Atto, Scena
1 Per | PERSONAGGI~Nerone~Ottavia~Poppea~Seneca~Tigellino~ ~
2 1,1| nodo~ stato non fosse a Ottavia avvinto mai.~Seneca. Ma
3 1,1| saresti,~ senza la man di Ottavia? Ella del soglio~ la via
4 1,1| la via t’aprì: pur quella Ottavia or langue~ in duro ingiusto
5 1,1| il signor sono? — Omai di Ottavia il nome,~ non che a grido
6 1,1| e danno,~ dal repudio di Ottavia, e più dal crudo~ suo bando.
7 1,1| del volgo addentro molto~ Ottavia è fitta: io tel dicea: t’
8 1,1| quanto ascoltai? ritorna~ Ottavia?~Nerone. Sì.~Seneca. Pietà
9 1,1| noto or non m’è; ma per Ottavia io tremo,~ udendo il parlar
10 1,1| dal cor del volgo~ trarre Ottavia.~Seneca. Non cangia il
11 1,2| d’ogni parte inciampi?~ Ottavia abborro; oltre ogni dir
12 1,3| De’ Claudi ultimo avanzo~ Ottavia, or suona in ogni bocca;
13 1,3| lieto troppo, ed incauto, a Ottavia ho scelto.~ Intera stassi
14 1,3| Che ascolto? In Roma~ Ottavia riede!~Nerone. A mie ragion
15 1,3| Nerone. Deh! m’odi:~ Ottavia in Roma a danno tuo non
16 1,3| tuo. Ti dico intanto,~ che Ottavia e me, vive ad un tempo entrambe,~
17 2,1| riparo.~Tigellino. E che? d’Ottavia temi?...~Poppea. Non la
18 2,1| compiuta~ vendetta ei tragge Ottavia in Roma. Lascia~ ch’opri
19 2,1| minacce di Roma...~Tigellino. Ottavia trarre~ potran più tosto
20 2,1| timor suo immenso.~ Roma, Ottavia chiamando, Ottavia uccide.~
21 2,1| Roma, Ottavia chiamando, Ottavia uccide.~Poppea. Sì; ma frattanto
22 2,1| ella usurparsi.~ Ci abborre Ottavia entrambi: a cotant’ira~
23 2,2| 2~ ~Tigellino. Certo, se Ottavia or trionfasse, a noi~ verria
24 2,2| troppa è l’innocenza~ d’Ottavia; scampo ella non ha. — Grand’
25 2,3| bench’io nol sappia, in Roma Ottavia~ appelli; ma non a danno
26 2,3| non sarà, che fermo~ fia d’Ottavia il destino, e appien per
27 2,3| ove mostrar pur vogli Ottavia al volgo~ rea, quanto ell’
28 2,3| Britannico: eppur oggi~ d’Ottavia piange, e mormorar si attenta.~
29 2,3| attenta.~ Svela i falli d’Ottavia, e ogni uom fia muto.~Nerone.
30 2,3| Detto io mai non l’avrei, se Ottavia mai~ avuto avesse l’amor
31 2,4| nella regal tua soglia~ pone Ottavia: se infausta, o lieta nuova~
32 2,4| ricalca~ l’orme tue stesse; Ottavia incontra, e dille,~ ch’io
33 2,5| Scena 5~ ~Nerone. È rea~Ottavia assai; qual dubbio v’ha?
34 2,6| Scena 6~ ~Ottavia. Tra ‘l fero orror di tenebrosa
35 2,6| Ti repudiai perciò.~Ottavia. Ben festi; ov’altra,~
36 2,6| ricordanze di non veri dritti.~Ottavia. Deh! scordarti tu al par
37 2,6| prescritta~ l’avea; ma poi...~Ottavia. Ma poi, pentito n’eri:~
38 2,6| sapesti; e il sa Poppea.~Ottavia. Poppea~ prezzar sa il
39 2,6| Amarmi,~ no, tu non puoi.~Ottavia. Ch’io nol dovrei, di’
40 2,6| ti appongo Eucero vile...~Ottavia. Eucero! a me?...~Nerone.
41 2,6| Sì; l’amator, che merti.~Ottavia. Ahi giusto ciel! tu l’odi?...~
42 2,6| qual più vuoi, ti appresta.~Ottavia. Oh non più intesa~ scelleraggine
43 2,6| laidezze in parte scopro.~Ottavia. Misera me!... Che più mi
44 2,7| Scena 7~ ~Ottavia. Misera me!... Crudo Neron,
45 3,1| Scena 1~ ~Ottavia. Vieni, o Seneca, vieni;
46 3,1| mentita accusa infame...~Ottavia. Tutto aspettava io da Neron,
47 3,1| e divido il dolor tuo...~Ottavia. Ma invano~ tu speri. Nulla
48 3,1| come lieto~ morrei di ciò!~Ottavia. ... Nel rientrare in queste~
49 3,1| cor mi squarci... Oimè!...~Ottavia. Sottrarmi~ il puoi tu
50 3,1| degna sposa~ di Neron fero!~Ottavia. Ei di virtù per certo~
51 3,1| vacilla: e forse un dì...~Ottavia. Qual odo~ alto fragore?...~
52 3,1| Seneca. Il popol, parmi...~Ottavia. Oh cielo!~ alla reggia
53 3,1| le grida~ di mossa plebe.~Ottavia. Oimè! che fia?~Seneca.
54 3,1| paventar non dobbiamo...~Ottavia. Ognor più cresce~ il tumulto.
55 3,1| Nerone;~ eccolo, ei viene.~Ottavia. Oh, di qual rabbia egli
56 3,2| almen mostrarti; estinta.~Ottavia. Di me, Neron, come più
57 3,3| che un sovran comando~ Ottavia in Roma ha ricondotto, a
58 3,3| le immagini neglette~ di Ottavia: altri, ebro d’allegrezza,
59 3,3| Si mostri or questa Ottavia al volgo;~ su via, si mostri; —
60 3,3| mostri; — indi si sveni.~Ottavia. Il petto~ eccoti inerme:
61 3,3| Neron, sicuro è il mezzo; Ottavia uccidi.~Nerone. Vendetta
62 3,3| Vendetta avronne ad ogni costo.~Ottavia. Ah! mille~ morti vogl’
63 3,3| Sceglier partito è forza.~Ottavia. E dubbio fia?~ Nerone,
64 3,5| godine pur; che breve...~Ottavia. Il dì, ma tardo,~ anco
65 3,5| tardo,~ anco verrà, che Ottavia a te fia nota.~ ~
66 3,6| sua donna a lui prefigge.~Ottavia. Hai sola~ tu di Nerone
67 3,6| a infamia sua gli onori.~Ottavia. E se pur v’ha chi me convincer
68 3,6| d’Eucero voglio sposa.~Ottavia. Eucero è velo~ a iniquità
69 3,6| stirpe appien scaduta sei.~Ottavia. Tu meno assai mi abborriresti,
70 3,6| Nerone. Perfida, or ora...~Ottavia. E tu, quand’io t’impresi~
71 3,6| io non t’amo?~ Tu sai...~Ottavia. Tu il sai più ch’egli:
72 3,6| mi basta~ di Messalina.~Ottavia. Avean miei padri regno;~
73 3,6| meco~ alcun si ardisse, a Ottavia appor potria~ gli scambiati
74 4,1| non fosse~ misto per or di Ottavia il minor danno~ all’util
75 4,1| col bramar troppo tu d’Ottavia i danni.~ Roma te sola e
76 4,1| se aggiunger v’osi oggi d’Ottavia il sangue.~ Mira Agrippina:
77 4,1| vieppiù feroce~ Neron vedemmo. Ottavia or sola resta,~ freno a
78 4,1| resta,~ freno a tal mostro; Ottavia, idol di Roma,~ e di Neron
79 4,1| Roma,~ e di Neron terrore. Ottavia togli;~ fa’, ch’ei di te
80 4,2| chiesi,~ che l’esiglio d’Ottavia. Erami duro~ vedermi innanzi
81 4,2| se me pria non sveni,~ Ottavia mai svenar non puoi, tel
82 4,2| securo il puoi: ma trema,~ se Ottavia uccidi: io te l’annunzio;
83 4,3| grida~ fosti, al tornar di Ottavia; or, crescer odi~ l’ardire;
84 4,3| questa~ di sue minacce: a Ottavia altro marito~ sceglier pretende,
85 4,3| giunge, ove tu palma~ abbi d’Ottavia, e della plebe a un tempo,~
86 4,4| appresti forse~ a ripigliare Ottavia; ov’ella possa~ d’alcune
87 4,4| nobil ira~ aveano il cor d’Ottavia stessa; e ch’ella~ di pace
88 4,4| gravi~ già intentate ad Ottavia: in altra guisa~ mai non
89 5,1| Scena 1~ ~Ottavia. Ecco, già il popol tace:
90 5,2| Scena 2~ ~Ottavia. Seneca, oh gioia! ancor
91 5,2| tormenti, da forte spirava.~Ottavia. Misera! ahi degna di miglior
92 5,2| grato avviso a dartene.~Ottavia. Deh! mira,~ chi viene
93 5,3| tuo signor ver te m’invia.~Ottavia. Deh! rechi~ tu almen mia
94 5,3| di scolparti toglievi...~Ottavia. Or, qual novella~ menzogna?...~
95 5,3| chiesto,~ viene a mercé.~Ottavia. Qual reo? Parla.~Tigellino.
96 5,3| D’Agrippina il carnefice!~Ottavia. Che sento?~Tigellino.
97 5,3| sua pena~ ne avrà perciò.~Ottavia. Quale impostura!...~Tigellino.
98 5,3| dirti~ deggio, a qual patto?~Ottavia. Ahi! lassa me! Che ascolto?~
99 5,3| intero~ questo venturo dì.~Ottavia. ...Troppo ei mi dona. —~
100 5,4| Seneca. E che vuoi far?~Ottavia. Morir; sugli occhi loro.~
101 5,4| vieterà, se il brami...~Ottavia. E un sì gran dono da Neron
102 5,4| altri nol pensa, egli è.~Ottavia. — Seneca, ad alta~ impresa,
103 5,4| insano esser de’ figlia?~Ottavia. A vile~ tanto mi hai tu,
104 5,4| Seneca. ...Oh giorno!~Ottavia. Su via, rispondi: altro
105 5,4| crudo~ esser da ciò?...~Ottavia. Saviezza in te fallace~
106 5,4| Or perché vissi io tanto?~Ottavia. Ma, e che t’arresta?...
107 5,4| speme?~Seneca. Chi sa?...~Ottavia. Tu, men ch’ogni altri,~
108 5,4| empio sir, s’empio non è?~Ottavia. Tu piangi?...~ Me dall’
109 5,4| giunge a momenti~ Nerone...~Ottavia. Hai teco il velen sempre:
110 5,4| Seneca. Io,... con me?...~Ottavia. Sì; tu stesso, altra fiata,~
111 5,4| io meco~ non ho veleno...~Ottavia. ...E ognor non rechi in
112 5,4| Seneca. Ah! lascia...~Ottavia. Invano... Io ‘l tengo.
113 5,4| rendi... Or, s’altra via...~Ottavia. Altra non resta. Eccolo
114 5,4| Seneca. Me misero!...~Ottavia. Gli Dei~ t’abbian mercé
115 5,5| e fu opportuno il punto.~Ottavia. Nerone, appien già sei
116 5,5| Nerone. Pena? Che festi?~Ottavia. Entro mie vene serpe~
117 5,5| scampo ai giusti non niegano.~Ottavia. Mi uccide~ il tosco in
118 5,5| tua pena~ ti sottraesti, Ottavia; invan sottrarti~ speri
119 5,5| sottrarti~ speri all’infamia.~Ottavia. A te rispondo io forse? —~
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