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Pietro Aretino
Lo Ipocrito

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  • ATTO QUINTO
    • Scena XIII
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Scena XIII

GUARDABASSO e TANFURO.

GUARDABASSO. Vo' che siam fratelli.
TANFURO. Ti ringrazio.
GUARDABASSO. E che isguazziamo il mondo.
TANFURO. Ella è fatta.
GUARDABASSO. Questa è una casa di quello.
TANFURO. Piacemi.
GUARDABASSO. Et il mangiare et il bere è una de le gran fatighe che ci si durino.
TANFURO. Non può negar di non essere fratello del fratello.
GUARDABASSO. Un poco subito, e passa via.
TANFURO. Tirati a un torcolo.
GUARDABASSO. Ben che è caduto in un certo umore, che non si cura se ella va più al dritto che al rovescio.
TANFURO. L'ho sentito.
GUARDABASSO. Voi ci avete avuto a fare oggi a impazzire.
TANFURO. E voi noi.
GUARDABASSO. Giochi tu?
TANFURO. Qualche voltarella.
GUARDABASSO. È un solenne spasso quel de le carte.
TANFURO. Sì, quando non ci assassinano.
GUARDABASSO. Come son di tuo gusto le ciarpe?
TANFURO. Pensal tu.
GUARDABASSO. Noi starem, bene insieme.
TANFURO. Son ghiotto di cotali matotte.
GUARDABASSO. Rodi tu i chiavistelli quelle poche di volte che tu vai a la staffa?
TANFURO. Non me lo rammentare.
GUARDABASSO. Tu sei de i miei.
TANFURO. Canchero a chi lo trovò.
GUARDABASSO. Se gli stesse a te, a che ora te ne andresti a letto?
TANFURO. A l'Avemaria.
GUARDABASSO. E quando ti leveresti?
TANFURO. Al vespro.
GUARDABASSO. Noi siam due.
TANFURO. Il caldo de i lenzuoli confetta la vita.
GUARDABASSO. Come te intertieni tu con le taverne?
TANFURO. Assai bene.
GUARDABASSO. Ti piace il vin grande o il piccolo?
TANFURO. Dammi pur di quel da uomo.
GUARDABASSO. Tu hai giudizio.
TANFURO. Gli altri sono da stomacuzzi di rensa.
GUARDABASSO. Sei tu liberale?
TANFURO. Spando, non ispendo.
GUARDABASSO. Quando ne hai, n'è vero?
TANFURO. S'intende.
GUARDABASSO. Noi siam d'una stampa.
TANFURO. È ladraria il tenergli in borsa.
GUARDABASSO. Stai tu sul bravo, o pur dai del buono per la pace?
TANFURO. Ne ho fatto qualch'una.
GUARDABASSO. Ancora io tirava giù.
TANFURO. Oh, io era bestiale!
GUARDABASSO. Poi che la tua natura è fatta al mio dosso, e la mia al tuo, quel che vorrà l'uno, vorrà l'altro.
TANFURO. È detto.
GUARDABASSO. Se tu avrai o fame o sete o sonno, io avrò sonno, sete e fame.
TANFURO. Per tua grazia.
GUARDABASSO. Se la bassetta, se l'amore e se il grattare de la pancia tenterà te, vo' che tenti ancor me.
TANFURO. Non ho altro parere.
GUARDABASSO. Sento chiamarmi.
TANFURO. Andiamo suso.




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