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Pietro Aretino
Lo Ipocrito

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


a-cades | cadit-derra | desco-gener | genio-logor | lordo-perch | perci-ritor | ritro-summi | suntu-zugo

                                                   grassetto = Testo principale
     Atto, Scena                                   grigio = Testo di commento
501 3, 12| dirle che septies in die cadit iustus.~ANNETTA. I famigli 502 5, 14| chiarito il popolo e gli son cadute l'ali.~MAJA. In fede mia, 503 3, 17| d'India e quello altro di Cafarnaù son tornati.~IPOCRITO. E 504 4, 13| d'occhi.~IPOCRITO. Chi è cagione di ciò?~TRANQUILLO. Artico, 505 2, 19| tu?~LISEO. Ribaldonaccia, cagna, turca!~MAJA.Ah, porco!~ 506 4, 2 | Ecco Perdelgiorno molto in cagnesco.~PERDELGIORNO. Porfiria~ 507 5, 20| Zefiro; certo la mia carità è calamita delle turbe e però mi si 508 1, 4 | ribaldo d'Ipocrito ci s'è calato. Divorasi la nostra parte 509 3, 6 | e in lor mal'ora roso il calcagno di un paio di pianelle di 510 3, 17| con le fornaci, con le caldaie e con le peci del centro, 511 5, 13| Noi siam due.~TANFURO. Il caldo de i lenzuoli confetta la 512 5, 5 | ha dato costui, riduce in calma la procella, che, tempestandomi 513 3, 7 | le dicerìe?~ZEFIRO. Sento calpestìo di piedi, e di sotto e di 514 4, 12| donnicciuole che chi si calza di quel d'altri non se ne 515 5, 10| TANFURO. Son nato vestito e calzato.~IPOCRITO. Che vi credete 516 2, 1 | noi amiamo le nostre, a cambiar sorte teco?~COREBO. Ciò 517 2, 1 | COREBO. Ciò che pagherei io a cambiarla con essi; tuttavia che intervenisse 518 2, 10| mia moglie Tansilla, non cambierei stato con un regno. ~ 519 5, 7 | massera di casa, secretaria, cameriera, scudiera, bertona, ganimeda 520 2, 10| tosto ch'io vidi fumare i camini di Milano, che non ci so 521 Pro | lordo et uno sporco. Se cammina adagio e modesto, si battezza 522 1, 4 | rispondere, né piedi da camminare, ci son bello e venuto, 523 2, 14| parola, Liseo.~TANFURO. Camminate pure.~IPOCRITO. Spettate 524 3, 8 | richiesta, la lunghezza del cammino, e la dilazion del tempo 525 1, 8 | cantone!~MALANOTTE. Che can mastino!~PERDELGIORNO. Non 526 1, 7 | pollastriera. ~TROCCIO. Cancaro alle ruffìane et a sua signoria, 527 1, 3 | Libra et Acquario di aerea; Cancer, Scorpio e Pisces di acquatica.~ 528 2, 2 | simile a la luce, che fa la candela che sta per ispegnersi.~ 529 1, 3 | ritornano di campo con una canna in mano e diventando osti 530 3, 12| ANNETTA. I famigli sono in canova, e le serve in cucina, mia 531 3, 10| Scena X~GUARDABASSO che canta, MALANOTTE e ARTICO. ~GUARDABASSO . 532 5, 24| rilevata a dirvi che se la cantafavola vi è piaciuta, l'ha caro, 533 4, 11| Liseo. ~TANFURO. Il sentir cantar mille cose in banca dal 534 1, 5 | voi mandarle una carta che canti? ~ZEFIRO. Sì.~TROCCIO. Datene 535 5, 8 | ci cridi tu?~IPOCRITO. La cantica de i cantici.~LISEO. S'ei 536 5, 8 | IPOCRITO. La cantica de i cantici.~LISEO. S'ei c'è, egli c' 537 4, 8 | o sei compagni a bere in cantina, non ve ne scorrucciareste?~ 538 1, 8 | che furia ha voltato il cantone!~MALANOTTE. Che can mastino!~ 539 5, 23| BRIZIO. Il mio petto non è capace a ricevere tanta copia di 540 Pro | si chiama Liseo, la cui capacità, dopo lo intervenirgli i 541 2, 9 | isciagurati quanto ce ne cape, et è un mondo de tempo, 542 1, 7 | gale.~TROCCIO. Io la vado capendo.~GEMMA. Ma pur benché e 543 4, 13| Vi ricordo che i lacci, i capestri e le cavezze fur trovate 544 1, 3 | commettere il credito e capitale a la discrezione de i venti 545 1, 3 | mano e diventando osti di Capitani, lascia pur giocare, bestemmiare 546 3, 4 | e se messer Ipocrito ci capitasse, intertienlo fin ch'io torno.~ 547 2, 12| dianzi vi burlar quei dua capocchi.~LISEO. Non mi diletto di 548 3, 13| dimenticato lo smeraldo: capocchio che io sono! Ma voglio andar 549 2, 15| collera, che...~IPOCRITO. Il capogirlo gli è passato.~LISEO. Che 550 3, 9 | a quella che mi darà la cappa e la spada, se ben posso 551 5, 8 | ragionar d'altri colui, che è capparato dal sonno, onde aprendo 552 5, 8 | carità.~GUARDABASSO. Ricordi cappati.~LISEO. Sono io crudo a 553 2, 8 | Dimmi, che ti parve di quei capponi che vendea colui?~PERDELGIORNO. 554 1, 3 | natura ignea; Tauro, Virgo e Capricorno di terrea; Gemini, Libra 555 2, 6 | poteva incontrar persona più cara.~IPOCRITO. Chi ha in sé 556 3, 6 | Metti questa polvere in una carafetta di acqua.~PORFIRIA. Bene?~ 557 2, 7 | Al di drento, mo' che bel carattero di lettra? ne disgrazio 558 2, 13| or ora cacciato con un carco di villania, solo per dirvi 559 4, 20| non solo che passavano i Cardinali, ma quanti ancora; perocché 560 3, 12| dipende da lui.~ANNETTA. Caretto!~IPOCRITO. La sua fede, 561 2, 8 | sfoggiati.~MALANOTTE. Erano cari?~PERDELGIORNO. Anzi un mercato 562 1, 5 | Sì.~TROCCIO. Datene il carico a un sacchettuccio di scudarelli. ~ 563 5, 23| spirito.~IPOCRITO. Filosofia caritatevole.~BRIZIO. Tal che ci sarò, 564 5, 10| viso.~IPOCRITO. Segnali caritativi.~TANFURO. Non vi perdete.~ 565 2, 6 | core.~IPOCRITO. Ufficio caritativo.~ZEFIRO. Non poteva incontrar 566 3, 15| di Ambrogio in Roma e di Carlo in Mantova, ma d'Imbraim 567 4, 20| al tempo de la rotta del carnasciale e de la quaresima. Onde 568 1, 3 | Il Fisico, se bene è un carnefice onorato et in dispregio 569 4, 19| comprarti una cavezza; o mangiai carni, e bee sudori de la servitù, 570 1, 12| garbato a qualcuno, che per carpirgli senza spenderci, abbia ordinato 571 5, 10| talora in volta dugento carrette con le coperte d'oro e di 572 4, 20| vecchio del padre e del casato, o vero s'egli ha o ebbe 573 1, 2 | sì sfacciata maniera gli cascano giù de la bocca. Dico che 574 4, 4 | un affetto d'intenzione casta.~COREBO. O mia Porfiria! 575 4, 4 | ministro de la bocca, che debbe castigar lo errore, ch'io feci nel 576 5, 1 | mi sete tenuta? ma voglio castigarvi de la diffidenza e de la 577 3, 14| questo mi porrebbe nel cataletto.~GUARDABASSO. Credeva istasera 578 3, 17| fare coi serpenti, con le catene, con i ghiacci, con le fornaci, 579 2, 16| mal condotta?~GEMMA. La cattivanze di chi par buono.~PRELIO. 580 2, 8 | Liseo è pazzo.~MALANOTTE. È cattivo, che è peggio.~PERDELGIORNO. 581 5, 10| sì è ella sofficiente e cattolica. Cinque, figliuole singularissime, 582 3, 9 | ed in sanità, hanno in me causato infirmitade e morte, però 583 1, 5 | fatte pratiche, una ruffiana cauta, acciocché per via d'un 584 3, 1 | ritrae quel costrutto che cava uno smarrito da colui che 585 5, 3 | gli lasciò da vivere da cavaliere.~IPOCRITO. Qui ti voglio.~ 586 5, 7 | anch'io.~LISEO. Cotali due cavallaccie ammorbano il mondo con l' 587 Pro | Vorrei, levati i pedanti a cavallo, che il sovatto d'una scuriata 588 3, 14| con Dio Annetta.~LISEO. Cavami questo altro occhio.~GUARDABASSO. 589 2, 13| di fuora di questa terra, cavano del cervello i forestieri 590 4, 1 | letizia del ritorno loro l'ha cavato di sé.~LISEO. Né l'uno, 591 3, 4 | pensa mo' tu che utilità ne caverai.~GUARDABASSO. Chi non è 592 2, 17| spiriti ne le più intime caverne del petto. Ora io voglio, 593 4, 19| questo per comprarti una cavezza; o mangiai carni, e bee 594 4, 13| i lacci, i capestri e le cavezze fur trovate per istrozzare, 595 3, 8 | perpetuo.~PRELIO. Non me ne cavo construtto.~COREBO. Nel 596 2, 8 | villano il modo di seminare i cavoli; al sarto di risparagnare 597 3, 16| ignem aeternum.~TROCCIO. Cazzica!~IPOCRITO. Tòrnati in casa, 598 4, 20| Onde sapevano parlare i ceci, le cicerchie, le cipolle 599 3, 12| la età che gli fracassa, cede a la giovenezza di voi altre 600 5, 2 | immensa benignità di lui, lo celebrarei in modo che i posteri sariano 601 1, 7 | sue opere.~GEMMA. Questi cenci ti rispondano che non è 602 2, 18| uomo vivo fu converso in cenere morta; e perché ardendo 603 Pro | cortese: guarda, esclamano i censori d'ognuno, chi vuol fare 604 5, 3 | spento.~TANFURO. Qualche centinaio in contanti.~IPOCRITO. Sia 605 5, 7 | Ipocrito.~GUARDABASSO. Che cera di patriarca in aceto! ~ 606 1, 9 | seguitailo ne la guerra, cercai seco del mondo, e per ultimo 607 4, 20| interviene a coloro che cercano quella cosa che hanno in 608 Ded | oggidì reggan altrui, non che cerchino di tranquillare gli animi 609 3, 5 | ecco appunto l'uomo ch'io cerco. ~ 610 1, 3 | penne. Di poi hanno certe cere di cane, certi sbarleffi 611 2, 11| questi due versi per una cerimonia; non che bisogni che ella 612 1, 7 | che il tuo padrone sappi cerimoniare d'intorno a lo squinterna 613 2, 12| LISEO. Non mi diletto di cerretani, e mi ti vo' levar da torno, 614 3, 15| tempestoso.~COREBO. Dove è la certezza, con cui dovevi risolver 615 5, 3 | fratelli.~IPOCRITO. Tu dici certissimamente il vero.~TANFURO. Fu tolto 616 3, 8 | errando...~PRELIO. Parla di me certissimo.~COREBO. Mi ha sempre giurato 617 3, 9 | TRANQUILLO. Ci son di arrischiati cervelli al mondo; oltre di ciò quando 618 5, 21| Todos es nada, disse il cesareo Simonetto.~BRIZIO. E chi 619 1, 13| la mia anima, non ho mai cessato di pregare Amore, che mi 620 Pro | la plenitudine di tutti i cessi conventuali. Vorrei svisare 621 1, 13| sì alta.»~TROCCIO. Non è cetera de la mia penna questa materia.~ 622 2, 15| IPOCRITO. Il vostro umore è cetrino e negro, però ci è mescolata 623 2, 15| la roba, ella se ne sta cheta.~LISEO. Non è Ipocrito quel 624 5, 14| grazia di dargli Sveva, e chevenga a sposarla, né vi si scordi 625 2, 3 | aspettar la cena.~LISEO. Che chiacchiari tu?~GUARDABASSO. Di Malanotte 626 3, 15| vuoi, ch'io ti risponda, chiamami tempestoso.~COREBO. Dove 627 4, 14| ci si raccomandano, ci chiaman fratelli e ci promettono; 628 1, 9 | confermò ch'io nacqui; e, chiamandomi il Milanese, volse, imparata 629 2, 2 | la mente.~PORFIRIA. Son chiamata.~TRANQUILLO. Addio.~COREBO. 630 3, 10| son gettate via.~ARTICO. Chiamatemi già la padrona.~MALANOTTE. 631 3, 15| COREBO. Non si diffinì mai sì chiaramente.~TRANQUILLO. Ma che sarà 632 1, 3 | rimproverarsi la viltà sua.~LISEO. È chiarissimo.~IPOCRITO. Il Dottore in 633 4, 8 | GUARDABASSO. ~LISEO. Te l'ho io chiarita?~GUARDABASSO. E di che tacca!~ 634 5, 14| superbia de la castità ha chiarito il popolo e gli son cadute 635 4, 2 | cervello, ne disgrazia i chiassi che gli fa intorno la sorte?~ 636 5, 8 | GUARDABASSO. Questa ultima è la chiave del granaio. ~ 637 5, 13| GUARDABASSO. Rodi tu i chiavistelli quelle poche di volte che 638 3, 12| immagina, non desidera, non chiede, non dice e non fa cosa 639 3, 1 | messer Liseo da me stesso, chiedendogli la figliuola, perocché quanto 640 4, 9 | Tansilla; come anche Prelio chiederà Porfiria, et a lo incontro, 641 3, 8 | non l'amore la costrinse a chiedergli ciò che gli domandò.~PRELIO. 642 5, 1 | solo col non degnarvi di chiederle in dono l'obbligo, del qual 643 2, 8 | carne et unghia; insegna al chierico la voce da risponder al 644 4, 4 | chiedere a Prelio ciò che gli chiesi, o nel promettergli ciò 645 Pro | agli uffizi, ti si del chietino e del piagnone nel capo; 646 5, 16| core, come un aguto trae il chiodo d'un legno. ~ 647 1, 10| discrezione istessa.~BRIZIO. Con chiparlate voi?~PERDELGIORNO. Con voi, 648 5, 1 | PORFIRIA. Perché indugio a chiuder questi occhi?~PRELIO. Per 649 5, 21| corsa tanta brigata a vedere ciancette di nozze: che cosa sono 650 1, 2 | la assordaggine de la lor ciarlìa sazia fastidiosamente. Oltra 651 5, 13| Come son di tuo gusto le ciarpe?~TANFURO. Pensal tu.~GUARDABASSO. 652 | ciascun 653 | ciascuna 654 2, 15| la ingordigia, e non nel cibarsi.~IPOCRITO. Il vostro umore 655 5, 7 | e de la màngila quelle cibecche, che non la lascino andare 656 1, 4 | che io ho denti da roder cibi, e corpo da ripor vivande, 657 2, 15| dice, che il peccato del cibo consiste ne la ingordigia, 658 1, 3 | IPOCRITO. Il Musico e la cicala son tutti una minestra: 659 2, 9 | tempo, che trovandogli a cicalare con esso, gli rimandai, 660 4, 20| sapevano parlare i ceci, le cicerchie, le cipolle et i porri, 661 5, 4 | ricco povero, di alluminato cieco, di umile superbo, di glorioso 662 5, 17| andrebbe a fracasso il ciel del forno.~IPOCRITO. Non 663 4, 6 | venghino.~GUARDABASSO. In cifera, o che?~MAJA. Bisogna ch' 664 1, 3 | complessione, non può alzar il ciglio, che non senta rimproverarsi 665 3, 17| nel volto.~LISEO. Vado in cimbalis.~IPOCRITO. Andatevene in 666 1, 3 | comparare a i mucchi de le cimici che tempestano le lettiere, 667 3, 2 | fatto le meritrici et i cinedi, benché ciò rovina altrui, 668 4, 4 | fanno ora segno con il cingervi le spalle et il collo, del 669 5, 6 | disciogliti da i legami con cui ti cingono i timori de la morte, perocché 670 5, 7 | uno, tal che in capo di cinquanta ne avrete dieci.~LISEO. 671 | cioè 672 4, 20| i ceci, le cicerchie, le cipolle et i porri, e questa cosa 673 2, 12| taverne, in le chiese, ne i circuli de le genti, e per tutte 674 4, 1 | non far dir di me.~COREBO. Ciriparleremo, e mal per qualch'uno. ~ 675 1, 9 | condizione, che il nome di questa Città, nella quale mi confermò 676 2, 4 | veduto molti paesi, diverse cittadi, varie genti e strani costumi. 677 4, 3 | poi che monna Fortuna dal ciuffo dinanzi si comincia a pisciar 678 1, 7 | GEMMA. Ma pur benché e le ciurme predette, e le domestiche 679 3, 13| piattole; si studiano nel civanzare d'un denaruzzo, ingannano 680 1, 3 | il verbo in ultimo de le clausule, usando gnaffe perché anche 681 3, 6 | secondo Aristotile, Scoto, Cocle, Indagine, e la eccellenzia 682 2, 10| parlo de la invidia, che si coglie a urto i più fedeli et i 683 2, 2 | TRANQUILLO. Dio ti contenti, cognatina dolce.~PORFIRIA. Se non 684 4, 14| MALANOTTE. Moglie, mariti e cognatine e suocere. ogni cosa è in 685 3, 6 | ho fatto uno opuscolo de cognizione hominum per aspectum secondo 686 | coi 687 1, 3 | voglia di fare un poco di colazioncina?~IPOCRITO. Che so io.~LISEO. 688 2, 3 | Ipocrito vi ha fatto far colazione tanto per tempo, che non 689 1, 3 | marito, non la potiamo fare colcar con esso ben che se il giorno, 690 4, 14| a quel marito che lascia colcare a lato de la sua pazienzia 691 4, 14| Le risa, che ne fa don Coliseo, non vanno troppo in giù.~ 692 1, 7 | Non te l'ho io detto? i colli torti.~TROCCIO. Ribaldoni!~ 693 1, 3 | sorte di uomini io debbo collocarle.~IPOCRITO. Egli è tanto, 694 3, 17| mai altro che empirci e colmarci di avversità e di ruine. 695 5, 8 | certo che la beatitudine dee colmarmi de le sue perfezioni in 696 3, 8 | aspettare il corbo e non la colomba; come si sia, mi vado a 697 5, 4 | dipinge nel viso, sono insidie colorite col pennello de l'arte magica; 698 5, 8 | non potria resistere a i colpi, che ci daranno le dolcezze 699 1, 1 | Guardabasso?~GUARDABASSO. Che si comanda?~LISEO. Che voi siate ladri, 700 2, 9 | si stanno belle in banca, comandando alle serve con voce imperialesca; 701 2, 16| riserrarsi con meco in camera, comandavano a i servidori, che se venisse 702 1, 5 | ZEFIRO. Dillo, che tel comando.~TROCCIO. Ve lo beccate.~ 703 1, 7 | il sarto, il compare e la comare, mi avessino scemato il 704 5, 1 | il travaglio, che or mi combatte l'animo perocché la ingordigia 705 1, 7 | vergogna al mondo; onde io ne cominciai a divenire di badessa conversa, 706 1, 13| mi proposi nella mente di cominciare a un modo, e principiai 707 3, 11| il che simili furbi si cominciarono a sfamarsi alle spese di 708 4, 4 | Io mi dorrò più, se voi cominciate a dolervi del mio dolore, 709 4, 9 | altro ne la maniera ch'io ho cominciato a prendergli insieme con 710 1, 3 | premiarsi de gli omicidi commessi, è però un vagheggia orine 711 1, 3 | è cosa strana lo avere a commettere il credito e capitale a 712 2, 15| non potendo. E secondo me commettete errore, perocché il confessore 713 Pro | frittelle e pasticci dei commettitori di scandali e dei rapportatori 714 3, 11| quei trascurati, che si commettono ne la infingardaggine de 715 1, 13| diamantino, se volete che ella commova i sassi.~ZEFIRO. Ah, ah, 716 3, 12| e ANNETTA. ~IPOCRITO. La comodità, l'usanza, la etade, la 717 4, 8 | io menassi cinque o sei compagni a bere in cantina, non ve 718 2, 15| assassini, che io mandai a farvi compagnia, hanno anche a tornare, 719 Pro | de l'onore. Se cerchi le compagnie e le feste, sei un disviato 720 4, 4 | COREBO. Ecco che pure vi sarò compagno ne gli orrori de le perpetue 721 4, 11| ne tremi?~GUARDABASSO. Il compar se ne resta tutto spennacchiato.~ 722 1, 3 | scrivacchia leggende, si possono comparare a i mucchi de le cimici 723 3, 17| lauderei la vostra profumata comparativa.~LISEO. La penetra anche 724 2, 10| Milano, che non ci so fare comparazione. Casa sua, ah? casa sua, 725 5, 2 | tosto che tra i loro fuochi compariranno l'ardenti ombre di tre innamorati.~ 726 2, 3 | di Perdelgiorno, che non compariscono.~LISEO. Voglio che voi tre 727 2, 9 | GUARDABASSO. Qua non sono elleno comparse.~MAJA. Demonio fallo!~GUARDABASSO. 728 3, 16| IPOCRITO. La carità in uno uomo compassionevole, come sono io, può far maggiori 729 1, 3 | portasse non so che penne di compiacergli di sé. Onde si è in modo 730 Pro | iniquo, guàrdati. Se ti compiaci in amore et in vagheggiamenti, 731 1, 8 | IPOCRITO. Basta che io ho compiaciuto sua signoria di quei bocconcini 732 4, 4 | lei, finché io me ne vo a compire l'opra de le mie mortali 733 Pro | che, per darsi nome mi compongon contra, avessero tanto d' 734 1, 5 | benigna, penso di farmi comporre una qualche pistola, che 735 3, 12| lo inchiostro, che tanto comporta la carità.~ANNETTA. Possa 736 1, 13| amo voi che non pur sete composta di bontade e di bellezza, 737 4, 19| detto: togli questo per comprarti una cavezza; o mangiai carni, 738 5, 4 | che in veste servigiale comprò da voi il tosco, se n'è 739 4, 4 | pietade illicita, la quale compunta da i lamenti altrui mi costrinse 740 2, 1 | vientene alla festa doppia e comune.~COREBO. La superstizione 741 1, 3 | dire che Aristotile non concede a Platone, che il caos sia 742 1, 5 | sappia bene esprimere i concetti de la intenzione amorosa. 743 2, 11| lascivia, ritornarà a lei, conchiudendone una di onestade e perché 744 2, 16| che vorrebbono che io gli conchiudesse, per ben che anche Liseo 745 4, 4 | più dolce la pena ch'io ho conchiusa a la mia colpa, che a voi 746 3, 17| dove gettarmi, in modo mi conciano le disgrazie.~IPOCRITO. 747 Pro | gli interessi d'altri, Ser concino e Don intriga ti fa il sopra 748 3, 12| quegli, quanto veloci queste. Conciosia che la età che gli fracassa, 749 2, 4 | sempre diviso da sé medesimo! conciossia ché remanendo ogni ora intiero, 750 2, 14| io voglio, non ho voluto concludere il parentado che vengo a 751 5, 8 | no.~LISEO. Et ingiusto a concludervi, che se colui vuole sposare 752 3, 7 | domando di ciò che vi aviate concluso, né del dare de la mia poliza, 753 3, 6 | trovi a la disputa de le concluzioni, che tien messer Libico 754 1, 13| fatti per altri.~ZEFIRO. Concorro col tuo giudizio.~TROCCIO. 755 3, 17| che le tentazioni de la concupiscenzia mi molestavano, tremava 756 2, 7 | divino de le altre vostre condizioni, non pure lo spero, ma son 757 2, 16| PRELIO. Chi ti ha così mal condotta?~GEMMA. La cattivanze di 758 2, 18| morto?~PRELIO. Il meschino condottosi dove la Fenice aveva 759 2, 7 | ami, et a quel che ella si conduce' amando; né farò altro discorso 760 4, 4 | amando a lo sterminio, che mi conduco io certo, che di volontà 761 1, 7 | TROCCIO. Godetelo.~GEMMA. Egli condurrà la gatta al lardo, pur che 762 2, 10| capriccio de la pazzia che mi condusse ne lo esilio, che io stesso 763 4, 4 | di cotante donne, che si condussero amando a lo sterminio, che 764 3, 12| donzelle frequentano le confabulazioni con ogni sorte di persone 765 1, 13| segue la seconda, non è da confarla con la prima, né con il 766 1, 3 | di mezza taglia, per non confarsi nel tempo, né con un vecchio 767 3, 15| COREBO. Io non ho già conferito parola con Prelio, ancora 768 5, 8 | aprendo la bocca, a caso conferma il sì col no, e nega il 769 1, 9 | questa Città, nella quale mi confermò ch'io nacqui; e, chiamandomi 770 3, 11| riprendevano del non essersi mai confessato: chi non ha servidori non 771 2, 7 | ch'io la dissuggelli non confessi d'esserne indegno? l'affezione 772 5, 1 | medesima, disponi di me, che mi confesso tua per ordine de la fede 773 2, 15| commettete errore, perocché il confessore mi dice, che il peccato 774 5, 13| Il caldo de i lenzuoli confetta la vita.~GUARDABASSO. Come 775 3, 4 | lungo il muro.~GUARDABASSO. Confetti, o altro?~LISEO. Fategli 776 3, 7 | Ladro!~ZEFIRO. Mi riposo, e confidomi ne la discrezione e ne la 777 5, 8 | a me il consigliarvi, vi confortarei, essendo ricco e solo, a 778 4, 5 | IPOCRITO. Se vi è morto alcuno confortatevene con la caritade, perocché 779 1, 7 | pater nostri.~TROCCIO. Or confortati.~GEMMA. In buon'ora. ~ 780 4, 13| Ipocrito. Ma in quanto a i conforti che mi date, non gli sento; 781 1, 7 | GEMMA. Che mi rechi tu di conforto?~TROCCIO. Il padron mio 782 5, 1 | violenza del dolor primo, e confusa da la cagion del secondo, 783 4, 4 | nodi de i loro amplessi nel congiungimento del matrimonio, dirò santo, 784 1, 3 | Annetta. La maggiore si congiunse in matrimonio con un giovanetto, 785 5, 8 | IPOCRITO. In carità, che me ne congratulo.~LISEO. Egli la fa meco, 786 3, 12| e le nostre sorelle in congregazione, e di qui non passa veruno, 787 3, 13| nel peso, nel conto, nel conio e nel patto; ma io veggo 788 5, 2 | Dio, che i nostri siano connumerati tra i suoi. Onde, vivendo 789 2, 8 | vedesti tu, che fingeva di non conoscerci?~PERDELGIORNO. Egli usa 790 1, 13| rifiutare la fede di me, che per conoscere che amore è desio de la 791 1, 11| viso.~MALANOTTE. Voi ci conoscerete un .~MAJA. Pur di qui. ~ 792 1, 7 | primavera.~TROCCIO. Credo conoscerlo.~GEMMA. Chi non conosce 793 5, 8 | LISEO. Messere Ipocrito, non conoscete voi, che ancora che quello 794 2, 16| Liseo?~GEMMA. Solla.~PRELIO. Conoscilo?~GEMMA. Sì.~PRELIO. Va' 795 4, 20| modo aprir gli occhi del conoscimento, ch'io sono più che certo, 796 2, 18| preparato la pira de i rami consacrati da la natura a lo effetto 797 4, 4 | supplico la pietà sua, che consegni le nostre ombre in lato, 798 Ded | se la conscienza me lo consentiva. Ella, persuasa dal giudizio 799 5, 23| le parole e con l'anima, consento che Porfiria, Tansilla, 800 4, 4 | ho sempre avuto caro il conservarmi de la memoria, per esserci 801 5, 8 | il padre dee essere ne la conservazione dei figliuoli ciò che è 802 1, 6 | fuor de la bocca di chi le considera come si dee, e non a caso. 803 4, 20| et i porri, e questa cosa considerai a Roma mangiando ne la osteria, 804 4, 20| traendo le frecce de la considerazione con l'arco del pensiero, 805 3, 12| fuora de la porta. Io voglio consigliarla a fuggirsene da Zefiro; 806 5, 17| voi; ma non son già per consigliarlo, che mandi la giovine, che 807 3, 1 | TROCCIO. ~ZEFIRO. Perché dal consigliarsi con altri se ne ritrae quel 808 5, 8 | che non istà bene a me il consigliarvi, vi confortarei, essendo 809 3, 12| potresti così morire.~ANNETTA. Consigliatemi pure.~IPOCRITO. Adunque 810 4, 7 | Liseo?~GUARDABASSO. Voi il consigliavate bene.~LISEO. Ci son corso 811 3, 8 | pare che il core, fedele consigliero di chi l'ha, me la prometta 812 2, 6 | caritade.~ZEFIRO. In voi consisto.~IPOCRITO. Par esser noto 813 2, 17| che ella sia sollecita a consolarmi nel modo, che io sono stato 814 5, 9 | incomparabile per avervi consolata, così sentirei una doglia 815 3, 12| santa carità sia.~ANNETTA. Consolatemi un poco.~IPOCRITO. Circa 816 3, 7 | moltissime bizzarrie di cose. Ma consolati, che oltre che l'uomo è 817 3, 5 | perocché il cosìcredermi consolommi talmente, che quel proprio 818 3, 8 | PRELIO. Non me ne cavo construtto.~COREBO. Nel riprenderla 819 2, 16| PRELIO. Chi sei tu, che consulti teco stessa?~GEMMA. Una 820 2, 11| sapete bene che lo indugiare consuma le aspettazioni.~IPOCRITO. 821 Pro | non sono per osservare, si consumassero ne lo sperare in tutta la 822 5, 10| strida in risà.~BRIZIO. Io mi consumo di gittargli le braccia 823 2, 18| urnetta, che riserva le consunte ossa di Prelio.~PORFIRIA. 824 3, 7 | in rispondere, per esser contaminato da moltissime bizzarrie 825 2, 16| a infilare gli aghi, a contare il pane che va al forno, 826 3, 2 | modo noti, che non bisogni contarvigli. De le mie facultà e de 827 5, 10| servitori.~IPOCRITO. Adesso, dal conte Massimiano Stampa in fuora, 828 1, 3 | un vagheggia orine ed un contempla sterchi.~LISEO. Oibò!~IPOCRITO. 829 1, 13| prosunzione, che mi rivolge a contemplazionalta.»~TROCCIO. Non è 830 5, 1 | ch'io vi fruisca con la contemplazione.~PORFIRIA. Usa il privilegio, 831 4, 17| ora.~TANSILLA Uh uh!~MAJA. Contentala.~ARTICO. Prima che questo 832 2, 14| resto.~IPOCRITO. Voi ve ne contentarete grandissimamente.~BRIZIO. 833 4, 4 | vostra morte sia di mia contentezza?~PORFIRIA. Io dico ciò, 834 Pro | che egli dubitandone vi conterà, converte per consiglio 835 3, 12| Povera a me!~IPOCRITO. Duchi, Conti, Papi, Re et Imperadori, 836 4, 4 | castità del core che la continenzia del corpo.~PORFIRIA. Egli 837 3, 12| giuroti in caritade, che sei contraccambiata a cento per uno del bene 838 4, 11| la fortuna, che tenta di contraffarmi in uno altro, perché io 839 1, 13| presta il senno, oppenione contraria al cervello, che egli leva 840 3, 4 | voi stesso, che dica in contrario.~LISEO. Non sono accettate, 841 4, 9 | il prender in giuoco l'un contrasto e l'altro ne la maniera 842 1, 3 | debiti; onde stoccheggia e contratta qua, si rimane tosto grave 843 3, 17| alza et abbassa, rallegra e contrista, è de la natura de le meretrici, 844 2, 18| inutili!~PORFIRIA. Non ti contristare, ché verrò tosto a te, perché 845 3, 12| IPOCRITO. Or fa un atto convenevole a la carità.~ANNETTA. Ditemi 846 5, 2 | COREBO. Se io avessi parole convenienti a la immensa benignità di 847 2, 8 | monisteri visita, e tutti i conventi scopa; né passa per la strada 848 Pro | plenitudine di tutti i cessi conventuali. Vorrei svisare gli sfacciati 849 4, 4 | nostre ombre in lato, che il conversare insieme gli sia continuo.~ 850 3, 12| la etade, la natura e la conversazione hanno talmente dimesticato 851 3, 15| niente, ci convertirà senza convertirci.~TRANQUILLO. Andiamo a vedere 852 Pro | le dicesse trista. Vorrei convertirmi in una beccarìa, che vendesse 853 3, 12| spirito gentile, come si sa, convinto da la melodia de le tue 854 4, 14| fastidi de i padroni sono i conviti de i servidori, perché i 855 1, 8 | per diluviarsi tutto il convito.~PERDELGIORNO. Guardabasso 856 5, 10| dugento carrette con le coperte d'oro e di seta.~BRIZIO. 857 5, 23| capace a ricevere tanta copia di letizia.~IPOCRITO. Fate 858 1, 3 | per miracolo, ella andrà a copularsi seco la presente notte.~ 859 3, 8 | che mi èforza aspettare il corbo e non la colomba; come si 860 4, 4 | martìri il trastullo de i miei cordogli.~PORFIRIA. Se voi non patiste, 861 2, 6 | felice!~IPOCRITO. Il suo cordoglio, che si è fidato de le mie 862 5, 1 | cadde nel mal talento de i cori umani, non fu mai astuzia 863 3, 2 | voi a petizioni di cotali cornacchioni torvi da i vostri spassi?~ 864 4, 7 | a furia, marito? non ci correr, Liseo?~GUARDABASSO. Voi 865 4, 7 | piedi, e gli ho avuti per correrci.~GUARDABASSO. Cosìle dite.~ 866 Ded | conciossiaché il pericolo, il quale correrebbe la donzella prefata pervenendo 867 Pro | menda a tutti, non lascia correrla come ella va. Onde un che 868 Pro | sollecito, per messo e per corriero; è male a parlar poco, et 869 1, 2 | sento io? neque in ira tua corripias me. ~ 870 1, 7 | altri un ser Ipocrito, che corromperebbe la primavera.~TROCCIO. Credo 871 5, 8 | che se bene gli uomini corrono naturalmente a gli estremi, 872 3, 6 | mentovare veleno, che sariano corse a dirlo a i miei, e così 873 Pro | dichiari per liberale e per cortese: guarda, esclamano i censori 874 3, 2 | hagli esclusi da le sue corti, come anco ha fatto le meritrici 875 1, 7 | mano in mano pedagoghi e cortigiani; e di qui nasce i favoreggiamenti, 876 1, 3 | IPOCRITO. Non è dubbio che il cortigiano favorito dal suo Principe 877 2, 3 | essi et essa le spalle e la coscia. ~ 878 3, 5 | l'opposito, perocché il cosìcredermi consolommi talmente, che 879 4, 7 | per correrci.~GUARDABASSO. Cosìle dite.~ARTICO. Non mi son 880 3, 15| Mantova, ma d'Imbraim in Costantinopoli e di Cromvello in Inghilterra 881 2, 19| la strada in presenzia di costor dua.~PERDELGIORNO. È la 882 2, 7 | modestia d'un giovane, son costretto per lo innanzi a stimarmi 883 4, 5 | che, quando gli pare, può costringere ciascuno che gli è tenuto; 884 3, 1 | altri se ne ritrae quel costrutto che cava uno smarrito da 885 4, 4 | alla gloria, né al grado di cotante donne, che si condussero 886 | cotesti 887 Pro | amici, un villano et un coticone. Se tu fai servigio e piacere, 888 1, 2 | E per assecurargli ne le crapule, ne le lussurie e ne le 889 1, 9 | fratello di Liseo e TANFURO suo creato. ~BRIZIO. Rodalosso, uomo 890 1, 9 | la patria. Ma piacesse al Creatore, da che bontà di lui mi 891 3, 12| pareri.~IPOCRITO. Zefiro, creatura nobile e spirito gentile, 892 3, 12| rifare il mondo con le sue creature, debbe starsi?~ANNETTA. 893 1, 9 | son chiamato oggi. Ora io crebbi in età, seguitailo ne la 894 2, 11| che bisogni che ella vi creda, bontà loro.~IPOCRITO. La 895 4, 11| TANFURO, che va con LISEO, credendolo Brizio, e GUARDABASSO che 896 2, 11| scrivo questa polizza di credenza.~TROCCIO. Fate bene.~ZEFIRO. 897 5, 6 | divino che umano!~PRELIO. Chi crederà che io levi del sepolcro 898 5, 22| sentirlo dire, l'uomo non crederebbe al vederlo di se stesso.~ 899 3, 12| farà fede a voi, che a lui crederete come fareste a la mia viva 900 4, 3 | suo Padrone. ~LISEO. Chi crederia che il consiglio d'Ipocrito 901 1, 12| che i sogni istessi non lo crederiano. Ma per salvar la minchioneria 902 1, 13| ZEFIRO. Non ti dico io? per credermi che egli non si degnasse 903 5, 3 | ricordivi come dianzi nel credervi, che il mio Messere fusse 904 5, 12| ancora la mia.~TRANQUILLO. Crediam che sia in piazza?~TROCCIO. 905 1, 3 | lo avere a commettere il credito e capitale a la discrezione 906 4, 5 | essa natura è simile al creditore, che, quando gli pare, può 907 3, 12| de le fatiche.~ANNETTA. Credolo.~IPOCRITO. La umanitade, 908 4, 9 | disperazione che ella si è creduta che io impicchi me. ~ 909 3, 2 | TANFURO. Voi vi sete creduti, perch'io sia stato queto 910 4, 4 | PORFIRIA. Chi avria mai creduto che la sventura di me fosse 911 Pro | bagnata ed il poltrone in cremesi è dal tuo lato; se te ne 912 3, 10| onde ci entrarò, se voi crepassi.~MALANOTTE. Lanciati a quello 913 1, 7 | dirieto?~GEMMA. Fuss'io crepata dieci anni fa!~TROCCIO. 914 1, 8 | invidie pur troppo.~MALANOTTE. Crepi chi vuole.~IPOCRITO. Tornatevene 915 5, 8 | è in...~LISEO. Di chi ci cridi tu?~IPOCRITO. La cantica 916 2, 16| quali insegnarò la Santa Croce; fatemi bene imparare a 917 2, 10| ignoranza che impera gli crocifigge, come meritarìa d'essere 918 2, 10| come meritarìa d'essere crocifissa lei; né parlo de la invidia, 919 3, 15| Imbraim in Costantinopoli e di Cromvello in Inghilterra disse, la 920 4, 2 | LISEO. Vo' fare uno atto da croniche.~GUARDABASSO. In che modo?~ 921 4, 20| buona novella.~TANFURO. Sì, crucifiggete le genti, e poi basciategli 922 1, 3 | Cotesta professione va nuda e cruda.~IPOCRITO. Il mercante, 923 3, 14| dire in un fiato mille cose crudeli.~LISEO. Che, si è gettata 924 Pro | vorrei mica veder tanta crudeltade, ma avrei caro, poiché non 925 5, 1 | io non mi vendichi de le crudeltadi usatemi con le armi de la 926 5, 8 | cappati.~LISEO. Sono io crudo a dirvi che se costui vuole 927 3, 12| in canova, e le serve in cucina, mia madre rinchiusa in 928 1, 3 | tengono de la lega de i cuculi, circa il lor essere, e 929 1, 7 | veggo io strascinarsi il cul dirieto?~GEMMA. Fuss'io 930 1, 3 | mentre, dormendo io ne la culla, suggeva le poppe. Mi era 931 5, 23| Eritrea, la Delfica, e la Cumana Sibilla non avria saputo 932 2, 9 | porta a la roba la patrona, cuoce la carne del pignatto, rifà 933 Pro | budella a chi non tiene il cuor ne la fronte. Io non ho 934 4, 7 | MAJA. Come ti supplisce il cuore di non ti rallegrare del 935 3, 6 | perocché frons magna et cuperata est inditium potatoris, 936 1, 5 | TROCCIO. Baie!~ZEFIRO. La cupidigia de l'avere non regna in 937 1, 3 | vive senza legge, e non curando più il di sotto che il di 938 2, 4 | Indi? Ora io voglio andar a curar la mia persona, di poi farò 939 4, 3 | tanto, quanto stimarei, curarei et apprezzarei una sguscia 940 5, 24| nel non piacervi il suo curarsene meno, perocché todos es 941 5, 23| sarete di rifugio de le mie cure senili; in voi esulterà 942 4, 3 | fegato, onde ti apprezzo, ti curo e ti stimo tanto, quanto 943 3, 15| perché non sei tu stata in custodia del mio animo; e perché 944 5, 17| voi non riconciliate la dabbenaggine del Signore Zefiro con le 945 2, 14| Pur ci venisti.~BRIZIO. Dàgli due soldi.~TANFURO. Tenete.~ 946 | dai 947 Pro | rifiuta; se non soccorri e non dài, la maladizione e la maladicenza 948 3, 6 | Dionasties, Vacileos, Dioris e Damasi. ~ 949 5, 13| grande o il piccolo?~TANFURO. Dammi pur di quel da uomo.~GUARDABASSO. 950 Pro | senza intendersi di nulla, dan di becco a ogni cosa, avesser 951 2, 13| i milioni de gli spiriti dannati, che si rimescolano per 952 Pro | onta de la viltà, de la dappocaggine, de la paura, de la ignoranza, 953 Pro | indarno, il disutile et il dappoco sta per te. Se pigli la 954 5, 8 | resistere a i colpi, che ci daranno le dolcezze de i figli, 955 4, 7 | Tansilla è di lui, et altrui darassi? sì che vientene meco a 956 5, 8 | de le brighe, che potria darci per lo scorno che riceve 957 1, 10| come scherzate adesso, ci dareste la vita.~TANFURO. Ella lavora.~ 958 5, 1 | il sentire le lodi che mi darete voi, mi sarà più dolce, 959 Pro | che sia il vero, prova a darla per mezzo del fango, per 960 2, 14| Doveresti vergognarti a darli ad intendere che egli non 961 Pro | che i poveracci, che, per darsi nome mi compongon contra, 962 Pro | vagheggiamenti, ognun ti soja col darti del cupido e del pater nostro 963 2, 19| che la Madonna qui nel darvele disse a noi: venite un poco 964 4, 14| vuol porre in lite la fede datagli da Perfidia.~MALANOTTE. 965 1, 5 | canti? ~ZEFIRO. Sì.~TROCCIO. Datene il carico a un sacchettuccio 966 3, 8 | sé stissima, e ben che io debba tra sì poco spazio di termine 967 4, 20| ché ti dirò ciò che tu debbi fare. ~ ~ 968 1, 7 | manifattura de le donne si debbono mettere i martelli che ben 969 5, 22| fatti personaggi con la debita carità.~LISEO. E todos es 970 1, 3 | entrata, è bersaglio de i debiti; onde stoccheggia e contratta 971 4, 5 | lo abbattere un di quei decrepiti, che non pensano mai di 972 Ded | DEDICA~Al non men prudente che 973 Ded | Francescomaria, che il mio dedicar questa cosa piccola a la 974 Pro | frappano i giubboni. Vorrei dedicare al biscotto di galea gli 975 1, 3 | giuso.~IPOCRITO. Non son per defraudare la carità.~LISEO. Sono in 976 | degli 977 Pro | ingegno, che la gente nel degnarsi di leggerli, misurasse il 978 5, 1 | magnanimitade, solo col non degnarvi di chiederle in dono l'obbligo, 979 1, 13| credermi che egli non si degnasse adoperarsi in sì bassi suggetti. 980 Ded | condizion del merito. Si che degnatevi talora di leggerla in ricreazione 981 Ded | Nel parermi, o veramente degno figliuolo e successore del 982 5, 8 | fraterno, da che quanto le delezioni sono più effettive, tanto 983 5, 23| IPOCRITO. La Eritrea, la Delfica, e la Cumana Sibilla non 984 3, 12| Che si pensa, e che si delibera?~ANNETTA. Quel che si è 985 Ded | et il personaggio a cui deliberavo inviarla, uno adultero insolente; 986 4, 2 | men, né più.~GUARDABASSO. Deliberazion da Re. ~ 987 2, 16| GEMMA. Non mi muovo.~PRELIO. Delibero fare un'altra cosa, sì che 988 4, 5 | sue disgrazie ciò che si deliberò di essere.~COREBO. È pur 989 5, 11| si trovi nel grembo a le delizie del suo core, non gli fa 990 | dello 991 5, 1 | cosa la fede è più tosto delusa da voi, e per voi illustrata.~ 992 4, 4 | bontà, quanto nuova al mio demerito.~PORFIRIA. Io mi dorrò più, 993 2, 6 | vermicello nel grado, ma gran Demone ne la caritade.~ZEFIRO. 994 5, 4 | se le meretrici, che son demoni, tradiscono gli amanti, 995 1, 3 | sentenzie dove più suona il denaio.~LISEO. Sta bene.~IPOCRITO. 996 3, 13| studiano nel civanzare d'un denaruzzo, ingannano nel peso, nel 997 1, 4 | se stesso ~Da che io ho denti da roder cibi, e corpo da 998 5, 10| quali istasera, favente deo, si faranno e reintegraranno 999 5, 23| la mia vecchiezza, da voi dependeranno le giocondità de i miei 1000 4, 12| in la giunta, entra ne la derrata.~TANFURO. Volete dire voi


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