Atto, Scena
1 1,1| che tratto a necessaria morte~ il suo fratel cadeva? e
2 1,1| docile a me. Non ti minaccio morte;~ morir non curi, il so;
3 2,3| savio non è. Se giusta~ morte puoi darle, or perché vuoi
4 2,6| funesto albergo~ di fraude e morte, a tuo piacer mi traggi;~
5 2,6| tua man svenarmivi: mia morte,~ non che giovarti, è necessaria
6 2,6| uccisioni. — Or dunque~ morte a placarti basti: or macchia
7 2,6| perché mi apporre, ov’io morte sol chieggo?~Nerone. —In
8 3,1| non m’ha dal suo libro di morte.~ Io, di mia mano stessa,
9 3,1| forza~ donde trarrei? La morte, è vero, io temo:~ eppur
10 3,3| chi temerario anco sua morte grida.~ Inni festivi, e
11 3,3| audaci; e i passi tuoi sien morte~ di quanto incontri.~Tigellino.
12 3,6| Ottone?~Nerone. Avanzo~ di morte sei, per breve tempo. Omai~
13 4,1| più l’ama più crudel la morte.~Poppea. Ecco Neron; prosiegui.~
14 4,2| il voglia,~ in vita, e in morte, io ‘l griderò. Tua rabbia,~
15 4,2| poscia, a tuo grand’agio, morte.~ ~
16 5,1| rinasce il silenzio di morte,~ col salir delle tenebre.
17 5,1| qual v’ha dubbio?) orrenda~ morte ei mi appresta. Il fratel
18 5,2| infamia trar tu ne dovresti, e morte.~ Eucero stesso, benedire
19 5,3| Deh! rechi~ tu almen mia morte? Or che innocente io sono,~
20 5,4| incorrotta vita;~ di necessaria morte esser mi dei~ or tu ministro.~
21 5,4| ciel!... Che ascolto?... Morte~ d’impeto insano esser de’
22 5,4| capace? Or, non è forse~ morte il minor dei minacciati
23 5,4| sfuggir da lui con volontaria morte:~ tu, fermo in ciò, da men
24 5,4| mirar dappresso assai la morte,~ tu stai securo: io non
25 5,4| mai nudrita; e incontro a morte cruda~ ed immatura, io debilmente
26 5,4| vita;~ ma, di aspettar la morte io non ho forza.~Seneca.
27 5,4| martìr, deh! salva:~ da morte, il vedi, ogni sperarlo
28 5,4| accuserà Nerone: e ad inaudita~ morte dannar tu mi vedrai...~Seneca.
29 5,4| tengo. Io ne so l’uso: ei morte~ ratta, e dolce rinserra...~
30 5,4| A liberarmi... deh!... morte... ti... affretta.~ ~
31 5,5| t’è dovuta, con infamia, morte.~Seneca. Più non mi pento,
32 5,5| delitto di Seneca, e la morte.~ ~
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