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Vittorio Alfieri
Maria Stuarda

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abban-fiore | fiumi-premi | prend-tropp | trovo-zelo

                                                 grassetto = Testo principale
     Atto, Scena                                 grigio = Testo di commento
1502 4,6| Consiglio, ahi lassa!~ non trovo in me, né forza: il cor 1503 2,3| tuttor, sol che deposto il truce~ sdegno non giusto, esser 1504 4,1| modo stesso generosamente~ trucidar tu, da forte; a te non posso~ 1505 4,6| l'impresa,~ senza destar tumulto, io veggo un mezzo;~ uno, 1506 5,2| costui labro,~ quai feri tuoni usciano! - A me non scese~ 1507 2,1| e la tua pace. Oscuro un turbin veggio,~ che noi minaccia, 1508 | tutt' 1509 | tuttavia 1510 5,1| accanto,~ se il vuoi, mi uccidi; ma mi ascolta pria.~MARIA. 1511 3,2| ell'era~ al maritale giogo. Udendo poscia,~ che da Maria tenuto 1512 1,5| sposo, a me fia caro.~ Ma udiamlo; io spero: assai può il 1513 2,3| perché aspreggiarmi anzi che udirmi vuoi?~ Se oltraggio chiami 1514 3,4| imposto.~ARRIGO. Non mi è l'udirti imposto.~BOTUELLO. Altri 1515 4,1| lusingar, me l'inviasti. Udissi~ trama simìl giammai? Volermi 1516 1,1| di non colpevol coscienza udiva.~ 1517 4,1| quest'innocente popolo. - Ma, udrai~ al nuovo , ciò che di 1518 3,4| ben altro di sua bocca udresti:~ né scelto io fora messagger: 1519 1,2| d'empia setta ministri, udrò sempr'io~ il favellar vostro 1520 3,2| Pace? ove appien non è uguaglianza, pace?~ Men lusingai più 1521 4,3| legge,~ di Roma il culto con ul ar più sempre,~ il proprio 1522 1,1| fiamma, cui non son esca umani affetti,~ ma che tutta arde 1523 1,1| re si nomi,~ ma qual più umìle e sofferente fora.~MARIA. 1524 4,6| l'amor mio, la mia prima unica cura,~ or io la forza adoprerei?.... 1525 5,1| nuova~ figlia d'Acàb! già l'urla orride sento,~ già di rabidi 1526 4,1| gli ascolta, e di chi gli usa.~ARRIGO. In detti~ t'offendo 1527 2,1| a null'altro, ti esorto. Usar la forza,~ tu non dei; ma 1528 1,5| più non sia~ qui d'uopo usarlo!~MARIA. Ah! se mi ascolta, 1529 4,6| nessun menom'atto~ di forza usato alla real sua sacra~ persona 1530 5,2| labro,~ quai feri tuoni usciano! - A me non scese~ notte 1531 1,5| deggia,~ di mente mai non mi uscirà. Tu il soglio,~ che i nemici 1532 4,1| strage~ or di Rizio rinnova: uso tu sei~ a far le ingiuste 1533 5,1| Ma tu, che in trono usurpator ti assidi,~ figlio d'iniquità, 1534 3,2| di stato~ il vuole; e ch'util sei per trarne, e laude.~ ~ 1535 5,3| a chi il tentasse,~ ne va la vita. Invano, anco il 1536 2,3| giudica gli errori. - Or tutto vada~ in oblio sempiterno. Se 1537 1,5| dove arte o consiglio or vaglia,~ tu più d'ogni altri a 1538 3,2| appagarsen mai?~ARRIGO. Che val superbia, ove di possa è 1539 2,1| duol, ch'io non pensai qual vana~ instabil cosa ell'è di 1540 2,4| te.~MARIA. - Ma, dove or vanno~ i tuoi detti a ferir? sai 1541 3,2| questo il giorno~ scelto a varcar meco ogni meta: e questo~ 1542 2,3| né ardiva~ io vietarti il varcarle in altra guisa,~ che come 1543 1,1| altri; e taccio,~ che di vassallo mio re vostro il feci,~ 1544 2,3| tentar con piè timido il vasto~ regale aringo. Ah! così, 1545 1,1| fatti,~ se in lui duol ne vedessi, almen pur finto.~LAMORRE. 1546 1,1| chieggio; or dimmi: sei~ vedova, o sposa tu? Colui, che 1547 5,1| tremendo, tu giaci~ entro il vedovo ancor tiepido letto?~ Ahi 1548 5,1| in te, donde l'ardir?... Vedrassi~ al nuovo , ch'io nulla 1549 2,3| tutto,~ bastante è il . Vedrò de' tuoi nel volto,~ alta 1550 1,5| lui tutto, pur ch'io il vegga.~BOTUELLO. Deh, pentito 1551 1,5| cando asilo;~ chi fia che il veggia, e me non rea ne stimi?~ 1552 3,2| ritor tu il dei.~ARRIGO. Veglian custodi.~ORMONDO. E' puonsi~ 1553 2,4| Vegliar, mentr'io pur veglio;~ altro non dei. Sia falso 1554 4,1| ritrar pretesti~ poi di velata iniquità...~MARIA. Che 1555 1,1| dissension; deh! il togli.~ Senza velen di menzognera lingua,~ di 1556 3,2| munito~ di perdonanze e di veleni, stassi~ presto ad invader, 1557 2,4| qual vuoi più verisimil velo,~ fa' soltanto che Arrigo 1558 1,5| oltraggiaro,~ con la lor morte hai vendiato. In campo~ contro i ribelli 1559 | venire 1560 | venirmi 1561 | veniva 1562 1,5| crede)~ sperar mi lice ogni ventura. Il trono,~ men che il cor 1563 4,1| ch'io non curai; saggi, veraci avvisi;~ che i tuoi modi, 1564 2,4| finora, onde (o supposte, o vere)~ mai non giungesser le 1565 3,2| danno altrui, che non a me vergogna.~ORMONDO. Ma, non sai tu, 1566 2,4| nuoce.~ Sotto qual vuoi più verisimil velo,~ fa' soltanto che 1567 | verrai 1568 | verrò 1569 2,1| passo, innanzi~ le dolenti vestigia a te si fanno:~ e il rio 1570 5,1| scettrata~ donna il gran colpo vibra. Ecco l'infido~ sangue in 1571 3,2| ORMONDO. A noi son note~ tue vicende, pur troppo; e me non manda~ 1572 | vicino 1573 1,1| questa mia corte, altro il vid'io? Le faci~ ardeano ancor 1574 3,2| tempi anco i consigli.~ Vide appena di voi nascer l'erede~ 1575 4,1| da forte; a te non posso~ vietar delitti: a me ragion ben 1576 2,1| la forza,~ tu non dei; ma vietare altrui la forza.~ Maria, 1577 2,3| essermi dato;~ e a me solo vietarsi. - Or, che più dico? -~ 1578 2,3| oltrepassar: né ardiva~ io vietarti il varcarle in altra guisa,~ 1579 4,6| fosse,~ tu giustamente gliel vietavi: or fora~ più giusto ancora; 1580 4,3| era.~ Quanto importasse il vigilar noi sempre~ sovra Arrigo, 1581 5,1| fuggi; ricovra~ , di viltade in grembo; agli idolatri~ 1582 5,1| ecco ampie canne,~ cui tuoi visceri impuri esser den pasto. -~ 1583 4,1| da stolto. -~ Securo il viso hai quanto doppio il core.~ ~ 1584 5,3| desti; ed io l'impresi. Or viste~ ha le mie squadre Arrigo; 1585 5,3| potrà? Di me non parlo:~ vittima poca (ov'io pur basti) a 1586 1,3| sensi. In me la speme è viva~ d'esser pur anco madre; 1587 2,3| Ah! no; che in pianto~ viver mi fai miei lunghi giorni...~ 1588 1,1| questo è di tutti; e queste voci mie,~ son del tuo popol 1589 | vogliamo 1590 4,1| menzognero affetto~ perfide voglie vesti? Io già t'offesi,~ 1591 3,2| cui vivo! Se alla forza io voh dolgo~ il mio pensier, tosto, 1592 | volea 1593 | volendo 1594 | Volermi 1595 | volessi 1596 | volesti 1597 3,2| modi non cangia,~ io mi volga a te solo; e mezzi io t' 1598 4,6| BOTUELLO. E chi sa, dove~ volgere or voglia i suoi maligni 1599 2,4| più rei disegni~ ei mai volgesse il suo pensier, mio incarco~ 1600 3,5| ARRIGO. Or dianzi~ veder voll'io, fin dove insidiose~ arti 1601 | volle 1602 | vorrai 1603 3,2| il cor per te di doglia, vuolmi~ fra voi stromento d'una 1604 2,1| alberga, e molta,~ che perder vuolti, e ti calunnia e abborre.~ 1605 3,2| superbia, ove di possa è vuota?~ Non obbedito re, minor 1606 4,6| pur spero,~ ch'ora, ita a vuoto la scoperta trama,~ null' 1607 5,1| l'infido~ sangue in alto zampilla; e un'ombra accorre~ sitibonda, 1608 5,3| mia... Dunque, obbedisci;~ zelo soverchio in te mi nuoce:


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