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Pietro Aretino
Lo Ipocrito

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  • ATTO TERZO
    • Scena IX
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Scena IX

ARTICO e TRANQUILLO.

ARTICO. Lo avere io trovato tutte le mie brigate in vita ed in sanità, hanno in me causato infirmitade e morte, però che lo intendere da loro come questa sera prossima Tansilla si rimarita a non so che gentiluomo, mi ha infettato et ucciso la letizia.
TRANQUILLO. Odo non so che.
ARTICO. Ma quando ben non ci fussero leggi o giustizia, vorrei vedere chi fusse bastante a tormi la mia consorte legittima.
TRANQUILLO. Il cor mi trema.
ARTICO. Sono io il primo, che abbia commesso lo errore del lasciarle?
TRANQUILLO. Ho il sudor freddo.
ARTICO. E che spinto da la gioventù sfrenata sia andato vagando?
TRANQUILLO. Vo' parlargli...
ARTICO. Sto per far dir di...
TRANQUILLO. Mi pare di avervi visto altrove.
ARTICO. Potria essere.
TRANQUILLO. Sete voi de la terra?
ARTICO. Sono, et oc roba, parenti, e moglie, ancor che un certo presuntuoso si credeva sposare costei, ch'io tolsi di tredici anni.
TRANQUILLO. Che fortuna!
ARTICO. Voi vedete.
TRANQUILLO. Sorte, ah?
ARTICO. La ci balza per tutti i versi.
TRANQUILLO. Oh meschino!
ARTICO. O che il cotal giovane se ne torrà giù, o che si ammazzerà meco.
TRANQUILLO. Misero!
ARTICO. La saria pure disonesta.
TRANQUILLO. Ho inteso che un M. Liseo...
ARTICO. Non andate più oltre: egli è desso.
TRANQUILLO. Se il tempo, che la ragion a le mogli, che non sanno mai novelle de i mariti, è spirato, voi ve ne beccarete i getti, però che se la giustizia, per fare che ella passasse altrimenti, ci mettesse le forze di tutte le sue braccia, non potria distornare la cosa.
ARTICO. Io non faccio profesion di bravo, ma come vi ho detto, difenderò la mia causa con l'arme.
TRANQUILLO. Ci son di arrischiati cervelli al mondo; oltre di ciò quando le leggi vogliono farsi osservare, i bravi sono i primi a ubbedirle.
ARTICO. Voi vorreste ch'io stessi al termine de' sette anni e de' tre , ed io non ci son per istare ancora che fusse passato il numero di altrettanti, e caso che costui che vuole entrare in possessione del mio onore vi sia amico, potete dirgli che egli ha fatto male, e tristamente.
TRANQUILLO. La persona che lo dice, è, quasi un me stesso, onde son certo, che, bisognando, non è per mancare al suo debito, e ciò si vedrà, or ch'io vado a riferirgli il tutto.
ARTICO. Non men voglio stare ad altra sentenza, che a quella che mi darà la cappa e la spada, se ben posso provare d'averne spiato terra per terra, e darò lettere a mercanti, che gnele mandino, et altri maggiori uffici. Ma costui torna indrieto.
TRANQUILLO. Oh?
ARTICO. Che c'è?
TRANQUILLO. Non altro per adesso.
ARTICO. Sempre mi troverete parato a sostenere il mio detto.
TRANQUILLO. Noi lo vedremo.




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