Atto, Scena
1 Per | la Reggia di Nerone in Roma~ ~ ~
2 1,1| tel dicea: t’aggiunsi~ che Roma intera avea per doni infausti~
3 1,1| che accorto~ fatto m’ha Roma in tempo. Error non lieve~
4 1,3| cenno, ogni tua voglia in Roma.~ Tu in premio a me dell’
5 1,3| l’ultima testa, in cui~ Roma fonda sua speme; e infranta
6 1,3| Appien finora~ me non conosce Roma: a lei di mente~ ben io
7 1,3| Poppea. È ver; tacersi,~ Roma nol sa; ma, e ch’altro omai
8 1,3| ma, e ch’altro omai sa Roma,~ che cinguettar? Dei tu
9 1,3| per me secura ell’abbia~ Roma, e la reggia mia.~Poppea.
10 1,3| Poppea. Che ascolto? In Roma~ Ottavia riede!~Nerone.
11 1,3| Deh! m’odi:~ Ottavia in Roma a danno tuo non torna;~
12 1,3| Già mosso ha il piè ver Roma: il dì novello~ qui scorgeralla.
13 2,1| vendetta ei tragge Ottavia in Roma. Lascia~ ch’opri in lui
14 2,1| gli urli,~ le minacce di Roma...~Tigellino. Ottavia trarre~
15 2,1| che il timor suo immenso.~ Roma, Ottavia chiamando, Ottavia
16 2,3| bench’io nol sappia, in Roma Ottavia~ appelli; ma non
17 2,3| il suo venir sol manca.~ Roma saprà, ch’ella cessava:
18 2,3| cessava: ed ecco~ qual conto a Roma del mio oprare io debbo.~
19 2,6| ciò solo io ti ritraggo in Roma.~ O a smentirlo, o a riceverne
20 2,6| colorar le tue vendette~ Roma è dotta: che temi? in me
21 3,1| gridarti innocente udrammi Roma:~ chi fia sì duro, che pietà
22 3,2| tu, che intera~ vaneggi Roma al tuo tornare; ed osi~
23 3,3| sovran comando~ Ottavia in Roma ha ricondotto, a gara~ chiede
24 3,3| vittime t’acquisti.~Nerone. A Roma, io sì, te mostrerò: ma
25 3,3| pria~ chiarir voglio, se in Roma il signor vero~ son io. —
26 3,6| verran gli obbrobri tuoi;~ Roma vedrà qual sozzo idol s’
27 3,6| sangue:~ l’eccidio ell’è di Roma. Io taccio i danni~ miei,
28 3,7| e il tuo Neron conosci.~ Roma dovessi a fuoco e a sangue
29 4,1| sai ch’io Neron conosco,~ Roma, i tempi, e Poppea.~Poppea.
30 4,1| troppo tu d’Ottavia i danni.~ Roma te sola e del ripudio incolpa,~
31 4,1| a tale eletta~ lo sforza Roma.~Poppea. Ed io Neron più
32 4,1| assoluto signor non è di Roma~Nerone? e fia ch’ei curi
33 4,1| mostro; Ottavia, idol di Roma,~ e di Neron terrore. Ottavia
34 4,2| Poppea. Che che ne avvenga, Roma~ sappia or da te, ch’io
35 4,2| parlar Seneca, e il volgo. A Roma or ora~ chiaro farò, qual
36 4,2| che ingannar, t’è lieve~ Roma atterrir: l’uno assai volte
37 4,3| pur di Cesari son presta,~ Roma or la sdegna. Alla prosapia
38 4,3| trono tuo; sbandirmi~ di Roma; e, s’uopo fia, dal vasto
39 4,3| ogni pensier deponi.~ E Roma, e il mondo, e il ciel nol
40 4,4| spenti?~ Signor son io di Roma? — E che? tu torni~ senza
41 4,4| stessa; e ch’ella~ di pace in Roma apportatrice riede,~ non
42 5,5| sei: far chiaro appieno~ a Roma, e al mondo ogni delitto
43 5,5| orribil trama~ per far che Roma mi abborrisca. Iniquo,~
44 5,5| Nerone. Andiamo: e sappia or Roma tutta, e il campo,~ ch’io
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