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Pietro Aretino
Lo Ipocrito

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  • ATTO QUINTO
    • Scena XXIV
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Scena XXIV

LISEO, solo.

Signori, poi che colui che ha fatto la Commedia, è stato sempre de la fantasia ch'io voglio esser tuttavia, so che gli faccio una grazia rilevata a dirvi che se la cantafavola vi è piaciuta, l'ha caro, e se non vi è piaciuta, carissimo; avvenga che nel piacervi appare il suo pensarvi poco, e nel non piacervi il suo curarsene meno, perocché todos es nada, et essendo ogni cosa niente, tanto pensa a la lode, quanto al biasimo, ché certo todos es nada, e però chi more mora, e chi nasce nasca, e senza far più conto del sole che de la pioggia, chi vuol rovinar rovini, e chi vuol murar muri, ché todos es nada. Ma da che nada es todos, salvo Iddio che è il tutto, me ne vado a vedere le pazzie nuziali.




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