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61 al
61 neron
58 ogni
57 per
54 se
Vittorio Alfieri
Ottavia

IntraText - Concordanze

neron

   Atto,  Scena
1 1,1| Nerone. Intera~ l’avria Neron, se di abborrito nodo~ stato 2 1,1| mai profferire; — o ch’io Neron non sono.~Seneca. Signor, 3 1,1| ch’io allor credetti, che Neron potria~ por fine al sangue 4 1,1| reo. Che a sparger sangue~ Neron per sé non basti sol, chi ‘ 5 1,2| fia che s’attenti oggi a Neron vietarlo?~ ~ 6 1,3| cape.~ Rieda pur ella, che Neron sul seggio~ locò del mondo; 7 1,3| mondo,~ ma dell’amato mio Neron: se in parte~ a me ti togli; 8 1,3| donna indegna!~ che amar Neron, né può, né sa, né vuole;~ 9 2,1| anco;~ ma so, che nulla di Neron l’ingegno~ meglio assottiglia, 10 2,1| lampeggi,~ nol temer, no: di Neron nostro il core~ ella trovar 11 2,1| mezzi inventar, mille a Neron proporne,~ onde costei si 12 2,1| effetto in cor già fitto~ Neron si avrà; non dubitar: nell’ 13 2,1| possa~ nullo fia mai ch’appo Neron ti agguagli.~ ~ 14 2,2| verria gran danno; ma, Neron mi affida.~ Troppo è il 15 2,5| apprender abbia~ mezzi a Neron per atterrar nemico?~ — 16 2,6| pria della vita? Or via; Neron, che tardi?~ Pace, il sai, ( 17 2,7| Ottavia. Misera me!... Crudo Neron, pasciuto~ di sangue ognor, 18 3,1| Ottavia. Tutto aspettava io da Neron, men questo~ ultimo oltraggio; 19 3,1| Nulla avermi tolto estima~ Neron, fin ch’ei la fama a me 20 3,1| né creder de’, ch’io per Neron tuttora~ amor conservi: 21 3,1| dolor sorpassa.~Seneca. Neron mi serba in vita ancora: 22 3,1| virtù, ch’ei spense.~ Ma pur Neron, per l’indugiarmi alquanto,~ 23 3,1| Seneca. Oh degna sposa~ di Neron fero!~Ottavia. Ei di virtù 24 3,1| me laude~ non ne ottenea Neron, biasmo non n’ebbe.~ Piansi, 25 3,1| Seneca. Amarti mai~ potea Neron, s’empia e crudel non eri? —~ 26 3,1| ma tremante più assai, Neron per anco~ tutto non osa; 27 3,1| misera! in periglio~ forse è Neron... Ma chi vegg’io?~Seneca. 28 3,2| estinta.~Ottavia. Di me, Neron, come più il vuoi, disponi.~ 29 3,3| scherno~ di lei si fa: colmo è Neron di laudi:~ ma in bando almen 30 3,3| seggio ad un tempo e vita,~ Neron, sicuro è il mezzo; Ottavia 31 3,6| pena~ a chi l’amor del mio Neron tradisce,~ quale altra mai, 32 3,6| ogni mia cosa. —~ Crudel Neron, qual che tu sii, né posso~ 33 3,6| trono,~ sola cagion per cui Neron mi abborre,~ era mia culla? 34 3,7| Poppea, te meglio, e il tuo Neron conosci.~ Roma dovessi a 35 4,1| increscerai tu tosto~ a Neron, s’ei pur vede il popol 36 4,1| ti dico in ciò: sai ch’io Neron conosco,~ Roma, i tempi, 37 4,1| sforza Roma.~Poppea. Ed io Neron più assai~ tengo in conto, 38 4,1| tu dei,~ se non fai che Neron per sé ne tremi.~ Osa pur, 39 4,1| sol che avanza,~ togli a Neron; ne proverai tu prima~ i 40 4,1| sangue errar vieppiù feroce~ Neron vedemmo. Ottavia or sola 41 4,1| Ottavia, idol di Roma,~ e di Neron terrore. Ottavia togli;~ 42 4,1| quella, onde avaro mai Neron non fia;~ a chi più l’ama 43 4,1| crudel la morte.~Poppea. Ecco Neron; prosiegui.~Seneca. Altro 44 4,2| non lo mertando, il mio Neron primiera:~ ma, del suo esiglio 45 4,2| quest’idol suo.~Seneca. Bada, Neron; più che ingannar, t’è lieve~ 46 4,2| ultimo periglio. —~ Io di Neron fui consigliero; e m’ebbi~ 47 4,3| tempo al fine,~ tempo è, Neron, ch’alto rimedio in opra~ 48 4,3| scambiar Poppea pel trono? Ah! Neron, prendi~ l’ultimo addio...~ 49 4,3| mia~ sarai tu sempre: a te Neron lo giura.~ ~ 50 4,4| Scena 4~ ~Tigellino. Viva Neron.~Nerone. Gli hai tu dispersi? 51 5,1| sue liete cene~ imbandisce Neron; le palpitanti~ membra de’ 52 5,1| sol pietoso~ era per me... Neron già forse in lui~ il furor 53 5,2| noi schiavi tremanti) in Neron fitti~ gl’imperterriti sguardi, 54 5,2| più che pria,~ scabro a Neron fassi il versarlo. Hai tratto~ 55 5,3| Tigellino. Omai vieta Neron, che fallo~ non ben provato 56 5,3| sento?~Tigellino. Quei, che Neron d’alto periglio trasse:~ 57 5,4| Ottavia. E un sì gran dono da Neron vogl’io? —~ Ad altri il 58 5,4| men ch’ogni altri,~ speri: Neron troppo conosci: hai fermo~ 59 5,4| inique, orrende~ arti del rio Neron;... ma invano io vissi:~ 60 5,5| tu solo,~ tu mi uccidi, o Neron: benché non dato~ da te, 61 5,5| Io ben potea~ tutto, o Neron, tranne il mio onor, donarti;~


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