Atto, Scena
1 1, 3 | culla, suggeva le poppe. Mi era scordato; egli si chiamava
2 1, 7 | governatrice di tutte.~GEMMA. Era già.~TROCCIO. E chi ti ha
3 1, 7 | Sacerdoti, che il ruffianeggiare era una mercatanzia muta et
4 2, 8 | rimaneva con seco a casa, non era altro.~MALANOTTE. La pettegola
5 2, 16| quando fin da i Signori era presa per mano, e nel riserrarsi
6 3, 6 | portartelo.~PORFIRIA. Non era cosa questa da fidarsi de
7 3, 8 | l'avesse data per donna, era per goderla.~PRELIO. Son
8 3, 11| un savio uomo, che sempre era visso senza, rispose a certi
9 3, 15| lamenta.~TRANQUILLO. Ma egli era tenuto a sospettare la giunta
10 3, 15| possibile, che uno, che era perduto fin ne la memoria
11 4, 4 | io ne lo amar voi morta era isforzato a odiare me vivo,
12 4, 8 | non vi dissi io che egli era venuto?~LISEO. Mel dicesti
13 4, 10| LISEO Fortuna volpe!~BRIZIO. Era meglio che io me ne ritornassi
14 4, 14| come anco avendo ragione era per dargli il torto.~PERDELGIORNO.
15 5, 4 | ingannò il marito, e non era stata a pena due ore al
16 5, 5 | sua promessa. Perocché mi era durissimo stimolo il volere
17 5, 8 | Tanto mi sono e tanto mi era.~GUARDABASSO. Se non che
18 5, 10| Milano a i tempi buoni? egli era un paradiso terrestre, e
19 5, 13| tirava giù.~TANFURO. Oh, io era bestiale!~GUARDABASSO. Poi
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