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Vittorio Alfieri
Ottavia

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  • ATTO QUARTO
    • Scena 4
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Scena 4

           

Tigellino. Viva Neron.

Nerone.                       Gli hai tu dispersi? spenti?

            Signor son io di Roma? — E che? tu torni

            senza sangue sul brando?

Tigellino.                                             Ancor di sangue

            tempo non è: ma ben si appressa, io spero.

            Pur, grand’arte esser vuole: io fei più grida

            sparger fra ‘l volgo: or, che ti appresti forse

            a ripigliare Ottavia; ov’ella possa

            d’alcune taccie di maligne lingue

            purgar sua fama: or, che gli oltraggi insani

            fatti a Poppea, destato a nobil ira

            aveano il cor d’Ottavia stessa; e ch’ella

            di pace in Roma apportatrice riede,

            non di scompiglio...

Poppea.                                   E crede il popol stolto,

            ch’io la di lei pietà?

Nerone.                                   Sempre arte, sempre?

            non ferro mai?...

Tigellino.                     La men probabil cosa,

            vera talvolta al popol pare. O stanco

            fosse, o convinto, a queste varie voci,

            ei rattemprò di sua ribelle gioia

            il gran bollore in parte. Il frattanto,

            si muore; e fian segnal funesto l’ombre

            di ragioni ben altre. Già già taciti

            i pretoriani schieransi; proscritte

            già son più teste. Il nuovo sol vedrassi

            sorger nel sangue; e nel silenzio, quindi.

            Ma, se pur spento ogni tumulto affatto

            doman tu vuoi; se a breve gaudio falso,

            lungo terribil lagrimar verace

            vuoi che sottentri; ad evidenza piena

            or t’è mestiero trar le accuse gravi

            già intentate ad Ottavia: in altra guisa

            mai non verresti del tuo intento a fine.

            Tutti uccider non puoi...

Nerone.                                               Men duol.

Tigellino.                                                         Ma tutti

            convincer puoi. L’ultima strage è questa,

            ove adoprar l’arte omai debbi.

Nerone.                                                           Vanne,

            poich’è pur forza; e le intentate accuse

            caldamente prosiegui. Andiam, Poppea;

            vendetta avrem di quest’iniqua. Intanto

            il verrà, che a compier mie vendette,

            più mestier non mi fia l’altrui soccorso.

           

           




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