abban-fiore | fiumi-premi | prend-tropp | trovo-zelo
grassetto = Testo principale
Atto, Scena grigio = Testo di commento
1502 4,6| Consiglio, ahi lassa!~ non trovo in me, né forza: il cor
1503 2,3| tuttor, sol che deposto il truce~ sdegno non giusto, esser
1504 4,1| modo stesso generosamente~ trucidar tu, da forte; a te non posso~
1505 4,6| l'impresa,~ senza destar tumulto, io veggo un mezzo;~ uno,
1506 5,2| costui labro,~ quai feri tuoni usciano! - A me non scese~
1507 2,1| e la tua pace. Oscuro un turbin veggio,~ che noi minaccia,
1508 | tutt'
1509 | tuttavia
1510 5,1| accanto,~ se il vuoi, mi uccidi; ma mi ascolta pria.~MARIA.
1511 3,2| ell'era~ al maritale giogo. Udendo poscia,~ che da Maria tenuto
1512 1,5| sposo, a me fia caro.~ Ma udiamlo; io spero: assai può il
1513 2,3| perché aspreggiarmi anzi che udirmi vuoi?~ Se oltraggio chiami
1514 3,4| imposto.~ARRIGO. Non mi è l'udirti imposto.~BOTUELLO. Altri
1515 4,1| lusingar, me l'inviasti. Udissi~ trama simìl giammai? Volermi
1516 1,1| di non colpevol coscienza udiva.~
1517 4,1| quest'innocente popolo. - Ma, udrai~ al nuovo dì, ciò che di
1518 3,4| ben altro di sua bocca udresti:~ né scelto io fora messagger:
1519 1,2| d'empia setta ministri, udrò sempr'io~ il favellar vostro
1520 3,2| Pace? ove appien non è uguaglianza, pace?~ Men lusingai più
1521 4,3| legge,~ di Roma il culto con ul ar più sempre,~ il proprio
1522 1,1| fiamma, cui non son esca umani affetti,~ ma che tutta arde
1523 1,1| re si nomi,~ ma qual più umìle e sofferente fora.~MARIA.
1524 4,6| l'amor mio, la mia prima unica cura,~ or io la forza adoprerei?....
1525 5,1| nuova~ figlia d'Acàb! già l'urla orride sento,~ già di rabidi
1526 4,1| gli ascolta, e di chi gli usa.~ARRIGO. In detti~ t'offendo
1527 2,1| a null'altro, ti esorto. Usar la forza,~ tu non dei; ma
1528 1,5| più non sia~ qui d'uopo usarlo!~MARIA. Ah! se mi ascolta,
1529 4,6| nessun menom'atto~ di forza usato alla real sua sacra~ persona
1530 5,2| labro,~ quai feri tuoni usciano! - A me non scese~ notte
1531 1,5| deggia,~ di mente mai non mi uscirà. Tu il soglio,~ che i nemici
1532 4,1| strage~ or di Rizio rinnova: uso tu sei~ a far le ingiuste
1533 5,1| Ma tu, che in trono usurpator ti assidi,~ figlio d'iniquità,
1534 3,2| di stato~ il vuole; e ch'util sei per trarne, e laude.~ ~
1535 5,3| a chi il tentasse,~ ne va la vita. Invano, anco il
1536 2,3| giudica gli errori. - Or tutto vada~ in oblio sempiterno. Se
1537 1,5| dove arte o consiglio or vaglia,~ tu più d'ogni altri a
1538 3,2| appagarsen mai?~ARRIGO. Che val superbia, ove di possa è
1539 2,1| duol, ch'io non pensai qual vana~ instabil cosa ell'è di
1540 2,4| te.~MARIA. - Ma, dove or vanno~ i tuoi detti a ferir? sai
1541 3,2| questo il giorno~ scelto a varcar meco ogni meta: e questo~
1542 2,3| né ardiva~ io vietarti il varcarle in altra guisa,~ che come
1543 1,1| altri; e taccio,~ che di vassallo mio re vostro il feci,~
1544 2,3| tentar con piè timido il vasto~ regale aringo. Ah! così,
1545 1,1| fatti,~ se in lui duol ne vedessi, almen pur finto.~LAMORRE.
1546 1,1| chieggio; or dimmi: sei~ vedova, o sposa tu? Colui, che
1547 5,1| tremendo, tu giaci~ entro il vedovo ancor tiepido letto?~ Ahi
1548 5,1| in te, donde l'ardir?... Vedrassi~ al nuovo dì, ch'io nulla
1549 2,3| tutto,~ bastante è il dì. Vedrò de' tuoi nel volto,~ alta
1550 1,5| lui tutto, pur ch'io il vegga.~BOTUELLO. Deh, pentito
1551 1,5| cando asilo;~ chi fia che il veggia, e me non rea ne stimi?~
1552 3,2| ritor tu il dei.~ARRIGO. Veglian custodi.~ORMONDO. E' puonsi~
1553 2,4| Vegliar, mentr'io pur veglio;~ altro non dei. Sia falso
1554 4,1| ritrar pretesti~ poi di velata iniquità...~MARIA. Che
1555 1,1| dissension; deh! il togli.~ Senza velen di menzognera lingua,~ di
1556 3,2| munito~ di perdonanze e di veleni, stassi~ presto ad invader,
1557 2,4| qual vuoi più verisimil velo,~ fa' soltanto che Arrigo
1558 1,5| oltraggiaro,~ con la lor morte hai vendiato. In campo~ contro i ribelli
1559 | venire
1560 | venirmi
1561 | veniva
1562 1,5| crede)~ sperar mi lice ogni ventura. Il trono,~ men che il cor
1563 4,1| ch'io non curai; saggi, veraci avvisi;~ che i tuoi modi,
1564 2,4| finora, onde (o supposte, o vere)~ mai non giungesser le
1565 3,2| danno altrui, che non a me vergogna.~ORMONDO. Ma, non sai tu,
1566 2,4| nuoce.~ Sotto qual vuoi più verisimil velo,~ fa' soltanto che
1567 | verrai
1568 | verrò
1569 2,1| passo, innanzi~ le dolenti vestigia a te si fanno:~ e il rio
1570 5,1| scettrata~ donna il gran colpo vibra. Ecco l'infido~ sangue in
1571 3,2| ORMONDO. A noi son note~ tue vicende, pur troppo; e me non manda~
1572 | vicino
1573 1,1| questa mia corte, altro il vid'io? Le faci~ ardeano ancor
1574 3,2| tempi anco i consigli.~ Vide appena di voi nascer l'erede~
1575 4,1| da forte; a te non posso~ vietar delitti: a me ragion ben
1576 2,1| la forza,~ tu non dei; ma vietare altrui la forza.~ Maria,
1577 2,3| essermi dato;~ e a me solo vietarsi. - Or, che più dico? -~
1578 2,3| oltrepassar: né ardiva~ io vietarti il varcarle in altra guisa,~
1579 4,6| fosse,~ tu giustamente gliel vietavi: or fora~ più giusto ancora;
1580 4,3| era.~ Quanto importasse il vigilar noi sempre~ sovra Arrigo,
1581 5,1| fuggi; ricovra~ là, di viltade in grembo; agli idolatri~
1582 5,1| ecco ampie canne,~ cui tuoi visceri impuri esser den pasto. -~
1583 4,1| da stolto. -~ Securo il viso hai quanto doppio il core.~ ~
1584 5,3| desti; ed io l'impresi. Or viste~ ha le mie squadre Arrigo;
1585 5,3| potrà? Di me non parlo:~ vittima poca (ov'io pur basti) a
1586 1,3| sensi. In me la speme è viva~ d'esser pur anco madre;
1587 2,3| Ah! no; che in pianto~ viver mi fai miei lunghi giorni...~
1588 1,1| questo è di tutti; e queste voci mie,~ son del tuo popol
1589 | vogliamo
1590 4,1| menzognero affetto~ perfide voglie vesti? Io già t'offesi,~
1591 3,2| cui vivo! Se alla forza io voh dolgo~ il mio pensier, tosto,
1592 | volea
1593 | volendo
1594 | Volermi
1595 | volessi
1596 | volesti
1597 3,2| modi non cangia,~ io mi volga a te solo; e mezzi io t'
1598 4,6| BOTUELLO. E chi sa, dove~ volgere or voglia i suoi maligni
1599 2,4| più rei disegni~ ei mai volgesse il suo pensier, mio incarco~
1600 3,5| ARRIGO. Or dianzi~ veder voll'io, fin dove insidiose~ arti
1601 | volle
1602 | vorrai
1603 3,2| il cor per te di doglia, vuolmi~ fra voi stromento d'una
1604 2,1| alberga, e molta,~ che perder vuolti, e ti calunnia e abborre.~
1605 3,2| superbia, ove di possa è vuota?~ Non obbedito re, minor
1606 4,6| pur spero,~ ch'ora, ita a vuoto la scoperta trama,~ null'
1607 5,1| l'infido~ sangue in alto zampilla; e un'ombra accorre~ sitibonda,
1608 5,3| mia... Dunque, obbedisci;~ zelo soverchio in te mi nuoce:
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