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Pietro Aretino
Lo Ipocrito

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  • ATTO QUINTO
    • Scena XVII
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Scena XVII

IPOCRITO e TROCCIO.

IPOCRITO. Che ci manca?
TROCCIO. Se voi non riconciliate la dabbenaggine del Signore Zefiro con le genti di madonna Annetta, mi ha commesso che io gli meni il prete, perché istanotte sarà basito.
IPOCRITO. Mandisi la sposa accompagnata con due o tre donne, ché diremo al zio che si è ritrovato, che ella venga da vedere purificare la carne da i miracoli di santa Vastalla, ora pro nobis. In tanto egli si trasferisca in qua.
TROCCIO. Io dirò bene a lui che venga a voi; ma non son già per consigliarlo, che mandi la giovine, che non gli essendo poi renduta, andrebbe a fracasso il ciel del forno.
IPOCRITO. Non dubitate.
TROCCIO. Ve lo voglio aver detto.
IPOCRITO. Non glie l'ha tolta la mia carità?
TROCCIO. Sì.
IPOCRITO. E la mia parità gliela restituirà.




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