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Pietro Aretino
Lo Ipocrito

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  • ATTO QUINTO
    • Scena XXII
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Scena XXII

IPOCRITO, BRIZIO, TRANQUILLO, PRELIO, ZEFIRO e LISEO.

IPOCRITO. Venitemi drieto passin passino.
BRIZIO. Ecco messer Ipocrito nostro.
TRANQUILLO. Vedete come domine si simiglia l'un l'altro?
PRELIO. Non che al sentirlo dire, l'uomo non crederebbe al vederlo di se stesso.
ZEFIRO. Così è.
IPOCRITO. Questi cinque gigli nati ne i giardini de l'umanità, potrebbero fare lo aprile de la generazione; o gioventù florida, o età virente, o anni giocondi, o sangue generoso, come risplendete voi lucidamente in costoro! del che ringraziamone il Signore.
LISEO. Nada es todos, perché il tempo ci rifrustra.
IPOCRITO. Messer Brizio, ricoglietefatti personaggi con la debita carità.
LISEO. E todos es nada.
IPOCRITO. Ecco fuor le spose, anzi un groppo di legione angelica.




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