nomi~ spogliarmen vo'...~MARIA. Meno il mio 1342 3,2| potrei, mi appiglio:~ e spontaneo prescelgo irmene in bando.~ 1343 2,3| che all'antica mostra~ di spregiarmi non torni. Altrui, deh! 1344 4,2| che si affida?~ Nel mio spregiato amor?... Ma, s'egli imprende?...~ 1345 4,1| me risposta Ormondo. Or sprezzeratti~ Elisabetta, che ti odiava 1346 3,4| perfidia impunita è invito e sprone.~ Messo di pace a noi non 1347 5,3| impresi. Or viste~ ha le mie squadre Arrigo; udito ha il nome~ 1348 5,1| già il fianco~ ella gli squarcia... Ei palpitante cade,~ 1349 4,6| forza: il cor mi sento~ squarciare a un tempo e dal dubbio, 1350 5,3| BOTUELLO. Oh!... di squarciata nube...~ scende dal ciel... 1351 3,2| in alto porre, ed in più stabil sorte;~ trar d'inganno Maria; 1352 3,2| che il tuo figliuol si stacchi~ dal roman culto, il 1353 2,3| sospettar minora. Al fianco stammi;~ ognor beato io stimerò 1354 4,1| ingannar l'ingannator: ma stanco~ già son d'artevile: 1355 5,1| ansio, anelante, alle tue stanze, in ora~ strana. Oh qual 1356 | star 1357 2,3| sempre tua, benché ti pia ia~ starne sì a lungo in volontario 1358 5,1| consiglia? Entro i recessi starti~ puoi di tua reggia omai 1359 5,4| fragor?...~LAMORRE. Secura~ statti. D'Arrigo è la magion disvelta~ 1360 | stava 1361 | stesse 1362 | stessi 1363 | stetti 1364 | stia 1365 2,3| stammi;~ ognor beato io stimerò quel giorno,~ ov'io prove 1366 1,5| veggia, e me non rea ne stimi?~ Favola al mondo io non 1367 3,2| amistà congiunta~ la regia stirpe è con Maria; che tutti~ 1368 1,5| persegua.~ Dal divorzio mi stoglie; ah! dunque spera~ ella 1369 1,3| amichevole, e franco. Ella ti stolse~ da nozze alquanto meno 1370 4,1| fai.~ E che? di tante tue stolte vendette,~ che ordisci ognora 1371 4,1| nemico t'è. Su via, dunque la strage~ or di Rizio rinnova: uso 1372 5,1| alle tue stanze, in ora~ strana. Oh qual notte!...~MARIA. 1373 2,1| pur noi; di Roma,~ di rie straniere effeminate fogge~ nemici 1374 2,1| fonte~ con il latte stranier stranieri errori;~ Maria, che a danno 1375 5,1| trionfa: - tolta,~ ecco, è strappata la perfida donna~ dalle 1376 1,1| In mille opposte~ sette straziar, non professare, io veggo~ 1377 5,1| gioia!~ Disgiunti sono,... e straziati,... e morti.~MARIA. Tremar 1378 1,3| Sai, ch'Imenèo finora~ stretta non l'ha de' lacci suoi; 1379 5,3| Il passo a ogni uomo~ è strettamente chiuso: a chi il tentasse,~ 1380 5,1| abbatte. Morte, morte...~ sue strida io sento, e già venir la 1381 3,2| dunque a te riedo: il tempo stringe...~ARRIGO. A notte~ già 1382 5,1| celeste sdegno!~ Ma lunga striscia la trista cometa~ dietro 1383 5,1| tale~ quel rio fellon, da stupir quanti iniqui~ abbiavi al 1384 4,1| ragion pur sempre.~ Ma, stupor nullo è in me: quanto ora 1385 | Su 1386 2,4| guasto~ d'ambizion, ma non sublime, ha il core.~BOTUELLO. Ma 1387 3,4| sono,~ benché mi sdegni, suddito ognor fido.~ A te mi manda 1388 1,1| innocente, sangue~ la mensa, il suolo, e le mie vesti, e il volto~ 1389 5,3| al pian di sue minacce il suono.~ Lieve - l'armi ritrar; 1390 5,1| Oh! sei tu dessa? O già superba tanto,~ or pure inchini 1391 3,2| appagarsen mai?~ARRIGO. Che val superbia, ove di possa è vuota?~ 1392 1,1| da lungi~ la corona, il superbo. Ei l'ebbe: e quale~ mercé 1393 3,2| latte il regio pargoletto~ superstiziosi error bevendo andava,~ forte 1394 4,1| concederti troppo? o nel supporti~ di pentimento, e di consiglio 1395 2,4| le vie finora, onde (o supposte, o vere)~ mai non giungesser 1396 1,1| tien fredda accoglienza,~ e susurrar di corte, e vili audaci~ 1397 1,1| vostre non sante crescono: svelati~ voi siete omai. Ma, perché 1398 5,3| di nemica setta,~ che non svelommi? oh ciel! presagi orrendi~ 1399 2,1| cagion terribil d'ogni tua sventura.~ARRIGO. Più che convinto 1400 2,1| se Roma abborri,~ perché tacerlo? Alto il vessillo spiega;~ 1401 4,5| tutto io so. Che vale?~ Taciuto invan l'avresti. Arrigo, 1402 1,3| poscia~ del tuo saldo voler, tacque; né, credo,~ resta or per 1403 2,1| non è da sciorsi, è da tagliarsi. Il cielo~ sa per ch'io 1404 5,1| la cervice altera~ alla tagliente scure? Altra scettrata~ 1405 1,3| sposo;~ sì che al regal mio talamo ei veniva~ fuggitivo dal 1406 | tali 1407 | tante 1408 4,6| Scena 6~ ~BOTUELLO. Arte, ma tarda, è ne' suoi detti. Oh come~ 1409 2,1| pestilente sorge~ dal servo Tebro, ove ogni inganno ha seggio.~ 1410 5,1| della città le vie, lugùbri tede~ recando in mano, e minacciosi 1411 4,3| teco all'arte~ or ricorrea, temendo a te palese~ già il tradimento. 1412 1,3| ella è incerta cosa,~ e di temenza piena ognor, la vita~ di 1413 2,4| altro non dei. Sia falso il temer mio;~ purché dannoso altrui 1414 4,6| Bada...~BOTUELLO. Che temi?~ Ch'io nol sappia eseguir? 1415 1,1| aperto sia~ che udir non temo io 'l ver, più che tu dirlo,~ 1416 2,4| combattuta io vivo~ in feroce tempesta. Ogni suo danno,~ per una 1417 3,2| avesti:~ ma si cangian coi tempi anco i consigli.~ Vide appena 1418 1,1| popolare. All'ombra~ santa de' templi, in securtà le mire~ vostre 1419 4,6| fine~ giunto mi sei?... temuto, orribil giorno!...~ Misera 1420 3,4| è Ormondo;~ che a te si tendon lacci; e che pel figlio,~ 1421 5,1| uom lontano a forza~ feri tenendo?~MARIA. Oh! del mio oprar 1422 3,4| Or va'; dille, che s'io tenermi~ di ciò non debbo offeso, 1423 5,1| nera caligine profonda~ tengon sepolto l'avvenire, in fumo,~ 1424 1,3| ella in duri ceppi avvinto~ tenne Arrigo, ch'io scelto aveami 1425 4,1| non quant'altri; invano~ a tentare, a promettere, a sedurre,~ 1426 3,5| la colpa. Ardito avrei~ tentarti io mai, sol per me stesso? 1427 5,3| strettamente chiuso: a chi il tentasse,~ ne va la vita. Invano, 1428 4,3| appieno.~ Introdotto appo lui, tentollo Ormondo;~ pria lusinghe 1429 3,2| Udendo poscia,~ che da Maria tenuto eri in non cale;~ che i 1430 5,1| disegno,~ egli è crudo, terribile, inaudito:~ e la plebe furor 1431 5,1| assai ne tragge,~ che non terrore. Or, ben rifletti: forse~ 1432 3 | ATTO TERZO~ 1433 1,1| qui non vengo~ d'Arrigo a tesser laudi: egli è minore~ del 1434 2,4| uscir non ponno i mal tessuti suoi~ disegni omai. Ma, 1435 5,1| qual vista novella?... Oh tetra Scena!~ Negri addobbi sanguigni 1436 5,1| artigli~ sta di arrabbiata tigre... Oimè! già il fianco~ 1437 2,3| quindi tentar con piè timido il vasto~ regale aringo. 1438 2,1| anco:~ farti a' rei vuoi tiranno? havvi chi 'l brama~ più 1439 2,3| solo~ che a niun di noi ne tocchi il danno! In calma~ te stesso 1440 4,1| posso:~ né il tuo poter mel toglie: a me nol vieta~ altri, 1441 5,1| nuovo , ch'io nulla a lui togliea,~ che di nuocere a sé.~LAMORRE. 1442 5,1| ministro io sono. A me la vita~ toglier tu puoi, non la franchezza 1443 2,3| tutto;~ e ogni dolcezza togliermi di padre;~ e il mio figliuol, 1444 2,4| antivedi,~ ch'altri nol tolga a te.~MARIA. - Ma, dove 1445 1,5| chiede~ che ai settatori io tolleranza accordi;~ brama dunque in 1446 2,3| sia la colpa~ di chi mel tolse. Io voglio oggi, più ch' 1447 1,3| ch'io dal mio cor nol tolsi; e ch'io le altrui~ private 1448 5,4| l'alte rovine ha orribil tomba.~MARIA. Che ascolto!...~ 1449 2,4| Pure, a placar la sempre torbid'alma,~ io gli promisi...~ 1450 3,4| male,~ voi tutto a male ite torcendo. Ormondo~ chiesta udienza 1451 1,5| di uscir del regno tuo, torgliene i mezzi~ parmi sen deggia, 1452 4,3| traditor!... Mio figlio~ tormi?... Ed in man darlo a colei?...~ 1453 3,2| chiaror prisco~ t'abbi a tornare. - In un, libero farti;~ 1454 3,2| mi pare: e spero abbia a tornarne~ più danno altrui, che non 1455 4,1| autorità promessa,~ già omai tornata in più insolenti oltraggi;~ 1456 2,3| mostra~ di spregiarmi non torni. Altrui, deh! lascia~ creder, 1457 1,1| ei ritorna: altre fiate~ tornò; ma quindi ei ripartia più 1458 | tra 1459 4,1| te insegnar la via,~ onde trabocchi il rattenuto a lungo~ rancor 1460 5,1| sitibonda, che tutto lo tracanna. -~ Deh, pago in ciò fosse 1461 3,4| e i rei disegni: onde ei tradia se stesso~ anzi tempo di 1462 2,3| pria~ consigli rei, poi tradimenti e danni~ da lor traevi. 1463 3,4| vederlo lieve;~ cui più il tradirti giova. Elisabetta,~ invida 1464 3,4| fra voi ravviso~ qual mi tradisca.~BOTUELLO. Egli è il vederlo 1465 4,4| proprio padre il sangue suo tradisce,~ il suo onore, se stesso? 1466 5,1| MARIA. Oh ciel! s'ei mi tradisse?...~ Ma il diffidarne - 1467 5,1| adultero marito...~ ecco traditi i traditori... Oh gioia!~ 1468 4,1| giammai? Volermi a forza~ far traditore? onde ritrar pretesti~ poi 1469 5,1| marito...~ ecco traditi i traditori... Oh gioia!~ Disgiunti 1470 5,1| trista cometa~ dietro a sé trae. Del fianco alla morente~ 1471 1,1| del suo,~ con empia man traea quel Rizio a morte;~ macchia 1472 5,1| alti trasporti! or dove~ me traeste?... Che dissi?... Ove mi 1473 2,3| tradimenti e danni~ da lor traevi. Anco direi... Ma posso~ 1474 3,2| regnar; sol ch'io pervenga~ a trafugarlo, e ti vedrai tu tosto~ signor 1475 4,3| BOTUELLO. Sì; perché il trafughi in corte~ d'Elisabetta.~ 1476 5,4| Or via, ciascun si tragga~ dagli occhi miei. Saprassi 1477 5,1| plebe furor più assai ne tragge,~ che non terrore. Or, ben 1478 5,1| raggio eterno agli occhi miei traluce?~ Mortal son io? - Le dense 1479 1,3| quello stesso Arrigo. -~ Trarla or tu dunque di sì fatta 1480 3,5| stesso? a tanto~ Maria fe' trarmi; a' cui comandi appieno~ 1481 3,2| vuole; e ch'util sei per trarne, e laude.~ ~ 1482 3,3| Scena 3~ ~ARRIGO. Laude trarronne, ov'io 'l vantaggio n'abbia. -~ 1483 4,1| la benda~ ome dagli occhi trarti?~ARRIGO. È tolta omai:~ 1484 5,1| giusta orribil ira~ scorre trasfusa...~MARIA. ... Ahi lassa 1485 3,4| suoi detti incauti~ pria traspirò quell'empio tradimento,~ 1486 5,1| pieno~ invaso petto alti trasporti! or dove~ me traeste?... 1487 2,2| costui; ma il mio destino~ mi trasse a tal, che dell'error la 1488 2,1| dritto puoi~ teco tornar tua traviata donna;~ puoi far tuo popol 1489 5,3| Ah!... quale scoppio! Trema,~ s'apre la terra...~BOTUELLO. 1490 5,1| Invano~ tor mi si vuol questa tremenda vista...~ Già già tornar 1491 5,1| fumante~ di sangue sacro e tremendo, tu giaci~ entro il vedovo 1492 5,4| io sì; ma per me pur non tremo.~LAMORRE. Tremar dei tu? - 1493 5,2| Scena 2~ ~MARIA. ...Oh! qual tremor mi scuote! Oimè!... se mai?...~ 1494 5,1| ogni delitto!... Il ciel trionfa: - tolta,~ ecco, è strappata 1495 5,1| sdegno!~ Ma lunga striscia la trista cometa~ dietro a sé trae. 1496 4,6| giorno! e d'altri assai più tristi~ foriero forse! e fia pur 1497 2,4| corte, io primo tutte ho tronche~ le vie finora, onde (o 1498 5,1| entro a vil polve~ rotolar tronco il coronato capo!...~ E 1499 4,1| spiar volendo nel mio cor tropp'entro,~ troppo hanno il 1500 | troppa 1501 | troppe


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