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5. Una comunione tra i laici stessi?
La comunione con i
laici chiede una nuova comunione tra gli stessi religiosi e religiosi,
all’interno delle rispettive comunità, e insieme essi saranno aiutati a vivere
la vita comunitaria. Ma come si esige una profonda comunione tra i religiosi e
le religiose all’interno delle loro comunità, così anche i laici sono chiamati
ad una particolare comunione tra di loro, come singole e come famiglie
cristiane, aiutandosi in un cammino tipico della loro vita laicale. Il rapporto
non è soltanto laici-religiosi, ma anche tra i laici stessi. Dovremmo incoraggiarli
in questa direzione, anche con la nostra esperienza.
Ma può esserci
ancora di più. Come religiosi e religiose di differenti istituti imparano a
vivere la comunione dei carismi, forse anche i laici che vivono carismi
differenti possono incontrarsi per una nuova forma di comunione.
È l’esperienza che,
ad esempio, da alcuni anni si sta facendo nell’ambito del Movimento dei
focolari. Sono cinquant’anni che al suo interno religiosi e religiose si
incontrano nella comunione tra carismi. Adesso, in seguito a questa esperienza
collaudata, anche i laici associati hanno iniziato ad incontrarsi. Nel
Movimento vengono chiamati “Figli dei santi” perché espressione di tanti
carismi, di tanti fondatori e fondatrici. I loro incontri sono l’occasione per
scoprire la grande varietà e ricchezza carismatica della Chiesa e nello stesso
tempo per prendere maggiormente coscienza dell’originalità e della bellezza del
proprio carisma.
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